Regime fiscale per una Partita IVA: qual è il più conveniente?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In generale, il regime forfettario conviene con ricavi sotto 85.000 euro e costi bassi; l’ordinario conviene con costi elevati, investimenti importanti, IVA a credito e molte detrazioni personali da sfruttare.

  • Nel forfettario l’imponibile è ricavi x coefficiente di redditività, meno contributi; imposta sostitutiva 15% (5% start-up se ammesso).
  • Nell’ordinario deduci i costi reali e versi IRPEF a scaglioni; l’IVA si applica e si detrae sugli acquisti.
  • Soglie chiave forfettario: 85.000 euro per accesso/mantenimento; esclusione immediata se superi 100.000 euro nell’anno.

Regime ordinario: come funziona e quando conviene

Il regime ordinario è il sistema “a costi reali”. Paghi l’IRPEF per scaglioni e aggiungi le addizionali regionale e comunale. Deduce i costi effettivi e i contributi previdenziali.

Per i professionisti vale il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti realmente avvenuti. Per le imprese in contabilità ordinaria vale il principio di competenza. Cioè rilevi ricavi e costi quando maturano, anche se non pagati.

Gli scaglioni IRPEF e le detrazioni possono cambiare con le leggi di bilancio. Le regole generali sono nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) e nelle leggi annuali. Verifica sempre gli scaglioni aggiornati sul portale Normattiva e sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Con l’ordinario applichi l’IVA sulle fatture e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. La disciplina IVA è nel DPR 633/1972. Se hai molti investimenti e spese con IVA, il recupero dell’imposta può ridurre il costo fiscale complessivo.

Obblighi contabili più estesi. Tenuta dei registri, liquidazioni IVA, dichiarazioni, esterometro se dovuto, e conservazione digitale. Questo aumenta i costi amministrativi, ma offre precisione nel calcolo del reddito.

Regime forfettario: come funziona e quando conviene

Il regime forfettario è il regime agevolato per persone fisiche con attività d’impresa, arti o professioni. Si applica se i ricavi/compensi dell’anno non superano 85.000 euro. La base normativa è la Legge 190/2014, integrata nel tempo, e le successive leggi di bilancio, tra cui la Legge 197/2022 che ha fissato la soglia a 85.000 euro.

La tassa è un’imposta sostitutiva. Aliquota 15%. Può scendere al 5% per i primi 5 anni, se rispetti i requisiti “start-up” (assenza di attività simili recenti, avvio nuova attività, ecc.). L’imponibile si calcola in modo forfettario: ricavi x coefficiente di redditività, poi deduci i contributi previdenziali versati nell’anno.

I coefficienti di redditività dipendono dal codice ATECO. Per i professionisti (come i dietisti) è tipicamente il 78%. Coefficiente di redditività significa “quota di ricavi considerata reddito imponibile presunto”. Il resto è un costo figurativo, al posto dei costi reali.

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Questo semplifica molto la gestione, ma può essere svantaggioso se hai molti investimenti con IVA. Le regole sono nei commi 54-89 dell’art. 1 della Legge 190/2014 e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Condizioni di uscita: se superi 85.000 euro passi al regime ordinario dall’anno successivo; se superi 100.000 euro esci subito nello stesso anno dal momento del superamento, con effetti IVA dalla fattura che eccede. Queste soglie e modalità sono disciplinate dalla Legge 197/2022 e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi previdenziali: cosa cambia tra i regimi

I contributi si pagano a prescindere dal regime fiscale. Servono per la pensione e per le tutele (malattia, maternità, ecc.). Per i professionisti senza cassa, come di norma i dietisti, si applica la Gestione Separata INPS. L’aliquota si aggiorna ogni anno con circolari INPS; verifica sul sito INPS.

Nel forfettario i contributi si deducono dall’imponibile prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario si deducono dal reddito complessivo IRPEF. Per artigiani e commercianti esiste una riduzione del 35% dei contributi su opzione (fonte: INPS), ma non riguarda i professionisti in Gestione Separata.

La cassa professionale (per le professioni con albo e cassa) segue regole proprie. Le aliquote, i minimi e le scadenze li definisce l’ente. Le basi giuridiche sono negli statuti delle casse e nelle norme previdenziali vigenti (consulta il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Confronto numerico: esempio reale di un dietista

I dati

Ricavi incassati: 50.000 euro; spese pagate: 20.000 euro; contributi previdenziali: 10.000 euro; attività avviata da due anni; coefficiente di redditività: 78% (professionista).

Regime ordinario

Reddito imponibile IRPEF = 50.000 – 20.000 – 10.000 = 20.000 euro. Applicando lo scaglione base (23% per il primo scaglione secondo la normativa vigente negli ultimi anni), l’imposta lorda è 20.000 x 23% = 4.600 euro. Vanno poi considerate addizionali e detrazioni personali secondo il TUIR. Verifica sempre aliquote e scaglioni aggiornati su Normattiva e MEF.

