Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Sì: un ingegnere può aderire al regime forfettario se rispetta i requisiti di legge (ricavi fino a 85.000 euro, assenza di cause di esclusione, corretta posizione previdenziale).
- Soglia ricavi: 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno (Legge 197/2022). Contano gli incassi secondo il principio di cassa.
- Cause di esclusione chiave: lavoro dipendente sopra 30.000 euro, controllo di SRL con attività riconducibile, prevalenza di operazioni verso ex datore.
- Ingegneri: ATECO 71.12.10, coefficiente di redditività 78%. Imposta sostitutiva 15% o 5% per nuovi inizi con requisiti.
Cos’è il regime forfettario per un ingegnere
Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con Partita IVA individuale. Applica una tassazione sostitutiva semplificata. Non si addebita l’IVA in fattura, salvo casi particolari. La base è la Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89.
Per gli ingegneri, l’attività tipica è “71.12.10 – Attività di ingegneria”. Il coefficiente di redditività è 78%. Significa che, a fronte degli incassi, il fisco presume il 78% come reddito imponibile. Il resto è considerato costo forfettario.
Si applica il principio di cassa. Tradotto: contano solo i corrispettivi quando incassati, non quando fatturati. Questo vale anche per la verifica della soglia annua.
Requisiti di accesso e permanenza nel 2026
Soglia ricavi e regole di uscita
Il limite per restare nel forfettario è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Riferimento: Legge 197/2022 che ha aggiornato le soglie della Legge 190/2014. Se nell’anno superi 100.000 euro di incassi, esci subito dal forfettario. Dalla fattura successiva all’operazione che fa superare la soglia, applichi l’IVA e, a fine anno, applichi l’IRPEF ordinaria su tutto il reddito dell’anno. Se resti tra 85.001 e 100.000, resti forfettario fino a fine anno e passi all’ordinario dall’anno dopo.
Attenzione al primo anno: non esiste un “pro-rata temporale” della soglia. Se apri a ottobre non dimezzi il limite. Lo dice la struttura della norma sui ricavi dell’anno precedente e sulle regole di permanenza. Evita questo errore comune.
Cause di esclusione frequenti
Non puoi usare il forfettario se:
- Hai redditi di lavoro dipendente e assimilati sopra 30.000 euro nell’anno precedente, salvo che il rapporto sia cessato (fonte: Legge 190/2014, comma 57, lettera d-bis, interpretata da circolari Agenzia Entrate, ad es. 9/E 2019).
- Controlli, direttamente o indirettamente, una SRL che esercita attività riconducibile alla tua (stesso settore o filiera) e la tua attività personale è connessa a quella societaria (comma 57, lettera d).
- Hai partecipazioni in società di persone o associazioni professionali (comma 57, lettera b).
- Svolgi l’attività prevalentemente verso il tuo datore di lavoro attuale o verso quello con cui hai avuto rapporti nei due anni precedenti (comma 57, lettera d-ter).
Residenza: puoi aderire se sei residente in Italia. Se residente in UE/SEE, devi produrre in Italia almeno il 75% del reddito complessivo o essere residente in Stato che assicura adeguato scambio di informazioni (comma 54). Le regole complete sono su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Collaboratori e beni strumentali
Non esiste più un tetto alle spese per collaboratori o dipendenti, né un limite al valore dei beni strumentali. Questi vincoli valevano in versioni precedenti del forfettario e sono stati superati dalle riforme 2019 e seguenti. Oggi contano le soglie ricavi e le cause di esclusione sopra.
Come si calcola l’imposta: esempio per ingegneri
Base imponibile e coefficiente 78%
Prendi gli incassi dell’anno (per cassa). Applica il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Per 71.12.10 è 78%. Il risultato è il reddito lordo forfettario.
Dal reddito lordo puoi sottrarre solo i contributi previdenziali obbligatori pagati nell’anno. Sono deducibili integralmente. Per un ingegnere iscritto a Inarcassa, parliamo di contributo soggettivo, integrativo e di maternità, con le regole della Cassa.
Aliquote: 15% o 5% “start-up”
Applichi l’imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile così determinato. Se rispetti i requisiti “nuove attività” (assenza di precedenti attività simili nei tre anni, non mera prosecuzione, ecc., vedi comma 65 della Legge 190/2014), puoi applicare il 5% per i primi cinque anni.
L’imposta sostitutiva rimpiazza IRPEF, addizionali e IRAP. Restano dovuti i contributi previdenziali. La base giuridica è nei commi 64-73 della Legge 190/2014 e nei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (circolari 10/E 2016 e 9/E 2019).
