Limite incassi regime forfettario: qual è e cosa fare se si supera?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per restare nel forfettario devi stare entro 85.000 euro di ricavi/compensi annui; tra 85.000 e 100.000 esci dall’anno successivo; oltre 100.000 esci subito e applichi l’IVA dalla fattura che fa superare la soglia.

  • La soglia è di 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Oltre 100.000 euro l’uscita è immediata con IVA dalla fattura dello sforamento.
  • La misura si fa su ricavi/compensi: per professionisti coincidono con incassi; per imprese seguono la competenza economica.
  • In forfettario imposta sostitutiva 15% (5% start-up); in ordinario IRPEF progressiva e IVA dovuta con liquidazioni periodiche.

Cos’è davvero il “limite di incassi” del regime forfettario

Nel linguaggio comune si parla di “limite di incassi”. Tecnicamente la legge fissa una soglia di ricavi o compensi pari a 85.000 euro per la permanenza nel regime forfettario.

La base giuridica è nella Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89 (regime forfetario), come modificata dalle leggi di bilancio successive. La Legge 197/2022 ha elevato la soglia a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata oltre 100.000 euro. Le leggi di bilancio 2024 e 2025 non hanno modificato queste soglie. Le interpretazioni operative sono chiarite, tra l’altro, dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016 e n. 9/E del 2019.

Per questo articolo usiamo parole semplici, ma ci allineiamo a quanto trovi nel portale Normattiva e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Ricavi/compensi, incassi e fatturato: differenze da conoscere

Compensi sono i corrispettivi dei professionisti. Per loro valgono quando incassati (principio di cassa: contano i soldi arrivati). Ricavi sono i corrispettivi delle imprese. Per loro di norma valgono a competenza (quando maturati, anche se non incassati).

Fatturato è il totale delle fatture emesse. Può non coincidere con gli incassi, perché potresti emettere e incassare più tardi. Per il regime forfettario la soglia è su ricavi/compensi, non sul totale delle fatture. Per i professionisti, nella pratica, coincide con gli incassi. Per le imprese, invece, rileva la competenza.

Le due soglie operative: 85.000 e 100.000 euro

85.000 euro è la soglia per accedere e restare nel forfettario. Se superi 85.000 ma non arrivi a 100.000, resti forfettario fino a fine anno e passi all’ordinario dal 1° gennaio successivo.

100.000 euro è la soglia che determina l’uscita immediata. Se superi 100.000 in corso d’anno, scatta da subito il regime ordinario. Devi applicare l’IVA dalla fattura che ha fatto superare la soglia.

Cosa succede quando superi le soglie

Scenario 1: superi 85.000 ma resti entro 100.000

Rimani nel forfettario fino al 31 dicembre. Continui a non applicare IVA. Pagherai l’imposta sostitutiva (5% o 15%) sui compensi incassati (per professionisti) o sul reddito calcolato forfettariamente sui ricavi (per imprese).

Dal 1° gennaio dell’anno successivo passerai all’ordinario. Dovrai gestire IVA, registri, liquidazioni e la determinazione del reddito con deduzione analitica dei costi.

Scenario 2: superi 100.000 in corso d’anno

Scatta l’uscita immediata. La cessione o prestazione che ti fa oltrepassare 100.000 deve essere fatturata con IVA. Da quel momento diventi soggetto IVA ordinario per tutte le operazioni successive.

Le operazioni precedenti restano senza IVA. Non puoi recuperare l’IVA sugli acquisti fatti mentre eri forfettario. Potrai però detrarre l’IVA sugli acquisti effettuati dopo il passaggio.

Dovrai iniziare a tenere i registri IVA, effettuare liquidazioni periodiche e presentare le dichiarazioni tipiche del regime ordinario.

Effetti sulle imposte dirette

In forfettario paghi un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali: 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni in presenza dei requisiti start-up. Il reddito si determina applicando un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi.

In ordinario si applica l’IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43% secondo normativa vigente) con deduzione analitica dei costi. Si applicano anche addizionali regionali e comunali. Per le imprese in contabilità ordinaria si applicano le regole del TUIR.

Come misurare correttamente la soglia

Professionisti (principio di cassa)

Conta il momento in cui incassi. Se fatturi il 20 dicembre ma incassi il 10 gennaio, l’importo rileva nell’anno nuovo. Acconti e saldi seguono la stessa logica. Le note di credito riducono i compensi quando emesse e accettate.

