Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per un odontotecnico conviene il forfettario se incassi fino a 85.000 €, spese sotto il 33% e collaboratori fino a 20.000 €. Altrimenti è preferibile l’ordinario con IVA e IRPEF a scaglioni.
- Soglia forfettario: 85.000 €; uscita immediata se superi 100.000 € (IVA da subito e regole ordinarie per tutto l’anno).
- Coefficiente di redditività odontotecnici: 67% (solo questa quota degli incassi è tassata; i contributi si deducono).
- Ordinario: deduci i costi reali, applichi l’IVA e paghi IRPEF 23%, 33%, 43% più addizionali.
Per un odontotecnico: meglio forfettario o ordinario?
La scelta dipende da incassi, livello di spesa e uso di collaboratori. Conta anche la gestione IVA e la stabilità dei ricavi. Devi stimare questi fattori per l’anno in corso e per il prossimo.
Il forfettario è semplice e spesso conveniente quando i margini sono alti e i costi bassi. L’ordinario è utile se hai molte spese deducibili, investimenti importanti o superi le soglie.
Fonti normative di riferimento: Legge 190/2014 (regime forfettario) e successive modifiche; Legge 197/2022 e Legge 213/2023 per soglie e uscita immediata; DPR 917/1986 – TUIR per IRPEF; DPR 633/1972 per IVA. Consulta anche Agenzia delle Entrate, INPS e il portale Normattiva.
Quadro normativo aggiornato al 2026
Il regime forfettario resta accessibile fino a 85.000 € di ricavi/compensi annui. Se superi 100.000 € nel corso dell’anno, esci subito: applichi l’IVA dalle operazioni successive ed applichi l’ordinario per tutto l’anno fiscale in corso.
Se stai tra 85.000 € e 100.000 €, resti forfettario fino a fine anno e passi all’ordinario dall’anno successivo. La regola è nella Legge 197/2022 e confermata dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
L’IRPEF in ordinario, in base alla riforma a regime nel 2026, prevede scaglioni al 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000 € e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Restano le addizionali regionali e comunali, previste dal TUIR.
Come funziona il forfettario per un laboratorio odontotecnico
Coefficiente del 67%: cosa significa davvero
Il coefficiente di redditività è una percentuale fissa che trasforma i tuoi incassi in reddito tassabile. Per l’odontotecnico (ATECO 32.50.10) vale il 67%. In pratica, il fisco presume che il 33% degli incassi copra i costi.
Esempio: con 60.000 € di incassi, il reddito forfettario è 40.200 € (60.000 × 67%). Su questo importo puoi dedurre i contributi INPS pagati. L’imposta sostitutiva si applica sul risultato.
L’imposta sostitutiva è il 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” della Legge 190/2014: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non proseguire attività di terzi, e ricavi nei limiti previsti.
Adempimenti semplificati
In forfettario non addebiti l’IVA, non detrai l’IVA sugli acquisti e non subisci ritenute d’acconto. Emetti fattura elettronica via SDI. Applichi il bollo da 2 € quando dovuto. La base normativa IVA è nel DPR 633/1972 e nel D.Lgs. 127/2015 per la e-fattura.
Contabilità leggera: non serve tenere registri IVA. Devi però conservare le fatture e monitorare le soglie. Il principio di cassa si applica in modo naturale: contano gli incassi effettivi per calcolare il limite di 85.000 €.
Limite collaboratori: le spese per lavoro dipendente e collaborazioni non devono superare 20.000 € lordi annui. La regola è nella Legge 190/2014 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Come funziona il regime ordinario per un odontotecnico
Reddito, costi e IRPEF a scaglioni
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF progressiva. Il reddito imponibile è dato da ricavi meno costi deducibili meno contributi. I costi deducibili sono quelli inerenti: materiali, macchinari, canoni, utenze, servizi, professionisti.
Puoi ammortizzare beni strumentali. L’ammortamento è la quota annuale che deduci per più anni. Le regole sono nel TUIR e nei decreti ministeriali sui coefficienti.
Le aliquote IRPEF 2026 sono 23%, 33% e 43%. Si aggiungono addizionali regionali e comunali. Le detrazioni personali e per carichi di famiglia restano applicabili.
IVA e operazioni tipiche del settore
In ordinario addebiti l’IVA secondo la natura del prodotto o servizio. L’aliquota può variare. Per i dispositivi medici e le protesi si applicano regole specifiche. Verifica le tabelle allegate al DPR 633/1972 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Effettui liquidazioni IVA mensili o trimestrali. Puoi detrarre l’IVA sugli acquisti inerenti. Per operazioni estere usi la fattura elettronica transfrontaliera via SDI, secondo le regole dal 2022 in poi.
