Tributo 1040: a cosa serve, quando si paga e come?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il codice tributo 1040 si usa nel modello F24 per versare le ritenute d’acconto su compensi di lavoro autonomo e provvigioni. Si paga, in via telematica, entro il 16 del mese successivo al pagamento.

  • Codice 1040: ritenute d’acconto su lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi operate dai sostituti d’imposta.
  • Scadenza: giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso (D.Lgs. 241/1997, art. 18).
  • F24 sezione Erario: indicare mese (MM), anno (AAAA) di riferimento e importo a debito; pagamento telematico obbligatorio per titolari di partita IVA.

Cos’è il codice tributo 1040 e quando si usa

Il codice tributo 1040 identifica, nel modello F24, il versamento delle ritenute d’acconto operate su:

– compensi di lavoro autonomo, abituale e occasionale (art. 25 del DPR 600/1973);
– provvigioni per rapporti di commissione, agenzia, mediazione e simili (art. 25-bis del DPR 600/1973);
– alcuni redditi diversi assimilati.

La ritenuta d’acconto è l’anticipo dell’IRPEF del professionista o del percettore. Chi paga il compenso agisce come sostituto d’imposta: trattiene una quota e la versa allo Stato con il codice 1040.

Fonti normative: DPR 600/1973 (artt. 25 e 25-bis), D.Lgs. 241/1997 (versamenti unitari con F24). I testi aggiornati sono consultabili sul portale Normattiva. Indicazioni operative sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Chi deve applicare la ritenuta e chi no

Soggetti obbligati (sostituti d’imposta)

Devono operare la ritenuta e versare con 1040:

– imprese individuali e società che pagano compensi a professionisti o percettori di provvigioni;
– professionisti e studi che pagano altri professionisti o collaboratori autonomi;
– enti non commerciali, condomìni e pubbliche amministrazioni, quando corrispondono compensi soggetti a ritenuta.

Riferimento: DPR 600/1973, art. 25 e 25-bis.

Casi esclusi (nessuna ritenuta, quindi niente 1040)

– Acquisto di beni (es. sedie, PC): la ritenuta non si applica alle cessioni di beni. L’esempio della “sedia con ritenuta 20%” è sbagliato.
– Fatture di professionisti in regime forfettario che hanno rilasciato dichiarazione di esonero dalla ritenuta: niente ritenuta (Legge 190/2014, art. 1, comma 67).
– Fatture emesse da società di capitali (es. Srl) per servizi: non sono “compensi di lavoro autonomo” della persona fisica.

Attenzione alle prestazioni occasionali: se sono lavoro autonomo occasionale, la ritenuta si applica comunque (art. 25 DPR 600/1973), a prescindere dall’obbligo previdenziale.

Aliquote, base imponibile e calcolo

Lavoro autonomo (professionisti)

– Aliquota ritenuta: 20% (art. 25 DPR 600/1973).
– Base imponibile: il compenso al netto dei rimborsi spese “in nome e per conto” ex art. 15 del DPR 633/1972; l’IVA non rileva. La rivalsa previdenziale (ad esempio 4% di cassa o rivalsa gestione separata) di norma rientra nel compenso e quindi nella base della ritenuta.

Esempio: compenso 1.000 euro + rivalsa 4% 40 + IVA 22% 228. Base ritenuta: 1.040. Ritenuta 20%: 208. Netto al professionista: 1.060 (1.268 – 208).

Provvigioni (agenzia, mediazione, ecc.)

– Aliquota ritenuta: pari alla prima aliquota IRPEF in vigore (attualmente 23%).
– Base imponibile: ridotta forfettariamente secondo le regole dell’art. 25-bis DPR 600/1973 (percentuali diverse per agenti, mediatori, procacciatori; verificare il caso concreto). L’IVA non entra nella base.

Il sostituto d’imposta deve distinguere correttamente il tipo di rapporto per applicare la riduzione forfettaria corretta.

Scadenze, cumuli mensili e cosa succede se il 16 è festivo

La ritenuta si versa entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso (non alla data fattura). Base normativa: D.Lgs. 241/1997, art. 18.

Si versa l’importo complessivo delle ritenute operate nel mese. Se il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo (Statuto del contribuente e regole generali sui termini). È ammesso il pagamento in compensazione con crediti disponibili nel modello F24, nel rispetto dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e delle regole sul visto di conformità per crediti oltre le soglie vigenti.

Come si paga con F24 telematico (codice 1040)

Canali ammessi

– Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 Web, F24 online, F24 cumulativo tramite intermediario abilitato Entratel).
– Home banking/remote banking abilitati ai pagamenti F24.

Per i titolari di partita IVA il canale telematico è obbligatorio (D.Lgs. 241/1997 e provvedimenti attuativi; consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate).

