Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per ottenere 1.500€ netti nel forfettario devi stimare coefficiente ATECO, imposta sostitutiva (5% o 15%) e contributi previdenziali. In media serviranno tra circa 1.900€ e 2.200€ di fatturato imponibile.
- Il reddito imponibile si calcola con il coefficiente di redditività del tuo ATECO; le imposte si applicano su quel reddito al netto dei contributi.
- L’imposta sostitutiva è 5% (start-up che rispettano i requisiti) o 15% (regime ordinario del forfettario).
- I contributi variano per Gestione Separata, INPS artigiani/commercianti e Casse professionali; possono essere proporzionali o con minimi fissi.
Quanto devi fatturare per avere 1.500€ netti nel regime forfettario
Nel regime forfettario il fisco non guarda i tuoi costi reali. Applica un coefficiente di redditività. È una percentuale legata al tuo ATECO. Trasforma i tuoi ricavi in reddito imponibile.
L’imposta sostitutiva si applica su quel reddito, dopo aver tolto i contributi previdenziali. Questo punto è cruciale. I contributi riducono la base su cui paghi l’imposta.
Perciò il calcolo corretto richiede tre dati: coefficiente (es. 78% per professionisti), aliquota d’imposta (5% o 15%) e regole contributive della tua gestione.
La formula esatta per chi versa alla Gestione Separata INPS
Professionisti senza Cassa versano di norma alla Gestione Separata INPS. Qui i contributi si calcolano sul reddito forfettario (ricavi × coefficiente). L’imposta sostitutiva si calcola sul reddito forfettario al netto dei contributi.
Definiamo: R = ricavi imponibili da fatturare; c = coefficiente; b = aliquota contributiva INPS; a = aliquota imposta (0,05 oppure 0,15).
Allora: contributi = b × c × R; imponibile fiscale = c × R − contributi; imposta = a × (c × R − contributi) = a × (1 − b) × c × R.
Il netto che ti resta è: Netto = R − contributi − imposta = R × [1 − c × (b + a × (1 − b))]. Per ottenere un netto desiderato N, serve: R = N / [1 − c × (b + a × (1 − b))].
Esempio pratico (professionista, coefficiente 78%, Gestione Separata con aliquota previdenziale di riferimento 26,07%, imposta 5%). Con N = 1.500€, c = 0,78; b = 0,2607; a = 0,05:
Fatturato necessario R ≈ 1.500 / [1 − 0,78 × (0,2607 + 0,05 × 0,7393)] ≈ 1.953€.
Controllo veloce: contributi ≈ 397€; imposta ≈ 56€; netto ≈ 1.500€.
Se versi all’INPS Artigiani/Commercianti
Qui i contributi hanno minimi fissi annuali e una quota percentuale sull’eccedenza. Esiste la riduzione del 35% per chi è nel forfettario. Devi verificarne i requisiti e fare domanda.
Come si stima il fatturato per 1.500€ netti? Due casi:
- Se hai già coperto i minimi con il fatturato dell’anno, sulla parte in più applichi solo la percentuale in eccedenza. Puoi usare la stessa formula della Gestione Separata sostituendo b con l’aliquota “in eccedenza”.
- Se non hai ancora coperto i minimi, devi spalmare la quota residua dei minimi sul lavoro in oggetto. In pratica, aggiungi ai contributi proporzionali anche la quota di minimo non ancora versata. È un calcolo “a budget” sull’anno.
Esempio semplificato per parte “in eccedenza”: c = 0,67 (artigiano-servizi), b ≈ 24% (aliquota indicativa), a = 0,15. Se N = 1.500€: R ≈ 1.500 / [1 − 0,67 × (0,24 + 0,15 × 0,76)] ≈ 1.900–2.000€ circa. Se i minimi non sono coperti, il totale può salire sensibilmente.
Se hai una Cassa professionale
Le Casse (ingegneri, architetti, psicologi, ecc.) prevedono contributi soggettivi percentuali e spesso minimi fissi. Hanno anche un “contributo integrativo” (frequente il 4%) da addebitare al cliente in fattura. L’integrativo aumenta l’incasso, ma di norma non entra nel reddito forfettario.
Metodo: calcola i contributi soggettivi effettivi (minimi + percentuali). Se lavori “oltre i minimi”, puoi usare la stessa formula vista, sostituendo b con l’aliquota soggettiva effettiva. L’integrativo addebitato al cliente si somma a parte al totale documento.
Variabili che fanno davvero la differenza
Coefficiente di redditività (cos’è e dove si prende)
È la percentuale che trasforma ricavi in reddito. Tipicamente: 78% per professionisti, 67% per artigiani/servizi, 40% per commercio. Verifica sempre la tabella ufficiale allegata alla Legge 190/2014 su Normattiva.
Aliquota dell’imposta sostitutiva: 5% o 15%
Il 5% vale per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up. Per tutti gli altri casi l’aliquota è 15%. La base è la Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89, come modificata.
