Contributi INPS regime forfettario: quanto si paga e come ridurli?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In regime forfettario versi i contributi INPS sulla base forfetaria del tuo ATECO: Gestione Separata a percentuale; Artigiani/Commercianti con fissi più variabili. Puoi chiedere riduzione 35% solo per Artigiani/Commercianti.

  • I contributi si calcolano sul reddito forfetario: incassi x coefficiente di redditività del codice ATECO (principio di cassa = contano solo gli incassi).
  • Gestione Separata: contribuzione solo percentuale, senza minimali; Artigiani/Commercianti: contributi fissi più quote percentuali su scaglioni.
  • Riduzione del 35% ammessa solo per Artigiani/Commercianti in forfettario, su domanda INPS; non vale in Gestione Separata.

Contributi INPS nel regime forfettario: quadro generale

Il regime forfettario è il regime fiscale semplificato per persone fisiche con partita IVA. Determina il reddito applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi incassati nell’anno.

Il principio di cassa significa che consideri solo ciò che hai incassato entro il 31 dicembre. I contributi previdenziali si calcolano su quel reddito “forfetario”, non sull’incassato lordo.

La previdenza obbligatoria dipende dall’inquadramento. I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS. Imprese artigiane e commerciali versano alla Gestione IVS Artigiani o Commercianti.

Le regole sono fissate da leggi e circolari. Le basi sono la Legge 335/1995 (istituzione Gestione Separata), la Legge 233/1990 (IVS Artigiani e Commercianti), e la Legge 190/2014 (regime forfettario), con modifiche nelle successive Leggi di Bilancio.

Le aliquote e i minimali cambiano ogni anno con circolari INPS. Prima di calcolare, verifica la circolare INPS dell’anno corrente e le soglie aggiornate.

Come si calcolano i contributi nel forfettario

Coefficienti di redditività e “principio di cassa”

Il coefficiente di redditività è la percentuale che trasforma gli incassi in reddito. Dipende dal codice ATECO e dal settore. Per i professionisti è di solito 78%.

Per molti servizi non professionali può essere 67%. Per il commercio al dettaglio è spesso 40%. Questi valori derivano dall’Allegato 4 alla Legge 190/2014 e successive modifiche.

Esempio semplice: incassi 30.000 euro come copywriter (professionista). Reddito forfetario = 30.000 x 78% = 23.400 euro. Su questo calcoli i contributi.

Gestione Separata: base e aliquote 2026 (professionisti senza cassa)

Chi svolge attività professionale senza cassa di categoria si iscrive alla Gestione Separata INPS. Base contributiva: il reddito forfetario (incassi x coefficiente).

L’aliquota ordinaria viene fissata ogni anno da INPS. Negli ultimi anni si è attestata intorno al 26%. Se hai altra copertura previdenziale obbligatoria (per esempio un lavoro dipendente), INPS applica un’aliquota ridotta.

Esempio didattico: reddito forfetario 23.400 euro, aliquota 26,0% ipotetica. Contributi = 23.400 x 26,0% = 6.084 euro. I contributi non hanno minimale, ma c’è un massimale reddituale annuo oltre il quale non versi ulteriori quote.

Artigiani e Commercianti: fissi più variabili (IVS)

Imprese artigiane e commerciali versano contributi alla Gestione IVS. Qui esistono contributi fissi, dovuti anche con reddito zero, più contributi percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale.

Il minimale e le aliquote per scaglioni cambiano ogni anno con circolare INPS. In genere paghi: fissi in quattro rate; poi una percentuale sul reddito che supera il minimale; su scaglioni alti la percentuale sale leggermente.

Esempio didattico: reddito forfetario 20.000 euro, minimale annuo ipotetico 18.800 euro. Paghi i fissi su tutto l’anno. Sull’eccedenza (1.200 euro) applichi la percentuale variabile indicata da INPS per l’anno.

Contributi e imposta sostitutiva: l’ordine corretto

Nel forfettario l’imposta sostitutiva (5% o 15%) si calcola dopo aver dedotto i contributi previdenziali versati. Prima calcoli i contributi, poi sottrai questi importi dal reddito forfetario per determinare la base dell’imposta.

Questo rende la contribuzione conveniente anche fiscalmente. Più contributi versi, minore sarà la base su cui calcoli l’imposta sostitutiva.

Riduzione del 35% per Artigiani e Commercianti in forfettario

Cos’è e chi può ottenerla

La legge consente ai contribuenti in regime forfettario iscritti all’IVS Artigiani o Commercianti di chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti. La previsione nasce con la Legge 208/2015 e istruzioni INPS successive.

La riduzione si applica ai contributi fissi e variabili dovuti sulla posizione. Non è automatica: serve domanda all’INPS. Non vale per la Gestione Separata.

Come si richiede e quando decorre

La domanda si invia dal Cassetto previdenziale INPS o tramite patronato. Va presentata per tempo, in modo che la riduzione si applichi dall’anno in corso.