Compilazione della sezione “Erario”

– Codice tributo: 1040.
– Rateazione/regione/prov./mese rif.: indicare il mese di riferimento in due cifre (01–12).
– Anno di riferimento: l’anno in quattro cifre (es. 2026).
– Importi a debito versati: totale ritenute del mese.
– Codice ufficio e codice atto: non si compilano.

Se versi ritenute di mesi diversi nello stesso F24, inserisci una riga 1040 per ciascun mese/anno. Verifica sempre che il mese indicato coincida con quello di pagamento del compenso.

Ritardi, sanzioni e ravvedimento operoso

Se salti la scadenza, si applica la sanzione del 30% riducibile con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13). Devi versare:

– imposta (ritenuta) non pagata;
– interessi legali pro-rata giorno per giorno al tasso legale vigente;
– sanzione ridotta secondo i termini del ravvedimento.

Schema sintetico ravvedimento (indicativo):

– entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/15 del 15% per giorno di ritardo;
– dal 15° al 30° giorno: 1/10 del 15%;
– entro 90 giorni: 1/9 del 30%;
– entro 1 anno: 1/8 del 30%;
– entro 2 anni: 1/7 del 30%;
– oltre 2 anni: 1/6 del 30%;
– dopo PVC: 1/5 del 30%.

Inserisci gli importi del ravvedimento in F24 con i relativi codici tributo per sanzioni e interessi. Le istruzioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Adempimenti collegati: CU e Modello 770

Oltre al versamento con 1040, il sostituto deve:

– rilasciare e trasmettere la Certificazione Unica (CU) con i compensi e le ritenute, entro i termini fissati annualmente (in via generale intorno al 16 marzo);
– presentare il Modello 770 con il dettaglio dei versamenti delle ritenute entro il 31 ottobre.

Base normativa: DPR 322/1998 e provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate. Il mancato invio o gli errori comportano sanzioni amministrative (D.Lgs. 471/1997).

Casi particolari e codici diversi dal 1040

– Condominio sostituto d’imposta su lavori di appalto: ritenuta del 4% ex art. 25-ter DPR 600/1973. Si usano codici tributo diversi dal 1040 (non rientrano in questa guida operativa).
– Premi e redditi diversi soggetti a ritenuta con codici specifici: verificare le istruzioni AE.
– Prestazioni a soggetti in regime forfettario: nessuna ritenuta se il fornitore ha dichiarato di essere forfettario e di volerne l’esonero (Legge 190/2014, art. 1, comma 67).

Regola decisionale rapida

1) Stai pagando un servizio reso da una persona fisica come professionista o prestatore occasionale? Sì → applica la ritenuta. No → vai a 4.
2) Il fornitore è in regime forfettario e ti ha consegnato la dichiarazione di esonero? Sì → non applicare ritenuta. No → applica ritenuta.
3) Il compenso è una provvigione di agenzia/mediazione? Sì → applica ritenuta con regole art. 25-bis; versa con 1040.
4) Stai pagando beni o una società di capitali? Sì → nessuna ritenuta, quindi niente 1040.
5) Hai pagato? Sì → versa entro il 16 del mese successivo con F24 codice 1040, indicando mese/anno del pagamento.

Esempi pratici di calcolo e F24

Esempio A: professionista ordinario

Fattura: compenso 1.200 + rivalsa cassa 4% 48 + IVA 22% 274,56. Base ritenuta: 1.248. Ritenuta 20%: 249,60. Netto da pagare: 1.272,96. Paghi il 10 maggio. Entro il 16 giugno versi 249,60 con 1040, mese 05, anno 2026.

Esempio B: prestazione occasionale

Ricevuta: compenso 600 euro, niente IVA. Base ritenuta: 600. Ritenuta 20%: 120. Netto al prestatore: 480. Paghi il 28 febbraio. Entro il 16 marzo versi 120 con 1040, mese 02, anno 2026.

Esempio C: fornitore forfettario

Fattura: compenso 1.000 euro, esonero ritenuta dichiarato. Non operi alcuna ritenuta. Il 1040 non si usa.

Scenario Chi applica la ritenuta Base/aliquota Scadenza versamento F24 – Campi e note
Lavoro autonomo professionale Impresa/professionista committente Base: compenso + rivalsa; esclusi art. 15 e IVA. Aliquota: 20%. 16 del mese successivo al pagamento Sezione Erario; codice 1040; mese MM; anno AAAA; importo a debito. Una riga per ogni mese.
Prestazione occasionale Impresa/professionista/ente pagatore Base: compenso. Aliquota: 20%. 16 del mese successivo al pagamento Stesse regole; 1040. Indicare il mese in cui hai pagato la ricevuta.
Provvigioni (agenzia/mediazione) Impresa mandante Base: forfettizzata ex art. 25-bis. Aliquota: prima aliquota IRPEF (attualmente 23%). 16 del mese successivo al pagamento Codice 1040; attenzione alla corretta base ridotta. Conserva il contratto per giustificare il calcolo.
Professionista in forfettario (con esonero) Nessuna ritenuta Nessuna ritenuta da calcolare Nessun versamento 1040 Archivia la dichiarazione di esonero del fornitore. CU senza ritenute.

