Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Puoi rateizzare la cartella fino a 72 rate (ordinario) o 120 (straordinario). Fino a 100.000 euro chiedi online con autodichiarazione; oltre, via PEC con documenti. Pagamento entro 60 giorni evita azioni esecutive.
- Art. 19 del DPR 602/1973: rateizzazione ordinaria fino a 72 rate, straordinaria fino a 120 con grave difficoltà documentata.
- Richiesta semplificata senza documenti fino a 100.000 euro; sopra soglia servono ISEE o indici economico-finanziari.
- Decadenza dal piano se non paghi 5 rate, anche non consecutive; possibili misure cautelari ed esecutive.
Che cos’è la cartella di pagamento e cosa contiene
La cartella di pagamento è l’atto con cui l’agente della riscossione richiede somme già accertate da un ente creditore. Gli enti possono essere Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni e altri.
La cartella indica quanto devi pagare e perché. Riporta il termine per pagare entro 60 giorni dalla notifica. Spiega come pagare, come chiedere la rateizzazione e come fare ricorso.
Trovi anche il responsabile del procedimento di emissione e notifica. Se non paghi entro 60 giorni, scattano interessi, oneri di riscossione e spese. L’agente può attivare fermo amministrativo, ipoteca e pignoramento secondo il DPR 602/1973.
Rateizzazione: quadro normativo, requisiti e limiti
Le basi normative da conoscere
La dilazione delle somme iscritte a ruolo è prevista dall’art. 19 del DPR 602/1973. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze definisce criteri e tassi con propri decreti. Le regole operative sono pubblicate dall’agente della riscossione e si coordinano con la norma primaria.
Gli interessi di dilazione sono determinati con decreto ministeriale e si applicano su ogni rata. Gli oneri di riscossione e le spese seguono quanto previsto dal DPR 602/1973 e dalla normativa sulla riscossione nazionale.
Per ricorsi tributari si applica il D.Lgs. 546/1992. Per sanzioni amministrative non tributarie valgono i termini dei rispettivi codici e leggi speciali. Verifica sempre il tipo di debito indicato in cartella.
Piano ordinario: fino a 72 rate
Il piano ordinario permette fino a 72 rate mensili, cioè 6 anni. È pensato per difficoltà temporanee e sostenibili. Puoi chiederlo per la maggior parte dei carichi iscritti a ruolo.
Fino a 100.000 euro la domanda è semplificata. Autodichiari la temporanea situazione di obiettiva difficoltà e non alleghi documenti. Oltre la soglia devi documentare la difficoltà economica.
La soglia e le modalità operative possono variare con atti dell’agente della riscossione. Consulta l’area riservata per confermare l’importo aggiornato ammesso all’autodichiarazione.
Piano straordinario: fino a 120 rate
Se non riesci a sostenere un piano ordinario, puoi chiedere il piano straordinario. Prevede fino a 120 rate, cioè 10 anni. Devi dimostrare la grave e comprovata situazione di difficoltà.
La prova cambia per persone fisiche e imprese. Per persone fisiche serve di norma l’ISEE. Per imprese e autonomi servono indicatori economici e finanziari, come flussi di cassa e indici di sostenibilità del debito.
La normativa rinvia ai decreti ministeriali che definiscono parametri e indicatori. La valutazione è formale: se i numeri non tornano, il piano straordinario non si concede.
Documentazione e canali: quando bastano autodichiarazioni
Sotto soglia, la domanda semplificata usa l’autodichiarazione. Compili i dati e indichi quante rate desideri entro i limiti ammessi. Non devi allegare documenti economici.
Sopra soglia, o per piano straordinario, alleghi documenti. Tipicamente: ISEE per persone fisiche; prospetti economico-finanziari per imprese; eventuali dichiarazioni sulla riduzione dei ricavi; copia di documenti d’identità; modulistica firmata.
La domanda sopra soglia si invia di regola tramite PEC all’agente della riscossione con tutta la documentazione richiesta. Usa la modulistica aggiornata pubblicata dall’ente.
Interessi, oneri, garanzie: come si calcolano
Ogni rata include quota capitale e interessi di dilazione. Il tasso di dilazione è stabilito da decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Cambia al variare del contesto macroeconomico.
