Modella in regime forfettario: come accedere e quali vantaggi?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se sei una modella con Partita IVA in regime forfettario non addebiti IVA, applichi un’imposta sostitutiva 15% (5% start-up) e calcoli il reddito con coefficiente di redditività generalmente pari al 67%.

  • Limite ricavi 85.000 euro annui; uscita immediata se superi 100.000 nel corso dell’anno. Riferimento: Legge 190/2014 e successive modifiche, Legge 197/2022.
  • Reddito forfettario con coefficiente 67% per “altre attività di servizi”. In alcuni casi artistici si usa 78%. Fonte: allegato L. 190/2014 (Normattiva).
  • Fatturazione elettronica obbligatoria, niente ritenuta d’acconto, bollo su fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Fonti: D.Lgs. 127/2015; DL 36/2022.

Cos’è il regime forfettario per una modella: inquadramento pratico e norme di riferimento

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato. Si applica a Partite IVA individuali sotto una certa soglia di incassi.

Paghi un’imposta sostitutiva invece di IRPEF e addizionali. Non addebiti l’IVA in fattura. Hai adempimenti contabili minimi.

La base normativa è la Legge 190/2014, commi 54-89, con molte modifiche seguenti. Puoi verificarle su Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti di accesso e di permanenza

Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 in corso d’anno, esci subito dal regime per le fatture successive. Questo deriva dalla Legge 197/2022.

Non devi avere partecipazioni in società di persone. Non puoi avere il controllo di una srl che fa la stessa attività della tua Partita IVA.

Se hai un reddito da lavoro dipendente sopra 30.000 euro, non puoi entrare o restare nel forfettario. La soglia a oggi resta 30.000. Riferimento: Legge 190/2014.

Coefficienti di redditività: 67% o 78% a seconda del codice attività

Il coefficiente di redditività è la percentuale del tuo incassato su cui paghi le imposte. Il resto è “costo forfettario”.

Molte modelle con Partita IVA ricadono nel macrosettore “altre attività di servizi”. In questo caso il coefficiente è 67%.

Se l’attività è inquadrata come artistica/professionale, si può applicare il 78%. La scelta dipende dal codice ATECO e dal contenuto concreto delle prestazioni. Base: allegato alla Legge 190/2014.

Esempio numerico completo

Incassi annui: 50.000 euro. Coefficiente 67%. Contributi previdenziali versati nell’anno: 4.000 euro.

Reddito forfettario: 50.000 x 67% = 33.500 euro. Reddito imponibile dopo contributi: 33.500 – 4.000 = 29.500 euro.

Imposta sostitutiva: 15% = 4.425 euro. Se hai i requisiti start-up, 5% = 1.475 euro per i primi 5 anni. Riferimento: Legge 190/2014.

Contributi previdenziali per modelle: FPLS o Gestione Separata

Lavoratrici dello spettacolo: Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS)

Molte modelle rientrano tra i lavoratori dello spettacolo. Il quadro è nel D.Lgs. 36/2021 (Codice dello Spettacolo) e nelle istruzioni INPS.

Se lavori come autonoma dello spettacolo, i contributi vanno al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo. Le aliquote e le ripartizioni variano per tipologia di prestazione.

Il committente spesso funge da sostituto ai fini contributivi, con versamenti all’INPS su base imponibile previdenziale. La quota a tuo carico riduce il reddito forfettario imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva.

Professionista senza cassa: Gestione Separata INPS

In altri casi la modella opera come professionista senza albo. Qui l’iscrizione è alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995).

Versi i contributi percentuali in base agli incassi. Puoi applicare in fattura la “rivalsa INPS” del 4%. È una maggiorazione facoltativa prevista dalla L. 662/1996, art. 1, comma 212.

I contributi versati nell’anno si deducono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Fonte: Legge 190/2014.

Fatture, IVA, ritenute e bollo: cosa scrivere e quando pagare

Fatturazione elettronica obbligatoria

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La regola si è estesa a tutti dal 2024. Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 convertito.

