Contributi in regime dei minimi: quanto si paga di INPS?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Nel regime dei minimi i contributi previdenziali si calcolano con le stesse regole degli altri regimi: dipendono dalla gestione previdenziale (Cassa, Gestione separata, Artigiani/Commercianti, Agricoltori) e dalle aliquote INPS aggiornate ogni anno.

  • Il regime fiscale (minimi o forfettario) non cambia le regole previdenziali: contano attività svolta e gestione di iscrizione.
  • I professionisti con Cassa seguono il regolamento della propria Cassa; i senza Cassa vanno in Gestione separata INPS.
  • Artigiani e Commercianti pagano contributi fissi su minimale più una quota percentuale sull’eccedenza, con scadenze trimestrali e acconti/saldi.

Contributi nel regime dei minimi: quadro attuale 2026

Il regime dei minimi è il “regime di vantaggio” introdotto dal D.L. 98/2011, art. 27. Prevede imposta sostitutiva ridotta e semplificazioni IVA.

Dal 2015 per le nuove aperture vale il regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89). Chi era già nei minimi può proseguire fino alla scadenza naturale prevista dalla norma.

I contributi previdenziali non dipendono dal regime fiscale scelto. Le regole sono uguali per minimi, forfettario e ordinario. Lo stabiliscono le leggi istitutive delle gestioni previdenziali e le circolari INPS annuali.

La base normativa di riferimento è su Normattiva e nei documenti del Ministero del Lavoro. Le aliquote e i minimali cambiano ogni anno con circolari INPS pubblicate di norma a gennaio.

Principio chiave

Prima si individua la gestione previdenziale corretta in base all’attività. Poi si applicano le regole contributive di quella gestione. Il regime dei minimi incide solo sulle imposte, non sui contributi.

Quale gestione previdenziale si applica

Liberi professionisti con Cassa di categoria

Se esiste una Cassa obbligatoria legata all’albo, ci si iscrive lì. Esempi: avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici, consulenti del lavoro, geometri, notai.

Aliquote, minimali, scadenze e modalità le decide ogni Cassa con propri regolamenti. Si versano contributi soggettivi (sul reddito), integrativi (su fatture) e talvolta maternità/assistenza.

Norme base: leggi istitutive delle singole Casse professionali e principi generali della previdenza professionale. Le informazioni ufficiali sono disponibili sui siti istituzionali e su Normattiva.

Liberi professionisti senza Cassa: Gestione separata INPS

Chi non ha una Cassa di categoria si iscrive alla Gestione separata INPS. Esempi: consulenti non ordinistici, informatici senza albo, copywriter, coach.

Contributi solo variabili, calcolati in percentuale sul reddito professionale (principio di cassa: si considera quanto incassato nell’anno). L’aliquota è fissata annualmente da INPS.

La norma istitutiva è la L. 335/1995, art. 2, comma 26. Le aliquote 2026 si leggono nella circolare INPS annuale per la Gestione separata.

Ditta individuale commerciale: Gestione Commercianti INPS

Chi vende beni o servizi come impresa commerciale si iscrive alla Gestione Commercianti. Regola: contributi fissi sul minimale di reddito più una quota percentuale sulla parte eccedente.

Il minimale e l’aliquota si aggiornano ogni anno con circolare INPS “Artigiani e Commercianti”. Sulle eccedenze si applica l’aliquota piena; oltre una certa soglia può aggiungersi un 1% aggiuntivo.

Base normativa: L. 662/1996 e disciplina INPS per Artigiani e Commercianti. Scadenze per i fissi: trimestri. Saldo e acconti con le scadenze delle imposte sui redditi.

Ditta individuale artigiana: Gestione Artigiani INPS

Chi produce beni o presta servizi artigiani si iscrive alla Gestione Artigiani. Le regole sono simili ai Commercianti: fissi su minimale e percentuale sull’eccedenza.

Aliquote e minimali variano di poco rispetto ai Commercianti. INPS li pubblica ogni anno. Vale il principio di cassa per il reddito.

Anche qui possibili maggiorazioni oltre una determinata soglia di reddito. La base normativa è la stessa della gestione Commercianti.

Agricoltori autonomi

Imprese agricole e coltivatori diretti hanno regole specifiche. I contributi si basano su redditi agrari o su fasce di reddito e si versano per trimestri.

Le aliquote 2026 e le fasce vengono fissate da INPS con la circolare dedicata agli agricoli autonomi. Le norme sono nel Testo Unico e nelle leggi speciali di settore.

Controlla sempre la circolare INPS dell’anno per fasce, scaglioni e riduzioni territoriali.

Scadenze e modalità di pagamento

Professionisti con Gestione separata

Versa con F24 in sede di dichiarazione redditi: saldo anno precedente e primo acconto a giugno (con eventuale proroga), secondo acconto a novembre.

Se hai ritenute o collaborazioni coordinate, la ripartizione del contributo segue le regole dei rapporti di collaborazione. Verifica i dettagli nella circolare INPS Gestione separata.

