Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Le aliquote IRPEF 2026 sono 23%, 33% e 43% su scaglioni 0-28.000 €, 28.000,01-50.000 € e oltre 50.000 €. Calcolo per scaglioni, poi detrazioni e addizionali.
- Tre aliquote progressive: 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000,01 € e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €.
- Si calcola l’IRPEF lorda per scaglioni, poi si applicano detrazioni e si sommano addizionali regionali e comunali.
- Secondo scaglione al 33% dal 2026 (in luogo del 35% del 2025). Riferimenti: TUIR (DPR 917/1986), Legge di Bilancio 2026, Agenzia delle Entrate.
Aliquote IRPEF 2026: come funzionano gli scaglioni
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. È progressiva: chi guadagna di più paga una quota maggiore. La progressività si ottiene con gli scaglioni.
Gli scaglioni sono fasce di reddito. Su ogni fascia applichi la sua aliquota. Sommi i risultati: ottieni l’IRPEF lorda, cioè prima di detrazioni e addizionali.
Nel 2026 gli scaglioni e le aliquote sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000,01 € e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Questa struttura recepisce gli interventi della riforma fiscale e della Legge di Bilancio 2026.
Che cos’è la base imponibile IRPEF
La base imponibile è il “reddito tassabile”. Parti dal reddito complessivo. Per reddito complessivo intendiamo la somma dei redditi (lavoro dipendente, autonomo, pensione, fabbricati, terreni, capitali, ecc.) definiti dal TUIR (DPR 917/1986).
Sottrai gli oneri deducibili. Per oneri deducibili si intendono spese che riducono il reddito prima delle imposte (esempio: contributi previdenziali obbligatori, alcune erogazioni liberali nei limiti di legge, assegni periodici al coniuge per decisione del giudice).
Per i lavoratori autonomi in regime ordinario vale il principio di cassa, cioè tassazione degli incassi meno costi pagati nell’anno. Per i dipendenti la ritenuta in busta segue il principio di competenza del rapporto di lavoro.
Detrazioni: come riducono l’imposta
Le detrazioni abbattono l’IRPEF lorda. Le principali sono per lavoro dipendente e assimilati, per pensioni e per lavoro autonomo, regolate dall’articolo 13 del TUIR. Esistono poi detrazioni per carichi di famiglia, spese sanitarie, interessi mutuo prima casa, istruzione, e altre, elencate nel TUIR e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Attenzione: le detrazioni non sono uguali per tutti. Dipendono dal tipo di reddito, dall’ammontare del reddito e da limiti e percentuali fissati ogni anno dalla Legge di Bilancio e dai provvedimenti attuativi.
Alcune misure integrative (come il trattamento integrativo per i dipendenti) si applicano solo in presenza di specifici requisiti reddituali e contrattuali. Verifica sempre le soglie vigenti nei documenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.
Addizionali regionali e comunali
Alle imposte nazionali si sommano le addizionali regionali e comunali. Le delibere degli enti locali stabiliscono aliquote e scaglioni locali. Si versano con il saldo e gli acconti, seguendo le regole di cassa stabilite dal TUIR e dalla normativa sui versamenti.
Le addizionali variano per regione e comune. Controlla le delibere pubblicate sul sito del MEF – Dipartimento delle Finanze e sui bollettini regionali.
Confronto con il sistema precedente
Nel 2024 è stato eliminato il vecchio scaglione al 25%, estendendo il 23% fino a 28.000 €. Nel 2025 il secondo scaglione era al 35% (28.000,01-50.000 €). Nel 2026 scende al 33%. Oltre 50.000 € resta il 43%.
Questa semplificazione riduce l’imposta lorda per chi sta tra 28.000 € e 50.000 €. L’effetto netto dipende però da detrazioni, bonus e addizionali.
Fonti normative: TUIR (DPR 917/1986), Legge di Bilancio 2026, decreti attuativi della delega fiscale (Legge 111/2023), documenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate. Per i testi vigenti consulta Normattiva e i portali istituzionali del MEF e dell’Agenzia.
Calcolo operativo: esempi numerici
Esempio 1 – Lavoratore autonomo in regime ordinario
Dati: incassi 40.000 €, contributi previdenziali pagati 6.000 €. Base imponibile: 40.000 – 6.000 = 34.000 € (trascuriamo altre deduzioni/detrazioni per l’esempio).