Agli importi si sommano gli oneri di riscossione e le spese vive. Gli oneri coprono il costo dell’attività dell’agente. Trovi la misura applicata in cartella e nel piano di dilazione.
Per piani elevati o posizioni particolari, possono essere richieste garanzie. Esempi: fideiussioni, polizze, o ipoteche. Dipende da entità del debito e profilo di rischio. La base è sempre l’art. 19 del DPR 602/1973.
Decadenza, proroga, riammissione
Decadi dal beneficio se non paghi 5 rate, anche non consecutive. La decadenza comporta l’immediata esigibilità dell’intero residuo. L’agente può riprendere o avviare azioni cautelari ed esecutive.
Puoi chiedere una proroga del piano se peggiora la tua situazione. La proroga può trasformare un piano ordinario in straordinario fino a 120 rate. Devi dimostrare il peggioramento con documenti aggiornati.
Dopo la decadenza, in molti casi puoi chiedere una nuova rateizzazione sul debito residuo. La concessione non è automatica. Conta anche l’eventuale avvio di azioni esecutive e la tua storia di pagamento.
Pagamento in un’unica soluzione: strumenti operativi
Se preferisci saldare subito, usa i documenti allegati alla cartella. Di solito trovi bollettino RAV o modulo PagoPA. Puoi pagare con il servizio di pagamento online, presso sportelli bancari e postali, tabaccai e altri prestatori aderenti.
Molti canali telematici di banche e Poste accettano PagoPA. Puoi anche usare l’home banking con il modello F35, se previsto dal tuo istituto. Conserva sempre la ricevuta di pagamento per ogni eventuale verifica.
Il pagamento entro 60 giorni evita interessi di mora successivi, oneri ulteriori e atti esecutivi. Verifica sempre la data di notifica per calcolare correttamente la scadenza.
Regola decisionale rapida
1) Importo complessivo fino a 100.000 euro. Se vuoi dilazionare, usa la domanda online con autodichiarazione. Scegli fino a 72 rate. Se il tuo reddito è molto basso e non reggi 72 rate, valuta un piano straordinario con documenti.
2) Importo superiore a 100.000 euro. Prepara la domanda via PEC. Allegaci ISEE se sei persona fisica. Se sei impresa o autonomo, allega indicatori economico-finanziari che dimostrano la sostenibilità del piano richiesto.
3) Valuta i flussi di cassa. Se la rata ordinaria supera un’entrata mensile prudente, rifletti sullo straordinario fino a 120 rate. Ricorda: devi dimostrarne i presupposti.
4) Non superare 5 rate impagate. Se rischi ritardi, chiedi subito la proroga. Meglio rimodulare il piano che decadere e subire azioni esecutive.
5) Se puoi pagare tutto entro 60 giorni, risparmi interessi futuri e oneri. Usa i canali indicati in cartella. Conserva la prova di pagamento.
Riferimenti normativi essenziali
DPR 602/1973, art. 19: disciplina della rateizzazione e decadenza. DPR 602/1973, artt. 30, 72-bis, 77 e 86: interessi di mora, pignoramenti, ipoteche e fermi. D.Lgs. 546/1992: processo tributario. Decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze: tasso di dilazione e criteri per la concessione delle dilazioni.
Puoi consultare i testi su Normattiva per la versione vigente. Le indicazioni operative aggiornate sono pubblicate dall’agente della riscossione e dai siti istituzionali come il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero del Lavoro per profili collegati.