Gestisci registri IVA vendite e acquisti, LIPE e dichiarazione IVA annuale. Questi adempimenti richiedono organizzazione e software adeguati.
Contributi INPS e INAIL per l’odontotecnico
Gestione artigiani: fisso e percentuale
L’odontotecnico che opera con laboratorio è normalmente artigiano. Si iscrive alla Gestione Artigiani INPS e a INAIL. I contributi prevedono una quota fissa sul minimale e una percentuale sul reddito eccedente.
Le aliquote vengono fissate ogni anno da INPS con apposite circolari. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi artigiani, come previsto dalla Legge 190/2014. L’agevolazione richiede domanda telematica.
I contributi INPS si deducono sempre dal reddito. Questo vale sia in forfettario sia in ordinario. La deduzione riduce l’imposta da pagare.
Regola decisionale rapida
Seleziona il regime con 3 domande logiche
1) Prevedi incassi entro 85.000 €? Se no, ordinario. Se sì, vai alla domanda 2.
2) Le tue spese “vive” superano il 33% degli incassi? Se sì, ordinario conviene. Se no, vai alla domanda 3.
3) Pagherai più di 20.000 € lordi a dipendenti/collaboratori? Se sì, forfettario non è possibile. Se no, forfettario è la scelta naturale.
Perché il 33% è lo spartiacque
Nel forfettario, il fisco presume che il 33% copra i costi. Se le tue spese reali sono maggiori, in ordinario deduci di più e riduci l’IRPEF. Quindi l’ordinario tende a convenire.
Se le spese sono molto basse e fai investimenti leggeri, il forfettario batte l’ordinario per semplicità e imposta sostitutiva più bassa.
Esempi sintetici
Incassi 70.000 €, spese reali 15.000 € (21%), contributi 6.000 €. Forfettario: reddito 46.900 € (70.000 × 67%) – 6.000 = 40.900 € tassati al 15% o 5%. Ordinario: reddito 70.000 – 15.000 – 6.000 = 49.000 € tassato a scaglioni. Qui il forfettario tende a essere migliore.
Incassi 70.000 €, spese reali 30.000 € (43%), contributi 6.000 €. Forfettario: come sopra, 40.900 € tassati. Ordinario: 70.000 – 30.000 – 6.000 = 34.000 € tassati a scaglioni. In questo caso l’ordinario può risultare più conveniente.
Attenzione alle soglie e all’uscita immediata
Cosa succede se superi 100.000 €
Superi i 100.000 € in corso d’anno? Esci dal forfettario subito. Da quella fattura in poi applica l’IVA. Per tutto l’anno fiscale non sei più in forfettario. Lo prevede la Legge 197/2022 e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Questo comporta ricalcolo dei versamenti e nuovi adempimenti. Tieni un monitoraggio mensile degli incassi. Prevedi margine di sicurezza se i contratti possono far salire i ricavi all’improvviso.
Staff e collaboratori
Vuoi assumere o usare collaborazioni? Se il totale supera 20.000 € lordi annui, il forfettario non è più applicabile dall’anno successivo. Controlla le voci di costo: retribuzioni, co.co.co., lavoro accessorio.
Valuta anche i costi indiretti: TFR, contributi, premi INAIL. Pesano nel confronto con il forfettario e spingono verso l’ordinario se l’organico cresce.
Calendario e scadenze operative
Forfettario
Versi imposta sostitutiva e addizionali con acconti e saldo seguendo il calendario IRPEF (giugno e novembre per acconti, giugno-luglio per saldi). Contributi INPS con le stesse scadenze, più eventuali rate.
Fattura elettronica sempre. Imposta di bollo trimestrale. Nessuna liquidazione IVA.
Ordinario
Liquidazioni IVA mensili o trimestrali, LIPE, esterometro tramite SDI per transfrontaliere, dichiarazione IVA annuale. Tenuta registri e conservazione digitale. IRPEF con acconti e saldi come da calendario ordinario.
Contributi INPS con acconti e saldo. Gestione INAIL secondo regolamento del tuo codice tariffa.