IRPEF lorda 2025 (per confronto): 23% su 28.000 = 6.440 €; 35% su 6.000 = 2.100 €; totale 8.540 €. Se invece applichiamo il confronto fornito in dottrina pre-riforma 2024, il totale era 8.800 € considerando il precedente scaglione al 25% fino a 28.000 €: 3.450 € (23% di 15.000) + 3.250 € (25% di 13.000) + 2.100 € (35% di 6.000) = 8.800 €.
IRPEF lorda 2026: 23% su 28.000 = 6.440 €; 33% su 6.000 = 1.980 €; totale 8.420 €. Risparmio rispetto alla vecchia struttura a quattro scaglioni: 380 € a parità di altri fattori.
Esempio 2 – Lavoratore dipendente, reddito 24.000 €
IRPEF lorda: tutto nel primo scaglione 23%. 24.000 × 23% = 5.520 €. Su questa cifra si applicano le detrazioni da lavoro dipendente previste dall’articolo 13 TUIR, che riducono l’imposta. Le addizionali si calcolano a parte, in base a regione e comune.
Esempio 3 – Reddito complessivo 60.000 €
Calcolo IRPEF lorda 2026: 23% su 28.000 = 6.440 €; 33% su 22.000 = 7.260 €; 43% su 10.000 = 4.300 €; totale 18.000 €. Poi si sottraggono le detrazioni spettanti e si aggiungono le addizionali locali.
Esempio 4 – Soggetto in regime forfettario
Il regime forfettario applica un’imposta sostitutiva (aliquota tipica 15% o 5% per start-up) al posto dell’IRPEF a scaglioni. Quindi le aliquote 23-33-43% non si usano. Restano dovuti contributi previdenziali e addizionali non si applicano alla sostitutiva. Le regole del forfettario sono nel TUIR e nelle leggi di Bilancio recenti.
Regola decisionale rapida
Passaggi logici per stimare l’IRPEF 2026
1) Determina il reddito complessivo dell’anno. Somma tutti i redditi previsti dal TUIR.
2) Calcola la base imponibile. Sottrai gli oneri deducibili (contributi, deduzioni ammesse).
3) Applica le aliquote per scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000,01 a 50.000 €, 43% oltre. Somma le imposte per scaglione: ottieni l’IRPEF lorda.
4) Sottrai le detrazioni spettanti (lavoro, pensioni, familiari, spese detraibili). Se l’IRPEF lorda è inferiore alle detrazioni, l’imposta può azzerarsi.
5) Calcola e aggiungi le addizionali regionali e comunali secondo le delibere vigenti per residenza.
6) Verifica acconti e saldo. In via ordinaria, saldo e primo acconto a fine giugno, secondo acconto a fine novembre, salvo proroghe. Consulta MEF e Agenzia Entrate.
Normativa e prassi di riferimento
Testi fondamentali
TUIR – Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986): definisce categorie di reddito, deduzioni e detrazioni di base.
Legge di Bilancio 2026: aggiorna scaglioni e aliquote per l’anno d’imposta 2026 e coordina le misure della riforma fiscale.
Delega fiscale (Legge 111/2023) e decreti attuativi: cornice della riforma IRPEF e dell’alleggerimento degli scaglioni.
Prassi dell’Agenzia delle Entrate: circolari e risoluzioni forniscono chiarimenti operativi su calcoli, detrazioni, addizionali e versamenti.
Per il testo vigente e gli aggiornamenti, consulta Normattiva e i portali del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Per aspetti previdenziali, verifica il Ministero del Lavoro e gli enti previdenziali.
Errori comuni da evitare
Scaglioni confusi con aliquote effettive
Non applichi un’unica aliquota a tutto il reddito. Applichi ogni aliquota solo alla sua fascia. L’aliquota media è più bassa dell’aliquota marginale.
Dimenticare deduzioni e detrazioni
Molti calcoli fai-da-te saltano deduzioni (contributi) o detrazioni (lavoro, famiglia). Il risultato è sovrastimato. Verifica sempre requisiti e limiti.
Ignorare le addizionali locali
Le addizionali possono incidere molto. Ogni regione e comune adotta proprie aliquote e scaglioni. Usa i dati ufficiali dell’anno.
Acconti calcolati male
Gli acconti si basano sull’imposta netta dell’anno precedente, con percentuali e scadenze fissate. Valuta eventuali riduzioni se prevedi un reddito 2026 più basso, seguendo le istruzioni dell’Agenzia.