Se presenti la richiesta a metà anno, INPS applica la riduzione per le rate residue e conguaglia a fine anno. La scelta resta valida finché non revochi o cessi il forfettario.

Pro e contro previdenziali

Con la riduzione versi meno oggi. Ma riduci anche la contribuzione utile per la pensione. Le annualità potrebbero accreditarsi in misura parziale se l’importo non copre il minimale figurativo.

Valuta bene se ti conviene. Se prevedi redditi bassi per più anni, la riduzione può essere utile. Se punti a una pensione più alta, può non essere ideale.

Regola decisionale rapida

Sei un professionista senza cassa: sei in Gestione Separata. Calcola contributi solo a percentuale sul reddito forfetario. Niente riduzione 35%. Verifica se hai altra copertura: potresti avere aliquota ridotta.

Sei un artigiano o commerciante: versi fissi più variabili. Se il reddito è basso o altalenante, la riduzione 35% spesso conviene. Se il reddito è alto e vuoi massimizzare i contributi per la pensione, valuta di non ridurre.

Hai anche un lavoro dipendente a tempo pieno: in Gestione Separata potresti avere aliquota ridotta. In IVS artigiani/commercianti, i contributi fissi restano dovuti comunque.

Stai aprendo ora: scegli il codice ATECO adatto all’attività reale. Il coefficiente di redditività incide direttamente sul reddito previdenziale e sull’imposta. Evita ATECO impropri solo per avere percentuali più basse.

Scadenze, versamenti e acconti

Rate fisse IVS (artigiani/commercianti)

Le rate dei contributi fissi si pagano in quattro scadenze annuali, di norma a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Controlla ogni anno le date esatte indicate da INPS.

I contributi variabili si versano con modello F24 in sede di saldo e acconto insieme alle imposte. Si applicano le scadenze fiscali ordinarie di giugno-luglio e novembre.

Gestione Separata

I contributi alla Gestione Separata si versano con F24, in saldo e acconto, alle scadenze fiscali. Puoi rateizzare seguendo le regole generali sulla rateizzazione delle imposte.

Se durante l’anno superi il massimale contributivo, i versamenti oltre soglia verranno restituiti o compensati in fase di conguaglio.

Codici tributo e compensazioni

Usa i codici tributo INPS corretti per la tua gestione e l’anno di riferimento, come indicato nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle istruzioni INPS. Puoi compensare i contributi con crediti fiscali nel modello F24.

Conserva quietanze e ricevute. Servono per la deduzione dei contributi e per eventuali controlli.

Fonti normative e prassi di riferimento

Le norme base sono: Legge 190/2014 (articolo 1, commi 54-89) sul regime forfettario; Legge 197/2022 che ha aggiornato la soglia di accesso e permanenza; Legge 335/1995 (articolo 2, comma 26) sulla Gestione Separata; Legge 233/1990 per Artigiani e Commercianti; Legge 208/2015 sulla riduzione del 35% per forfettari IVS.

Ogni anno, INPS pubblica le circolari con aliquote, minimali, massimali e scadenze. Consulta le circolari INPS e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per F24 e codici tributo. Il testo vigente delle leggi è reperibile su Normattiva e siti istituzionali come Ministero del Lavoro e INPS.

Esempi pratici di calcolo 2026

Esempio 1: professionista senza cassa (Gestione Separata)

Incassi 30.000 euro. Coefficiente 78%. Reddito forfetario = 23.400 euro. Aliquota ipotetica 26,0%. Contributi = 23.400 x 26,0% = 6.084 euro. Imposta sostitutiva si calcola su 23.400 – 6.084 = 17.316 euro.

Esempio 2: commerciante (IVS) con riduzione 35%

Incassi 30.000 euro. Coefficiente 40%. Reddito forfetario = 12.000 euro. Versi i contributi fissi ridotti del 35% e, se superi il minimale, applichi anche la quota variabile ridotta del 35%.

Se i contributi totali senza riduzione fossero 3.500 euro, con la riduzione paghi 2.275 euro. L’imposta sostitutiva si calcola su 12.000 – 2.275 = 9.725 euro.

