Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
In regime ordinario con Gestione Separata INPS (aliquota 26,07%), per ottenere 1.500€ netti/mese servono circa 31.619€ di compensi annui, cioè 2.635€ al mese, ipotizzando zero costi e senza addizionali regionali/comunali.
- Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000€; 33% da 28.001€ a 50.000€; 43% oltre 50.000€ (fonte normativa: TUIR – DPR 917/1986 aggiornato su Normattiva).
- Gestione Separata INPS 2026: 26,07% sul reddito professionale (fonte: circolari INPS annuali e portale INPS).
- I contributi previdenziali riducono la base IRPEF; le addizionali regionali/comunali si calcolano sul reddito imponibile IRPEF (fonti: Agenzia delle Entrate; Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Quanto devo fatturare per avere 1.500€ netti al mese nel 2026: quadro tecnico
Parliamo di Partita IVA in regime ordinario. Consideriamo i compensi senza IVA, cioè quello che resta fuori dall’imposta. L’IVA che incassi la giri allo Stato e non è reddito.
Il “netto” qui significa: dopo contributi previdenziali, IRPEF e addizionali. Escludo IRAP, perché i professionisti senza autonoma organizzazione in genere non la pagano. Se hai un’organizzazione autonoma, valuta anche l’IRAP (fonte: giurisprudenza e istruzioni Agenzia delle Entrate).
Le fonti normative di riferimento sono: TUIR (DPR 917/1986) per l’IRPEF, DPR 633/1972 per l’IVA, Legge 335/1995 e circolari INPS per i contributi, istruzioni e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate per detrazioni e addizionali. Puoi verificarle su Normattiva, portale INPS e Ministero dell’Economia.
Definizioni rapide per evitare fraintendimenti
- Compensi lordi: ciò che fatturi al netto dell’IVA, prima di costi e imposte.
- Costi deducibili: spese inerenti all’attività che riducono il reddito (es. software, affitti, attrezzature in quota ammortamento).
- Reddito imponibile IRPEF: compensi meno costi meno contributi previdenziali obbligatori.
- Principio di cassa: per i professionisti, contano gli incassi e i pagamenti dell’anno (fonte: TUIR, art. 54).
- Gestione Separata: cassa INPS dei professionisti senza albo; aliquota 2026 al 26,07% (fonte: circolari INPS).
La formula di calcolo nel caso base (Gestione Separata, zero costi)
Obiettivo: 1.500€ netti al mese, cioè 18.000€ netti annui.
Ipotesi: zero costi deducibili, nessuna addizionale regionale/comunale, tutto il reddito in primo scaglione IRPEF (23%). Questa ipotesi è prudente e trasparente.
Passaggi matematici essenziali
- Contributi INPS: 26,07% dei compensi (Gestione Separata).
- Reddito imponibile IRPEF: compensi – contributi.
- IRPEF 23%: si applica se resti entro 28.000€ di imponibile.
- Netto: compensi – contributi – IRPEF.
Risultato: per 18.000€ netti annui servono circa 31.619€ di compensi annui (2.635€ al mese). Questo tiene l’imponibile IRPEF entro 28.000€ e quindi nel 23% (fonte scaglioni: TUIR su Normattiva e ultimi aggiornamenti di legge di bilancio).
Cosa cambia con le addizionali locali
Le addizionali regionale e comunale variano per Regione e Comune. In media incidono tra l’1% e il 2% dell’imponibile IRPEF. Con un 1,7% medio, lo stesso obiettivo netto richiede circa 32.300–32.600€ di compensi. L’incremento dipende dalla tua Regione e dal tuo Comune (fonte: MEF – Dipartimento delle Finanze e delibere locali).
Quando hai costi: la formula completa
Se sostieni costi deducibili, i contributi si calcolano sul reddito professionale prima dei contributi stessi. In pratica: base contributiva = compensi – costi. I contributi restano deducibili dal reddito per l’IRPEF.
Esempio con 3.000€ di costi annui (Gestione Separata, senza addizionali)
- Base contributiva: compensi – 3.000€.
- Contributi: 26,07% della base.
- Imponibile IRPEF: compensi – 3.000€ – contributi.
- IRPEF 23% sull’imponibile.
Risultato orientativo: per restare a 18.000€ netti, servono circa 34.600€ di compensi. I costi riducono l’imponibile, ma vanno comunque pagati. Per questo, a parità di netto desiderato, il fatturato target sale.
Scenari previdenziali alternativi e impatto sul fatturato obiettivo
Non tutti stanno in Gestione Separata. Artigiani e commercianti hanno contributi fissi minimi più una percentuale sull’eccedenza. Le casse professionali hanno regole loro (minimi, percentuali, integrativi in fattura). Le formule cambiano e il fatturato “target” può salire o scendere.