Contributi previdenziali
Gestione Separata INPS: aliquota aggiornata ogni anno da circolare INPS. Artigiani/Commercianti: minimi fissi annuali più percentuale in eccedenza, con possibile riduzione 35% se ammessa. Casse professionali: regole e minimi propri per ciascuna Cassa.
I contributi si deducono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta. Questa è la differenza decisiva rispetto al calcolo “semplice”.
Fattura: marca da bollo e altre voci
Niente IVA e niente ritenuta d’acconto in forfettario (Legge 190/2014, art. 1, comma 67). Sulle fatture senza IVA oltre 77,47€ si applica l’imposta di bollo da 2€ (DPR 642/1972 e norme attuative sul bollo elettronico). Il bollo non è reddito e non incide su imposte e contributi.
Se hai una Cassa con contributo integrativo (es. 4%), lo addebiti al cliente e lo versi alla Cassa. Di norma non rientra nel reddito forfettario.
Regola decisionale rapida
Applica questi nessi logici per stimare il tuo importo da fatturare.
- Identifica il tuo ATECO e trova il coefficiente di redditività ufficiale (fonte: Normattiva – Legge 190/2014 e relativi allegati).
- Verifica l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile: 5% se hai i requisiti start-up; altrimenti 15% (fonte: Legge 190/2014).
- Determina la tua gestione previdenziale:
- Gestione Separata: usa l’aliquota INPS vigente (fonte: circolare INPS annuale Gestione Separata).
- Artigiani/Commercianti: considera minimi annuali e aliquota in eccedenza; se sei forfettario, valuta la riduzione del 35% (fonti: circolari INPS gestione commercianti/artigiani).
- Cassa professionale: somma minimi e aliquota soggettiva; se presente, l’integrativo si addebita al cliente.
- Se i contributi sono solo percentuali, usa la formula chiusa: R = N / [1 − c × (b + a × (1 − b))].
- Se hai minimi fissi (INPS Art/Comm o Cassa), ripartiscili sul tuo budget annuo e somma la quota pro-quota al lavoro; poi applica la formula alla parte percentuale.
- Ricorda i limiti del forfettario: soglia di accesso 85.000€ e fuoriuscita immediata oltre 100.000€ (fonte: Legge 197/2022 – Legge di Bilancio 2023, come confermata per gli anni successivi salvo modifiche).
Riferimenti normativi utili
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89, consultabile su Normattiva. Modifiche e soglie: Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Esclusione ritenuta d’acconto: comma 67 della stessa Legge 190/2014.
Contributi: circolari annuali INPS per Gestione Separata e per Artigiani/Commercianti; riduzione del 35% per forfettari disciplinata dalle norme INPS attuative della Legge 190/2014.
Fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate; obbligo esteso anche ai forfettari. Imposta di bollo: DPR 642/1972 e decreti attuativi sul bollo elettronico.
Esempi numerici completi
Esempio A: Professionista, Gestione Separata, imposta 5%
Dati: N = 1.500€; c = 0,78; b = 0,2607 (riferimento INPS); a = 0,05. R ≈ 1.953€. Contributi ≈ 397€; imposta ≈ 56€; netto ≈ 1.500€.
Esempio B: Professionista, Gestione Separata, imposta 15%
Dati: N = 1.500€; c = 0,78; b = 0,2607; a = 0,15. R ≈ 2.112€. Contributi ≈ 430€; imposta ≈ 82€; netto ≈ 1.500€.
Esempio C: Commercio, contributi percentuali oltre minimi già assolti
Dati: N = 1.500€; c = 0,40; b ≈ 0,2448; a = 0,15. R ≈ 1.752€. Valido se hai già coperto i minimi. Se no, aggiungi la quota residua dei minimi al calcolo.
Esempio D: Cassa professionale (aliquota soggettiva 15%), imposta 15%
Dati: N = 1.500€; c = 0,78; b = 0,15; a = 0,15. R ≈ 1.914€. Il contributo integrativo (es. 4%) si aggiunge al totale documento e non riduce il netto fiscale. I minimi, se non coperti, aumentano l’importo necessario.
