Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il limite annuo per il regime forfettario è 85.000 euro di incassi; oltre 100.000 si esce subito. Nel regime ordinario non esiste un tetto ai ricavi. Le soglie 500.000/800.000 regolano la contabilità semplificata.
- Regime forfettario: soglia di 85.000 euro sul principio di cassa, uscita immediata oltre 100.000. Base normativa: Legge 190/2014 e Legge 197/2022.
- Regime ordinario: nessun limite ai ricavi; le soglie 500.000/800.000 riguardano la contabilità semplificata (art. 18 DPR 600/1973).
- Cause di esclusione dal forfettario: partecipazioni vietate e redditi di lavoro dipendente oltre la soglia di legge. Verifica ogni anno su Normattiva e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa significa “limite di ricavi” per una ditta individuale
Per ditta individuale intendiamo una persona fisica che esercita attività economica con partita IVA. Non è una società. Decide il regime fiscale più adatto all’inizio o negli anni successivi.
Il “limite di ricavi” è un tetto legale agli incassi o ai ricavi. Serve per restare in un regime agevolato o in una forma contabile più semplice. Non sempre esiste.
Nel regime forfettario il limite è chiaro: 85.000 euro di incassi annui. Nel regime ordinario non c’è un limite di ricavi. Esistono però soglie per accedere o restare in contabilità semplificata.
Regime forfettario: limiti, requisiti e uscita
La soglia di 85.000 euro e come si calcola
Il forfettario è un regime agevolato. Si calcola il reddito applicando un coefficiente ai ricavi. Questo coefficiente è una percentuale fissa per codice ATECO. Si paga un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se start-up.
La soglia annuale è 85.000 euro. Qui conta l’incassato, non la fattura emessa. Questo è il principio di cassa: tassiamo quando entra il denaro, non quando emetti il documento.
La base normativa è nella Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89. La Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha innalzato la soglia a 85.000 e definito regole di uscita rapide.
Superamenti e fuoriuscita: cosa succede oltre 85.000 e 100.000
Se incassi tra 85.001 e 100.000 euro, resti forfettario fino al 31 dicembre. Esci dal forfettario dal 1° gennaio dell’anno successivo. Passi al regime ordinario (contabilità semplificata o ordinaria a seconda dei ricavi).
Se incassi oltre 100.000 euro, esci subito. Dal momento del superamento cambi regime. Applichi l’IVA e le regole ordinarie alle operazioni successive. La norma è nella Legge 197/2022.
Ricorda di monitorare gli incassi durante l’anno. Una cassa aggiornata ti evita salti inattesi e sanzioni.
Requisiti e cause di esclusione: partecipazioni e redditi di lavoro
Il forfettario richiede requisiti precisi. Residenza fiscale in Italia, salvo eccezioni. Le cause di esclusione sono cruciali e si trovano nell’art. 1, comma 57, L. 190/2014.
Le più frequenti: avere partecipazioni in società di persone. Oppure avere il controllo in società di capitali che operano nello stesso settore della tua attività. In questi casi non puoi usare il forfettario.
Conta anche il reddito da lavoro dipendente o assimilato. Se supera la soglia prevista dalla legge, scatti fuori. Il tetto è storicamente 30.000 euro. Alcuni interventi per il 2024 hanno ipotizzato 35.000. Verifica ogni anno il testo aggiornato su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Aliquote, INPS e altri effetti pratici
L’imposta sostitutiva è 15% sul reddito forfetario. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni start-up. Start-up significa: nessuna attività simile nei tre anni precedenti e nessuna mera prosecuzione.
Contributi INPS: si calcolano sul reddito forfetario. Dipende dalla gestione (artigiani, commercianti o Gestione Separata). Il forfettario non applica IVA in fattura e non detrae l’IVA sugli acquisti.
Fai attenzione agli obblighi se esci dal forfettario durante l’anno. Devi adeguare subito fatture e registri. Serve un controllo tempestivo della data in cui superi i 100.000 euro.
Regime ordinario e contabilità semplificata: soglie 500.000/800.000
Nessun tetto ai ricavi nel regime ordinario
Nel regime ordinario non esiste un limite di ricavi. Puoi fatturare qualsiasi importo. Paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito effettivo e l’IVA secondo le regole generali.
Attenzione però alla forma contabile. La contabilità semplificata è ammessa fino a certe soglie. Oltre tali soglie diventa obbligatoria la contabilità ordinaria.
