Come non pagare le tasse: quanto si può incassare?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Non paghi IRPEF se rientri nelle no tax area per tipologia di reddito (circa 8.500 dipendenti/pensioni; 4.800 occasionali; ~5.500 autonomi). Con Partita IVA non esiste una soglia generale “zero tasse”.

  • La “no tax area” dipende dalle detrazioni dell’art. 13 TUIR e dai giorni dell’anno in cui percepisci il reddito.
  • Le soglie cambiano per tipo di reddito: lavoro dipendente, pensione, autonomo, occasionali, fondiari.
  • Anche con IRPEF zero potresti dover pagare contributi previdenziali o addizionali, se dovuti.

Che cosa significa davvero “incassare senza pagare le tasse”

In Italia l’IRPEF si calcola sul reddito complessivo. Prima si applicano le aliquote per scaglioni. Poi si sottraggono le detrazioni spettanti.

Se l’imposta lorda è uguale o inferiore alle detrazioni, l’IRPEF netta è zero. Questa è la “no tax area”. Non è una franchigia fissa per tutti.

Attenzione: zero IRPEF non significa zero costi. Potresti avere contributi previdenziali, addizionali regionali o comunali, o ritenute da recuperare.

Le fonti normative da conoscere

Le regole principali sono nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986). In particolare: art. 11 (scaglioni IRPEF), art. 12 (detrazioni per carichi di famiglia), art. 13 (detrazioni per lavoro dipendente, pensioni e autonomi), art. 53 (lavoro autonomo) e art. 67 (redditi diversi, tra cui le prestazioni occasionali).

Per i casi pratici annui fanno fede le Istruzioni ufficiali del Modello 730/2026 e del Modello Redditi PF 2026 dell’Agenzia delle Entrate. Per i contributi, consulta le circolari INPS sulla Gestione Separata e sulle gestioni artigiani/commercianti.

Per il regime forfettario si applica la Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata dalle successive leggi di bilancio. Le norme sono reperibili sul portale Normattiva e sui siti istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.

Soglie pratiche 2026: quando l’IRPEF si azzera

Lavoro dipendente: no tax area tipica intorno a 8.500 euro

La detrazione per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) può azzerare l’IRPEF per redditi bassi. In pratica, con un rapporto a tempo pieno per tutto l’anno, l’imposta tende ad azzerarsi intorno a 8.500 euro lordi.

La soglia esatta varia in base a giorni lavorati, eventuali bonus erogati, e trattamento integrativo. Con contratti iniziati o cessati in corso d’anno la soglia è proporzionalmente più bassa.

Se hai più datori di lavoro nello stesso anno, il cumulo dei redditi può farti superare la no tax area. In quel caso serve il conguaglio in dichiarazione.

Pensioni: no tax area tipica intorno a 8.500 euro

La detrazione per pensionati (art. 13 TUIR) genera una no tax area simile a quella dei dipendenti, spesso intorno a 8.500 euro lordi annui. L’importo varia con le mensilità percepite e con l’età.

In passato la soglia era più bassa per i pensionati più giovani e più alta per gli over 75. Le Istruzioni 730/2026 indicano i valori operativi anno per anno.

Se percepisci anche altri redditi (es. fabbricati locati), il cumulo può far emergere IRPEF e addizionali.

Prestazioni occasionali: fino a circa 4.800 euro

Le prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente rientrano nei redditi diversi (art. 67 TUIR). Qui la no tax area tipica è intorno a 4.800 euro lordi.

Di solito il committente applica una ritenuta d’acconto del 20%. Se a fine anno resti sotto soglia, puoi recuperare la ritenuta con la dichiarazione. Se la superi, paghi l’IRPEF sulla differenza, al netto delle ritenute.

Sui compensi occasionali si versano contributi INPS Gestione Separata solo per la parte che eccede 5.000 euro lordi annui. L’aliquota dipende dal tuo profilo previdenziale pubblicato dall’INPS per l’anno in corso.

