Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
In generale, all’organizzatore di eventi conviene il regime forfettario se ha poche spese; conviene l’ordinario se le spese sono elevate o serve detrarre l’IVA sugli acquisti.
- Coefficienti forfettari tipici: 78% per consulenza eventi; 67% per organizzazione con gestione del budget (dipende dall’ATECO scelto).
- Soglia ricavi forfettario: 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno (Legge 197/2022).
- IRPEF in ordinario: tassazione a scaglioni aggiornati annualmente; verifica i valori ufficiali sul portale Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Chi è “organizzatore di eventi”: profilo fiscale e codici ATECO
Organizzatore di eventi è chi progetta, coordina e realizza iniziative come conferenze, fiere, lanci prodotto, concerti, matrimoni, brand experience.
La posizione fiscale cambia in base a come svolgi il lavoro. Questo incide su IVA, imposte e contributi.
Due modelli operativi tipici
1) Consulenza per eventi senza gestione del budget: fornisci analisi, concept, planning, coordinamento fornitori. Il cliente paga direttamente location, catering e service. Spesso è attività professionale senza albo.
2) Organizzazione con gestione del budget: vendi un “pacchetto” e incassi tu anche le spese vive (location, catering, service) per poi pagare i fornitori. È attività d’impresa di servizi.
ATECO più usati e impatto sul coefficiente
- Consulenza eventi: di norma un codice ATECO da consulenza manageriale o servizi professionali. In forfettario ricade spesso nel gruppo “attività professionali” con coefficiente di redditività 78% (Legge 190/2014, allegati e tabelle di settore).
- Organizzazione con gestione del budget: ATECO 82.30.00 “Organizzazione di convegni e fiere” è una scelta comune. In forfettario ricade nel gruppo “altri servizi” con coefficiente 67%.
La mappatura ATECO-coefficiente si basa sulle tabelle della Legge 190/2014 e successive modifiche. Verifica sempre con il tuo consulente e con le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
I regimi fiscali applicabili: forfettario e ordinario
Regime forfettario: come funziona davvero
- Requisiti di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro (anno precedente). Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno (Legge 197/2022).
- Imponibile “forfettario”: incassi x coefficiente di redditività. Il coefficiente è una percentuale che stima il margine. Per “consulenza eventi” tipico 78%; per “organizzazione con budget” tipico 67%.
- Aliquota: imposta sostitutiva 15%. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (Legge 190/2014, commi 54-89).
- IVA: esonero da IVA e dalla maggior parte degli adempimenti IVA (DPR 633/1972; Legge 190/2014). Non detrai l’IVA sugli acquisti.
- Ritenute: i forfettari non subiscono ritenuta d’acconto se rilasciano in fattura l’apposita dicitura (Legge 190/2014).
- Contributi:
- Se consulente senza albo: Gestione Separata INPS. Aliquota fissata annualmente da INPS (verifica la circolare INPS dell’anno).
- Se impresa (82.30.00): Gestione Commercianti o, in alcuni casi, Artigiani. Contributi fissi + percentuali sul reddito. Possibile riduzione del 35% per forfettari su richiesta (Legge 190/2014, comma 77; circolari INPS).
- Contabilità: semplificata al massimo, principio di cassa. Emissione fatture elettroniche obbligatoria anche per forfettari (DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022; estensione generalizzata).
Regime ordinario: come funziona davvero
- Reddito imponibile: ricavi meno costi deducibili effettivi. Puoi dedurre attrezzature, software, viaggi, subappalti, fee a freelance, ecc. Ammortizzi i beni strumentali pluriennali.
- IRPEF a scaglioni: aliquote aggiornate per legge con la manovra di bilancio. Verifica i valori vigenti su Normattiva e Agenzia delle Entrate per il 2026. L’aliquota reale è “media” sui tuoi scaglioni.
- IVA: addebiti IVA in fattura e detrai l’IVA sugli acquisti. Utile se hai molti costi con IVA o investimenti rilevanti (DPR 633/1972).
