Tasse artigiano con Partita IVA regime forfettario: come le calcolo?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Un artigiano in regime forfettario tassa il reddito calcolato con il coefficiente (spesso 67%), con imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, senza IVA; paga INPS artigiani e può optare per riduzione contributiva 35%.

  • Imposta sostitutiva: 15% ordinaria o 5% per i primi 5 anni se ricorrono i requisiti; base imponibile = incassi per coefficiente di redditività, meno contributi previdenziali deducibili.
  • Soglie: accesso/ permanenza fino a 85.000 euro; uscita immediata se in corso d’anno si superano 100.000 euro.
  • INPS artigiani: contributi fissi sul minimale + percentuali sulla quota eccedente; opzionale riduzione 35% per forfettari; e-fattura obbligatoria per tutti.

Regime forfettario artigiani: come funziona davvero

Il regime forfettario è il regime fiscale semplificato per le Partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000 euro. Rientrano anche gli artigiani iscritti all’Albo Imprese Artigiane.

La norma base è la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, aggiornata dalle leggi di bilancio successive. La soglia a 85.000 euro e l’uscita immediata oltre 100.000 euro derivano dalla Legge 197/2022 (Bilancio 2023).

Il reddito non si calcola sui costi reali. Si usa un coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Si applica il principio di cassa: contano gli incassi effettivi dell’anno, non le fatture emesse ma non incassate.

Coefficiente di redditività: perché per molti artigiani è 67%

Il coefficiente di redditività è la percentuale dei ricavi che diventa reddito imponibile. Per molte attività artigiane è 67%, ma dipende dal tuo ATECO.

La tabella ufficiale è allegata alla Legge 190/2014 e viene ripresa dall’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre il gruppo corretto del tuo ATECO su Normattiva o nelle istruzioni dell’Agenzia.

Esempio semplice: incassi 20.000 euro, coefficiente 67% = reddito lordo 13.400 euro. Dai 13.400 sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno: ottieni la base per l’imposta sostitutiva.

Aliquote 15% e 5%: quando si applicano

L’imposta sostitutiva è 15% in via ordinaria. Scende al 5% per i primi 5 anni se apri una nuova attività e rispetti condizioni precise.

Condizioni principali per il 5% (fonte: Legge 190/2014, art. 1, c. 65): non aver svolto nei tre anni precedenti attività artistica, professionale o d’impresa uguale o simile; l’attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo; se rilevi un’attività, i ricavi pregressi non devono superare i limiti del regime.

Se non rispetti una di queste condizioni, applichi il 15%. La verifica si fa all’apertura e nei primi cinque anni.

Contributi INPS artigiani: regole, scadenze e riduzioni

Gli artigiani versano i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Sono di due tipi: contributi fissi sul minimale di reddito e contributi percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale.

Le aliquote e i minimali/massimali si aggiornano ogni anno con circolare INPS dedicata alla Gestione Artigiani e Commercianti. Consulta sempre la circolare dell’anno (fonte: INPS, circolari annuali). L’aliquota ordinaria per gli artigiani è storicamente pari al 24% sulla quota eccedente il minimale; i valori precisi 2026 li fornisce INPS.

I contributi fissi si pagano in quattro rate durante l’anno. I contributi sulla quota eccedente si pagano a saldo e acconto con F24 alle scadenze delle imposte dirette (giugno e novembre, salvo proroghe).

Deducibilità e riduzione del 35%

I contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito forfettario. Quindi riducono la base su cui calcoli l’imposta sostitutiva.

Se sei in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti (sia fissi sia sulla quota eccedente). La base normativa è nella Legge 190/2014 e nelle istruzioni INPS (fonte: INPS, circolare su regime agevolato contributivo).

La richiesta si fa online nel Cassetto Previdenziale INPS – Artigiani e Commercianti. L’opzione vale dall’anno di accoglimento finché non la revochi. Pro: liquidi meno contributi. Contro: accrediti meno quota ai fini pensionistici, perché versi di meno.

Fatture, IVA, bollo e altre semplificazioni

Nel forfettario non addebiti l’IVA ai clienti e non detrai l’IVA sugli acquisti. Sulle fatture superiori a 77,47 euro applichi l’imposta di bollo da 2 euro. Per le e-fatture il bollo si versa trimestralmente con F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari (fonte: DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate). Devi usare un software o un intermediario per inviare i documenti al Sistema di Interscambio.

Non subisci ritenute d’acconto. Comunichi al cliente che operi in regime forfettario ai sensi della Legge 190/2014, art. 1, c. 67. Sei escluso dagli ISA. Non tieni i registri IVA e non fai liquidazioni IVA.

Altri obblighi tipici dell’artigiano

Molte attività artigiane richiedono iscrizione INAIL, con premio annuale contro gli infortuni (fonte: DPR 1124/1965). Verifica la copertura in base alla lavorazione.