Regime forfettario

Imponibile forfettario = (50.000 x 78%) – 10.000 = 39.000 – 10.000 = 29.000 euro. Con aliquota 5% “start-up” (se spettante): imposta sostitutiva = 29.000 x 5% = 1.450 euro. Con aliquota 15%: 29.000 x 15% = 4.350 euro. In questo caso il forfettario a 5% è più conveniente; a 15% resta competitivo, ma il divario si riduce.

La regola dei costi: come capire la convenienza

Nel forfettario “simuli” un costo fisso pari a ricavi x (1 – coefficiente). Con coefficiente 78%, il “costo figurativo” è 22% dei ricavi. Se i tuoi costi reali superano quel 22%, l’ordinario tende a convenire (perché deduci di più). Se sono sotto, il forfettario di solito è migliore.

Attenzione all’IVA. Se acquisti macchinari o servizi con molta IVA, l’ordinario ti permette di detrarla. Questo può ribaltare la convenienza anche se i costi reali non superano il “costo figurativo”.

Regola decisionale rapida

Se… allora… in 6 passaggi

1) Stima ricavi: se prevedi di restare sotto 85.000 euro, puoi usare il forfettario. Se pensi di superare 100.000 euro, meglio pianificare da subito l’ordinario.

2) Confronta i costi: calcola i tuoi costi reali annui (senza contributi). Calcola il costo figurativo: ricavi x (1 – coefficiente). Se i costi reali > costo figurativo, l’ordinario tende a vincere.

3) Valuta l’IVA: se avrai molta IVA a credito, l’ordinario è spesso preferibile. Se vendi a privati e hai pochi acquisti con IVA, il forfettario è pratico e competitivo.

4) Detrazioni personali: mutuo, figli, spese mediche generano detrazioni IRPEF. Nel forfettario non riducono l’imposta sostitutiva. Se il forfettario è l’unico reddito, potresti “perdere” queste detrazioni. In ordinario, invece, le usi.

5) Collaboratori: se paghi dipendenti o collaboratori oltre 20.000 euro annui, il forfettario non si applica dall’anno successivo. Se prevedi organico stabile, orientati all’ordinario.

6) Crescita e investimenti: se stai scalando e prevedi investimenti importanti, contabilità ordinaria + IVA detraibile spesso è la soluzione più efficiente.

Adempimenti, fatturazione elettronica e scadenze

La fatturazione elettronica è ormai obbligatoria per quasi tutti, inclusi i forfettari. La base è nel DL 36/2022 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sul Sistema di Interscambio. Prepara un ciclo attivo/passivo efficiente e la conservazione digitale.

Acconti e saldo seguono il calendario delle imposte dirette. In genere: saldo e primo acconto a fine giugno, secondo acconto a fine novembre. Le percentuali di acconto e le rate possono cambiare con i decreti del MEF ogni anno. Verifica sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

I forfettari non subiscono ritenute d’acconto se comunicano l’apposita dicitura in fattura (art. 1, comma 67, Legge 190/2014). In ordinario, invece, i professionisti subiscono la ritenuta del 20% sui compensi da parte dei sostituti d’imposta, salvo casi particolari.

Fonti normative e dove verificare gli aggiornamenti

Le regole base sono nel DPR 917/1986 (TUIR) per IRPEF e deduzioni; nel DPR 633/1972 per l’IVA; nella Legge 190/2014 per il forfettario; nella Legge 145/2018 e nella Legge 197/2022 per gli aggiornamenti su soglie e condizioni; nel DL 36/2022 per la fatturazione elettronica. Trovi i testi su Normattiva. Per prassi e chiarimenti consulta le circolari e le risposte dell’Agenzia delle Entrate. Per previdenza e aliquote annuali fai riferimento a INPS e, se presente, alla tua Cassa professionale. Per aspetti lavoristici e collaborazioni, vedi anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Scenario Requisiti/limiti Calcolo imponibile Tempistiche/adempimenti
Forfettario 15% (professionista) Ricavi/compensi entro 85.000 euro; niente partecipazioni di controllo in società con attività riconducibili; spese per personale e collaboratori entro 20.000 euro annui Ricavi x coefficiente (es. 78%) – contributi previdenziali versati Fatturazione elettronica obbligatoria; imposta sostitutiva con acconti/saldo alle scadenze ordinarie; niente IVA né ritenute subite
Forfettario 5% start-up Nuova attività, niente prosecuzione di attività simile nei 3 anni precedenti; durata agevolazione 5 periodi d’imposta Come sopra; aliquota agevolata 5% per i primi 5 anni Verifica requisiti ogni anno; dopo 5 anni o se decadono i requisiti si applica il 15%
Uscita dal forfettario per soglie Superi 85.000 euro: esci dall’anno successivo; superi 100.000 euro: esci nell’anno in corso con effetti immediati ai fini IVA Dal passaggio, imponibile calcolato a costi reali (o per competenza) in ordinario Pianifica liquidazioni IVA dal momento dell’uscita immediata; adegua la numerazione e la dicitura in fattura
Regime ordinario (professionista) Nessun tetto ai ricavi; adempimenti contabili completi; IVA applicata e detraibile Incassi – costi pagati – contributi (principio di cassa); IRPEF a scaglioni + addizionali Liquidazioni IVA periodiche; esterometro se dovuto; registri; acconti/saldo IRPEF e addizionali

FAQ

1) Qual è la soglia dei ricavi per il forfettario nel 2026 e cosa succede se la supero?