Lavoro autonomo con Partita IVA: non esiste una soglia “zero tasse” uguale per tutti

Per chi ha Partita IVA in regime ordinario, non c’è una franchigia di esenzione. Tuttavia esiste una detrazione per redditi di lavoro autonomo (art. 13 TUIR) che può azzerare l’IRPEF intorno a 5.500 euro di reddito complessivo.

Questo valore è indicativo e dipende da altri fattori (oneri deducibili, carichi di famiglia, giorni di attività). Ricorda che i contributi previdenziali sono sempre dovuti in base alla gestione di appartenenza.

Nel regime forfettario (Legge 190/2014), non esiste una no tax area “classica”. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up) sul reddito forfetario calcolato con il coefficiente di redditività. Se incassi zero, l’imponibile è zero. Ma se incassi, l’imposta si applica, indipendentemente dalle detrazioni IRPEF.

Redditi fondiari: fabbricati e terreni

Le istruzioni ai modelli dichiarativi prevedono casi di esonero quando l’unico reddito è fondiario e modesto. In particolare, se i redditi di fabbricati e terreni non superano complessivamente 500 euro, spesso non c’è obbligo di dichiarazione e l’IRPEF non risulta dovuta.

Per alcuni redditi dominicali e agrari molto bassi, la soglia tecnica di irrilevanza storica è 185,92 euro. Verifica ogni anno nelle istruzioni del Modello 730/2026, perché l’esonero dipende anche dalla presenza di altri redditi.

Se il fabbricato è locato, considera la cedolare secca. È un’imposta sostitutiva a parte e non beneficia della no tax area IRPEF. Si applica anche con redditi bassi, se scegli questo regime opzionale.

Come calcolare la tua soglia personale senza errori

Passo 1: individua il tipo di reddito prevalente

Classifica i tuoi redditi: lavoro dipendente, pensione, autonomo, occasionali, fondiari. Ogni categoria ha le sue regole e detrazioni.

Se hai più tipologie, parti da quella principale per importo. Poi somma le altre per stimare il reddito complessivo.

Passo 2: calcola l’imposta lorda con gli scaglioni vigenti

Applica le aliquote IRPEF per scaglioni previsti per il 2026. Le aliquote e gli scaglioni sono indicati nelle istruzioni ufficiali del Modello 730/2026 e nell’art. 11 TUIR, come aggiornato dalla legge di bilancio annuale.

Usa valori ufficiali per evitare errori. Non affidarti a stime superate.

Passo 3: sottrai le detrazioni dell’art. 13 TUIR

Applica la detrazione corretta in base alla tua tipologia di reddito (dipendente, pensione, autonomo). Le formule tengono conto del reddito e, per i dipendenti, dei giorni lavorati.

Se l’imposta lorda è minore o uguale alla detrazione, l’IRPEF netta è zero. Hai raggiunto la tua no tax area personale.

Passo 4: considera carichi di famiglia e oneri

Aggiungi le detrazioni per carichi di famiglia (art. 12 TUIR). Deduce anche i contributi previdenziali e altri oneri deducibili. Questi fattori possono spostare la soglia di esenzione.

Infine, calcola addizionali regionali e comunali. Se l’IRPEF è zero, spesso anche le addizionali si azzerano. Ma verifica i regolamenti locali.

Errori comuni da evitare

Non confondere esonero dalla dichiarazione con esenzione d’imposta. Sono piani diversi. Puoi essere esonerato dal 730 ma avere comunque imposte o ritenute da recuperare.

Non sommare redditi netti con lordi. Usa sempre il lordo fiscale. Controlla le ritenute riportate nelle certificazioni.

Con le prestazioni occasionali, ricorda che la ritenuta del 20% è un acconto. Se resti sotto i 4.800 euro, la recuperi con il modello 730 o Redditi.

