Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire un e‑commerce in regime forfettario scegli il codice ATECO corretto (di norma 47.91.10), verifica i requisiti del forfettario, invia la ComUnica con SCIA, iscriviti all’INPS, attiva PEC e firma digitale.
- Codice ATECO: per il commercio al dettaglio via internet si usa, di regola, 47.91.10. Verifica varianti solo per casi davvero particolari.
- Forfettario 2026: ricavi/compensi entro 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000; divieti su partecipazioni in società controllate con attività riconducibile.
- Adempimenti: ComUnica, SCIA al SUAP, iscrizione INPS commercianti, PEC, firma digitale, fattura elettronica obbligatoria anche per i forfettari.
Codice ATECO per l’e‑commerce: come scegliere senza errori
Il codice standard per il negozio online
Per il commercio al dettaglio via internet si usa, in via generale, il codice ATECO 47.91.10. Indica la vendita al dettaglio per corrispondenza o via internet. Va bene se gestisci un negozio online multi‑categoria o specializzato.
Non importa se vendi scarpe, cosmetici o elettronica. Se vendi al dettaglio solo online, 47.91.10 copre l’attività. Lo prevede la classificazione ATECO ISTAT, usata dall’Agenzia delle Entrate per inquadrare l’attività.
Quando valutare un codice diverso
Usa codici diversi solo in casi particolari. Ad esempio, se vendi software personalizzato o servizi digitali su misura. In quel caso l’attività potrebbe essere “servizi informatici”, non commercio al dettaglio.
Se vendi contenuti editoriali come editore, valuta i codici dell’editoria. Se fai anche logistica conto terzi, è un’attività distinta. Apri un codice secondario solo se è una vera attività autonoma.
Attenzione agli equivoci frequenti
Codici come “commercio al dettaglio in esercizi non specializzati” riguardano negozi fisici. Non usarli per l’online. Anche se vendi una singola categoria merceologica, l’e‑commerce resta 47.91.10.
Se operi come marketplace puro che mette in contatto venditori e acquirenti, non è vendita al dettaglio. Inquadra l’attività come “portale web” o “intermediazione online”. Valuta con un professionista.
Regime forfettario 2026: requisiti, limiti, cause di esclusione
I requisiti economici principali
Il limite di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi/compensi dell’anno precedente. È la soglia di riferimento introdotta dalla legge 190/2014, come modificata negli anni successivi.
Se superi 100.000 euro durante l’anno, esci subito dal forfettario. Applichi l’IVA dal momento del superamento. Regola confermata dalle modifiche alla legge 190/2014 (verifica su Normattiva).
Altre condizioni da rispettare
Non puoi controllare, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili alla tua. Evita anche partecipazioni in società di persone o associazioni professionali.
Dal 2023 non vale più la vecchia esclusione per redditi da lavoro dipendente oltre 30.000 euro. A oggi, agosto 2026, non risulta ripristinata. Verifica sempre le leggi di bilancio aggiornate su Normattiva.
Fonti normative da conoscere
Il forfettario nasce con l’articolo 1, commi 54‑89, della legge 190/2014. È stato ritoccato da varie leggi di bilancio. Per i dettagli usa il portale Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.
Il principio di cassa si applica ai ricavi. Significa che contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse ma non pagate. È una regola semplice, ma fondamentale per chi vende online.
Come aprire un e‑commerce in pratica: passi, moduli, tempi
La sequenza corretta degli adempimenti
1) Scelta codice ATECO e regime. 2) Apertura partita IVA con modello AA9/12. 3) ComUnica per Registro Imprese. 4) Iscrizione INPS commercianti.
5) SCIA al SUAP del Comune per commercio al dettaglio via internet. 6) Attiva PEC e firma digitale. 7) Configura il sistema di fatturazione elettronica.
Che cos’è la ComUnica e perché serve
La ComUnica è la pratica unificata per Registro Imprese, INPS e, se serve, INAIL. È prevista dal D.P.C.M. 6 maggio 2009 e dalla legge 580/1993. Si invia alla Camera di Commercio competente.