Riepilogo scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti/limiti | Cosa paghi | Quando cambi regime |
|---|---|---|---|
| Forfettario “puro” | Incassi ≤ 85.000 €; collaboratori ≤ 20.000 € lordi; rispetto cause di esclusione | Imposta sostitutiva 15% (5% start-up); niente IVA; contributi INPS deducibili | Rimani finché rispetti soglie e requisiti |
| Forfettario con superamento 85.000 € ma ≤ 100.000 € | Soglia superata senza oltrepassare 100.000 € | Rimani senza IVA fino a fine anno; poi ordinarietà | Passi all’ordinario dall’anno successivo |
| Uscita immediata (superamento 100.000 €) | Incassi > 100.000 € durante l’anno | IVA da subito sulle fatture successive; IRPEF ordinaria per tutto l’anno | Immediata per IVA; ordinario valido per l’intero anno in corso |
| Regime ordinario | Nessun limite di ricavi; adempimenti completi | IRPEF 23%-33%-43% + addizionali; IVA con detrazione; contributi INPS | Resta finché non rientri nei requisiti forfettari e opti di nuovo |
FAQ
Posso applicare il forfettario se apro ora il laboratorio e ho investimenti iniziali alti?
Sì, puoi applicarlo se rispetti i requisiti. Ma valuta l’effetto dei costi. Nel forfettario i costi reali non si deducono. Conta solo il coefficiente del 67% e la deduzione dei contributi. Se compri macchinari costosi, affitti locali e fai lavori di ristrutturazione, in ordinario potresti dedurre e ammortizzare. Questo riduce la base IRPEF. Confronta i due scenari su un orizzonte di 2-3 anni. Se i costi sono concentrati nel primo anno e poi calano, potresti partire in ordinario e, in seguito, valutare il rientro al forfettario quando i costi si stabilizzano.
Come si calcola in pratica la convenienza tra forfettario e ordinario?
Procedi così: stima incassi, spese e contributi. Forfettario: imponibile = incassi × 67% – contributi. Applica 15% (o 5% start-up) e aggiungi eventuali addizionali. Ordinario: imponibile = incassi – costi deducibili – contributi. Applica gli scaglioni 23%-33%-43% più addizionali. Integra l’IVA: in ordinario recuperi l’IVA sugli acquisti. Se acquisti molto con IVA, il credito IVA migliora il cash flow. Fai un confronto annuale e uno a regime. Ricorda che le regole su aliquote e detrazioni sono nel TUIR e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se a novembre supero i 100.000 € di incassi in forfettario?
Scatta l’uscita immediata prevista dalla Legge 197/2022. Dalla fattura successiva devi indicare e versare l’IVA. Per il periodo d’imposta in corso applichi il regime ordinario sul reddito. Dovrai ricalcolare acconti e saldo, gestire liquidazioni IVA da quel momento in poi e presentare la dichiarazione IVA annuale. Conserva la documentazione che prova la data e l’importo che ha causato il superamento. Aggiorna tempestivamente le anagrafiche dei clienti e il gestionale di fatturazione elettronica per evitare errori formali.
Se lavoro solo per studi dentistici, ci sono particolarità IVA di cui tener conto?
Sì, le forniture di dispositivi medici e protesi hanno regole specifiche di aliquota o esenzione definite nel DPR 633/1972 e nelle tabelle allegate, con chiarimenti delle circolari dell’Agenzia delle Entrate. L’aliquota o l’esenzione dipende dal tipo di prodotto e dalla destinazione. Non fare assunzioni: verifica la corretta classificazione del bene e conserva la documentazione tecnica. In caso di ordinario, applica l’aliquota corretta in fattura e gestisci la detrazione dell’IVA sugli acquisti coerenti. In forfettario non addebiti mai l’IVA, ma le regole di classificazione restano utili per eventuali transizioni e per i rapporti con clienti e fornitori.
Quali sono le principali cause di esclusione o decadenza dal forfettario oltre alle soglie di ricavi?
Oltre ai limiti di 85.000 € e ai 20.000 € per collaboratori, verifica: partecipazioni in società di persone o SRL controllate che svolgono attività riconducibili alla tua; cessioni di fabbricati e terreni edificabili prevalenti; residenza fiscale e stabile organizzazione; continuità con lavoro dipendente presso lo stesso datore, se rileva proseguimento dell’attività. Le regole sono nella Legge 190/2014 e nelle circolari di prassi. Se rientri in una causa di esclusione, non puoi adottare o mantenere il forfettario dall’anno in cui la causa si verifica. Fai un check all’inizio di ogni anno e in occasione di variazioni societarie o contrattuali.
