Regime forfettario al 5%: come funziona e come puoi averlo?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il regime forfettario al 5% spetta per i primi 5 anni se rispetti condizioni su nuova attività, niente mera prosecuzione, limiti ricavi 85.000 e spese personale 20.000; poi aliquota 15%.

  • Aliquota 5% per 5 periodi d’imposta su reddito forfettario (ricavi x coefficiente, meno contributi). Poi aliquota ordinaria del regime: 15%.
  • Requisiti 5%: attività nuova; non mera prosecuzione di lavoro dipendente/autonomo; se prosegui da terzi, loro ricavi precedenti nei limiti del regime.
  • Requisiti generali: ricavi/compensi entro 85.000 euro; spese per personale/collaboratori entro 20.000 euro; lavoro dipendente entro 30.000 euro; niente partecipazioni ostative.

Cos’è il regime forfettario al 5% e su cosa si applica

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche titolari di partita IVA. La base normativa è nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (fonte: Normattiva). L’aliquota ordinaria è 15%. Per le nuove attività è prevista una riduzione al 5% per i primi 5 periodi d’imposta, se ricorrono specifiche condizioni (commi sulla “riduzione per start-up”).

L’imposta sostitutiva rimpiazza IRPEF, addizionali regionali e comunali, e, ai fini della norma, anche IRAP. Il reddito imponibile non si calcola con costi reali, ma in modo forfettario: si moltiplicano i ricavi/compensi per un coefficiente di redditività legato al codice ATECO, poi si sottraggono i contributi previdenziali effettivamente pagati. Il risultato è tassato al 5% o al 15%.

Il regime segue il principio di cassa, cioè tassazione sugli incassi effettivi dell’anno e non sulle fatture emesse ma non incassate. I contributi previdenziali restano dovuti alla gestione competente (Gestione Separata INPS o casse professionali, oppure Gestione Artigiani e Commercianti) e si deducono prima di calcolare l’imposta sostitutiva.

Requisiti specifici per l’aliquota 5% “start-up”

La riduzione al 5% vale per i primi 5 periodi d’imposta dal via dell’attività. I requisiti sono definiti dalla Legge 190/2014, con rinvii e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (fonte: Normattiva; documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate):

  • Attività nuova: nei tre anni precedenti non devi aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare, riconducibile a quella che apri ora. Se avevi partita IVA ma non hai svolto l’attività (niente incassi, niente operazioni), in prassi si valuta caso per caso: conta l’effettivo esercizio, non il mero possesso.
  • Non mera prosecuzione: non devi limitarti a trasformare un precedente lavoro dipendente o autonomo nella stessa attività, per gli stessi clienti/committenti. È ammesso il praticantato obbligatorio per professioni ordinistiche: se prima eri praticante, non è mera prosecuzione (fonte: Ministero del Lavoro per i profili del praticantato; base normativa nella stessa L. 190/2014).
  • Prosecuzione di attività altrui: se rilevi o continui attività di un altro soggetto, i ricavi/compensi di quell’attività nell’anno precedente non devono aver superato il limite di accesso al forfettario (85.000 euro, come aggiornato dalla Legge 197/2022 – Legge di Bilancio 2023, fonte: Normattiva).

Cosa si intende per “mera prosecuzione” e come evitarla

Mera prosecuzione significa che l’attività nuova replica la precedente, senza reale discontinuità. Indizi tipici: stesso datore di lavoro che diventa cliente prevalente; stesso luogo, stessi strumenti, stessa organizzazione. La norma consente eccezioni per il tirocinio obbligatorio. Creare discontinuità richiede un cambio sostanziale: nuova base clienti, modalità operative autonome, rischio imprenditoriale proprio, e contratti che non ricalchino l’ex rapporto di lavoro.

Requisiti generali del regime forfettario nel 2026

Oltre ai requisiti per il 5%, devi rispettare le condizioni generali del regime forfettario (L. 190/2014 e successive modifiche; Legge 197/2022):

  • Ricavi/compensi annui entro 85.000 euro. Se superi 100.000 euro durante l’anno, esci subito dal regime e applichi IVA dal mese successivo (regola dell’uscita immediata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, fonte: Normattiva).
  • Spese per lavoro accessorio, dipendenti, collaboratori anche a progetto e compensi a titolari di utili da partecipazione entro 20.000 euro lordi annui.
  • Redditi da lavoro dipendente o assimilati dell’anno precedente entro 30.000 euro, salvo che il rapporto sia cessato. Al momento, ad agosto 2026, il limite resta 30.000 euro.
  • Nessuna partecipazione in società di persone o associazioni professionali; nessun controllo, diretto o indiretto, di SRL che svolgono attività riconducibili a quella esercitata in forfettario.

Fatturazione, IVA e ritenute

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi l’annotazione di operazione in franchigia IVA con riferimento normativo. Applichi la marca da bollo da 2 euro alle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Non subisci ritenute d’acconto, previa dichiarazione al committente (riferimento: comma 67, L. 190/2014, fonte: Normattiva).

Fattura elettronica: dal 1° gennaio 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari, senza più soglie (art. 18, D.L. 36/2022 e successive modifiche, fonte: Normattiva). Emissione via SDI entro i termini ordinari.

