Regime forfettario dentisti: come funziona e quali sono i vantaggi?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Un dentista in regime forfettario tassa il 78% degli incassi con imposta sostitutiva 15% (5% per nuove attività), deducendo prima i contributi ENPAM. Soglia ricavi 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000.

  • Coefficiente di redditività 78% per le attività professionali: base su cui si calcolano imposta e contributi.
  • Soglie: fino a 85.000 euro resti nel regime; oltre 100.000 euro l’uscita è immediata nell’anno.
  • I contributi previdenziali ENPAM si deducono dal reddito forfettario prima dell’imposta sostitutiva.

Regime forfettario per dentisti: quadro normativo 2026

Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89. Le successive Leggi di bilancio hanno aggiornato soglie e condizioni. La Legge 197/2022 ha portato la soglia a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata oltre 100.000.

La base imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività previsto per i professionisti: 78% (tavola dei coefficienti allegata alla Legge 190/2014). I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili ex art. 10 TUIR e comma 64 della Legge 190/2014.

Per la fatturazione elettronica, l’obbligo per i forfettari deriva dall’art. 18 del Decreto-Legge 36/2022, convertito in Legge 79/2022, esteso a tutti dal 2024. Per il bollo sulle fatture senza IVA valgono il D.P.R. 642/1972, art. 13, e il D.M. 17 giugno 2014.

Le interpretazioni operative si rinvengono nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate, tra cui la 10/E del 2016 e la 9/E del 2019. Per il quadro previdenziale dei medici e odontoiatri si applicano i regolamenti ENPAM (ente privatizzato ai sensi del D.Lgs. 509/1994). Le basi normative citate sono reperibili su Normattiva, Agenzia delle Entrate e portali istituzionali competenti.

Chi può aderire: requisiti e cause ostative

Puoi stare nel forfettario se i ricavi/compensi dell’anno non superano 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci subito dal regime nello stesso anno. Se stai tra 85.001 e 100.000, il regime cessa dall’anno successivo (Legge 197/2022).

Altri requisiti e divieti tipici (Legge 190/2014, commi 57 e seguenti): niente partecipazioni in società di persone o associazioni professionali. Niente controllo diretto o indiretto di SRL che svolgono attività riconducibili alla tua. No attività prevalente verso datori di lavoro attuali o dei due anni precedenti, se si tratta di mera prosecuzione.

Redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 30.000 euro nell’anno precedente sono causa ostativa, salvo cessazione del rapporto (regola dei 30.000 euro confermata dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate). La residenza deve essere in Italia; ammesso anche chi vive in UE/SEE e produce in Italia almeno il 75% del reddito complessivo.

Non esiste più un limite autonomo per spese di personale o collaboratori nel forfettario attuale. Se assumi o ingaggi collaboratori, diventi sostituto d’imposta e gestisci ritenute, ma resti nel regime se rispetti i requisiti di cui sopra.

Come si calcola il reddito e l’imposta

Reddito forfettario = incassi per cassa x 78%. Il “principio di cassa” significa che contano le somme effettivamente incassate nell’anno. Non puoi dedurre i costi reali, salvo i contributi previdenziali obbligatori.

Imposta sostitutiva: 15% in via ordinaria. Ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni “start-up” (nessuna attività nei tre anni precedenti; non mera prosecuzione; se prosegui attività altrui, ricavi dell’anno precedente non oltre la soglia: comma 65, Legge 190/2014).

Esempio numerico. Incassi 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400. Contributi versati anno precedente: 2.500. Base imponibile: 23.400 – 2.500 = 20.900. Imposta 15%: 3.135. Imposta 5%: 1.045.

Contributi previdenziali ENPAM: cosa sapere

Un odontoiatra libero professionista versa a ENPAM. In sintesi: Quota A (fissa, legata all’iscrizione all’albo, con importi per età) e Quota B (percentuale sul reddito professionale dichiarato). Le regole sono nei Regolamenti ENPAM e nello Statuto.

I contributi obbligatori ENPAM si deducono dal reddito forfettario prima dell’imposta sostitutiva. Questo vale sia per la Quota A sia per la Quota B. La Quota B si determina in base al reddito professionale dell’anno: nel forfettario si fa riferimento al reddito forfettario (78%) al netto delle deduzioni specifiche, secondo le istruzioni ENPAM vigenti.

Molti professionisti applicano in fattura il contributo integrativo cassa (di regola 2%). Questo importo si somma al compenso, concorre ai ricavi e non è IVA. Verifica sul regolamento della cassa la percentuale applicabile e le istruzioni per dichiararla correttamente.

Fatturazione, bollo, ritenute, Tessera Sanitaria

Dal 2024 tutti i forfettari usano la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (D.L. 36/2022, art. 18). Fanno eccezione i casi legati alla privacy sanitaria. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche e soggette a invio al Sistema Tessera Sanitaria, vige il divieto di e-fattura via SdI; si emette documento analogico o elettronico extra-SdI e si inviano i dati al STS, secondo i provvedimenti del Garante Privacy e i decreti MEF tuttora prorogati.