- Contributi:
- Professionista senza albo: Gestione Separata INPS su reddito fiscale.
- Impresa: Gestione Commercianti/Artigiani con fissi e percentuali. Niente riduzione 35% fuori dal forfettario.
- Contabilità: semplificata o ordinaria in base ai ricavi (limiti annuali fissati dal TUIR e dalla normativa IVA; verifica soglie vigenti). Adempimenti più numerosi.
Confronto numerico: metodo di calcolo e due esempi pratici
Prima regola: definisci il tuo profilo
Se fai consulenza pura: usa coefficiente 78% (tipico). Se vendi pacchetti con budget: coefficiente 67% (tipico). Scegli l’ATECO in modo coerente con il contratto e con i flussi di cassa.
Metodo di calcolo
- Forfettario: imponibile = incassi x coefficiente. Imposta = imponibile x 15% (o 5% start-up). Contributi calcolati sul reddito forfettario, secondo la gestione INPS competente.
- Ordinario: imponibile = incassi – costi deducibili. IRPEF a scaglioni aggiornati per il 2026 (consulta le aliquote ufficiali). Contributi su reddito fiscale.
Esempio A: incassi 25.000 euro; spese 10.000 euro
- Forfettario con gestione budget (coeff. 67%): imponibile 16.750 euro. Imposta 5% start-up: 837,50 euro. Stima contributi: da calcolare in base alla tua gestione INPS e alle aliquote annuali.
- Forfettario consulenza (coeff. 78%): imponibile 19.500 euro. Imposta 5%: 975 euro. Contributi: come sopra.
- Ordinario: imponibile 15.000 euro. IRPEF a scaglioni 2026. Per un confronto rapido si può usare una stima con aliquota media 23%: circa 3.450 euro, da ricalcolare con le aliquote ufficiali vigenti.
Con spese moderate, il forfettario tende a far pagare meno imposte, perché usa un margine “standard” e un’aliquota fissa bassa. Ricorda però l’effetto dei contributi e dell’IVA indetraibile.
Esempio B: incassi 25.000 euro; spese 22.000 euro
- Forfettario con gestione budget (coeff. 67%): imponibile 16.750 euro. Imposta 5%: 837,50 euro. Contributi a parte.
- Forfettario consulenza (coeff. 78%): imponibile 19.500 euro. Imposta 5%: 975 euro. Contributi a parte.
- Ordinario: imponibile 3.000 euro. Con aliquota media stimata 23%: circa 690 euro, da ricalcolare con le aliquote 2026 vigenti.
Con spese molto alte, l’ordinario spesso conviene, perché deduci i costi reali e l’imponibile si riduce molto. Inoltre, in ordinario recuperi l’IVA sugli acquisti.
Regola decisionale rapida
- Se i ricavi sono entro 85.000 euro e le spese sono basse o medie (indicativamente sotto il 30-35% degli incassi), il forfettario tende a convenire. Ragione: imponibile standard favorevole e aliquota 15%/5%.
- Se le spese sono alte (oltre il 40-50% degli incassi) o hai investimenti con molta IVA, l’ordinario tende a convenire. Ragione: deduci costi reali e detrai l’IVA.
- Se gestisci il budget dell’evento e incassi anche le spese vive, verifica l’ATECO 82.30.00. In forfettario il coefficiente 67% è spesso più favorevole del 78% tipico della sola consulenza.
- Se inizi l’attività e puoi usare il 5% start-up (Legge 190/2014, comma 65), il forfettario diventa ancora più conveniente nei primi 5 anni.
- Se prevedi di superare 85.000 euro o di lavorare molto con clienti business esteri (con regole IVA particolari), valuta l’ordinario già dall’inizio per evitare salti di regime e gestire correttamente l’IVA.
Adempimenti e tempistiche 2026
Apertura attività
- Partita IVA: comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate con modello AA9/12 (impresa individuale/professionista). Scelta del regime fiscale.
- Iscrizione INPS: Gestione Separata o Commercianti/Artigiani, a seconda del modello operativo. Verifica la corretta inquadratura con INPS o consulente del lavoro.
