Agente di spettacolo in regime forfettario: come accedere?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In generale, conviene il forfettario se hai costi bassi e ricavi entro 85.000 euro; conviene l’ordinario se hai costi alti, molte detrazioni personali o superi stabilmente le soglie.

  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up) su reddito calcolato con coefficiente di redditività; niente IVA e ritenute. Soglia 85.000 euro; uscita immediata IVA oltre 100.000.
  • Regime ordinario: IRPEF a scaglioni più addizionali; deduci costi reali e contributi; IVA dovuta. Per professionisti si applica il principio di cassa; per imprese il principio di competenza.
  • Regole speciali: spese per dipendenti/collaboratori nel forfettario entro 20.000 euro lordi; incompatibilità con partecipazioni in società di persone e controllo di Srl riconducibile all’attività.

Quale regime fiscale conviene nel 2026: quadro normativo e logica di scelta

La scelta tra regime forfettario e ordinario incide su imposte, contributi e adempimenti. È una scelta tecnica. Devi partire dalle regole di legge e fare simulazioni.

Le norme base sono: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario), come modificata; Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986; D.P.R. 633/1972 per l’IVA. Consulta il portale Normattiva e i documenti dell’Agenzia delle Entrate per gli aggiornamenti annuali.

Ricorda: le aliquote IRPEF e le detrazioni variano spesso con le Leggi di Bilancio. Nel 2026 verifica sempre scaglioni e detrazioni vigenti sulle fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

Definizioni chiare in due righe

Regime forfettario: regole semplificate. Reddito imponibile calcolato con una percentuale fissa (coefficiente di redditività) sui ricavi. Imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up.

Regime ordinario: regole ordinarie. Reddito imponibile calcolato sottraendo costi reali e contributi dai ricavi. Applichi l’IRPEF per scaglioni e le addizionali regionali e comunali. Applichi l’IVA se dovuta.

Requisiti, limiti e cause di esclusione

Regime forfettario: chi può entrare e chi no

Accesso e limiti secondo la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-71, e modifiche successive (Legge 145/2018; Legge 197/2022):

  • Soglia ricavi/compensi: fino a 85.000 euro annui. Se superi 85.000 ma non 100.000, resti nel forfettario per quell’anno ed esci l’anno successivo.
  • Uscita immediata oltre 100.000: ai fini IVA l’uscita è immediata dalla fattura che fa superare i 100.000 euro (Legge 197/2022). Per imposte dirette, uscirai dall’anno successivo.
  • Spese per personale: il totale per dipendenti, co.co.co. e coadiuvanti (familiare che aiuta in impresa familiare) non deve superare 20.000 euro lordi annui (comma 69).
  • Incompatibilità: no forfettario se partecipi a società di persone/associazioni o se controlli Srl che svolge attività riconducibile alla tua e fatturi prevalentemente a essa. Attenzione anche ai rapporti prevalenti con l’ex datore di lavoro degli ultimi due anni.
  • Residenza: non residenti esclusi, salvo residenti UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia.

Aliquota agevolata start-up al 5% per i primi 5 anni (comma 65) se:

  • non hai esercitato attività nei tre anni precedenti;
  • l’attività non prosegue quella svolta come dipendente o autonomo (salvo pratica obbligatoria);
  • se prosegui attività altrui, i ricavi del precedente soggetto rispettavano i limiti.

Regime ordinario: quando è inevitabile o preferibile

Resti o passi all’ordinario se non rientri o esci dal forfettario. È preferibile se hai costi elevati, investimenti importanti o vuoi sfruttare molte detrazioni IRPEF (familiari a carico, interessi mutuo, spese sanitarie). Normativa di riferimento: D.P.R. 917/1986 (TUIR), D.P.R. 633/1972 (IVA).

Come si calcolano le imposte nei due regimi

Forfettario: formula pratica

Reddito imponibile = Ricavi/compensi x coefficiente di redditività – contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno.

Imposta = 15% (o 5% start-up) sul reddito imponibile. L’imposta è sostitutiva di IRPEF, addizionali e IRAP. Niente IVA sulle fatture (salvo superamento immediato 100.000). Non applichi ritenute d’acconto. Marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro.