Artigiani/Commercianti INPS
Schema tipico: contributi fissi minimi annui + aliquota percentuale sull’eccedenza oltre il minimale di reddito. Le aliquote ordinarie si aggirano intorno al 24% con addizionali minori. I minimi si aggiornano ogni anno (fonte: Legge 335/1995, circolari INPS).
Esempio orientativo (zero costi, senza addizionali IRPEF): per 1.500€ netti/mese servono in media 30.800–31.200€ di compensi. Il motivo: i contributi pesano meno in proporzione ai ricavi rispetto alla Gestione Separata, finché non superi molto il minimale.
Casse professionali (ingegneri, architetti, avvocati, ecc.)
Ogni cassa ha: contributo soggettivo (percentuale), integrativo (spesso addebitabile al cliente), e minimi fissi. La base imponibile IRPEF si riduce dei contributi obbligatori. Se l’integrativo resta a carico del cliente, il tuo netto migliora.
Esempio orientativo (zero costi): fatturato target 30.000–33.000€ per 18.000€ netti. Dipende da aliquote e minimi della tua cassa. Verifica sempre il regolamento della tua cassa (fonti: siti istituzionali degli enti previdenziali professionali).
Dipendente + Partita IVA (secondo lavoro)
Se il reddito da dipendente satura il primo scaglione, il reddito da Partita IVA entra in quello al 33%. Con Gestione Separata e zero costi, per 1.500€ netti/mese servono circa 36.000–37.500€ di compensi, a seconda delle addizionali locali.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per stimare velocemente
- Se sei in Gestione Separata, zero costi, e resti nel primo scaglione IRPEF: target ≈ 31.600–32.600€ a seconda delle addizionali.
- Se hai costi: aggiungi circa 1.000–1.100€ di fatturato target per ogni 1.000€ di costi annui, a parità di altri fattori.
- Se sei dipendente e la Partita IVA è un secondo reddito: aumenta il target del 15–20% rispetto al caso base, per effetto dello scaglione al 33% e delle addizionali.
- Se sei artigiano/commerciante: spesso il target è leggermente più basso del caso Gestione Separata a parità di ricavi moderati, grazie ai minimi fissi.
- Se hai cassa professionale e addebiti l’integrativo al cliente: il target scende di qualche punto percentuale.
Fonti normative: TUIR (DPR 917/1986) per IRPEF e addizionali; DPR 633/1972 per IVA; Legge 335/1995 e circolari INPS per contributi; documentazione ufficiale delle Casse professionali; istruzioni Agenzia delle Entrate e MEF.
Calcoli passaggio per passaggio: esempio completo 2026
Professionista in Gestione Separata, zero costi, senza addizionali
- Obiettivo netto annuo: 18.000€.
- Contributi: 26,07% dei compensi.
- Imponibile IRPEF: compensi – contributi.
- IRPEF: 23% (imponibile sotto 28.000€).
Risultato: compensi ≈ 31.619€ annui, pari a 2.635€ al mese. Con addizionali medie, il target sale verso 32.500€.
Stesso profilo con 3.000€ di costi
Target compensi ≈ 34.600€ annui. Con addizionali medie: ≈ 35.500–36.000€.
Dipendente + Partita IVA (Gestione Separata), zero costi
Se sei già oltre 28.000€ di reddito da dipendente: target ≈ 36.000–37.500€ per arrivare a 18.000€ netti annui dalla sola Partita IVA.
Artigiano/Commerciante (zero costi)
Target tipico: ≈ 30.800–31.200€ senza addizionali. Con addizionali medie: ≈ 31.800–32.200€.
Tabella scenari 2026: fatturato necessario per 1.500€ netti/mese
| Scenario | Ipotesi contributiva 2026 | Ipotesi costi | Compensi annui stimati per 18.000€ netti | Tempistiche e adempimenti principali |
|---|---|---|---|---|
| Professionista Gestione Separata (caso base) | 26,07% su reddito professionale; deducibili da IRPEF | Zero costi; addizionali escluse | ≈ 31.619€ (≈ 2.635€/mese) | Saldo e 1° acconto imposte entro 30 giugno; 2° acconto entro 30 novembre; INPS secondo rateazioni su F24 |
| Professionista Gestione Separata con costi | 26,07% su (compensi – costi); contributi deducibili | 3.000€ di costi annui; addizionali escluse | ≈ 34.600€ (sale a ≈ 35.5–36k€ con addizionali medie) | Stesse scadenze; conserva fatture e giustificativi per deduzioni |
| Artigiano/Commerciante INPS | Minimi fissi annui + aliquota su eccedenza (intorno al 24%) | Zero costi; addizionali escluse | ≈ 30.800–31.200€ | Contributi fissi in 4 rate; imposte saldo/acconti come da calendario |
| Dipendente + Partita IVA (Gestione Separata) | 26,07% su reddito professionale; aliquota IRPEF marginale 33% | Zero costi; addizionali medie | ≈ 36.000–37.500€ | Attenzione agli acconti IRPEF e INPS; verifica conguagli in CU/730 |
FAQ
1) L’importo indicato è “con” o “senza” IVA? Come devo leggere il risultato dei calcoli?
