Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’interior designer in regime forfettario fattura senza IVA, tassa il 78% degli incassi al 15% (o 5% start-up), usa l’e-fattura, resta nel regime sotto 85.000 euro (uscita immediata oltre 100.000).
- Coefficiente di redditività 78% (professioni): imponibile = incassi x 78% – contributi previdenziali pagati.
- Imposta sostitutiva 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up.
- Niente IVA in fattura, ma obbligo di e-fattura e gestione dell’IVA per operazioni estere in reverse charge.
Cos’è il regime forfettario per un interior designer
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche con Partita IVA. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89. La norma è consultabile sul portale Normattiva.
Per un interior designer rientra tra le “professioni” (sezione M delle attività). In questa categoria vale il coefficiente di redditività del 78%. Coefficiente significa percentuale fissa del tuo incassato su cui calcoli tasse e contributi.
Il regime segue il principio di cassa. Tradotto: contano gli incassi effettivi dell’anno, non le fatture emesse ma non incassate. Questo semplifica il calcolo, specialmente se lavori a progetti con acconti.
Dal 2023 la soglia di accesso è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. La regola deriva dalla Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Oltre 100.000 euro scatta l’uscita immediata dal regime nello stesso anno.
Le regole pratiche sono riepilogate anche nelle guide dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario per persone fisiche.
Vantaggi concreti per l’interior designer
Niente IVA in fattura. Quindi non addebiti IVA al cliente e non versi IVA periodica. Non detrai l’IVA sugli acquisti.
Paghi un’unica imposta sostitutiva al 15%. Oppure al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up previsti dalla Legge 190/2014.
Sei escluso dagli ISA (ex studi di settore) e dalla tenuta della contabilità ordinaria. Emetti e conservi le fatture elettroniche. Applichi l’imposta di bollo quando serve.
Obblighi che restano
L’e-fattura è obbligatoria per i forfettari. La base è il DL 36/2022, convertito nella Legge 79/2022, e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno esteso l’obbligo.
Marca da bollo da 2 euro su fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Riferimento: DPR 642/1972, tariffa allegata.
Operazioni con l’estero: in molti casi si applica il reverse charge e si compilano i tracciati via Sistema di Interscambio (esterometro sostituito). Le regole derivano dal DPR 633/1972 e dai provvedimenti AdE.
Requisiti di accesso e cause di esclusione (2026)
Soglia ricavi/compensi: non superare 85.000 euro nell’anno precedente. Se apri a metà anno, la soglia è proporzionata ai mesi di attività.
Residenza: puoi accedere se residente in Italia. Se residente in UE/SEE, puoi accedere se produci in Italia almeno il 75% del reddito (come da Legge 190/2014).
Niente partecipazioni in società di persone o associazioni professionali. Niente controllo, diretto o indiretto, di srl che svolgono attività riconducibile alla tua.
Lavoro dipendente: se nell’anno precedente hai avuto redditi di lavoro dipendente superiori a 30.000 euro e l’attività autonoma è riconducibile al tuo ex datore, scatta l’esclusione. Il limite di 30.000 euro è quello previsto dalla Legge 190/2014.
Spese per personale o collaboratori non oltre 20.000 euro lordi l’anno. La soglia include co.co.co., lavoro dipendente e lavoro accessorio.
Nota sulle proposte di modifica
Negli ultimi anni si sono annunciate proposte di innalzamento del limite dei 30.000 euro per i dipendenti. Ad agosto 2026 non risulta una modifica in vigore.
Verifica sempre gli ultimi testi di legge su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate prima di aprire la Partita IVA.
Calcolo del reddito e dell’imposta per l’interior designer
Base imponibile: incassi x 78% (coefficiente) meno i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Il coefficiente per le professioni è previsto negli allegati alla Legge 190/2014.
Imposta sostitutiva: 15% sulla base imponibile. Aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up: nessuna attività simile nei tre anni precedenti, non prosecuzione di attività svolta come dipendente o autonomo (salvo praticantato), e avvio effettivo di nuova attività.
Contributi: per chi non ha una cassa professionale dedicata, si applica la Gestione Separata INPS. L’aliquota è definita ogni anno da INPS con circolare. I contributi riducono la base imponibile.
Acconti e saldo: paghi saldo e primo acconto tra giugno-luglio e il secondo acconto a novembre. Le scadenze sono fissate dalla normativa sui versamenti tributari e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Esempio numerico
Incassi annui: 40.000 euro. Coefficiente 78%: 31.200 euro. Contributi versati: 4.000 euro. Base imponibile: 27.200 euro.
Imposta sostitutiva al 15%: 4.080 euro. Imposta sostitutiva al 5% (start-up): 1.360 euro. I contributi restano dovuti a parte.