La base normativa per la semplificata è l’art. 18 del DPR 600/1973. Altre regole sul reddito sono nel DPR 917/1986 (TUIR), in particolare l’art. 66 per il criterio di cassa in semplificata.
Soglie per la contabilità semplificata e criterio contabile
Le soglie sono due: 500.000 euro per attività di servizi. 800.000 euro per altre attività (commercio, produzione, ristorazione). Se svolgi più attività, conta quella prevalente.
In contabilità semplificata usi il principio di cassa o registrato-cassa. Rilevi ricavi e costi quando incassi o paghi. In contabilità ordinaria applichi il principio di competenza.
Se superi la soglia, passi alla contabilità ordinaria dall’anno successivo. Devi aggiornare libri, scritture e inventari. Questo incide anche sul costo amministrativo annuo.
Scenari pratici e come si individua l’attività prevalente
Una sola attività o attività miste
Se fai solo servizi, la soglia semplificata è 500.000 euro. Se vendi beni, la soglia è 800.000 euro. Questo non limita i ricavi massimi. Definisce solo la tua forma contabile.
Se fai servizi e vendi beni, devi scegliere l’attività prevalente. Prevalente significa quella con più ricavi. La soglia da applicare è quella di quell’attività.
Esempio: 320.000 euro servizi e 290.000 beni. Prevalente è servizi. La tua soglia per la semplificata è 500.000 euro. Resti in semplificata.
Attenzione alle variazioni in corso d’anno
La prevalenza si misura su base annua. Cambiare mix durante l’anno può spostare l’equilibrio. Pianifica le vendite e monitora i ricavi mese per mese.
Se prevedi il superamento, prepara il passaggio alla contabilità ordinaria. Aggiorna i sistemi, i registri e la gestione dell’IVA. Eviterai errori a inizio anno.
Ricorda che i limiti per la semplificata si verificano a consuntivo. Il passaggio opera dall’anno seguente. Programma quindi per tempo.
Regola decisionale rapida
Scelta del regime con nessi logici chiari
Se stimi incassare fino a 85.000 euro e rispetti i requisiti di legge, scegli il regime forfettario. Hai imposta sostitutiva e adempimenti leggeri.
Se stimi superare 85.000 euro, orientati verso il regime ordinario. Verifica se puoi restare in contabilità semplificata grazie alle soglie 500.000/800.000.
Se fai sia servizi sia vendita beni, confronta i ricavi delle due linee. Applica la soglia della prevalente per capire se puoi stare in semplificata.
Se prevedi oltre 100.000 euro di incassi e sei in forfettario, pianifica l’uscita immediata al superamento. Prepara l’IVA e le scritture ordinarie per le fatture successive.
Se hai partecipazioni vietate o redditi da lavoro oltre la soglia prevista dall’art. 1, comma 57, L. 190/2014, escludi il forfettario. Passa al regime ordinario fin dall’inizio.
Fonti normative e prassi da consultare
Testi di legge e documenti utili
Normativa di riferimento sul forfettario: Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89. Aggiornamenti significativi nella Legge 29 dicembre 2022, n. 197. Consulta il testo vigente su Normattiva.
Contabilità semplificata: art. 18 del DPR 29 settembre 1973, n. 600. Determinazione del reddito in semplificata: art. 66 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR). Verifica il testo su Normattiva.
Prassi: circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario e sulle cause di esclusione. Controlla le istruzioni dei modelli dichiarativi annuali.
| Scenario | Parametro di riferimento | Regime/contabilità applicabile | Requisiti chiave | Tempistiche di uscita/entrata |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario con incassi annui fino a 85.000 euro | Incassi (principio di cassa) | Regime forfettario | Nessuna partecipazione vietata; redditi di lavoro sotto la soglia di legge; residenza fiscale in Italia | Si applica per l’anno in corso; verifica annuale dei requisiti a fine anno |
| Forfettario con incassi tra 85.001 e 100.000 euro | Incassi (principio di cassa) | Forfettario fino a fine anno; poi regime ordinario | Requisiti come sopra fino al 31/12 | Uscita dal 1° gennaio dell’anno successivo (Legge 197/2022) |
| Forfettario con incassi oltre 100.000 euro | Incassi (principio di cassa) | Passaggio immediato al regime ordinario | Applicazione IVA e registri da subito sulle operazioni successive | Uscita immediata all’atto del superamento (Legge 197/2022) |
| Regime ordinario sotto 500.000/800.000 | Ricavi totali; attività prevalente | Contabilità semplificata (art. 18 DPR 600/1973) | Servizi: soglia 500.000; altre attività: soglia 800.000; criterio di cassa o registrato-cassa | Verifica a fine anno; eventuale passaggio all’ordinaria dall’anno successivo |
| Regime ordinario oltre 500.000/800.000 | Ricavi totali; attività prevalente | Contabilità ordinaria | Obbligo di libri e scritture ordinarie; principio di competenza | Dall’anno successivo al superamento della soglia |
FAQ
Qual è la differenza tra “incassi” e “ricavi” e perché conta nei limiti?