| Scenario | Requisiti principali | Canale e documenti | Tempi e limiti |
|---|---|---|---|
| Piano ordinario fino a 72 rate, importo fino a 100.000 euro | Temporanea difficoltà di pagamento; sostenibilità della rata mensile | Area riservata con procedura semplificata; autodichiarazione senza allegati economici | Esito rapido; massimo 72 rate; interessi di dilazione applicati per tutta la durata |
| Piano ordinario oltre 100.000 euro | Difficoltà dimostrabile; assenza di gravi inadempienze pregresse | PEC all’agente della riscossione; allega ISEE (persone fisiche) o indici economico-finanziari (imprese/professionisti) | Valutazione documentale; fino a 72 rate; possibile richiesta di ulteriori chiarimenti |
| Piano straordinario fino a 120 rate | Grave e comprovata difficoltà; impossibilità oggettiva a sostenere il piano ordinario | PEC con documentazione completa: ISEE, prospetti di cassa, indici di sostenibilità | Valutazione più approfondita; fino a 120 rate; controlli successivi possibili |
| Proroga di un piano in corso | Peggioramento oggettivo della situazione; regolarità fino alla richiesta | Istanze con documenti aggiornati; motivazione dettagliata | Può estendere la durata entro i limiti di legge; nuova scansione delle rate |
| Pagamento in unica soluzione | Disponibilità di liquidità entro 60 giorni dalla notifica | Bollettino RAV/PagoPA, paga online, PSP, sportelli, home banking (F35 ove previsto) | Estinzione immediata; niente interessi futuri; azzeramento del rischio esecutivo |
FAQ
Come si calcola la rata mensile in un piano ordinario o straordinario?
La rata nasce dal debito residuo diviso per il numero di rate scelte, più gli interessi di dilazione calcolati sul capitale residuo. Il tasso di dilazione è fissato con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ed è diverso dal tasso legale. Varia nel tempo, quindi il piano mostra il tasso applicato alla data di concessione. In pratica, più allunghi la durata, più interessi paghi complessivamente. Se prevedi incassi stagionali, puoi scegliere rate costanti ma organizzare la cassa con prudenza. Ricorda che ogni rata scaduta genera ulteriori oneri e rischi di decadenza dopo 5 rate non pagate.
Posso pagare alcune rate in anticipo o estinguere il piano prima della scadenza?
Sì. Puoi versare una o più rate in anticipo o estinguere il residuo in qualunque momento. Nella chiusura anticipata smetti di maturare interessi futuri. Chiedi il conteggio aggiornato del residuo, così includi quota capitale e interessi maturati fino alla data di saldo. Conserva la quietanza finale. L’estinzione non preclude nuove istanze future, ma tieni conto che la capacità di pagamento mostrata può orientare la valutazione di piani successivi in caso di nuove cartelle.
Cosa succede se ho già una procedura esecutiva in corso (fermo, ipoteca, pignoramento)?
La concessione della dilazione può sospendere nuovi atti esecutivi, ma non sempre rimuove quelli già in essere. Il fermo amministrativo può restare fino a quando non regolarizzi le prime rate o non estingui il debito, secondo le prassi applicative. Per l’ipoteca, serve spesso il pagamento di un certo numero di rate o l’estinzione per la cancellazione. Per i pignoramenti, la dilazione può incidere sulla prosecuzione ma dipende dallo stato della procedura e dalle autorizzazioni giudiziali. La cornice resta il DPR 602/1973: valuta caso per caso con documenti alla mano.
Se decado dal piano per 5 rate non pagate, posso chiedere una nuova rateizzazione?
In molti casi sì, ma non è un diritto automatico. L’agente della riscossione valuta il tuo profilo e l’eventuale avvio di azioni esecutive. Potrebbe servirti nuova documentazione aggiornata e un piano più sostenibile. Se sono già iniziate procedure come pignoramenti, la nuova dilazione può risultare più complessa. Agisci subito: paga le rate scadute se puoi e presenta un’istanza completa. Dimostra con numeri chiari che il nuovo piano è compatibile con i tuoi flussi di cassa.
Quando conviene il piano straordinario a 120 rate rispetto a quello ordinario a 72?
Conviene quando la rata ordinaria assorbirebbe una quota eccessiva del tuo reddito mensile e ti esporrebbe a insolvenze. Il piano straordinario abbassa la rata, ma aumenta gli interessi totali. Devi provarne i presupposti: per persone fisiche spesso conta l’ISEE e la composizione familiare; per imprese contano indici di liquidità, DSCR e proiezioni di cassa. Se prevedi un miglioramento reale a breve, potresti scegliere l’ordinario e poi estinguere in anticipo. Se invece la ripresa è lenta, meglio chiedere da subito lo straordinario con un set documentale solido. Ricorda che la prova della “grave e comprovata” difficoltà è la chiave di accesso.