Il bollo da 2 euro si applica alle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro. Riferimenti: D.P.R. 642/1972, art. 13, e D.M. 17 giugno 2014 per il versamento del bollo sulle e-fatture con periodicità trimestrale.

Nel forfettario non addebiti IVA, non detrai IVA sugli acquisti, non subisci né operi ritenute d’acconto. Inserisci la dicitura in fattura che attesti l’operazione in regime forfettario ai sensi della Legge 190/2014.

Vantaggi e limiti del regime

Vantaggi: imposta piatta al 15% o 5%; calcolo semplice con coefficiente; contabilità semplificata; esclusione dagli ISA. Buono per chi ha costi bassi o non facilmente documentabili.

Limiti: nessuna deduzione di costi reali (salvo contributi); IVA indetraibile su acquisti; detrazioni IRPEF personali utilizzabili solo su altri redditi IRPEF, non sull’imposta sostitutiva. Occhio agli investimenti rilevanti: se hai costi elevati, valuta il regime ordinario.

Regola decisionale rapida

Se i tuoi incassi previsti sono entro 85.000 euro e i costi annui sono bassi o medi, il forfettario è spesso vantaggioso. Se spendi molto per attrezzature, personale e materiali, e compri con IVA rilevante, valuta il regime ordinario.

Se inizi l’attività e rispetti le condizioni start-up (nessuna attività nei 3 anni precedenti e non prosecuzione), il 5% per 5 anni rende il forfettario molto competitivo. Se hai un rapporto di lavoro dipendente con redditi sopra 30.000 euro non cessato, non puoi aderire.

Se rischi di superare 85.000 euro ma resterai sotto 100.000, potrai applicare il forfettario fino a fine anno e uscirai dal prossimo. Se prevedi di oltrepassare 100.000, preparati a uscire subito e a gestire l’IVA sulle operazioni successive.

Se lavori con pazienti privati, ricorda il divieto di e-fattura via SdI per prestazioni sanitarie soggette a STS. Emetti documento analogico/extra-SdI e invia i dati al STS secondo le scadenze.

Scadenze e adempimenti

Imposte

Saldo e primo acconto dell’imposta sostitutiva si versano con F24 a fine giugno; il secondo acconto a fine novembre. Si usano i codici tributo dedicati all’imposta sostitutiva del forfettario (serie 1793-1795). Verifica ogni anno eventuali proroghe.

La base degli acconti si calcola di norma con il metodo storico. Puoi usare il metodo previsionale se attendi redditi inferiori; in quel caso evita di sottostimare, per non incorrere in sanzioni.

Contributi ENPAM

La Quota A si paga con scadenze fissate dal regolamento ENPAM (di solito due rate annue o mensilizzazione). La Quota B prevede acconto e saldo, in genere su calendario allineato alle imposte (giugno/novembre e saldo l’anno successivo). Consulta le istruzioni annuali ENPAM.

Adempimenti operativi

Fatturazione: e-fattura via SdI salvo le prestazioni sanitarie verso persone fisiche soggette a STS. Bollo virtuale trimestrale sulle e-fatture. Conservazione digitale delle fatture secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Dichiarazione dei redditi: quadro LM per forfettari nel modello Redditi PF. Versamenti con F24 telematico. Invio al Sistema Tessera Sanitaria secondo le specifiche tecniche ministeriali.

Esempi di calcolo in scenari tipici

Incassi 60.000. Reddito forfettario: 46.800. Contributi ENPAM deducibili stimati: 8.000. Base: 38.800. Imposta 15%: 5.820. Imposta 5%: 1.940. Se prevedi investimenti rilevanti, verifica la convenienza.

Incassi 90.000. Resti nel forfettario fino al 31/12, ma uscirai l’anno successivo. Prepara l’adeguamento agli adempimenti IVA e contabilità ordinaria dall’anno dopo.

Incassi 110.000. Uscita immediata nell’anno. Dall’operazione che fa superare i 100.000 applichi l’IVA e gli obblighi del regime ordinario. Le operazioni precedenti restano nel forfettario.

