regime forfettario e lavoro dipendente

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Regime forfettario e lavoro dipendente: vincoli e limiti di accesso

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È possibile conciliare regime forfettario e lavoro dipendente? Detto altrimenti: per accedere al regime fiscale agevolato per i professionisti e le imprese individuali, noto come “forfettario”, è necessario rinunciare ad ogni altro impiego? Oppure è consentito lo svolgimento di un lavoro subordinato e, in contemporanea, anche di un’attività autonoma con la Partita IVA forfettaria? In caso di risposta affermativa, quali sono i requisiti?

Proviamo a fare chiarezza sul tema “regime forfettario e lavoro dipendente” e sulle eventuali eccezioni.

Regime forfettario: il regime agevolato

Sei curioso di conoscere una via migliore per la tua attività professionale? Sei stanco delle otto ore di lavoro in azienda e dell’ufficio? Hai sempre sognato di avere un’attività da libero professionista ma hai paura di perdere la tua sicurezza economica? Oggi ti regaliamo un nuovo punto di vista, grazie al regime forfettario e lavoro dipendente coesistenti e con imposte agevolate! Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato introdotto nel 2016 dallo Stato per aiutare soprattutto i piccoli contribuenti. Il regime offre particolari semplificazioni dal punto di vista della tassazione ma anche degli adempimenti fiscali. Grazie al regime forfettario non sarà obbligatorio tenere i registri contabili, non ci sarà rivalsa e liquidazione IVA e le fatture saranno da emesse senza IVA e ritenuta d’acconto. Inoltre non essendoci deduzioni di spese per l’attività a fine anno, non sarà neppure obbligatorio conservare ogni nota di acquisto! E tutto questo con una tassazione pari al 15%!

Regime forfettario e lavoro dipendente: restrizioni e limiti?

Come abbiamo detto prima, il regime forfettario ti concede la possibilità di pagare solo il 15% di tasse. Sicuramente però avrai letto che nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è pari al 5% nei primi cinque anni, allora perché non lo abbiamo detto? Semplicemente perché l’aliquota start-up non è sempre applicabile, come non sempre si può accedere al regime forfettario o, come vedremo, conciliare regime forfettario e lavoro dipendente. Analizziamo insieme i casi in cui questo è possibile e quali sono i limiti imposti.

Lavoro autonomo e subordinato possono coesistere?

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Requisiti regime forfettario: redditi da lavoro dipendente

Dopo una serie di modifiche, a partire dal 01 gennaio 2020 è stato introdotto un nuovo requisito di accesso al regime forfettario, concernente i redditi da lavoro dipendente. Scopriamo insieme di che si tratta.

Ad oggi, possono usufruire del regime forfettario i soggetti che rientrano nei tre requisiti seguenti:

  • Ricavi e compensi annui non superiori a 65.000 €
  • Redditi da lavoro dipendente (o assimilati: es. pensione) non superiori a 30.000 €
  • Spese annue per retribuzione / assunzione impiegati e/o collaboratori non superiori a 20.000 €

Se vuoi approfondire i requisiti di accesso e mantenimento indicati dalla normativa sul regime forfettario e, al contempo, conoscere le cause ostative che rendono impossibile la sua applicazione, clicca su questo link.

Forfettario e lavoro dipendente: come calcolare i contributi?

Se scegli di far coesistere regime forfettario e lavoro dipendente, allora dovrai prendere in considerazione un ulteriore aspetto, vale a dire i contributi previdenziali. Da tener presente le seguenti casistiche:

Dipendente + attività professionale non ordinistica

Questo significa che svolgi un lavoro autonomo che non prevede l’iscrizione ad una cassa di previdenza dedicata, come può essere la Cassa Forense, ENPAM o Inarcassa. In questo caso dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS e versare contributi previdenziali pari al 25,98% sul tuo reddito lordo.

Dipendente + attività professionale ordinistica

Se eserciti una professione che prevede l’iscrizione ad una cassa previdenziale “di categoria” –  come le già menzionate Inarcassa, ENPAM o, ancora, ENPAP per gli psicologi, ENPAPI per gli infermieri, ecc. – dovrai far riferimento a quest’ultima (e non alla Gestione Separata). Di conseguenza, se hai anche un lavoro da dipendente, dovrai attenerti alle norme presenti nel regolamento della tua cassa per il calcolo dei contributi.

Spesso, infatti, sono concesse delle agevolazioni (es. riduzione aliquote) in caso di doppia attività.

Dipendente full-time + attività d’impresa commerciale o artigianale

Se sei un lavoratore dipendente con orario full-time e decidi di aprire una ditta individuale (nell’ambito del commercio o dell’artigianato), non devi iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, né versare i contributi previdenziali (fissi e variabili). Tuttavia, sei tenuto a segnalare all’INPS, mediante la Comunicazione Unica, che sei già sottoposto ad un’altra forma di previdenza, a causa del rapporto di lavoro subordinato full time presso l’azienda in questione (il cui nome va, comunque, specificato all’interno della pratica).

Dipendente part-time + attività d’impresa commerciale o artigianale

In quest’ultimo caso, dovrai iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS e versare i relativi contributi, poiché viene meno il principio di prevalenza del lavoro dipendente rispetto a quello autonomo.

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