Previdenza: Inarcassa o Gestione Separata
Se sei ingegnere iscritto all’Albo e eserciti la professione, devi iscriverti a Inarcassa. Versi il contributo soggettivo (minimo e a conguaglio), l’integrativo del 4% (di solito a rivalsa in fattura) e il contributo di maternità. Se non hai i requisiti Inarcassa, in genere versi alla Gestione Separata INPS. Verifica con l’Ordine e la Cassa.
I contributi obbligatori sono deducibili dal reddito forfettario. Riducendo la base, riducono l’imposta sostitutiva. Questa regola è chiave nella pianificazione.
IVA, fatturazione e adempimenti nel forfettario
IVA: regola generale e casi speciali
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Scrivi in fattura la dicitura di non applicazione IVA per regime forfettario (Legge 190/2014). Fai eccezione se operi in reverse charge o per acquisti/servizi intracomunitari. In questi casi versi l’IVA con inversione contabile, ma senza diritto a detrazione (DPR 633/1972 e prassi Agenzia Entrate).
Fatturazione elettronica e imposta di bollo
La fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari dal 1° gennaio 2024 (DL 36/2022, come convertito). Apponi l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Il versamento avviene trimestralmente secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Errori comuni da evitare (e correzioni 2026)
“Pro-rata” del limite nel primo anno
Non esiste. L’idea di dividere 85.000 per i mesi di attività è sbagliata. La legge non prevede alcun riproporzionamento temporale del tetto annuo.
Collaboratori con limite 20.000 euro
Superato. Oggi non c’è un tetto autonomo per spese di personale o collaborazioni nel forfettario. Conta rispettare le soglie di ricavi e le cause di esclusione.
Soglia lavoro dipendente
Ad agosto 2026 la soglia rilevante resta 30.000 euro di redditi di lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente, fatte salve eventuali eccezioni di legge per cessazione del rapporto (fonte normativa: Legge 190/2014; verifica su Normattiva e documenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze).
Regola decisionale rapida
Se… allora…
- Se i tuoi incassi annui stimati sono entro 85.000 euro e non hai cause di esclusione, allora il forfettario è di norma la scelta più semplice e vantaggiosa.
- Se prevedi incassi tra 85.001 e 100.000, allora puoi restare forfettario per l’anno ma passerai all’ordinario l’anno successivo.
- Se potresti superare 100.000, allora considera di partire da subito con l’ordinario per evitare salti a metà anno e complessità IVA.
- Se hai lavoro dipendente sopra 30.000 euro o controlli una SRL con attività riconducibile, allora il forfettario non è applicabile.
- Se inizi una nuova attività e rispetti i requisiti “start-up”, allora valuta l’aliquota ridotta 5% per 5 anni.
Passaggio al regime ordinario: quando e cosa cambia
Con l’ordinario applichi l’IVA, detrai l’IVA sugli acquisti e deduci i costi effettivi. Il reddito si calcola per competenza o cassa a seconda del regime contabile. Paghi l’IRPEF per scaglioni, le addizionali e l’IRAP se dovuta.
Aliquote IRPEF 2026: fino a 28.000 euro 23%; 28.001-50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. Queste aliquote si applicano al reddito imponibile determinato secondo il TUIR (DPR 917/1986) e la normativa vigente per il 2026.
La scelta tra forfettario e ordinario richiede simulazioni realistiche: valuta incassi attesi, costi reali, contributi Inarcassa e gestione dell’IVA.
Fonti normative e prassi da consultare
Normattiva per Legge 190/2014, Legge 197/2022, DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 (TUIR). Agenzia delle Entrate per circolari e risposte (ad es. circolari 10/E 2016, 9/E 2019). Ministero del Lavoro e INPS/INARCASSA per la parte previdenziale.
| Scenario | Requisiti principali | Effetto fiscale | Tempistiche/azioni |
|---|---|---|---|
| Ingegnere neo-abilitato, incassi 50.000, nessun dipendente, senza partecipazioni | Ricavi sotto 85.000; nessuna causa di esclusione; ATECO 71.12.10 | Reddito imponibile 50.000 x 78% = 39.000; deduci contributi; imposta 15% (o 5% se “start-up”) | Subito forfettario; e-fattura; bollo; versamenti imposta e Cassa secondo scadenze |
| Ingegnere con lavoro dipendente RAL 32.000 e P.IVA | Redditi di lavoro dipendente sopra 30.000 nell’anno precedente | Forfettario non applicabile salvo cessazione rapporto; si valuta ordinario | Se cessato il rapporto, verifica condizioni; altrimenti regime ordinario |
| Ingegnere con incassi 92.000 nel 2026 | Ricavi tra 85.001 e 100.000 | Resta forfettario fino a fine 2026; forfettario non applicabile dal 2027 | Pianifica passaggio all’ordinario dal 1/1/2027; attiva IVA e registri |
| Ingegnere supera 100.000 a novembre (es. 101.500) | Superamento soglia 100.000 in corso d’anno | Uscita immediata dal forfettario; da quell’operazione in poi applichi IVA; IRPEF ordinaria sull’intero 2026 | Emetti da subito fatture con IVA; adegua contabilità; valuta acconti IRPEF |
| Scenario | Requisiti principali | Effetto fiscale | Tempistiche/azioni |
| Ingegnere che controlla una SRL di progettazione | Controllo SRL con attività riconducibile | Causa di esclusione dal forfettario | Regime ordinario; valutare assetto societario e operazioni infragruppo |
FAQ
Posso adottare il forfettario se apro la Partita IVA a metà anno? Devo “dividere” il limite di 85.000 per i mesi?