Tabella comparativa: scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Dati di calcolo (c, a, b) | Fatturato imponibile per 1.500€ netti | Note operative e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Professionista senza Cassa (Gestione Separata), imposta 5% | c = 78%; a = 5%; b = aliquota Gestione Separata (es. 26,07%) | ≈ 1.950–1.980€ (stima con b 26,07%: ≈ 1.953€) | Contributi e imposta con F24 alle scadenze imposte (acconti/saldi). Aliquote INPS da verificare su circolare annuale. |
| Professionista senza Cassa (Gestione Separata), imposta 15% | c = 78%; a = 15%; b = aliquota Gestione Separata | ≈ 2.090–2.150€ (stima con b 26,07%: ≈ 2.112€) | Attenzione agli acconti dell’imposta sostitutiva e ai contributi sul reddito forfettario. |
| Artigiano/Servizi (INPS Artigiani), imposta 15%, oltre i minimi già assolti | c = 67%; a = 15%; b ≈ aliquota eccedenza (es. ~24%) | ≈ 1.900–2.000€ | Se i minimi non sono ancora coperti, aggiungi la quota residua dei minimi all’importo. Riduzione 35% se ammessa. |
| Commerciante (INPS Commercianti), imposta 15%, oltre i minimi già assolti | c = 40%; a = 15%; b ≈ aliquota eccedenza (es. ~24–25%) | ≈ 1.680–1.760€ (b 24,48%: ≈ 1.752€) | Minimi e aliquote variano di anno in anno; verifica circolari INPS. Riduzione 35% se ammessa. |
| Professionista con Cassa (soggettivo 15% + integrativo a parte), imposta 15% | c = 78%; a = 15%; b = 15% (solo soggettivo). Integrativo a parte. | ≈ 1.880–1.950€ (stima: ≈ 1.914€) | Il contributo integrativo si addebita al cliente e si versa alla Cassa. Minimi Cassa da considerare a budget annuo. |
FAQ
Come trovo il mio coefficiente di redditività e perché è così importante?
Il coefficiente è nella tabella del regime forfettario allegata alla Legge 190/2014, consultabile su Normattiva. Dipende dal tuo ATECO e determina quanta parte dei ricavi diventa reddito imponibile. Esempio: con coefficiente 78%, su 2.000€ di ricavi, 1.560€ è reddito. Tutte le imposte e i contributi si muovono da lì. Un errore sul coefficiente sposta in modo sensibile l’importo da fatturare. Quindi verifica sempre ATECO e gruppo merceologico corretti prima di fare preventivi e offerte.
Come funziona la riduzione del 5% e quando passo al 15%?
L’aliquota 5% è un’agevolazione per i primi cinque anni, se rispetti i requisiti di start-up previsti dalla Legge 190/2014 (assenza di attività nei tre anni precedenti, non prosecuzione di attività già svolta come dipendente o in forma associata, tetti su lavoro dipendente/beni strumentali secondo le versioni normative vigenti). Trascorsi i cinque anni, o se i requisiti decadono prima, passi al 15% dal periodo d’imposta successivo. Ricorda che la Legge 197/2022 ha modificato limiti e condizioni di accesso/uscita al forfettario; verifica ogni anno eventuali aggiornamenti su Agenzia delle Entrate e Normattiva.
Come incidono i contributi minimi di INPS Artigiani/Commercianti e delle Casse professionali sul mio singolo preventivo?
I contributi minimi sono importi annui dovuti a prescindere dal reddito. Per stimare correttamente quanto chiedere in una singola fattura, devi “spalmare” i minimi sul tuo budget annuo. Esempio: se prevedi 24.000€ di ricavi annui e hai 3.600€ di minimi, ogni 1.000€ di ricavi incorpora 150€ di quota minimi (3.600/24). A questa quota aggiungi l’aliquota percentuale sull’eccedenza e poi applichi la regola del forfettario (imposta sul reddito al netto dei contributi). Se i minimi risultano già coperti con le fatture precedenti, sulla nuova prestazione consideri solo la parte percentuale. Le Casse professionali hanno anche minimi soggettivi e integrativi propri: leggi il regolamento della tua Cassa e le delibere annuali.
Perché la “somma delle percentuali” sovrastima spesso il totale da chiedere?
Molti sommano imposta e contributi “come se” entrambi si applicassero allo stesso imponibile. Ma nel forfettario l’imposta si calcola sul reddito forfettario al netto dei contributi. Quindi i contributi riducono la base imponibile dell’imposta. La formula corretta tiene conto di questo passaggio e porta quasi sempre a un importo da fatturare leggermente più basso rispetto alla semplice somma di percentuali. Esempio: con c = 78%, b = 26,07%, a = 5%, la somma ingenua porta a ≈ 24,2% di “incidenza”. Il conto corretto porta a ≈ 23,2% effettiva, da cui il risultato più preciso (≈ 1.953€ per 1.500€ netti, non ≈ 1.979€).
Oltre a imposta e contributi, che altre voci devo considerare in fattura e in dichiarazione?
In fattura: l’imposta di bollo da 2€ per operazioni senza IVA sopra 77,47€ (DPR 642/1972). Se appartieni a una Cassa che prevede contributo integrativo (spesso 4%), lo addebiti in fattura al cliente e lo versi alla Cassa. Nel forfettario non applichi ritenuta d’acconto (Legge 190/2014, comma 67). In dichiarazione: ricorda acconti e saldi dell’imposta sostitutiva e dei contributi, con modalità F24 e scadenze ordinarie. La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate). Monitora inoltre la soglia di 85.000€ e la fuoriuscita immediata oltre 100.000€ (Legge 197/2022): superare le soglie cambia il regime e l’impatto fiscale delle fatture successive.