Incassi sono i soldi che entrano in cassa o in banca. Li consideri quando arrivano. Ricavi sono i corrispettivi maturati. Li consideri quando effettui la prestazione o consegni il bene, a prescindere dall’incasso.
Nel forfettario conta l’incassato. Questo segue il principio di cassa. La soglia di 85.000 si valuta sui soldi effettivamente incassati nell’anno. Nel regime ordinario, se sei in contabilità semplificata, usi il principio di cassa o registrato-cassa. Se sei in contabilità ordinaria, applichi il principio di competenza. Qui la misura dei ricavi incide sulla forma contabile (semplificata o ordinaria), non su un tetto all’attività.
Cosa succede se supero 85.000 euro a novembre ma incasso poco a dicembre?
Conta il momento in cui superi la soglia. Se chiudi l’anno tra 85.001 e 100.000, resti forfettario fino al 31 dicembre. Dall’1 gennaio successivo passerai all’ordinario. Se invece superi 100.000 a novembre, esci immediatamente dal forfettario. Dalle operazioni successive devi applicare l’IVA e le regole ordinarie.
È utile tenere un cruscotto di cassa aggiornato. Registra incassi per data e importo. In caso di superamento, sospendi subito fatture senza IVA e riclassifica correttamente le operazioni. Le regole discendono dalla Legge 197/2022 che ha introdotto l’uscita immediata oltre 100.000.
Posso stare in forfettario se ho una quota in una S.r.l. ma non la controllo?
La causa di esclusione riguarda il controllo e l’attività coincidente. Se detieni il controllo di una società di capitali che svolge attività riconducibile alla tua, non puoi adottare il forfettario. Se non hai il controllo e non c’è sovrapposizione di attività, in linea di principio non scatta l’esclusione.
Attenzione però ai dettagli: “controllo” ha un significato tecnico nel diritto societario. Inoltre, le partecipazioni in società di persone sono sempre causa di esclusione, a prescindere dalla quota. Verifica il testo dell’art. 1, comma 57, L. 190/2014 su Normattiva e le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate prima di decidere.
Le soglie 500.000/800.000 limitano il fatturato di una ditta individuale in ordinario?
No. Quelle soglie non limitano il fatturato. Servono solo a stabilire se puoi usare la contabilità semplificata o devi adottare la contabilità ordinaria. Sotto 500.000 per servizi o 800.000 per altre attività puoi restare in semplificata. Oltre, passi all’ordinaria dall’anno successivo.
La base è l’art. 18 del DPR 600/1973. La semplificata usa il principio di cassa. L’ordinaria usa il principio di competenza e richiede libri e scritture più articolati. La scelta influisce sui costi amministrativi e sulla pianificazione fiscale, ma non blocca i ricavi massimi.
Com’è tassato il forfettario e quando conviene rispetto all’ordinario?
Nel forfettario il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi incassati. Non deduci i costi analitici. Paghi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti start-up. I contributi INPS si applicano sul reddito forfetario.
Conviene quando hai costi bassi e incassi entro 85.000. Se invece hai costi elevati, dipendenti, investimenti importanti e puoi dedurre molto, il regime ordinario può risultare più efficiente. Valuta con simulazioni numeriche e alla luce delle aliquote IRPEF vigenti. Consulta sempre il testo aggiornato su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli applicativi.
Il limite sui redditi da lavoro dipendente per il forfettario è 30.000 o 35.000 euro?
La causa di esclusione legata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati è prevista dall’art. 1, comma 57, della Legge 190/2014. Storicamente la soglia è 30.000 euro. Nel dibattito recente si è parlato di un innalzamento a 35.000 per il 2024. Per gli anni successivi occorre verificare il testo vigente e la prassi.
Ad agosto 2026, la regola operativa è: controlla il testo aggiornato su Normattiva e le ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate prima di applicare il limite. In caso di superamento della soglia vigente, il forfettario non è applicabile per l’anno in cui la causa si verifica.