Regime fiscale errato
Forfettario e ordinario hanno regole diverse. Nel forfettario non si applicano le aliquote IRPEF a scaglioni. Verifica sempre i requisiti di accesso e permanenza.
| Scenario | Scaglioni/aliquote applicati (IRPEF lorda) | Requisiti e variabili critiche | Tempistiche e versamenti 2026 |
|---|---|---|---|
| Dipendente con reddito 24.000 € | 23% su 24.000 € = 5.520 € | Detrazioni lavoro dipendente; eventuale trattamento integrativo; addizionali locali | Conguagli in busta da datore di lavoro; addizionali a saldo/anno successivo |
| Autonomo ordinario, reddito imponibile 34.000 € | 23% su 28.000 = 6.440 €; 33% su 6.000 = 1.980 €; totale 8.420 € | Deducibilità contributi; altre deduzioni; detrazioni spettanti; acconti su imposta netta | Saldo e primo acconto a fine giugno; secondo acconto a fine novembre (salvo proroghe) |
| Reddito complessivo 60.000 € | 23% su 28.000 = 6.440 €; 33% su 22.000 = 7.260 €; 43% su 10.000 = 4.300 €; totale 18.000 € | Detrazioni decrescenti con il reddito; addizionali più alte in alcune regioni/comuni | Acconti calcolati sul netto 2025; verifica eventuali rateizzazioni |
| Forfettario (ricavi nei limiti) | Non si usano gli scaglioni IRPEF; imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up) | Requisiti accesso/permanenza; contributi previdenziali; esclusa IRPEF a scaglioni | Scadenze imposta sostitutiva allineate a saldo/acconti; addizionali non dovute sulla sostitutiva |
FAQ
Quali sono le aliquote IRPEF 2026 e come si applicano in pratica?
Per il 2026 le aliquote sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000,01 € e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Applichi ciascuna aliquota solo alla porzione di reddito che ricade nello scaglione. Il risultato è l’IRPEF lorda. Poi sottrai le detrazioni (lavoro dipendente, pensioni, lavoro autonomo, carichi di famiglia, spese detraibili) e aggiungi le addizionali regionali e comunali. La base giuridica è nel TUIR (DPR 917/1986) e negli aggiornamenti introdotti dalla Legge di Bilancio 2026 e dai relativi atti attuativi consultabili su Normattiva e nei documenti MEF/Agenzia delle Entrate.
Perché il mio risparmio fiscale può essere diverso da quello di un collega con lo stesso reddito?
Perché contano deduzioni, detrazioni e addizionali. Due persone con lo stesso reddito lordo possono avere deduzioni diverse (ad esempio contributi versati o oneri deducibili). Possono avere detrazioni diverse (tipo di reddito, familiari a carico, spese detraibili). E possono abitare in comuni con addizionali diverse. Inoltre la gestione degli acconti può generare differenze di cassa nell’anno. La parte “nazionale” dell’IRPEF lorda è uguale a parità di base imponibile, ma il netto cambia con queste variabili.
Come verifico che il datore di lavoro applichi correttamente le nuove aliquote?
Controlla il CUD/Certificazione Unica e i cedolini dei mesi successivi all’entrata in vigore. Le ritenute IRPEF devono riflettere i tre scaglioni 2026. Verifica i conguagli di fine anno o di fine rapporto. Confronta l’IRPEF trattenuta con un calcolo per scaglioni sulla tua retribuzione annua lorda, tenendo conto delle detrazioni da lavoro dipendente. In caso di dubbi, fai un controllo con un consulente e consulta le istruzioni e le circolari dell’Agenzia delle Entrate pubblicate sui portali istituzionali.
Gli scaglioni 2026 valgono anche per chi è in regime forfettario?
No. Il regime forfettario usa un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali e dell’IRAP. L’aliquota standard è 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in presenza dei requisiti. La base imponibile forfettaria si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi incassati, poi si deducono solo i contributi previdenziali. Le aliquote 23-33-43% non si usano nel forfettario. I riferimenti sono nel TUIR e nelle Leggi di Bilancio che disciplinano il regime speciale.
Quando si pagano saldo e acconti IRPEF per il 2026 e come si calcolano?
In via ordinaria il saldo e il primo acconto si versano a fine giugno dell’anno successivo, il secondo acconto a fine novembre. L’acconto si calcola sull’imposta netta dell’anno precedente, applicando le percentuali fissate dalle norme tributarie. In presenza di novità normative, il MEF e l’Agenzia delle Entrate pubblicano provvedimenti e istruzioni con eventuali proroghe o rateizzazioni. Verifica sempre le scadenze ufficiali nei documenti istituzionali e, se prevedi un reddito 2026 inferiore, valuta una riduzione dell’acconto secondo le regole vigenti.