Con una sola pratica ottieni l’iscrizione al Registro Imprese e l’apertura delle posizioni previdenziali. Puoi gestirla da solo o con un intermediario abilitato. Conserva le ricevute.
SCIA per e‑commerce e base normativa
La SCIA è la segnalazione certificata di inizio attività. È regolata dall’articolo 19 della legge 241/1990 e dal decreto legislativo 222/2016 (cosiddetto “SCIA 2”).
Per il commercio al dettaglio via internet, molti Comuni richiedono la SCIA al SUAP. Indichi sito, piattaforme usate e recapiti. Controlla sempre gli atti regionali sul commercio e il regolamento comunale.
PEC, firma digitale, fattura elettronica
La PEC è obbligatoria per le imprese individuali. Lo prevede il decreto legge 185/2008, convertito nella legge 2/2009. La firma digitale è prevista dal Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 82/2005).
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Base normativa: decreto legge 36/2022, convertito nella legge 79/2022, e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Come si calcolano tasse e contributi nel forfettario e‑commerce
Coefficiente di redditività e imposta sostitutiva
Il codice ATECO 47.91.10 usa un coefficiente di redditività del 40%. Significa che il 40% degli incassi è reddito tassabile. Il resto copre le spese in modo forfettario.
L’imposta sostitutiva è il 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le regole “start‑up”. Base normativa: legge 190/2014, commi 64‑89, e successive modifiche su Normattiva.
Esempio semplice. Incassi 30.000 euro. Reddito forfettario 12.000 euro (30.000 x 40%). Sottrai i contributi previdenziali pagati. Applichi l’aliquota (5% o 15%) sul residuo.
Contributi INPS commercianti: fissi e percentuali
Gli iscritti alla Gestione Commercianti pagano contributi fissi su un reddito minimale e una quota percentuale sull’eccedenza. INPS aggiorna importi e aliquote ogni anno con circolare.
Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione contributiva del 35%. È l’opzione di cui alla legge 208/2015 e circolari INPS annuali. Riduce il costo, ma incide sulle prestazioni future.
Controlla sempre la circolare INPS 2026 per minimale, tetti e aliquote precise. Usa il portale INPS e la sezione Gestione Artigiani e Commercianti.
Principio di cassa e incassi dei marketplace
Nel forfettario vale il principio di cassa. Conta quando l’incasso diventa tuo, non quando il cliente paga al marketplace. La data di accredito sul tuo conto è quella rilevante.
Conserva i report dei marketplace. Servono per riconciliare incassi, commissioni e resi. Emetti fattura elettronica verso il cliente o documento secondo le regole del portale.
Vendite in Italia, UE ed extra‑UE: IVA, OSS/IOSS e regole speciali
Vendite nazionali in forfettario
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura. Usi la dicitura di esclusione prevista dalla legge 190/2014. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Restano gli altri obblighi contabili minimi.
Per i corrispettivi telematici, verifica se vendi beni fisici senza fattura su richiesta. Con la fatturazione elettronica generalizzata, molti e‑commerce fatturano sempre. Valuta il flusso più semplice.
Vendite a privati UE: soglia 10.000 euro e OSS
Per le vendite a distanza verso consumatori UE vale la soglia unica di 10.000 euro annui. Superata, l’IVA si applica nel Paese del cliente. Regole in direttiva 2006/112/CE e direttive 2017/2455 e 2019/1995.
Puoi usare il regime OSS per versare l’IVA UE in modo centralizzato. Verifica la compatibilità con il forfettario italiano. In alternativa, identifica un numero IVA in ciascun Paese. Chiedi conferma all’Agenzia delle Entrate.
Vendite extra‑UE e IOSS
Per spedizioni fino a 150 euro verso consumatori extra‑UE, esiste lo schema IOSS per semplificare l’IVA all’importazione. Valuta i requisiti e l’adesione. Consulta la prassi dell’Agenzia delle Entrate e la normativa UE.