Regola decisionale rapida

Se vuoi capire in 60 secondi se paghi IRPEF

  • Se hai solo lavoro dipendente tutto l’anno e il lordo è intorno o sotto 8.500 euro, di norma l’IRPEF è zero. Verifica i giorni e il conguaglio.
  • Se hai solo pensione intorno o sotto 8.500 euro, spesso l’IRPEF è zero. Controlla mensilità e maggiorazioni per età.
  • Se fai prestazioni occasionali fino a circa 4.800 euro, l’IRPEF si azzera. Ma potresti avere ritenute da recuperare.
  • Se hai Partita IVA ordinaria, considera che la detrazione per autonomi può azzerare l’IRPEF solo con redditi molto bassi (~5.500). I contributi restano dovuti.
  • Se incassi canoni e possiedi terreni senza altri redditi e resti sotto 500 euro complessivi (o 185,92 per singoli redditi agrari/dominicali minimali), spesso sei esonerato e non versi IRPEF.

IRPEF 2026 in sintesi e riferimenti

Aliquote, scaglioni e detrazioni

Per il 2026 valgono le regole indicate ogni anno nelle istruzioni ai modelli dichiarativi dell’Agenzia delle Entrate e nel TUIR. La tendenza degli ultimi anni è verso tre scaglioni e il rafforzamento della no tax area per dipendenti e pensionati.

Consulta le fonti ufficiali: DPR 917/1986 (TUIR), istruzioni Modello 730/2026 e Redditi PF 2026, e la legge di bilancio 2026. Verifica anche eventuali delibere su addizionali regionali e comunali.

Strategie lecite per pagare meno (senza rischi)

Riduci l’imponibile o scegli il regime adatto

Nel regime ordinario, riduci l’imponibile con costi inerenti e contributi previdenziali. Il “principio di cassa” significa che contano incassi e pagamenti effettuati nell’anno.

Valuta il regime forfettario se rispetti i requisiti. Aliquota 15% o 5% per i primi 5 anni, se nuova attività e condizioni rispettate. Il limite ricavi annuo per accedere è stabilito dalla legge in vigore (storicamente 85.000 euro, salvo aggiornamenti).

Erogazioni liberali e detrazioni

Le erogazioni liberali a enti ammessi danno detrazioni o deduzioni secondo le norme specifiche. Controlla gli elenchi ammessi dalle istruzioni fiscali.

Nel forfettario, le detrazioni IRPEF non abbattono l’imposta sostitutiva. Ma i contributi previdenziali si deducono prima di applicare l’aliquota sostitutiva.

Scenario 2026 Limite indicativo senza IRPEF Condizioni chiave Cosa accade se superi il limite Adempimenti e tempistiche
Lavoro dipendente ~8.500 euro lordi annui Rapporto per 365 giorni; nessun altro reddito rilevante; detrazione art. 13 TUIR Si genera IRPEF e addizionali; conguaglio in busta o in dichiarazione Certificazione unica a marzo; 730/2026 tra maggio e settembre
Pensione ~8.500 euro lordi annui Mensilità sull’intero anno; detrazione pensionati art. 13 TUIR IRPEF dovuta sul reddito eccedente; possibili addizionali CU dell’ente pensionistico; 730/2026 nei termini ordinari
Prestazione occasionale (art. 67 TUIR) ~4.800 euro lordi annui Attività non abituale; ritenuta 20% a titolo d’acconto IRPEF sulla parte eccedente al netto delle ritenute; contributi oltre 5.000 euro Riepilogo compensi e ritenute; dichiarazione per eventuale rimborso
Partita IVA ordinaria (professionista) ~5.500 euro (detrazione autonomi) Detrazione art. 13 TUIR; oneri deducibili e carichi incidono IRPEF dovuta sugli scaglioni; contributi sempre dovuti Acconti e saldi IRPEF a giugno/novembre; IVA e INPS periodici
Redditi fondiari (terreni/fabbricati) 500 euro complessivi; 185,92 euro per redditi minimi agrari/dominicali Nessun altro reddito; esonero dichiarativo secondo istruzioni 730/2026 Se superi le soglie, dichiarazione e IRPEF/addizionali dovute Verifica rendite catastali; 730/2026 o Redditi PF

FAQ

Se ho due redditi diversi nello stesso anno, come si calcola la no tax area?