- Eventuale iscrizione in Camera di Commercio se apri impresa (82.30.00). SCIA comunale se richiesta per specifiche attività.
Fatturazione e IVA
- Fattura elettronica obbligatoria anche per forfettari. Conservazione a norma.
- Forfettario: niente IVA in fattura e niente detrazione. Ordinario: IVA in fattura, liquidazioni periodiche, dichiarazione annuale.
- Operazioni con estero: regole di territorialità IVA del DPR 633/1972 (articoli 7 e seguenti). Gestione tramite autofattura/integrazione quando previsto.
Imposte e contributi
- Forfettario: imposta sostitutiva con acconto e saldo. Contributi INPS con acconti e saldo su base annuale. Possibile riduzione 35% per Commercianti/Artigiani.
- Ordinario: IRPEF a scaglioni, addizionali regionali e comunali. Contributi secondo gestione. Acconti e saldi calcolati con metodo storico/previsionale.
Riferimenti normativi e prassi da conoscere
- Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89; Legge 145/2018 (modifiche); Legge 197/2022 per soglie 85.000 euro e uscita oltre 100.000 euro. Consulta Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.
- IVA e territorialità: DPR 633/1972 (articoli 1-74), in particolare articoli 7-ter e seguenti per i servizi a/da estero.
- Fatturazione elettronica: DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022, provvedimenti Agenzia delle Entrate.
- Contributi: circolari annuali INPS su aliquote Gestione Separata e Artigiani/Commercianti; inquadramento secondo codici ATECO e prassi INPS/CCIAA.
- IRPEF a scaglioni: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) e leggi di bilancio annuali. Verifica sempre i valori vigenti per il 2026 su Normattiva.
| Scenario | ATECO tipico | Regime consigliato se… | Requisiti/Note operative |
|---|---|---|---|
| Consulente per eventi (senza gestione budget) | Consulenza manageriale/affini (gruppo professioni) | Forfettario se spese basse/medie; ordinario se spese alte o molta IVA sugli acquisti | Forfettario: coeff. 78%, imposta 15% o 5%. INPS Gestione Separata. Niente IVA detraibile. |
| Organizzatore con gestione del budget | 82.30.00 Organizzazione di convegni e fiere | Forfettario se margine stabile e ricavi entro 85.000 euro; ordinario se acquisti importanti e necessità di detrarre l’IVA | Forfettario: coeff. 67%. INPS Commercianti/Artigiani. Valuta riduzione contributi 35% (su richiesta). |
| Modello ibrido (consulenza + piccola gestione acquisti) | Da valutare caso per caso con CCIAA | Spesso forfettario all’inizio; passaggio a ordinario quando il volume acquisti/IVA cresce | Contratti chiari: chi paga i fornitori? Mantieni coerenza ATECO/operatività. Attenzione a soglie 85k/100k. |
| Start-up neoattiva | Quello coerente con il modello scelto | Forfettario con 5% se rispetti i requisiti del comma 65 L. 190/2014 | Nessuna attività nei 3 anni precedenti; non prosecuzione di attività altrui; altri requisiti di legge. Verifica con Agenzia delle Entrate/Normattiva. |
FAQ: domande frequenti sull’organizzatore di eventi e il regime fiscale
Qual è il codice ATECO migliore per un event planner? Cosa cambia fiscalmente?
Se fai solo consulenza e project management, senza incassare e pagare le spese dei fornitori, puoi inquadrare l’attività come consulenza manageriale/affine, scegliendo il codice ATECO per l’organizzazione di eventi più coerente. In forfettario rientra spesso tra le “attività professionali” con coefficiente 78%. Questo aumenta l’imponibile forfettario, ma mantiene adempimenti leggeri e contributi in Gestione Separata INPS.