L’avvio passa per ComUnica alla Camera di Commercio: apertura Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, INPS e, se necessario, INAIL. Per alcune attività serve SCIA al Comune. Conserva digitalmente le e-fatture per dieci anni.

Requisiti di accesso ed esclusioni (aggiornamento 2026)

Requisiti principali di accesso e permanenza (fonte: Legge 190/2014 e s.m.i.; Legge 197/2022): ricavi/compensi non superiori a 85.000 euro; residenza in Italia, oppure in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia; non utilizzare regimi IVA speciali.

Cause tipiche di esclusione: partecipazioni in società di persone, associazioni o imprese familiari; controllo o partecipazione qualificata in SRL che svolge attività riconducibile alla tua; esercizio prevalente di cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi; superamento di 100.000 euro di incassi in corso d’anno (uscita immediata).

Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 in corso d’anno, applichi l’IVA dalla fattura che fa sforare e per il resto dell’anno; l’anno dopo sei fuori.

Regola decisionale rapida

Domande sì/no per scegliere con buon senso

Prevedi incassi sotto 85.000 euro? Se no, il forfettario non è praticabile. Se sì, prosegui.

Hai costi reali elevati con molta IVA sugli acquisti? Se sì, valuta il regime ordinario perché nel forfettario non recuperi l’IVA e i costi non sono analitici.

Hai clienti soprattutto privati (B2C)? Se sì, il forfettario è spesso conveniente perché non applichi IVA e sei più competitivo.

Hai i requisiti per l’aliquota 5% start-up? Se sì, il risparmio fiscale iniziale è forte. Se no, calcola con il 15%.

Possiedi o controllerai una SRL con attività simile alla tua? Se sì, potresti essere escluso: verifica prima di aprire.

Esempi numerici operativi

1) Nuova attività, parrucchiere, 20.000 euro di incassi

Incassi: 20.000. Coefficiente ipotizzato per l’attività artigianale: 67% = 13.400. Contributi INPS versati nell’anno: ipotizziamo 3.000 (dato solo esemplificativo, dipende da circolare INPS). Reddito imponibile imposta: 13.400 – 3.000 = 10.400. Aliquota start-up 5%: imposta = 520.

Nota: i numeri INPS variano ogni anno. Riferisciti sempre alla circolare INPS dell’anno in corso.

2) Attività matura, falegname, 60.000 euro di incassi

Incassi: 60.000. Reddito lordo: 60.000 x 67% = 40.200. Contributi ipotetici versati: 6.000. Base imposta: 34.200. Aliquota 15%: imposta = 5.130. Se opti per riduzione INPS 35%, contributi scendono ma anche l’accredito pensionistico. Fai due conti prima di scegliere.

3) Eccedenza a 92.000 euro

Se in un anno incassi 92.000, resti in forfettario per quell’anno. Dal prossimo anno esci e passi al regime IVA ordinario. Prepara il passaggio: nuova numerazione fatture, applicazione IVA e registri.

4) Sforamento a 105.000 euro a ottobre

Superi 100.000 in corso d’anno. Dalla fattura che fa sforare applichi l’IVA e le regole ordinarie per il resto dell’anno. L’anno successivo resti nel regime ordinario.

Fonti normative e prassi da consultare

Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario); Legge 197/2022 (soglia 85.000 euro e uscita oltre 100.000); DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022 (e-fattura estesa ai forfettari); circolari annuali INPS su Gestione Artigiani e Commercianti; provvedimenti e guide dell’Agenzia delle Entrate su fatturazione elettronica e imposta di bollo.

Scenario Requisiti/condizioni Cosa succede fiscalmente Tempistiche/adempimenti
Nuova attività con aliquota 5% Nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; non prosecuzione; ricavi stimati ≤ 85.000 Imposta sostitutiva 5% per 5 anni; base = incassi x coefficiente – contributi Apertura con ComUnica; opzione riduzione INPS 35% se vuoi; e-fattura da subito
Permanenza ordinaria 15% Ricavi/compensi annui ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione Imposta 15%; niente IVA; bollo su fatture non IVA; niente ritenute subite Versi imposta con saldo/acconti; INPS fissi in 4 rate + eccedenza a saldo/acconti
Superamento 85.000 e ≤ 100.000 Incassi anno corrente tra 85.001 e 100.000 Resti in forfettario per l’anno in corso; esci dall’anno successivo Pianifica passaggio a regime IVA dal 1° gennaio successivo; informativa a clienti/fornitori
Superamento 100.000 in corso d’anno Incassi totali superano 100.000 in qualunque momento dell’anno Uscita immediata; da quella fattura applichi IVA e regole ordinarie Adegua fatture e registri subito; l’anno seguente resti fuori dal forfettario
Riduzione contributi INPS 35% Regime forfettario attivo; domanda telematica INPS Contributi ridotti del 35%; imponibile fiscale ridotto dei contributi effettivi Richiesta nel Cassetto Previdenziale; vale dall’anno di accoglimento finché non revochi
Partecipazione/controllo in SRL riconducibile Controllo o partecipazione qualificata in SRL con attività simile alla tua Esclusione dal regime forfettario Valuta riorganizzazione societaria prima di aprire o mantenere il regime

FAQ

Come si calcola l’imposta sostitutiva per un artigiano in forfettario, passo per passo?