I coefficienti dipendono dal codice ATECO (Allegato 4, Legge 190/2014 e successive modifiche). Molte attività professionali usano il 78%. Verifica sempre il tuo coefficiente specifico.

Ordinario: logica di calcolo

Reddito imponibile = Ricavi – Costi deducibili – Contributi previdenziali. Per i professionisti vale il principio di cassa (tassi solo su incassi effettivi). Per le imprese vale il principio di competenza (ricavi/costi quando maturano).

IRPEF: applichi gli scaglioni progressivi in vigore nell’anno più le addizionali regionali e comunali. Applichi l’IVA con liquidazioni periodiche e detrai l’IVA sugli acquisti.

IRAP: per persone fisiche imprenditori e professionisti è esclusa dal 2022 (Legge 234/2021). Controlla sempre le eventuali eccezioni territoriali.

Contributi previdenziali: cosa cambia tra forfettario e ordinario

I contributi si calcolano a prescindere dal regime fiscale. Dipendono dalla gestione previdenziale.

  • Professionisti senza cassa: INPS Gestione Separata (aliquota aggiornata annualmente dal Ministero del Lavoro/INPS). Contributi interamente deducibili dal reddito.
  • Imprese artigiane/commerciali: INPS artigiani e commercianti, con quota fissa e quota sul reddito eccedente il minimale. Per chi è in forfettario, possibile riduzione del 35% su domanda (Legge 208/2015; circolari INPS).
  • Professionisti con cassa ordinistica: segui il regolamento della cassa di categoria (Enpam, Inarcassa, Cnpadc, ecc.).

I contributi riducono il reddito imponibile in entrambi i regimi. Nel forfettario non puoi dedurre altri costi, salvo appunto i contributi.

IVA, fatturazione elettronica e adempimenti

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai quella sugli acquisti. Inserisci la dicitura di non applicazione IVA ai sensi della Legge 190/2014. Apponi la marca da bollo dove dovuto.

La fatturazione elettronica è ormai obbligatoria anche per i forfettari, con le estensioni introdotte dal D.L. 36/2022, convertito nella Legge 79/2022, e successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Verifica nel portale dell’Agenzia eventuali esenzioni residue e scadenze.

Nell’ordinario addebiti l’IVA, detrai l’IVA a credito sugli acquisti e presenti liquidazioni e dichiarazione IVA annuale. La contabilità è più strutturata (registri IVA, scritture, inventari per imprese).

Regola decisionale rapida

Se hai costi bassi e ricavi entro soglia

Se i tuoi costi reali sono inferiori alla “quota costi implicita” del tuo coefficiente, il forfettario tende a convenire. La quota costi implicita = 1 – coefficiente di redditività.

Esempio: coefficiente 78% implica costi impliciti 22%. Se i tuoi costi reali sono sotto il 22% dei ricavi, il forfettario è spesso migliore.

Se hai costi alti o investimenti importanti

Se i costi reali superano di molto la quota implicita, l’ordinario può convenire. Dedurrai più costi e detrarrai l’IVA sugli acquisti.

Se hai molte detrazioni personali

Se sfrutti detrazioni IRPEF rilevanti (familiari a carico, mutuo prima casa, bonus edilizi, spese mediche), l’ordinario può ridurre molto l’imposta. Nel forfettario l’imposta è sostitutiva e non si abbatte con queste detrazioni.

Verifica le soglie e le cause di esclusione

Se rischi di superare gli 85.000 euro o sei vicino a 100.000, pianifica. Oltre 100.000 scatta l’uscita immediata ai fini IVA. Valuta anche il limite dei 20.000 euro per collaboratori e le incompatibilità societarie.

Esempio numerico: agente di spettacolo

Dati dell’anno: incassi 50.000 euro; spese 20.000 euro; contributi 10.000 euro. Ipotesi: coefficiente di redditività 78% (verifica il tuo codice ATECO).

Regime ordinario

Reddito imponibile: 50.000 – 20.000 – 10.000 = 20.000.

IRPEF: 20.000 x prima aliquota in vigore = 4.600 euro con aliquota al 23% (verifica gli scaglioni 2026). Vanno poi considerate eventuali detrazioni e addizionali.