L’importo è senza IVA. Parliamo di compensi lordi imponibili, cioè ciò che fatturi al netto dell’IVA. L’IVA incassata non è un tuo ricavo: la versi allo Stato con le liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali). Nel regime ordinario, quindi, quando dici “mi servono 31.619€ lordi annui”, intendi 31.619€ di imponibile in fattura, più l’IVA dovuta per legge. Esempio: se applichi IVA al 22%, la fattura al cliente sarà imponibile 2.635€ + IVA 580€ = totale 3.215€. Tu consideri 2.635€ come “fatturato utile” ai fini del reddito, non 3.215€.
2) Dove trovo le aliquote ufficiali (IRPEF, addizionali, INPS) e perché possono cambiare ogni anno?
Le aliquote IRPEF e le relative detrazioni derivano dal TUIR (DPR 917/1986) e dalle leggi di bilancio che aggiornano scaglioni e detrazioni. Le addizionali regionali e comunali sono deliberate ogni anno da Regione e Comune, nei limiti fissati dallo Stato, e compaiono nelle delibere pubblicate dal MEF. Le aliquote previdenziali sono definite da Legge 335/1995 e aggiornate da circolari INPS annuali. Gli importi cambiano perché variano i parametri economici, le politiche fiscali e i minimi contributivi. Per questo conviene verificare su Normattiva (testi aggiornati), sul portale INPS (aliquote e minimali) e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e del MEF per addizionali.
3) Se ho costi elevati, perché il fatturato necessario per lo stesso netto spesso aumenta?
Perché i costi riducono il reddito su cui calcoli contributi e imposte, ma sono anche soldi che escono dalle tue tasche. Quindi, per avere lo stesso netto finale dopo aver pagato quei costi, devi incassare di più. Un esempio chiaro: ipotesi Gestione Separata, zero addizionali. Con 0€ di costi ti bastano ≈ 31.619€ per 18.000€ netti. Con 3.000€ di costi ti servono ≈ 34.600€. Il differenziale non è pari ai soli 3.000€, perché su parte di quei 3.000€ avresti risparmiato contributi e IRPEF; ma il saldo finale richiede comunque più fatturato per compensare i costi vivi.
4) Come incidono detrazioni e oneri (es. spese mediche, detrazioni per lavoro autonomo)?
Le detrazioni IRPEF riducono l’imposta netta dovuta. Quelle tipiche sono la detrazione per lavoro autonomo (art. 13 TUIR) e le detrazioni per oneri (spese sanitarie, interessi mutuo, istruzione, ecc.). Se hai molte detrazioni, puoi ridurre il fatturato necessario per raggiungere lo stesso netto. Esempio: con 1.000€ di detrazioni effettivamente utilizzabili, nel caso Gestione Separata base potresti ridurre il target di qualche migliaio di euro. Attenzione però ai limiti di capienza: le detrazioni funzionano finché c’è imposta da scontare. Valuta anche le deduzioni (es. contributi previdenziali, assegni alimentari, previdenza complementare), che abbassano l’imponibile e quindi il tax rate effettivo.
5) Quali sono gli errori più comuni quando stimo “quanto devo fatturare” e come evitarli?
I principali errori sono cinque. Primo: confondere imponibile e totale fattura con IVA. Ricorda: l’IVA non è reddito. Secondo: ignorare i contributi previdenziali o non considerarne la deducibilità IRPEF. Terzo: dimenticare addizionali regionali e comunali, che possono pesare oltre l’1,5% dell’imponibile. Quarto: usare lo stesso scaglione IRPEF per tutti i calcoli, anche quando hai un reddito da dipendente che spinge l’aliquota marginale al 33% o al 43%. Quinto: non programmare acconti e saldi. Soluzione pratica: crea un piano di cassa annuale, separa l’IVA in un conto dedicato, accantona mensilmente una quota per contributi e imposte (di solito 35–45% dell’imponibile in Gestione Separata, a seconda delle addizionali), e aggiorna la stima ogni trimestre con i dati reali. Fonti di supporto: istruzioni Agenzia delle Entrate per acconti e saldi, circolari INPS per scadenze, TUIR per regole su imponibile e detrazioni.