Ricorda: in forfettario non deduci i costi reali, tranne i contributi. Conserva comunque i documenti per eventuali controlli.
Fatture, IVA e adempimenti tipici
Fatturazione elettronica obbligatoria verso tutti, privati compresi. Se il cliente è un consumatore, emetti fattura con codice destinatario “0000000”.
Niente IVA in fattura (articolo 1, comma 58, Legge 190/2014, con rinvio al DPR 633/1972). Inserisci la dicitura di operazione in franchigia e l’assenza di ritenuta d’acconto (comma 67).
Bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro. L’imposta si versa con F24 o tramite il portale Fatture e Corrispettivi, secondo le regole del DPR 642/1972 e provvedimenti AdE.
Operazioni UE/extra-UE: servizi ricevuti da soggetti esteri possono richiedere integrazione o autofattura e versamento dell’IVA con reverse charge (DPR 633/1972, art. 17). Le operazioni transfrontaliere si trasmettono via SDI.
Intrastat: per servizi resi o ricevuti intra-UE, verifica l’obbligo di elenchi Intrastat in base alle soglie e alla natura dell’operazione (norme doganali e provvedimenti dell’Agenzia delle Dogane).
Contributi previdenziali: Gestione Separata e casse
Interior designer senza albo dedicato versa alla Gestione Separata INPS. L’aliquota cambia ogni anno. La individui nelle circolari INPS di inizio anno.
Versi contributi con lo stesso calendario delle imposte (saldo e acconti). I contributi si calcolano sul reddito forfettario, non sugli incassi pieni.
Se sei iscritto a un Ordine con cassa (ad esempio, architetti in Inarcassa), versi i contributi alla cassa. Le regole di calcolo e i minimali le trovi nei regolamenti della cassa e nelle relative delibere.
I contributi obbligatori riducono la base imponibile dell’imposta sostitutiva. La regola è prevista dalla Legge 190/2014.
Uscita e decadenza dal regime
Se superi 85.000 euro e resti sotto 100.000, resti forfettario fino a fine anno e passi al regime ordinario l’anno successivo. Fonte: Legge 197/2022.
Se superi 100.000 euro durante l’anno, esci subito. Da quel momento applichi IVA e contabilità ordinaria. Dovrai adeguare le fatture successive.
Le cause di esclusione (partecipazioni, lavoro dipendente oltre soglia in continuità, ecc.) fanno decadere dal regime dall’anno successivo, salvo diverse specifiche della legge.
Regola decisionale rapida
1) Prevedi incassi annui sotto 85.000 euro? Sì: prosegui. No: valuta regime ordinario.
2) Hai avuto lavoro dipendente sopra 30.000 euro e l’attività autonoma è verso ex datore o collegati? Sì: attenzione, potresti essere escluso. No: prosegui.
3) Hai partecipazioni vietate (società di persone, controllo di srl collegata)? Sì: non puoi entrare. No: prosegui.
4) Spese per personale e collaboratori sotto 20.000 euro? Sì: ok. No: non puoi entrare.
5) Prima apertura o ripartenza? Se rispetti i requisiti di start-up: imposta al 5% per 5 anni; altrimenti 15%.
| Scenario | Requisiti/limiti | Cosa paghi | Adempimenti essenziali | Tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Nuova attività con aliquota 5% | Nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; non prosecuzione di lavoro precedente; soglia ricavi 85.000 | Imposta 5% su base imponibile; contributi INPS/cassa su reddito forfettario | E-fattura; bollo su fatture > 77,47; diciture forfettario e no ritenute | Aliquota 5% per 5 periodi d’imposta; saldo e acconti a giugno-luglio/novembre |
| Attività già avviata (aliquota 15%) | Ricavi anno precedente ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione | Imposta 15%; contributi da dedurre prima del calcolo imposta | Tenuta e conservazione e-fatture; invii transfrontalieri via SDI | Versamenti imposte/contributi con F24 alle scadenze ordinarie |
| Superi 85.000 ma ≤ 100.000 | Raggiunta soglia nel corso dell’anno | Rimani forfettario fino a fine anno; poi imposte in ordinario | Prepara passaggio a partita IVA con IVA dal 1 gennaio successivo | Transizione dal periodo d’imposta successivo |
| Superi 100.000 | Superamento durante l’anno | Decadenza immediata; da quel momento IVA e imposte ordinarie | Riemissione/integrazione fatture se necessario; registri IVA da quel momento | Dal superamento, regime ordinario immediato |
| Servizi a clienti esteri | Valuta luogo di prestazione; spesso fuori campo IVA Italia | Nessuna IVA in fattura; possibile reverse charge in integrazione | Trasmissione cross-border via SDI; eventuale Intrastat servizi | Invii mensili o trimestrali secondo norme doganali e AdE |
| Collaboratori o dipendenti | Spese lorde annue ≤ 20.000 euro | Imposta come da regime; contributi previdenziali propri e oneri da sostituto | Gestione paghe e CU se assumi; verifica limiti per restare forfettario | Adempimenti mensili e annuali da sostituto d’imposta |
FAQ
Qual è il codice ATECO migliore per un interior designer e qual è il coefficiente?