Come si accede e come si mantiene l’aliquota al 5%

L’accesso al forfettario avviene in sede di apertura della partita IVA, indicando il regime nel modello AA9/12. Se rispetti i requisiti “start-up”, applichi il 5% dal primo esercizio. Non serve una domanda separata per l’aliquota ridotta, ma devi poter dimostrare i presupposti in caso di controllo.

La durata è di 5 periodi d’imposta. Non si estende oltre, anche se resti nei limiti di ricavi. Dal sesto periodo si applica il 15% finché restano i requisiti generali. Se perdi un requisito, esci dal regime dall’anno successivo, salvo l’uscita immediata in caso di superamento di 100.000 euro.

Contributi previdenziali e agevolazioni

I contributi si versano alla gestione corretta in base all’attività. I professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS. Artigiani e commercianti versano all’INPS con contributi fissi e contributi eccedenti il minimale. È possibile chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi per forfettari artigiani/commercianti, previa domanda all’INPS (fonte: Normattiva e circolari INPS).

I contributi pagati si deducono sempre dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Questa regola riduce l’imponibile, e spesso l’acconto dovuto.

Calcolo pratico: esempi rapidi

Esempio professionista (coefficiente tipico 78% per attività professionali): incassi 40.000 euro; reddito forfettario 40.000 x 78% = 31.200. Contributi pagati 7.000 euro; imponibile 24.200. Imposta al 5% = 1.210 euro. Dal sesto anno, al 15% sarebbero 3.630 euro.

Esempio commerciante (coefficiente tipico 40%): incassi 60.000 euro; reddito forfettario 60.000 x 40% = 24.000. Contributi 4.500; imponibile 19.500. Imposta al 5% = 975 euro. Al 15% = 2.925 euro.

Nota: i coefficienti di redditività dipendono dal codice ATECO e sono indicati nell’Allegato alla L. 190/2014 e successive modifiche (fonte: Normattiva). Verifica sempre il tuo coefficiente specifico.

Adempimenti, scadenze e versamenti

Il saldo e l’acconto dell’imposta sostitutiva si versano con modello F24 alle scadenze IRPEF: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione), secondo acconto entro il 30 novembre. Dal 2024 è in vigore la ripartizione in due rate paritarie 50% e 50% per titolari di partita IVA, quando dovuta anche all’imposta sostitutiva, secondo la normativa sugli acconti ridisegnata dal legislatore (fonte: Normattiva; prassi dell’Agenzia delle Entrate).

Codici tributo dedicati all’imposta sostitutiva del forfettario sono previsti dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (es. saldo e acconti). Conserva la documentazione di calcolo e i modelli F24. La dichiarazione dei redditi si presenta nel Modello Redditi PF, quadro LM, indicando reddito, contributi e imposta sostitutiva.

Controlli e sanzioni

Se applichi indebitamente il 5%, l’Agenzia delle Entrate può recuperare la maggiore imposta (al 15%), sanzioni e interessi. Se non avevi i requisiti del forfettario, può recuperare anche l’IVA non addebitata, con sanzioni. In caso di superamento di 100.000 euro, l’IVA è dovuta dalle operazioni successive al mese del superamento.

Regola decisionale rapida

Se inizi ora e:

  • Negli ultimi 3 anni non hai esercitato attività analoga o riconducibile,
  • Non stai trasformando il tuo impiego o una precedente collaborazione nello stesso lavoro verso gli stessi committenti,
  • E se prosegui un’attività altrui, i ricavi di chi ti ha preceduto nell’anno prima erano entro 85.000 euro,

allora puoi applicare il 5% per i primi 5 anni, se rispetti anche i requisiti generali: ricavi entro 85.000, spese per personale entro 20.000, lavoro dipendente precedente entro 30.000, assenza di partecipazioni ostative. Se una sola condizione manca, applichi il 15% (se resti nel forfettario) o il regime ordinario fuori dal forfettario.

Fonti normative di riferimento

Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario, aliquote 15% e riduzione 5%, requisiti e cause ostative), consultabile su Normattiva.

Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023), che ha elevato la soglia a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata oltre 100.000, consultabile su Normattiva.

D.L. 36/2022, art. 18, come modificato, su obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, consultabile su Normattiva.

Documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate su regole applicative, cause di esclusione e adempimenti; indicazioni del Ministero del Lavoro sul praticantato obbligatorio per le professioni ordinistiche.