Regime forfettario

Reddito imponibile: (50.000 x 78%) – 10.000 = 29.000.

Imposta sostitutiva start-up 5%: 29.000 x 5% = 1.450 euro. Con aliquota ordinaria 15% sarebbe 4.350 euro. Niente addizionali e niente IVA sulle fatture.

Con questi numeri, il forfettario con aliquota al 5% conviene nettamente. Con il 15% la convenienza andrebbe confrontata anche con le detrazioni personali e le addizionali dell’ordinario.

Vantaggi e svantaggi operativi

Forfettario: quando brilla

  • Gestione semplice: niente IVA e ritenute, contabilità snella.
  • Imposta sostitutiva piatta: spesso minore dei primi scaglioni IRPEF.
  • Competitività prezzi verso clienti privati (niente IVA in fattura).

Forfettario: limiti da considerare

  • Niente deduzione di costi reali (tranne contributi): se investi molto, può pesare.
  • Niente sfruttamento delle detrazioni IRPEF personali sull’imposta sostitutiva.
  • Soglie e cause di esclusione stringenti (85.000/100.000; 20.000 collaboratori; incompatibilità).

Ordinario: pro e contro

  • Pro: deduci tutti i costi inerenti e detrai l’IVA sugli acquisti; sfrutti le detrazioni IRPEF personali.
  • Contro: adempimenti più complessi; liquidazioni IVA; IRPEF progressiva con possibili addizionali alte.

Fonti normative da consultare

Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89; Legge 145/2018; Legge 197/2022. Consulta il portale Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

IRPEF e determinazione del reddito: D.P.R. 917/1986 (TUIR). IVA: D.P.R. 633/1972. Fatturazione elettronica: D.L. 36/2022, convertito nella Legge 79/2022, e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi: Legge 335/1995 e circolari INPS; riduzione contributi artigiani/commercianti per forfettari ex Legge 208/2015. Verifica sempre le circolari INPS aggiornate e le note del Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti/Limiti Imponibile: come si calcola Tasse/Contributi: effetti Tempistiche/Adempimenti
Start-up professionista (coeff. 78%) Ricavi fino a 85.000; requisiti 5% rispettati; nessuna incompatibilità Ricavi x 78% – contributi Imposta 5% sostitutiva; niente addizionali; contributi deducibili Fatturazione elettronica; marca da bollo; monitoraggio soglie 85k/100k
Professionista con costi reali bassi Costi reali < costi impliciti (1 – coeff.) Forfettario: forfettario; Ordinario: ricavi – costi – contributi Forfettario di norma più leggero; niente IVA a debito Verifica coefficienti Allegato 4 L. 190/2014; controlla incompatibilità
Impresa con investimenti importanti Alti beni strumentali, acquisti con IVA Ordinario: ricavi – costi – contributi (competenza); IVA a credito IRPEF per scaglioni ma forte deduzione costi e detrazione IVA Registri IVA, liquidazioni, inventario; pianificazione ammortamenti
Superamento 85.000 ma ≤ 100.000 Ricavi tra 85.001 e 100.000 Anno in corso: regole forfettarie Esci dal forfettario l’anno successivo Prepara il passaggio all’ordinario e all’IVA dal 1° gennaio successivo
Superamento 100.000 in corso d’anno Fattura che fa passare 100.000 IVA: ordinario dalla fattura sforante IVA immediata; imposte dirette forfettarie fino a fine anno Gestisci fatture “miste” nell’anno; informativa al cliente
Collaboratori > 20.000 lordi Spese personale oltre 20.000 Perdi requisito forfettario Dal prossimo anno passi all’ordinario Riprogetta inquadramenti e budget personale

FAQ

Qual è la differenza più importante tra forfettario e ordinario ai fini del calcolo delle tasse?

Nel forfettario il reddito imponibile si calcola applicando al totale dei ricavi un coefficiente fisso (coefficiente di redditività) e poi sottraendo solo i contributi previdenziali. Paghi un’imposta sostitutiva piatta (15% o 5%). Non applichi IVA e non versi addizionali IRPEF. Nell’ordinario, invece, calcoli il reddito imponibile sottraendo dai ricavi tutti i costi inerenti e i contributi, e poi applichi l’IRPEF per scaglioni più le addizionali. Nell’ordinario puoi anche fruire di detrazioni personali (familiari a carico, mutuo, spese mediche) che riducono l’imposta. In sintesi: il forfettario semplifica e “forfettizza” i costi, l’ordinario misura i costi reali e consente più leve fiscali.