Scenario Requisiti e inquadramento Base di calcolo 2026 Aliquote/Importi e note Scadenze e adempimenti
Professionista senza cassa in Gestione Separata Persona fisica in forfettario; attività professionale senza Cassa ordinistica; iscrizione Gestione Separata. Reddito forfetario = incassi annui x coefficiente ATECO (principio di cassa). Aliquota INPS annuale (ordinaria). Se hai altra copertura previdenziale obbligatoria, aliquota ridotta. Nessun minimale; esiste massimale annuo. Saldo e acconto con F24 alle scadenze fiscali; possibile rateazione. Verifica codici tributo INPS dell’anno.
Professionista con lavoro dipendente Come sopra, ma con rapporto di lavoro che dà copertura IVS. Come sopra. Aliquota Gestione Separata ridotta prevista dalle circolari annuali. Nessun contributo fisso. Saldo e acconto con F24; conserva CU e dati per eventuale conguaglio.
Artigiano in IVS senza riduzione Impresa artigiana individuale in forfettario; iscrizione IVS Artigiani. Reddito forfetario = incassi x coefficiente ATECO. Contributi fissi su minimale + percentuali su eccedenza per scaglioni. Aliquote e minimale aggiornati annualmente da INPS. Fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio). Variabili con saldo/acconto in F24.
Commerciante in IVS con riduzione 35% Impresa commerciale individuale in forfettario; domanda di riduzione del 35% accolta da INPS. Reddito forfetario = incassi x coefficiente ATECO. Riduzione del 35% su fissi e variabili. Attenzione agli effetti sull’accredito contributivo ai fini pensione. Rate fisse ridotte; conguaglio a saldo. La riduzione si applica dall’anno di accoglimento della domanda.
Titolare con coadiuvante/coadiutore Titolare IVS con familiari che collaborano. Ripartizione del reddito tra soggetti iscritti. Reddito forfetario ripartito come da percentuali comunicate a INPS. Contributi dovuti su ogni posizione. La riduzione 35% segue la posizione del titolare, secondo le istruzioni INPS vigenti. Stesse scadenze del titolare. Aggiorna tempestivamente le quote di riparto in INPS.

FAQ

1) Sono in regime forfettario: come capisco se devo iscrivermi alla Gestione Separata o all’IVS Artigiani/Commercianti?

Dipende dall’attività reale, non dalla tua scelta personale. Se svolgi un’attività professionale senza Cassa ordinistica (per esempio consulenza, copywriting, sviluppo software come libero professionista), l’INPS competente è la Gestione Separata. Se svolgi attività di impresa artigiana o commerciale (per esempio produzione, riparazione, vendita, e-commerce), devi iscriverti all’IVS Artigiani o Commercianti. La classificazione nasce dal codice ATECO e dalla natura dell’attività. Verifica in Camera di Commercio per impresa, oppure in Agenzia delle Entrate per attività professionali. Le regole sulla Gestione Separata sono nella Legge 335/1995; per Artigiani/Commercianti nella Legge 233/1990. Se hai dubbi, descrivi con precisione cosa fai ogni giorno: produzione o rivendita orientano verso impresa; prestazione intellettuale senza organizzazione tipica d’impresa orienta verso professione.

2) La riduzione del 35% per forfettari si applica anche alla Gestione Separata?

No. La riduzione del 35% è riservata ai contribuenti in regime forfettario iscritti alla Gestione IVS Artigiani o Commercianti. Nasce dalla Legge 208/2015 e dalle circolari INPS che ne hanno dato attuazione. Non è prevista per la Gestione Separata. Se sei in Gestione Separata e hai anche un lavoro dipendente o altra forma di previdenza, potresti avere un’aliquota ridotta specifica per “soggetti già assicurati presso altre gestioni”, stabilita annualmente da INPS. Ma non è una riduzione facoltativa del 35%: è una diversa aliquota prevista dalla normativa di quell’anno. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno in corso per aliquote e condizioni.

3) Come funziona la deduzione dei contributi ai fini dell’imposta sostitutiva?

Nel forfettario, i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno sono integralmente deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta sostitutiva (5% o 15%). La sequenza corretta è: 1) determini il reddito forfetario con incassi x coefficiente; 2) calcoli i contributi INPS sulla base previdenziale; 3) deduci i contributi calcolati dal reddito forfetario; 4) applichi l’imposta sostitutiva sulla base residua. Questo meccanismo è previsto dalla Legge 190/2014. Ricorda che pagare i contributi riduce l’imponibile fiscale dell’anno, oltre a costruire la tua posizione pensionistica.

4) Ho un lavoro dipendente full-time e una partita IVA in forfettario: posso non pagare i contributi fissi IVS?

No. Se l’attività è di impresa artigiana o commerciale, i contributi fissi IVS sono dovuti anche se hai un lavoro dipendente. Le regole della Legge 233/1990 non prevedono un esonero generalizzato dei fissi per chi ha un’altra copertura. L’unico alleggerimento certo si trova nella Gestione Separata per i professionisti senza cassa: lì, se hai già altra copertura obbligatoria, INPS applica un’aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria. In sintesi: in IVS i fissi restano; in Gestione Separata potresti beneficiare di aliquota ridotta.

5) Quando conviene chiedere la riduzione del 35% e come si presenta la domanda?

Conviene se prevedi redditi bassi o incostanti, oppure se vuoi massimizzare il risparmio di cassa nel breve termine. La riduzione taglia subito il costo dei contributi, ma riduce anche l’accredito utile alla pensione. Se punti a una pensione più alta e hai margini di liquidità, potrebbe non convenire. La domanda si presenta tramite Cassetto previdenziale INPS o patronato, dichiarando l’applicazione del regime forfettario e chiedendo la riduzione per l’anno. La misura decorre dall’anno della richiesta, con applicazione alle rate residue e al conguaglio. Le istruzioni operative sono nelle circolari INPS dedicate. Conserva la ricevuta e verifica in procedura che la riduzione risulti attiva prima delle scadenze delle rate fisse.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.