Sì, puoi adottarlo se rispetti i requisiti. No, non devi dividere il limite. La legge non prevede un riproporzionamento mensile del tetto. Il riferimento è ai ricavi dell’anno precedente per l’accesso e alle soglie di 85.000/100.000 per la permanenza/uscita durante l’anno in corso. Se è il tuo primo anno e non hai ricavi dell’anno precedente, puoi entrare nel forfettario. Durante l’anno, se superi 100.000, esci subito e passi all’IVA dalla fattura successiva; se resti tra 85.001 e 100.000, esci l’anno dopo. Queste regole derivano dalla Legge 190/2014 come modificata e dalle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Ho un lavoro dipendente e voglio aprire la P.IVA come ingegnere: il forfettario è compatibile?
È compatibile solo se i redditi da lavoro dipendente e assimilati dell’anno precedente non superano 30.000 euro. Questa è una causa di esclusione specifica del forfettario, con l’eccezione principale dei casi in cui il rapporto di lavoro sia cessato. Inoltre, se fatturi prevalentemente al tuo datore di lavoro attuale o a quello con cui hai lavorato nei due anni precedenti, scatta un’ulteriore causa di esclusione. Verifica i tuoi CU e la RAL effettiva dell’anno precedente. Se superi la soglia o ricadi nell’ipotesi dell’ex datore, valuta il regime ordinario. Le basi sono nella Legge 190/2014 e nelle circolari interpretative dell’Agenzia delle Entrate (ad es. 9/E 2019).
Come funziona la previdenza per un ingegnere in forfettario? Inarcassa è obbligatoria? Posso applicare la rivalsa 4%?
Se sei iscritto all’Albo e svolgi professione regolamentata, Inarcassa è la tua Cassa. Versi il contributo soggettivo, quello integrativo del 4% e il contributo di maternità, secondo i minimi e i conguagli annuali stabiliti da Inarcassa. La rivalsa del 4% si indica in fattura anche nel forfettario; non è IVA, è un contributo previdenziale che addebiti al cliente. Tutti i contributi obbligatori versati nell’anno sono deducibili dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Se non puoi iscriverti a Inarcassa, verifichi la Gestione Separata INPS. Consulta lo statuto Inarcassa e il portale del Ministero del Lavoro per l’inquadramento previdenziale.
Nel forfettario posso scaricare i costi? E come tratto l’IVA sugli acquisti o sugli acquisti esteri?
Nel forfettario non deduci i costi analitici e non detrai l’IVA sugli acquisti. I costi sono riconosciuti a forfait tramite il coefficiente di redditività (per gli ingegneri 78%). L’unica deduzione specifica è per i contributi previdenziali obbligatori. Per acquisti di servizi da fornitori UE o extra-UE, può scattare il reverse charge: integri la fattura o emetti autofattura, versi l’IVA con F24, ma non puoi detrarla. Per acquisti intracomunitari di beni, verifichi le soglie e le regole IVA del DPR 633/1972. Queste operazioni richiedono attenzione perché, pur essendo in forfettario, resti soggetto passivo IVA per taluni adempimenti speciali.
Se supero i 100.000 euro a novembre, cosa devo fare subito? E come si calcola l’imposta a fine anno?
Dal momento in cui l’operazione ti fa superare 100.000, esci immediatamente dal forfettario. Dalla fattura successiva devi applicare l’IVA, adottare gli obblighi dell’ordinario e tenere le registrazioni IVA. Per l’intero anno fiscale dovrai calcolare l’IRPEF con gli scaglioni ordinari sul reddito determinato secondo le regole del TUIR, considerando i costi deducibili effettivi e i contributi. Gli acconti e i saldi vanno ritarati. È consigliabile predisporre una doppia simulazione: fino alla soglia e dopo la soglia. Le regole derivano dalla Legge 197/2022 che ha introdotto l’uscita immediata oltre 100.000 e dalle prassi dell’Agenzia delle Entrate.