Se vendi pacchetti completi e gestisci il budget, l’ATECO 82.30.00 “Organizzazione di convegni e fiere” è frequente. In forfettario cade nel gruppo “altri servizi” con coefficiente 67%. L’imponibile stimato è più basso a parità di incassi. Ma l’inquadramento INPS passa di norma a Commercianti/Artigiani, con contributi fissi e percentuali. Scegli l’ATECO in base a come incassi e a chi paga i fornitori. La coerenza contrattuale è fondamentale anche in caso di controlli (Agenzia delle Entrate; CCIAA; INPS).
Posso restare in forfettario se supero la soglia di 85.000 euro?
Sì, entro certi limiti. La Legge 197/2022 ha fissato due paletti: resti in forfettario se nell’anno non superi 100.000 euro; se superi 100.000 euro, esci subito dal regime nel corso dello stesso anno, con applicazione dell’IVA da quel momento. Se resti tra 85.001 e 100.000 euro, esci l’anno successivo. Ricorda che le soglie operano sui ricavi/compensi secondo il principio di cassa e che le regole possono essere integrate da chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate nelle circolari. Verifica sempre le istruzioni aggiornate su Normattiva e sul portale dell’Agenzia.
Come funzionano i contributi INPS per chi organizza eventi?
Dipende dall’inquadramento. Se operi come professionista senza albo (consulenza eventi), versi in Gestione Separata INPS. L’aliquota è definita ogni anno da INPS con circolare. Si applica al reddito fiscale (in forfettario: imponibile forfettario; in ordinario: utile contabile).
Se operi come impresa (per esempio con ATECO 82.30.00), ricadi di regola in Gestione Commercianti/Artigiani. Paghi contributi fissi minimi annui, poi una percentuale sul reddito che supera il minimale. Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (Legge 190/2014, comma 77). Attenzione: la riduzione abbassa l’importo versato ma può incidere sulla pensione futura. Chiedi sempre conferma a INPS o a un consulente del lavoro.
IVA: come gestisco clienti e fornitori esteri in consulenza o in organizzazione eventi?
Le regole dipendono dalla territorialità IVA (DPR 633/1972, articoli 7-ter e seguenti). In sintesi: per servizi B2B verso soggetti passivi esteri, spesso l’operazione non è imponibile in Italia e si applica il reverse charge nel Paese del cliente. Per servizi B2C a privati esteri, la territorialità può restare in Italia. Per servizi legati a immobili o a eventi fisici, contano luogo dell’immobile o luogo dell’evento. Se sei in forfettario, non addebiti IVA, ma potresti dover emettere autofatture/integrazioni per acquisti da estero. In ordinario, gestisci l’IVA con integrazione o inversione contabile. Consulta sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il tuo caso specifico e valuta il contratto con attenzione.
Posso applicare il 5% start-up in forfettario? Quali requisiti pratici devo rispettare?
Sì, se rispetti le condizioni della Legge 190/2014 (comma 65 e seguenti). In pratica: non devi aver esercitato un’attività di impresa, arte o professione nei tre anni precedenti l’apertura; l’attività non deve essere mera prosecuzione di un’attività svolta in precedenza da te o da un soggetto a te riconducibile (per esempio, come dipendente o collaboratore con mansioni simili), salvo casi specifici previsti; se prosegui un’attività altrui, i ricavi del precedente soggetto non devono superare la soglia prevista per il forfettario. L’agevolazione dura fino a cinque anni. Conserva la documentazione che dimostra i requisiti e verifica eventuali chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
Che differenze concrete ci sono tra dedurre i costi in ordinario e usare il coefficiente in forfettario?
In ordinario deduci i costi veri. Se compri un computer, una licenza software o paghi subappalti, questi riducono l’imponibile secondo le regole del TUIR. Detrai anche l’IVA se sei in ordinario. È la scelta giusta quando sostieni molte spese e hai investimenti rilevanti.
In forfettario non deduci i costi uno per uno. Applichi il coefficiente di redditività agli incassi, ottenendo un margine standard. È comodo e spesso conveniente quando hai poche spese, o in avvio attività con aliquota 5%. Ricorda però che non recuperi l’IVA sugli acquisti e che i contributi si calcolano sul reddito forfettario.