Codici tributo e causali sono indicati nelle istruzioni F24 INPS.

Artigiani e Commercianti

I contributi fissi su minimale si pagano in quattro rate trimestrali: di norma a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo.

La quota a percentuale sull’eccedenza si paga come saldo e acconti con le scadenze IRPEF: giugno/luglio e novembre.

Gli importi esatti e i codici tributo sono nelle istruzioni F24 e nella circolare INPS “Artigiani e Commercianti” dell’anno.

Regola decisionale rapida

Domande sì/no per scegliere la gestione corretta

1) Sei iscritto a un Albo con Cassa obbligatoria? Sì: versi alla Cassa. No: vai alla domanda 2.

2) Svolgi attività come impresa artigiana o commerciale? Sì: iscriviti a INPS Artigiani o Commercianti. No: vai alla domanda 3.

3) Sei un professionista senza Cassa? Sì: iscriviti alla Gestione separata INPS. No: vai alla domanda 4.

4) Attività agricola in forma autonoma? Sì: iscriviti alla gestione agricoli autonomi. No: verifica la corretta qualificazione ATECO con un consulente.

Nessi logici importanti

Il regime dei minimi riguarda solo le imposte. La gestione previdenziale dipende dal tipo di attività e dagli obblighi di iscrizione.

L’aliquota si aggiorna ogni anno. Non usare percentuali vecchie. Controlla sempre la circolare INPS 2026.

Le scadenze di saldo e acconti seguono quelle IRPEF. I fissi trimestrali valgono solo per Artigiani e Commercianti.

Minimi, forfettario e riduzioni contributive

Attenzione alle agevolazioni

Nel regime dei minimi non si applica la riduzione del 35% dei contributi IVS prevista per alcuni soggetti nel forfettario. Quella riduzione riguarda il regime forfettario ed è disciplinata da norme speciali.

Se esci dai minimi e passi al forfettario, verifica se puoi optare per la riduzione dei contributi IVS Artigiani/Commercianti. L’opzione è su base annuale e comporta un calcolo diverso degli acconti.

Le Casse professionali hanno proprie riduzioni e agevolazioni per i primi anni. Leggi i regolamenti della tua Cassa.

Esempi di calcolo 2026 (metodo)

Professionista senza Cassa (Gestione separata)

Reddito professionale annuo incassato: 30.000. Applica l’aliquota Gestione separata indicata da INPS per il 2026. Supponiamo, per esempio, il 26,0% per capire il meccanismo.

Contributo dovuto: 30.000 x 26,0% = 7.800. Versi saldo e acconti con F24 a giugno/luglio e novembre.

Se l’aliquota ufficiale fosse diversa, ricalcola sostituendo il valore corretto indicato dalla circolare INPS 2026.

Ditta individuale commerciante

Reddito d’impresa annuo: 35.000. Paghi i contributi fissi calcolati sul minimale INPS 2026 (quattro rate). Sulla parte oltre il minimale applichi l’aliquota percentuale 2026.

Esempio semplificato: se il minimale è 18.000 e l’aliquota eccedenza è 24,5%, l’eccedenza è 17.000. Quota variabile: 17.000 x 24,5% = 4.165.

Aggiungi i contributi fissi. Se superi la soglia aggiuntiva prevista, può scattare l’1% in più sull’ulteriore eccedenza.

Ditta individuale artigiana

Reddito d’impresa annuo: 50.000. Come sopra: fissi sul minimale 2026 più percentuale sull’eccedenza con l’aliquota artigiani 2026.

Verifica anche l’eventuale 1% aggiuntivo oltre la soglia stabilita da INPS per il 2026. Somma la parte fissa e la parte variabile.

Versi i fissi a rate trimestrali e la variabile come saldo e acconti.

Professionista con Cassa

Reddito professionale annuo: 40.000. Applica le percentuali previste dal regolamento della tua Cassa: contributo soggettivo, integrativo e maternità/assistenza.

Ogni Cassa ha minimali, massimali e aliquote diverse. Consulta la delibera 2026 della tua Cassa per il calcolo esatto.

Se fatturi con rivalsa integrativa, applica la percentuale in fattura secondo le regole della Cassa.

Fonti normative e prassi da consultare nel 2026

Riferimenti utili (solo testuali)

D.L. 6 luglio 2011, n. 98, art. 27 (regime fiscale di vantaggio). L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario).

L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 2, comma 26 (Gestione separata INPS). L. 23 dicembre 1996, n. 662 e successive per Artigiani e Commercianti.

Circolari INPS 2026 su: Aliquote Gestione separata; Aliquote Artigiani e Commercianti; Contributi Agricoli Autonomi. Documentazione su Normattiva e portale del Ministero del Lavoro.