Scenario Requisiti chiave Aliquota e regime Tempistiche e adempimenti
Nuova attività senza precedenti Nessuna attività analoga esercitata negli ultimi 3 anni; rispetto limiti forfettario 5% per i primi 5 anni; poi 15% Opzione in AA9/12 all’apertura; e-fattura da subito; F24 saldo/acconti alle scadenze
Ex dipendente che lavora per lo stesso committente Rischio “mera prosecuzione”; non ammesso salvo praticantato obbligatorio Di norma niente 5%; possibile forfettario al 15% se restano i requisiti generali Valuta discontinuità reale; documenta clienti diversi e autonomia organizzativa
Prosecuzione di attività altrui (subentro/affitto d’azienda) Ricavi del cedente nell’anno precedente entro 85.000 euro; rispetto requisiti generali 5% se soddisfi condizioni di start-up; altrimenti 15% o ordinario Contratto di subentro; verifica limiti del cedente; annotazioni contabili da subentro
Riapertura partita IVA dopo chiusura Nessun esercizio di attività analoga negli ultimi 3 anni; controlla committenti 5% se “nuova” ai fini di legge; altrimenti 15% o ordinario Valutazione puntuale del periodo di non esercizio; dichiarazione requisiti in conservazione
Superamento soglia 100.000 in corso d’anno Incassi oltre 100.000 euro in un anno Uscita immediata; IVA da mese successivo; niente 5%/15% da quel momento Attiva registri IVA; aggiorna fatture con IVA; ricalcola acconti e imposte

FAQ

Quanto dura esattamente l’aliquota al 5% e da quando si conta il quinquennio?

L’aliquota ridotta al 5% dura per i primi 5 periodi d’imposta di effettivo esercizio. Il conteggio parte dall’anno di avvio dell’attività, anche se inizi a metà anno. Non si prolunga oltre i 5 anni nemmeno se i ricavi sono bassi o se in un anno non fatturi. Il quinto anno chiude sempre il periodo agevolato. Dal sesto periodo si applica il 15%, se continui a rispettare i requisiti del regime forfettario. La base normativa è nella L. 190/2014, art. 1, commi sul trattamento start-up (fonte: Normattiva) e nei chiarimenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Ho lavorato come dipendente fino a giugno e da luglio apro la partita IVA facendo lo stesso lavoro per la stessa azienda: posso avere il 5%?

In questo caso c’è un alto rischio di “mera prosecuzione”. La legge esclude l’aliquota al 5% se l’attività è la prosecuzione del precedente lavoro dipendente o autonomo, specialmente verso lo stesso committente. Fa eccezione il periodo di praticantato obbligatorio per l’accesso a professioni ordinistiche. Per mitigare il rischio servono elementi di discontinuità sostanziale: nuova clientela, autonomia organizzativa, rischio economico proprio e contratti non sostitutivi dell’impiego. Se non puoi dimostrare discontinuità, difficilmente accedi al 5%. Potresti comunque rientrare nel forfettario al 15% se rispetti gli altri requisiti generali. Le regole sono nella L. 190/2014 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate (fonti: Normattiva e prassi).

Se avevo una partita IVA inattiva negli ultimi tre anni senza incassi, posso considerarmi “nuova attività” per il 5%?

La norma guarda all’esercizio effettivo di attività, non al solo possesso della partita IVA. Se nei tre anni precedenti non hai svolto concretamente attività riconducibile a quella nuova (nessun incasso, nessun contratto, nessuna organizzazione operativa), in prassi è possibile qualificarsi come “nuova attività”. Serve però documentazione solida: estratti conto, fatture emesse pari a zero, contratti assenti, eventuali comunicazioni di sospensione. L’onere della prova è tuo. Una valutazione preventiva è consigliata perché una sola fattura o un rapporto continuativo potrebbero far perdere il requisito. Fonti: Normattiva (L. 190/2014) e risposte ad interpello dell’Agenzia delle Entrate.

Come funziona il passaggio dal 5% al 15% e cosa cambia in busta contabile e versamenti?

Il passaggio è automatico dal sesto periodo d’imposta, senza adempimenti aggiuntivi. Continui a calcolare il reddito forfettario allo stesso modo e deduci i contributi. Cambia solo l’aliquota dell’imposta sostitutiva, che passa dal 5% al 15%. In F24 usi i codici tributo dell’imposta sostitutiva, adeguando importi di saldo e acconti. Il calendario delle scadenze non cambia. Se prevedi un forte aumento d’imposta per l’aliquota più alta, puoi ricalcolare gli acconti con il metodo previsionale, assumendoti il rischio di sanzioni se sottostimi. Resta l’obbligo di e-fattura, bollo sulle fatture non IVA sopra 77,47 euro e indicazione dell’operazione in franchigia IVA. Fonti: Normattiva e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere l’agevolazione o il regime, e come evitarli?

Gli errori più frequenti sono: 1) sottovalutare la “mera prosecuzione” con l’ex datore di lavoro; 2) superare i 20.000 euro di spese per personale/collaboratori senza accorgersene; 3) avere partecipazioni vietate in società di persone o controlli di SRL con attività riconducibili; 4) dimenticare che oltre 100.000 euro di incassi si esce subito, con IVA dal mese successivo; 5) applicare il 5% senza possederne i requisiti storici (attività svolte nei tre anni). Per evitarli: mappa i requisiti in check-list annuale; monitora incassi e spese mese per mese; mantieni autonomia reale dall’ex datore; verifica lo status societario tuo e dei familiari; conserva prove documentali su “nuova attività”. In caso di dubbio, valuta un interpello all’Agenzia delle Entrate. Fonti: L. 190/2014; L. 197/2022; documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate; indicazioni del Ministero del Lavoro per i profili di praticantato.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.