Molti interior designer usano 74.10.10 o 74.10.90, che ricadono nell’area del design professionale. In regime forfettario questo rientra nella macro-categoria “professioni” con coefficiente di redditività 78%. Significa che, qualunque costo sostieni, il fisco presume che il 22% dei tuoi incassi copra i costi. Sulle restanti somme (78%) calcoli contributi e imposta. La fonte è la Legge 190/2014 e i suoi allegati con i coefficienti per settori. Prima di scegliere il codice ATECO, valuta se offri anche vendita di arredi con ricarico. In quel caso potresti affiancare un codice di commercio. Attenzione: in presenza di più attività si applica il coefficiente dell’attività prevalente, cioè quella con incassi maggiori. Documenta sempre il mix di ricavi per evitare contestazioni.
Posso acquistare arredi per conto del cliente e rivenderli in forfettario senza IVA?
Sì, in forfettario emetti fatture senza IVA anche per la rivendita. Ma fai attenzione alla qualificazione dell’attività. Se la rivendita diventa sistematica, stai svolgendo attività di commercio, non solo professione. Questo influisce su: 1) il codice ATECO da aggiungere; 2) il coefficiente applicabile, che per il commercio è diverso (e in genere più basso, quindi più favorevole). La Legge 190/2014 richiede di individuare l’attività prevalente a fine anno. Se prevale il commercio, userai il coefficiente del commercio per tutto il reddito. Se prevale la professione, resta il 78%. Non puoi “spacchettare” il reddito applicando coefficienti diversi allo stesso contribuente. In ogni caso non detrai l’IVA sugli acquisti. Quindi valuta con cura margini e prezzi. Per gli acquisti di beni intracomunitari potresti maturare obblighi IVA specifici (soglie e reverse charge) secondo il DPR 633/1972 e le prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Come devo emettere le fatture elettroniche B2B e B2C e quando applico la marca da bollo?
Per clienti con Partita IVA (B2B) inserisci il loro codice destinatario o PEC e la dicitura di regime forfettario. Non applichi ritenuta d’acconto. Per clienti privati (B2C) usa il codice “0000000” e indica il codice fiscale del cliente. In entrambi i casi, se l’imponibile supera 77,47 euro e non c’è IVA, devi indicare la marca da bollo da 2 euro nel file XML e versare il relativo importo nei termini fissati dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (riferimento normativo: DPR 642/1972). Le fatture verso estero si inviano al SDI con tracciato elettronico specifico per operazioni transfrontaliere. Se ricevi servizi da fornitori esteri, verifica l’obbligo di integrazione/autofattura per il reverse charge ai sensi del DPR 633/1972, art. 17.
Che costi posso “scaricare” in regime forfettario? E l’IVA sugli acquisti?
In forfettario non deduci i costi reali, tranne i contributi previdenziali obbligatori. Il fisco presuppone un costo “forfettario” già incluso nel coefficiente. Quindi non puoi dedurre affitti, software, attrezzature, auto, utenze. L’IVA sugli acquisti non è detraibile. Per questo molti interior designer preferiscono contratti in cui certi materiali sono fatturati direttamente al cliente. Tuttavia conserva sempre fatture e ricevute. Servono in caso di verifica, per dimostrare coerenza economica e per il corretto calcolo di eventuali plusvalenze/minusvalenze su beni strumentali. Le regole discendono dalla Legge 190/2014 e dalle circolari applicative dell’Agenzia delle Entrate.
Come pianifico acconti e saldi dell’imposta sostitutiva e dei contributi INPS?
Il primo anno paghi solo il saldo su quanto effettivamente dovuto. Dal secondo anno versi anche gli acconti per imposta sostitutiva e contributi. In genere paghi il 40% dell’imposta stimata a giugno-luglio e il 60% a novembre. Stessa logica per la Gestione Separata INPS, con aliquota fissata da INPS in circolare annuale. Per evitare sorprese di cassa: 1) metti da parte ogni mese una quota di incassi, calcolando un’aliquota effettiva che includa imposta e contributi; 2) aggiorna la previsione a metà anno in base ai reali incassi; 3) verifica la soglia degli 85.000 euro già da settembre per evitare l’uscita imprevista. Le scadenze e modalità di versamento sono indicate nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari INPS.