La no tax area non è per singolo reddito, ma per la tua posizione complessiva. Devi sommare tutti i redditi dell’anno: lavoro dipendente, pensione, autonomo, occasionali, fondiari. Calcoli l’IRPEF lorda sugli scaglioni, poi applichi le detrazioni spettanti (art. 13 TUIR per dipendenti, pensioni e autonomi; art. 12 per carichi di famiglia). Se il risultato è zero, non paghi IRPEF. Se hai più certificazioni (più datori, pensione e lavoro), il conguaglio finale lo fa la dichiarazione. Ricorda che ritenute e acconti si scomputano dall’imposta dovuta. Se residua credito, lo puoi rimborsare o compensare.

La no tax area vale anche per le addizionali regionali e comunali?

In linea generale, le addizionali si calcolano sull’IRPEF dovuta. Se l’IRPEF è zero, anche le addizionali tendono ad azzerarsi. Tuttavia possono esistere regole locali su soglie e detrazioni che incidono sui conguagli. Verifica le delibere della tua regione e del tuo comune per l’anno d’imposta. In busta paga o nel cedolino pensione, il sostituto d’imposta effettua il calcolo delle addizionali in base alla normativa vigente. In dichiarazione puoi riallineare eventuali differenze, specie se hai più redditi o rapporti iniziati/cessati in corso d’anno.

Con la prestazione occasionale sotto 4.800 euro, perché talvolta mi trattengono lo stesso il 20%?

Perché la ritenuta del 20% sulle prestazioni occasionali è un acconto obbligatorio applicato dal committente. Lui non conosce il tuo reddito annuo complessivo, quindi trattiene l’acconto a prescindere. Il saldo vero avviene in dichiarazione. Se il tuo reddito complessivo resta entro la no tax area, l’IRPEF finale è zero e recuperi la ritenuta come rimborso o credito in compensazione. Se la superi, paghi solo la differenza tra l’imposta calcolata e quanto già trattenuto. Ricorda anche la soglia previdenziale: oltre 5.000 euro lordi annui complessivi si applicano i contributi INPS Gestione Separata sull’eccedenza, con aliquota definita dall’INPS per l’anno.

Con Partita IVA posso non pagare nulla se fatturo poco?

Non esiste una franchigia generale che ti esonera da tutto. Nel regime ordinario, la detrazione per autonomi può azzerare l’IRPEF solo con redditi molto bassi (intorno a 5.500 euro), ma i contributi previdenziali restano dovuti. Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva (15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti) sul reddito determinato a forfait. In forfettario le detrazioni IRPEF non riducono l’imposta sostitutiva. Se non incassi nulla, l’imponibile è zero e non versi imposta, ma potresti avere contributi fissi a seconda della gestione previdenziale (ad esempio artigiani/commercianti). Valuta sempre i costi minimi annui prima di aprire la Partita IVA.

Come incidono le novità IRPEF 2026 sulle soglie di esenzione?

Le soglie effettive dipendono da due elementi: scaglioni/aliquote dell’art. 11 TUIR aggiornati dalla legge di bilancio 2026 e formule delle detrazioni dell’art. 13 TUIR riportate nelle istruzioni 730/2026. Negli ultimi anni il legislatore ha semplificato gli scaglioni e rafforzato la no tax area per dipendenti e pensionati. Per il 2026 occorre usare i valori ufficiali pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. In pratica, per dipendenti e pensionati la no tax area reale resta intorno a 8.500 euro con rapporti attivi tutto l’anno. Per gli autonomi con Partita IVA, l’IRPEF si azzera solo a livelli di reddito molto bassi grazie alla specifica detrazione; nel forfettario l’imposta sostitutiva si applica comunque sul reddito forfetario generato.

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