Imprese (principio di competenza)

Conta quando il ricavo matura. Se consegni un bene il 28 dicembre, il ricavo è dell’anno in corso, anche se incassi a gennaio. Attenzione al riconoscimento del ricavo per servizi continuativi e contratti a cavallo d’anno.

Operazioni particolari

Corrispettivi telematici e scontrini seguono le stesse regole di ricavi/compensi. I contributi previdenziali non entrano nella soglia. Ritenute d’acconto non si applicano ai forfettari e non incidono sulla misurazione.

Regola decisionale rapida

Se ti avvicini alle soglie, usa questi nessi logici

  • Se prevedi ricavi/compensi totali entro 85.000, resta nel forfettario senza interventi particolari.
  • Se prevedi tra 85.001 e 100.000, pianifica l’anno successivo in ordinario. Prepara i processi IVA e la contabilità.
  • Se rischi di superare 100.000, attiva un monitoraggio giornaliero. Alla fattura che supera la soglia applica subito l’IVA.
  • Se sei professionista, sposta gli incassi al nuovo anno solo se coerente con i contratti e con la correttezza fiscale.
  • Se sei impresa, verifica la competenza: tempi di consegna, SAL e maturazione del ricavo possono farti sforare.

Pianificazione e controllo: consigli operativi

Monitora in tempo reale

Costruisci un cruscotto che somma i ricavi/compensi maturati o incassati. Aggiorna dopo ogni emissione o incasso. Segna la soglia dei 85.000 e dei 100.000 con alert visibili.

Distingu i professionisti dalle imprese. Per i primi, il dato chiave sono gli incassi. Per le seconde, la competenza economica del ricavo.

Gestisci i contratti

Definisci chiaramente acconti, SAL e saldi. Evita clausole che spostano artificiosamente incassi o consegne. La sostanza economica prevale sulla forma.

Se lavori su grandi commesse che ti portano vicino ai 100.000, valuta l’impatto dell’IVA sui prezzi e sui margini futuri.

Prepara il passaggio all’ordinario

Se superi 85.000, organizza in anticipo: numerazione fatture, codici IVA, registri, metodo di liquidazione IVA, scelta tra semplificata e ordinaria.

Stima il fabbisogno di cassa per l’IVA a debito. Considera la detraibilità dell’IVA sui costi futuri e l’effetto sul prezzo finale.

Effetti amministrativi e scadenze

Uscita differita (oltre 85.000 ma sotto 100.000)

Non devi fare comunicazioni immediate. Il passaggio avviene dal 1° gennaio successivo. Dalla nuova annualità, emetti fatture con IVA e adotti il regime contabile scelto.

Uscita immediata (oltre 100.000)

Applica l’IVA dalla fattura che supera la soglia. Aggiorna l’anagrafica fiscale con l’inizio dell’attività IVA ordinaria dalle operazioni successive. Conserva la documentazione che prova il momento del superamento.

Dal periodo successivo, liquida l’IVA con periodicità mensile o trimestrale secondo i requisiti. Presenta la LIPE e poi la dichiarazione IVA nei termini ordinari.

Fonti e riferimenti normativi

La disciplina del regime forfettario è nella Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89. La Legge 197/2022 ha innalzato la soglia a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata oltre 100.000. Le regole applicative sono chiarite nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 2016 e n. 9/E del 2019. Per l’aggiornamento dei testi di legge fai riferimento al portale Normattiva. Per gli aspetti fiscali e contributivi connessi consulta anche i materiali informativi del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Cosa misurare Quando si verifica Conseguenze IVA Imposte dirette Adempimenti e tempistiche
Ricavi/compensi fino a 85.000 Professionisti: incassi; Imprese: ricavi a competenza Entro 31/12 dell’anno in corso Nessuna IVA da applicare Imposta sostitutiva 15% (5% start-up) su reddito forfettario Prosegui nel forfettario; versamenti imposta sostitutiva e contributi nei termini
Tra 85.000,01 e 100.000 Somma ricavi/compensi dell’anno Superamento rilevato ma sotto 100.000 Nessuna IVA fino a fine anno Forfettario fino al 31/12; ordinario dall’anno successivo Dal 1° gennaio successivo: iniziano registri IVA, liquidazioni, contabilità ordinaria/semplificata
Oltre 100.000 in corso d’anno Importo dell’operazione che fa superare la soglia Nella data della fattura/operazione che supera 100.000 IVA da applicare dalla fattura dello sforamento e per tutte le successive Anno in corso: imposte come ordinario da quel momento; dichiarazioni nei termini Attiva subito numerazioni e codici IVA; LIPE e liquidazioni dalla prima scadenza utile
Incassi a cavallo d’anno (professionisti) Data dell’incasso effettivo Fattura a dicembre, incasso a gennaio Non incide sull’IVA in forfettario; incide se sei già in ordinario L’importo rileva nell’anno di incasso Pianifica le scadenze dei pagamenti consapevolmente; documenta acconti e saldi