Come faccio a capire velocemente se il forfettario mi conviene rispetto all’ordinario?

Usa una regola empirica. Prendi il tuo coefficiente di redditività (per molte professioni è 78%). Calcola la quota costi implicita: 1 – coefficiente (esempio: 22%). Se i tuoi costi reali sono inferiori a quella quota dei ricavi, il forfettario tende a convenire. Se sono molto superiori, l’ordinario spesso vince. Considera poi tre correttivi: 1) quante detrazioni IRPEF personali puoi sfruttare in ordinario; 2) quanto IVA a credito recuperi in ordinario su investimenti e acquisti; 3) la tua prospettiva di crescita rispetto alle soglie 85.000/100.000. Fai sempre una simulazione numerica con dati reali e scaglioni IRPEF dell’anno in corso consultando le tabelle dell’Agenzia delle Entrate.

Ho costi elevati per beni e servizi con IVA: quanto pesa nella scelta?

Pesa molto. Nel forfettario non detrai l’IVA sugli acquisti. Perciò l’IVA diventa un costo. Se compri attrezzature, software, servizi marketing e consulenze con IVA rilevante, l’ordinario permette di detrarla e di ammortizzare i beni strumentali. Questo può ribaltare la convenienza, anche se l’aliquota sostitutiva del forfettario sembra bassa. Valuta il ciclo di investimenti dei prossimi 2-3 anni: se sono importanti, partire o passare all’ordinario può essere più saggio. Riferimenti: D.P.R. 633/1972 per l’IVA; D.P.R. 917/1986 per ammortamenti e costi deducibili.

Cosa succede se supero 85.000 o 100.000 euro di ricavi nel forfettario?

Se superi 85.000 ma resti entro 100.000, mantieni il forfettario per l’anno in corso ed esci dal 1° gennaio successivo. Se superi 100.000, l’uscita è immediata ai fini IVA dalla fattura che determina il superamento: da quel momento applichi e versi l’IVA come un ordinario. Per le imposte dirette resti forfettario fino a fine anno, poi esci dal 1° gennaio successivo. Questo meccanismo è stato introdotto dalla Legge 197/2022. È fondamentale monitorare i ricavi mese per mese per evitare errori di fatturazione. Per i dettagli, consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e la norma su Normattiva.

Come incidono i contributi INPS nella scelta del regime? Posso ridurli nel forfettario?

I contributi vanno sempre pagati e sono deducibili in entrambi i regimi. La differenza è nelle regole della gestione previdenziale. Se sei iscritto alla Gestione Separata, versi una percentuale sul reddito imponibile previdenziale. Se sei artigiano o commerciante, versi una quota fissa più una percentuale sul reddito eccedente il minimale. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi artigiani/commercianti (Legge 208/2015), ma la domanda va presentata e rinnovata secondo le istruzioni INPS. Occhio: ridurre i contributi abbassa anche le future prestazioni pensionistiche. Per professionisti con cassa ordinistica valgono i regolamenti della cassa. Verifica sempre con le circolari INPS e il Ministero del Lavoro più recenti.

Se fatturo al mio ex datore di lavoro o controllo una Srl collegata, posso restare nel forfettario?

La normativa prevede limiti antiabuso. Non puoi applicare il forfettario se effettui, in via prevalente, cessioni o prestazioni verso il tuo datore di lavoro attuale o verso datori dei due anni precedenti, o soggetti a loro riconducibili. Inoltre, sei escluso se controlli, direttamente o indirettamente, una Srl che svolge attività riconducibile alla tua e alla quale fatturi in modo prevalente. Queste regole sono indicate nella Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 145/2018. Valuta attentamente i rapporti di fornitura e le partecipazioni societarie prima di aprire o mantenere il forfettario. Una verifica preventiva sulle fonti ufficiali (Normattiva, Agenzia delle Entrate) è sempre consigliabile.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.