Scenario Requisiti e stato Base imponibile (78% – contributi) Imposta sostitutiva Contributi ENPAM Tempistiche/Note
Incassi 30.000 (start-up valida) Entro 85.000; condizioni 5% rispettate 30.000 x 78% = 23.400; – 2.500 = 20.900 5% = 1.045 Quota A secondo età; Quota B proporzionale Saldo/Acconti: giugno/novembre; invio STS se dovuto
Incassi 60.000 (ordinario 15%) Entro 85.000; requisiti ok 60.000 x 78% = 46.800; – 8.000 = 38.800 15% = 5.820 Quota B più alta per reddito maggiore Valuta metodo previsionale per acconti
Incassi 90.000 Tra 85.001 e 100.000 90.000 x 78% – contributi deducibili 15% o 5% se start-up Calcolo su reddito professionale Uscita dal forfettario dall’anno successivo
Incassi 110.000 Supera 100.000 Per la parte forfettaria fino al superamento Forfettario fino alla soglia; poi IVA Riparto su redditi complessivi Uscita immediata: IVA da operazioni successive
Dentista con lavoro dipendente 35.000 Reddito dipendente >30.000 non cessato N/A N/A N/A Causa ostativa: non può aderire al forfettario

FAQ

1) Un dentista in forfettario applica la ritenuta d’acconto o la subisce dalle strutture?

No. Nel regime forfettario non si applicano né si subiscono ritenute d’acconto sui compensi soggetti a imposta sostitutiva. Questo vale sia per fatture a pazienti sia per prestazioni verso altri soggetti, come cliniche o società. È buona pratica inserire in fattura una dicitura che richiami l’esenzione dalla ritenuta ai sensi dei commi 67 e seguenti della Legge 190/2014. Se però svolgi anche attività fuori dal forfettario o percepisci redditi diversi (ad esempio, un contratto di collaborazione coordinata e continuativa), quelle somme potrebbero essere soggette a ritenuta secondo le regole ordinarie. Tieni quindi separati i flussi e verifica sempre la natura del rapporto contrattuale.

2) Posso dedurre i costi reali del mio studio odontoiatrico (materiali, riuniti, leasing, affitto)?

In forfettario no. I costi reali non sono deducibili, perché il reddito si determina applicando il coefficiente di redditività del 78% agli incassi. L’unica deduzione generale è per i contributi previdenziali obbligatori (art. 10 TUIR e comma 64 Legge 190/2014). Questo rende il regime molto semplice ma meno adatto a chi sostiene spese consistenti o investimenti gravosi. Alcuni crediti d’imposta, se previsti come “agevolazioni orizzontali” compensabili in F24 e non limitati a soggetti IRPEF/IRES ordinari, possono essere fruiti anche dai forfettari. Occorre però verificare, per ogni misura, i requisiti soggettivi e oggettivi indicati nelle relative norme e nei provvedimenti attuativi del Ministero competente e dell’Agenzia delle Entrate.

3) Cosa succede se supero le soglie di 85.000 e 100.000 euro?

Se superi 85.000 ma non 100.000, resti nel forfettario fino a fine anno e dal prossimo passerai al regime ordinario con obblighi IVA e contabilità secondo le regole generali. Se superi 100.000 in corso d’anno, la cessazione è immediata. Dall’operazione che comporta il superamento devi applicare IVA e adempimenti ordinari; le operazioni precedenti restano trattate in forfettario. Queste regole derivano dalla Legge 197/2022. In pratica, se ti avvicini alla soglia, monitora mensilmente incassi e pianifica: soft cap a 85.000, hard cap a 100.000. Valuta anche l’effetto sui contributi ENPAM, che crescono con il reddito professionale. Una pianificazione tempestiva ti evita errori di fatturazione e sanzioni.

4) Come ottengo l’aliquota al 5% per i primi 5 anni? E quando la perdo?

L’aliquota ridotta al 5% si applica per cinque periodi d’imposta se rispetti le condizioni del comma 65 della Legge 190/2014: non aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei tre anni precedenti; l’attività non deve costituire mera prosecuzione di quella svolta come dipendente o autonomo, salvo il periodo di pratica obbligatoria; se prosegui un’attività prima svolta da un altro soggetto, i suoi ricavi dell’anno precedente non devono superare la soglia del regime. Perdi il 5% se non rispetti anche uno solo dei requisiti oppure se maturano cause ostative generali (partecipazioni vietate, prevalenza verso ex datore, ecc.). Dopo i cinque anni, o prima se decade una condizione, passi automaticamente al 15%, restando nel forfettario finché rispetti le altre regole.

5) Fatture a pazienti e Sistema Tessera Sanitaria: e-fattura sì o no? E come gestisco il bollo?

Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche e soggette all’invio al Sistema Tessera Sanitaria, il divieto di e-fattura via SdI continua a valere in base ai provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali e ai decreti MEF che ne danno attuazione. Emetti quindi documento analogico o elettronico extra-SdI e trasmetti i dati al STS secondo le specifiche tecniche ministeriali. Per le prestazioni verso soggetti IVA (ad esempio, società o enti) non soggette a STS, emetti e-fattura via SdI. Se l’importo del documento senza IVA supera 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro ai sensi del D.P.R. 642/1972, art. 13. Nelle e-fatture il bollo è virtuale e si versa trimestralmente; sulle fatture analogiche si applica fisicamente la marca. Ricorda di riportare sempre la dicitura di regime forfettario e, se prevista dalla tua cassa, il contributo integrativo.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.