FAQ

Il limite dei 85.000 euro è di fatturato o di incassi?

La legge parla di ricavi o compensi. Per i professionisti, i compensi rilevano quando incassati. Quindi, nella pratica, il limite coincide con gli incassi dell’anno. Per le imprese, invece, contano i ricavi “a competenza”. Vuol dire che rileva quando il ricavo matura, non quando arriva il pagamento. Il fatturato è solo il totale delle fatture. Può essere diverso dai ricavi/compensi rilevanti. Ecco perché i professionisti devono tracciare gli incassi; le imprese devono presidiare consegne, SAL e maturazione dei ricavi. Questa impostazione deriva dalla Legge 190/2014 e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolari 10/E 2016 e 9/E 2019).

Se supero 100.000 euro il 20 ottobre, cosa devo fare dal giorno dopo?

Devi applicare l’IVA già sulla fattura che ti fa superare i 100.000 euro. Non aspetti il “giorno dopo”. Da quel momento tutte le operazioni successive sono soggette a IVA. Devi attivare la contabilità IVA, impostare codici e aliquote, iniziare le registrazioni e prepararti alle liquidazioni periodiche. Le operazioni precedenti restano senza IVA. Non puoi recuperare l’IVA sugli acquisti fatti quando eri forfettario. Potrai detrarre l’IVA solo su acquisti e costi sostenuti dal passaggio in poi. Questa è la regola introdotta con la Legge 197/2022, coerente con le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Se supero 85.000 ma non arrivo a 100.000, posso restare in forfettario anche l’anno dopo pagando una “multa”?

No. Non esiste una “multa” per restare forfettario. Se superi 85.000 ma non oltrepassi 100.000, resti in forfettario fino al 31 dicembre, poi dal 1° gennaio successivo passi all’ordinario. È una conseguenza automatica della legge, non una sanzione discrezionale. Preparati in anticipo: analizza l’impatto dell’IVA sui prezzi e sulla cassa, scegli il regime contabile (semplificata o ordinaria) e rivedi la tua pianificazione fiscale. La base normativa è nella Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022.

Come gestisco le fatture emesse prima dello sforamento ma incassate dopo?

Dipende da chi sei e da quando avviene l’uscita. Se esci immediatamente oltre 100.000, le fatture emesse prima e senza IVA restano valide così. L’incasso successivo non le trasforma in operazioni imponibili IVA. Se sei un professionista e non hai superato i 100.000, l’incasso a gennaio rileverà nell’anno nuovo solo ai fini della soglia per il nuovo anno. Per le imprese conta la competenza: una consegna di dicembre è ricavo dell’anno vecchio anche se incassi a gennaio. Tieni traccia puntuale delle date di consegna, delle prestazioni, dei SAL e degli incassi. In caso di dubbi, confronta la situazione con la prassi dell’Agenzia delle Entrate (circolare 9/E 2019).

Quali documenti devo conservare per dimostrare il rispetto delle soglie?

Conserva le fatture emesse e ricevute, le ricevute di incasso, gli estratti conto, i contratti, i SAL e i documenti di trasporto. Se sei professionista, gli incassi provano i compensi percepiti. Se sei impresa, atti di consegna e documenti contabili provano la competenza dei ricavi. In caso di uscita immediata oltre 100.000, conserva la fattura “spartiacque” e le evidenze del calcolo che mostrano il superamento. La conservazione elettronica a norma facilita eventuali controlli. Le regole generali di conservazione derivano dallo Statuto del contribuente e dalla normativa IVA; per l’inquadramento del regime forfettario si fa riferimento alla Legge 190/2014 e ai documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

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