Se non usi IOSS, l’IVA può essere gestita in dogana dal corriere. Spiega con chiarezza ai clienti come funzionano oneri e dazi. Riduce i resi e i reclami.
Costi di apertura e gestione: cosa prevedere nel budget
Costi tipici di apertura
Diritti e bolli Camera di Commercio: poche decine di euro. Diritto annuale CCIAA: importo variabile per provincia. SCIA: spesso gratuito, a volte con marca da bollo o diritti SUAP.
PEC: da poche decine di euro l’anno. Firma digitale: costo annuale simile alla PEC. Se affidi tutto a un intermediario, il pacchetto può superare qualche centinaio di euro.
Costi ricorrenti
Contributi INPS Gestione Commercianti. Imposta sostitutiva del 5% o 15%. Eventuale software di fatturazione elettronica. Canoni marketplace e gateway di pagamento.
Prevedi anche privacy e cookie policy a norma GDPR, eventuale consulenza legale, e assicurazione RC professionale. Un e‑commerce affidabile cura anche la compliance.
Regola decisionale rapida
Decidi in 6 passaggi con nessi logici chiari
1) Vendo al dettaglio solo online? Sì: 47.91.10. No: verifica altro ATECO coerente (editoria, servizi, logistica).
2) Ricavi previsti entro 85.000 euro? Sì: forfettario valutabile. No: regime ordinario o semplificato.
3) Controllo una SRL con attività simile? Sì: escluso dal forfettario. No: prosegui.
4) Vendo anche in UE a privati e supero 10.000 euro? Sì: valuta OSS o identificazione IVA estera. No: resta nello schema italiano.
5) Ho bisogno di contributi ridotti? Sì: valuta riduzione INPS 35% e impatto pensione. No: contributi ordinari.
6) Posso gestire fatture e SCIA da solo? Sì: prepara ComUnica, SCIA, PEC, firma. No: coinvolgi un professionista abilitato.
Tabella di confronto: scenari operativi, requisiti e tempistiche
| Scenario | Adempimenti principali | Requisiti chiave | Tempistiche realistiche |
|---|---|---|---|
| Nuovo e‑commerce in forfettario (solo Italia) | Partita IVA, ComUnica, SCIA SUAP, INPS commercianti, PEC, firma, FE | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; nessuna partecipazione vietata | 5‑10 giorni lavorativi dalla raccolta documenti |
| E‑commerce con vendite UE B2C < 10.000 euro | Come sopra; monitoraggio soglia UE; fatture FE | Soglia unica UE non superata; corretta indicazione in fattura | Come sopra; monitoraggio mensile soglia |
| E‑commerce con vendite UE B2C > 10.000 euro | Adesione OSS oppure identificazione IVA estera; gestione aliquote paese cliente | Tracciamento vendite per paese; flussi OSS trimestrali | 2‑4 settimane per attivare OSS/identificazione |
| Vendite extra‑UE con spedizioni ≤ 150 euro | Valutazione IOSS; coordinamento con corrieri; policy doganali chiare | Registrazione IOSS o procedura doganale alternativa | 2‑6 settimane secondo il canale scelto |
| Vendita tramite marketplace (Italia/UE) | Fatturazione verso cliente o portale secondo schema; riconciliazione report | Gestione commissioni; principio di cassa sugli accrediti | Attivazione account in pochi giorni; set‑up contabile 1‑2 settimane |
| Passaggio da ordinario a forfettario | Verifica requisiti; comunicazione inizio anno; adeguamento FE | Ricavi anno precedente ≤ 85.000 euro; assenza cause di esclusione | Da fare a inizio anno fiscale; pianifica entro dicembre |
FAQ: domande frequenti sull’e‑commerce in regime forfettario
Qual è il codice ATECO giusto se vendo prodotti diversi su più marketplace?