FAQ

1) Chi usa davvero il codice 1040 e quali errori evitare nella pratica quotidiana?

Usa il 1040 ogni volta che, come sostituto d’imposta, tratti compensi di lavoro autonomo o provvigioni soggette a ritenuta. Rientrano sia le prestazioni professionali abituali, sia quelle occasionali, oltre alle provvigioni di agenti e mediatori. Gli errori più comuni sono tre: applicare la ritenuta a una fattura per beni (mai dovuta sulle cessioni), non applicarla a un professionista non forfettario, e inserirla su fatture di società di capitali, dove non si parla di reddito di lavoro autonomo di persona fisica. Controlla sempre il regime fiscale del fornitore: se è in forfettario e ti ha consegnato la dichiarazione di esonero, non devi trattenere e quindi non versi il 1040. Se non hai la dichiarazione, per prudenza applica la ritenuta finché non ricevi il documento.

2) Come si determina con precisione la base della ritenuta su una parcella con rivalsa previdenziale e spese?

Parti dal compenso concordato. Aggiungi l’eventuale rivalsa previdenziale (ad esempio il 4% per casse professionali o la rivalsa facoltativa per la Gestione separata). Escludi dall’imponibile della ritenuta solo le spese anticipate in nome e per conto del cliente ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972, purché correttamente documentate. L’IVA non entra mai nella base della ritenuta. Esempio: compenso 1.500, rivalsa 4% 60, rimborso spese art. 15 pari a 100, IVA 22% su (1.560) pari a 343,20. Base ritenuta: 1.560 (1.500+60), perché il rimborso ex art. 15 si esclude. Ritenuta 20%: 312. Netto da pagare al professionista: totale fattura (1.560+343,20=1.903,20) meno ritenuta (312) = 1.591,20.

3) Ho più fatture con pagamenti in mesi diversi: come compilo l’F24 con il 1040?

Il mese da indicare è quello del pagamento, non della fattura. Se hai pagato una parcella a maggio e un’altra a giugno, devi creare due righe 1040 nello stesso F24: una con mese 05/anno 2026 per la prima, l’altra con mese 06/anno 2026 per la seconda. Se preferisci, puoi inviare due F24 separati. L’importante è che su ogni riga 1040 ci sia un solo mese di riferimento. Ricorda di sommare, per ogni riga, tutte le ritenute riferite a quel mese. Se usi la compensazione con crediti, rispetta l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e le regole su visto di conformità per importi oltre le soglie.

4) Posso pagare il 1040 con home banking o devo usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate?

I titolari di partita IVA devono usare un canale telematico obbligatorio. Puoi scegliere tra: servizi dell’Agenzia delle Entrate (F24 Web/F24 online, anche tramite intermediario Entratel) oppure home banking/remote banking della tua banca abilitati ai pagamenti F24. Se paghi tramite AE, accedi con SPID/CIE/CNS all’area riservata, seleziona F24, compila la sezione Erario con il 1040, indica mese e anno, e invia il pagamento. Se usi l’home banking, cerca la sezione F24 ordinario, inserisci i dati anagrafici, poi il 1040 con mese/anno e importo. In entrambi i casi conserva la ricevuta telematica. Le regole derivano dal D.Lgs. 241/1997 e dai provvedimenti attuativi del MEF e dell’Agenzia delle Entrate, consultabili sui rispettivi portali istituzionali.

5) Ho dimenticato di versare il 1040 entro il 16: come calcolo ravvedimento, sanzioni e interessi?

Usa il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13). Calcola: 1) l’imposta dovuta (ritenuta), 2) gli interessi legali pro-rata giorno per giorno al tasso legale vigente nel periodo, 3) la sanzione ridotta in base ai giorni trascorsi. Per un ritardo di 10 giorni, applichi la riduzione “sprint”: 1/15 del 15% per ogni giorno di ritardo. Per un ritardo di 40 giorni, applichi 1/10 del 15%. Per 80 giorni, 1/9 del 30%. Oltre i 90 giorni le riduzioni cambiano come da schema ufficiale (1/8 entro 1 anno, 1/7 entro 2 anni, 1/6 oltre 2 anni, 1/5 dopo PVC). Versa la ritenuta con il 1040 e usa i codici dedicati a sanzioni e interessi in F24 per completare il ravvedimento. Se hai dubbi, consulta le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate o il testo del D.Lgs. 472/1997 su Normattiva.

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