Il calcolo segue quattro passi. Primo: somma gli incassi effettivi dell’anno (principio di cassa). Secondo: applica il coefficiente di redditività collegato al tuo codice ATECO; ottieni il reddito lordo forfettario. Terzo: sottrai i contributi previdenziali INPS versati nell’anno, compresi i fissi e l’eventuale quota sulla parte eccedente il minimale; ottieni la base imponibile. Quarto: applica l’aliquota dell’imposta sostitutiva, 15% ordinaria oppure 5% se rispetti le condizioni start-up per i primi 5 anni. Ricorda che l’aliquota del 5% non si rinnova automaticamente: se decade una condizione, torni al 15%. Le regole sono nella Legge 190/2014; le istruzioni operative vengono chiarite ogni anno dall’Agenzia delle Entrate nelle guide alla dichiarazione.

Posso dedurre i costi reali (attrezzature, affitto, utenze) nel forfettario?

No. Nel forfettario i costi reali non entrano nel calcolo del reddito. La norma presume una quota di costi standard già inclusa tramite il coefficiente di redditività. Per gli artigiani spesso è il 67%, quindi il 33% degli incassi è considerato forfetariamente “costi”. Due eccezioni importanti: puoi dedurre i contributi previdenziali obbligatori versati (INPS Gestione Artigiani) e puoi sottrarre i contributi per i collaboratori se li paghi tu come titolare. Le altre spese restano irrilevanti fiscalmente. Se hai costi e IVA su acquisti molto alti, valuta il regime ordinario: lì deduci i costi reali e detrai l’IVA.

Cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro di incassi?

Se superi 85.000 ma rimani sotto 100.000, concludi l’anno nel forfettario. Dal 1° gennaio successivo esci e passi al regime IVA ordinario. Se in corso d’anno superi 100.000, scatta l’uscita immediata: dalla fattura che determina il superamento applichi l’IVA e usi i registri IVA per il resto dell’anno. L’anno seguente resti fuori dal forfettario. Queste regole sono fissate dalla Legge 197/2022. Operativamente, prepara una transizione ordinata: adegua il gestionale, informa i clienti, richiedi eventuali codici per corrispettivi telematici con IVA, e valuta gli impatti su acconti e saldi.

Riduzione INPS 35%: come si richiede e quali sono i pro e i contro concreti?

La riduzione del 35% è un’agevolazione contributiva riservata ai soggetti in forfettario, su richiesta. Si presenta online nel Cassetto Previdenziale INPS – sezione Artigiani e Commercianti. Vale dall’anno di accoglimento e continua finché non la revochi. Pro: paghi meno contributi, migliori la liquidità soprattutto nei primi anni. Contro: versi meno e quindi accrediti meno ai fini pensionistici; la riduzione impatta anche l’indennità di maternità/paternità e altre prestazioni collegate. Fiscalmente, deduci quanto effettivamente versi, quindi il risparmio contributivo riduce anche la deduzione. La base normativa è nella Legge 190/2014; i dettagli operativi sono descritti nelle circolari INPS annuali dedicate al regime agevolato contributivo.

Quali passi pratici servono per aprire una Partita IVA da artigiano in forfettario e in quali tempi?

Il percorso tipico ha quattro passi. 1) Verifica i requisiti del forfettario e scegli il codice ATECO più adatto. 2) Presenta la pratica ComUnica alla Camera di Commercio: con un invio attivi Partita IVA, Registro Imprese, INPS e, se necessario, INAIL. 3) Se l’attività è soggetta, invia la SCIA al Comune prima di iniziare. 4) Attiva la fatturazione elettronica: ottieni firma digitale, PEC, e un sistema per trasmettere le e-fatture al Sistema di Interscambio. I tempi: in genere 1-3 giorni lavorativi per l’apertura; INPS e INAIL rilasciano le posizioni nelle ore/giorni successivi. Ricorda di valutare subito l’opzione per la riduzione INPS 35% se ti interessa, e di organizzare l’archiviazione digitale delle e-fatture. Fonti utili: Ministero del Lavoro per inquadramenti, portale INPS per iscrizione e contributi, istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per e-fattura e imposta di bollo.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.