La soglia di riferimento è 85.000 euro annui di ricavi/compensi. È la linea guida fissata dalla Legge 197/2022 che ha aggiornato la disciplina della Legge 190/2014. Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000 euro, il regime forfettario cessa dall’anno successivo. Se invece superi 100.000 euro, esci dal forfettario nell’anno stesso dal momento in cui lo superi, con effetti immediati ai fini IVA sulla fattura che determina il superamento. In pratica, dovrai iniziare ad addebitare l’IVA da quel momento e adeguare gli adempimenti. Ricorda che il perimetro esatto (quali proventi contano e come si computano) è definito dalla legge e dai documenti dell’Agenzia delle Entrate: verifica sempre il testo vigente su Normattiva e gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia.

2) Come scelgo e verifico il coefficiente di redditività corretto per la mia attività (es. dietista)?

Il coefficiente di redditività dipende dal codice ATECO che identifica l’attività. Per i professionisti, il coefficiente è in genere il 78%. Il dietista rientra normalmente tra le attività professionali senza cassa con Gestione Separata INPS, quindi utilizza quel coefficiente. Il coefficiente serve a stimare il reddito imponibile forfettario: imponibile = ricavi x coefficiente – contributi. Se hai attività miste con più codici ATECO, devi applicare il coefficiente prevalente, valutando i ricavi per ciascuna attività. Controlla l’elenco aggiornato dei coefficienti nei documenti dell’Agenzia delle Entrate e nelle istruzioni dei modelli dichiarativi, che richiamano la Legge 190/2014 e gli aggiornamenti successivi.

3) In forfettario posso dedurre i costi reali, scaricare l’IVA e usare le detrazioni IRPEF per spese personali?

In forfettario non deduci i costi reali (salvo i contributi previdenziali). Usi al loro posto il coefficiente di redditività. Non applichi l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Questo semplifica la gestione ma può essere svantaggioso se fai investimenti importanti. Le detrazioni IRPEF per oneri personali (ad esempio spese mediche, interessi del mutuo, assicurazioni) non si applicano all’imposta sostitutiva del forfettario. Potrai sfruttarle solo contro altri redditi soggetti a IRPEF (per esempio redditi di lavoro dipendente o fabbricati). Se il tuo unico reddito è forfettario, quelle detrazioni rischiano di restare inutilizzate. Nell’ordinario, invece, deduci i costi reali e puoi usare le detrazioni per abbattere l’IRPEF.

4) Come funzionano i contributi INPS per un dietista nei due regimi e quali sono le scadenze?

Il dietista libero professionista, salvo appartenenza a una cassa dedicata, versa alla Gestione Separata INPS. Si applica un’aliquota percentuale sui compensi, aggiornata annualmente da INPS. Non ci sono minimali obbligatori come per artigiani e commercianti, ma serve monitorare i conguagli. In forfettario i contributi si deducono dall’imponibile prima di calcolare la sostitutiva; in ordinario si deducono dal reddito IRPEF. Le scadenze dei contributi seguono generalmente i versamenti fiscali (saldo e acconti con F24) e gli eventuali trimestri per la contribuzione dovuta su committenti con rivalsa. Verifica ogni anno le circolari INPS per aliquota e scadenze aggiornate e consulta il Ministero del Lavoro per il quadro normativo di riferimento.

5) Sotto gli 85.000 euro, quando conviene comunque uscire dal forfettario e passare all’ordinario?

Può convenire passare all’ordinario anche sotto soglia in alcuni casi: a) costi reali molto alti rispetto ai ricavi, superiori al “costo figurativo” del forfettario; b) piani di investimento con IVA significativa da detrarre (macchinari, software, servizi specialistici); c) necessità di sfruttare detrazioni IRPEF personali rilevanti, che nel forfettario non riducono l’imposta; d) struttura con personale e collaboratori prossima o oltre 20.000 euro annui; e) crescita attesa che spinge verso gestione IVA e contabilità più articolata. Valuta sempre l’impatto combinato di imposte, contributi e IVA. Le basi legali sono nel TUIR, nel DPR 633/1972 e nelle norme del forfettario (Legge 190/2014 e aggiornamenti). Prima di decidere, fai simulazioni numeriche con dati realistici e verifica i testi su Normattiva e i documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.