Se vendi al dettaglio online, anche su più canali, il codice ATECO corretto è normalmente 47.91.10. È il codice per il commercio al dettaglio via internet. Copre negozio proprietario e marketplace. Aggiungi codici secondari solo se svolgi attività autonome e differenti, come logistica conto terzi o servizi digitali su misura. Evita codici da negozio fisico. La coerenza tra attività effettiva e codice è importante per coefficiente di redditività, inquadramento INPS e studi di settore. In dubbio, verifica la scheda ISTAT del codice e le risposte dell’Agenzia delle Entrate.
Posso restare nel forfettario se supero 85.000 euro a novembre?
Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000 euro, resti nel forfettario fino a fine anno. Uscirai dal forfettario dall’anno successivo. Se invece superi 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata e applichi l’IVA dal momento del superamento. Questa regola deriva dalle modifiche alla legge 190/2014. È fondamentale monitorare gli incassi mese per mese. Prepara un alert sui tuoi sistemi. In caso di superamento di 100.000 euro, aggiorna subito la fatturazione elettronica con addebito IVA e liquidazioni periodiche.
Come funziona la fatturazione elettronica se vendo a privati che non forniscono dati?
Per i privati senza partita IVA puoi emettere una fattura semplificata o ordinaria con i dati minimi. In mancanza del codice destinatario/PEC, usa il codice convenzionale “0000000” e consegna al cliente una copia cortesia. Se il tuo flusso prevede scontrini/corrispettivi telematici, integra con fattura solo su richiesta. Dal 2024 i forfettari emettono comunque fattura elettronica, salvo specifiche eccezioni. Organizza il tuo checkout per raccogliere CF e un recapito email. Eviti errori e riconciliazione complessa. Verifica i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate su fattura elettronica B2C.
Se vendo in più Paesi UE, è meglio usare l’OSS o aprire posizioni IVA locali?
L’OSS semplifica i versamenti IVA per vendite a distanza B2C in più Paesi UE. Presenti una dichiarazione trimestrale unica e versi l’IVA complessiva. È spesso la scelta più efficiente quando superi la soglia UE di 10.000 euro. Le posizioni IVA locali hanno senso se concentri il fatturato in uno o due Paesi con regole specifiche o se hai logistica locale (magazzini) che crea obblighi IVA. Se operi in forfettario italiano, verifica la compatibilità pratica con l’OSS e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Considera anche i marketplace che, in certi casi, diventano “fornitori presunti” per l’IVA.
Quali sono i costi reali di apertura tra ComUnica, SCIA, INPS, PEC e firma digitale?
I diritti e bolli per ComUnica e Registro Imprese sono contenuti, ma variano per Camera di Commercio. La SCIA può essere gratuita o richiedere marche da bollo e diritti SUAP. PEC e firma digitale costano poche decine di euro l’anno ciascuna. L’iscrizione INPS non ha costo di attivazione, ma genera contributi fissi annuali e percentuali sull’eccedenza, aggiornati ogni anno da INPS. Se ti affidi a un intermediario, aggiungi il compenso professionale. Prepara un budget di avvio di qualche centinaio di euro, più una cassa per i contributi, da programmare in rate secondo le scadenze INPS e fiscali.
Riferimenti normativi utili (citazioni testuali, senza link)
Le principali basi di legge da consultare
Legge 190/2014, art. 1, commi 54‑89 (regime forfettario) e successive modifiche nelle leggi di bilancio. Decreto legge 36/2022 convertito in legge 79/2022 (fattura elettronica per forfettari). Legge 241/1990, art. 19 e decreto legislativo 222/2016 (SCIA). D.P.C.M. 6 maggio 2009 e legge 580/1993 (ComUnica e Registro Imprese). Decreto legge 185/2008 convertito nella legge 2/2009 (PEC obbligatoria). Decreto legislativo 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) per la firma digitale. Circolari INPS annuali per Gestione Commercianti (aliquote, minimale, massimali). Direttiva 2006/112/CE e direttive 2017/2455 e 2019/1995 (e‑commerce, OSS/IOSS). Consulta il portale Normattiva, l’Agenzia delle Entrate e il Ministero del Lavoro per gli aggiornamenti.