Scenario Iscrizione previdenziale obbligatoria Base di calcolo e aliquote 2026 Scadenze di versamento Note operative
Libero professionista con Cassa (albo) Cassa di categoria Contributo soggettivo su reddito; integrativo su fatture; aliquote e minimali definiti dalla Cassa (delibere 2026) Secondo regolamento Cassa (di solito acconti e saldo annuali) Verifica regolamento 2026 della Cassa; rivalsa integrativa in fattura se prevista
Libero professionista senza Cassa Gestione separata INPS Percentuale su reddito professionale incassato; aliquota ufficiale nella circolare INPS Gestione separata 2026 Saldo e 1° acconto a giugno/luglio; 2° acconto a novembre Iscrizione online INPS; F24 sezione INPS con codici tributo Gestione separata
Ditta individuale commerciale INPS Gestione Commercianti Fissi su minimale 2026 + percentuale sull’eccedenza; eventuale 1% oltre soglia aggiuntiva Fissi: trimestri (maggio, agosto, novembre, febbraio); variabile: saldo/acconti IRPEF Iscrizione al Registro Imprese e INPS; controlla minimale, massimale e aliquote nella circolare 2026
Ditta individuale artigiana INPS Gestione Artigiani Fissi su minimale 2026 + percentuale sull’eccedenza; possibile 1% oltre soglia Fissi: trimestri; variabile: saldo/acconti IRPEF Verifica qualifica artigiana; applica aliquote 2026 pubblicate da INPS
Agricoltore autonomo / Coltivatore diretto INPS Agricoltori autonomi Contributi per fasce o redditi agrari; aliquote e scaglioni 2026 in circolare INPS Rate trimestrali; conguagli secondo reddito Eventuali riduzioni territoriali e agevolazioni giovani; verifica circolare 2026

FAQ

Nel regime dei minimi pago contributi diversi rispetto al regime ordinario o forfettario?

No. I contributi seguono le regole della gestione previdenziale, non il regime fiscale. Se sei professionista con Cassa, versi alla Cassa. Se sei senza Cassa, versi alla Gestione separata INPS. Se sei artigiano o commerciante, versi alla gestione corrispondente con fissi su minimale e percentuale sull’eccedenza. Le differenze tra minimi, ordinario e forfettario riguardano imposte, IVA e semplificazioni contabili. È una distinzione cruciale: non confondere tassazione e previdenza. Le aliquote e i minimali 2026 li pubblica INPS nelle circolari di inizio anno.

Sono nei minimi dal 2014 e non ho compiuto 35 anni: posso restare nei minimi nel 2026?

Sì, se rientri nelle condizioni del D.L. 98/2011, art. 27. Il regime di vantaggio prevedeva durata di cinque anni, estendibile fino a 35 anni di età. Dal 2015 non si può più entrare nei minimi, ma chi era già dentro può proseguire fino a scadenza naturale. Nel frattempo, per le nuove aperture è in vigore il regime forfettario (L. 190/2014). Al momento del passaggio di età o di fine quinquennio, dovrai scegliere un altro regime, di regola il forfettario se possiedi i requisiti.

Come calcolo i contributi 2026 di Artigiani e Commercianti se non conosco ancora importi e soglie?

Segui il metodo standard. Passo 1: prendi il minimale di reddito 2026 dalla circolare INPS “Artigiani e Commercianti”. I contributi fissi sono il prodotto aliquota x minimale, suddiviso in quattro rate. Passo 2: calcola l’eccedenza come reddito d’impresa meno minimale. Se l’eccedenza è positiva, applica l’aliquota in percentuale prevista per il 2026. Passo 3: se superi la soglia aggiuntiva stabilita dalla circolare, applica l’1% sull’ulteriore parte. Passo 4: somma fissi ed eccedenza. Paghi i fissi a maggio, agosto, novembre e febbraio; la variabile con saldo e acconti IRPEF.

Nel forfettario esiste una riduzione dei contributi. Posso usarla anche se sono nei minimi?

No. La riduzione del 35% dei contributi IVS è collegata al regime forfettario e alle relative opzioni previste dalle norme di riferimento. Non si estende al regime dei minimi. Se esci dai minimi e rientri nel forfettario, potrai valutare l’opzione per la riduzione, verificando requisiti, effetti sugli acconti e convenienza complessiva. Le Casse professionali, invece, hanno regole proprie: controlla eventuali riduzioni per i primi anni secondo il regolamento della tua Cassa.

Quali documenti e passaggi devo fare per mettermi in regola con i contributi nel 2026?

Primo: individua correttamente il codice ATECO e la natura dell’attività. Secondo: iscrizione alla gestione previdenziale corretta. Cassa, se hai l’Albo con Cassa; INPS Gestione separata, se sei professionista senza Cassa; INPS Artigiani/Commercianti, se sei ditta individuale; INPS Agricoltori, se svolgi attività agricola autonoma. Terzo: verifica nella circolare INPS 2026 le aliquote, i minimali e le scadenze. Quarto: imposta il calendario F24 per fissi trimestrali e per saldo/acconti. Quinto: conserva la documentazione contabile coerente con il principio di cassa. Le fonti primarie sono consultabili su Normattiva e sul portale del Ministero del Lavoro; le istruzioni operative sono nelle circolari INPS 2026.

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