Emetti sempre fattura elettronica via Sistema di Interscambio. Indica il regime forfettario nei dati della fattura. Usa il principio di cassa: contano gli incassi.

Per clienti esteri, usa la fattura elettronica con codice destinatario convenzionale. Rispetta anche le regole sullo scambio con l’estero dettate dall’Agenzia delle Entrate.

Niente IVA e niente ritenuta d’acconto

Non addebiti l’IVA in fattura. Inserisci la dicitura che spiega l’operazione in regime forfettario ai sensi della Legge 190/2014.

Il committente non applica ritenuta d’acconto sui tuoi compensi. La norma è il comma 67 della Legge 190/2014.

Non si applica lo split payment. Continui però a rispettare gli obblighi di bollo e conservazione.

Imposta di bollo e scadenze

Se la fattura senza IVA supera 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro. Sulle e-fatture il bollo è virtuale.

Paghi il bollo cumulativo con F24 alle scadenze stabilite dall’Agenzia delle Entrate. L’obbligo nasce da DM in materia di imposta di bollo digitale.

Verifica periodicamente i totali di bollo dovuto dal cassetto fiscale e dalle comunicazioni dell’Agenzia.

Cause di esclusione ricorrenti e controlli da fare prima di aprire la Partita IVA

Partecipazioni e lavoro dipendente

Non puoi accedere al forfettario se possiedi partecipazioni in società di persone. Stesso problema se controlli una srl con attività coincidente.

Se il tuo reddito da lavoro dipendente supera 30.000 euro, resti fuori. La soglia si verifica sull’anno precedente.

Se interrompi il lavoro dipendente e apri la Partita IVA, puoi rientrare. Controlla bene i tempi e la documentazione.

Compensi a collaboratori e dipendenti

Puoi sostenere spese per lavoro dipendente o collaboratori fino a 20.000 euro lordi l’anno. Oltre, esci dal regime.

Questa è una soglia tipica del forfettario. Deriva dalla Legge 190/2014 e modifiche.

Valuta con anticipo eventuali contratti e superamenti di soglia.

Novità 2024-2026: cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale

Soglie e fatturazione

La soglia dei ricavi a 85.000 euro è confermata. Resta anche l’uscita immediata oltre 100.000 euro, introdotta con la Legge 197/2022.

Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito i tracciati e le regole di bollo digitale.

Non risultano modifiche operative alla soglia di 30.000 euro per i redditi da lavoro dipendente. Verifica sempre gli ultimi aggiornamenti su Normattiva e portali istituzionali.

Regola decisionale rapida

Se… allora…

Se prevedi incassi fino a 85.000 euro, non hai partecipazioni vietate, e non superi 30.000 di reddito da lavoro dipendente, allora il forfettario è una scelta probabile.

Se superi in corso d’anno 100.000 euro, allora esci subito e applichi l’IVA dalle fatture successive. Resterai fuori l’anno dopo.

Se la tua attività è inquadrabile tra “altre attività di servizi”, allora usa il coefficiente 67%. Se è attività artistica/professionale, allora applica il 78%.

Se versi contributi alla Gestione Separata, allora puoi aggiungere rivalsa 4% in fattura. Se versi al FPLS, allora segui le regole contributive dello spettacolo con versamento a cura del committente.

Se avvii una nuova attività e rispetti i requisiti start-up, allora l’aliquota è 5% per i primi 5 anni; altrimenti 15%.

Scenario Inquadramento/ATECO indicativo Coefficiente redditività Contributi e adempimenti/Tempistiche
Nuova modella freelance entro 85.000 euro Altre attività di servizi con prestazioni di posa e shooting 67% Fattura elettronica immediata; bollo trimestrale; imposta 5% per 5 anni se requisiti start-up; verifica requisiti entro apertura e a fine anno
Modella con attività artistica prevalente Attività artistiche e professionali 78% Possibile iscrizione FPLS; committente versa contributi; deduci la tua quota; verifica diciture in fattura e tempi versamenti contributivi
Superi 85.000 ma resti sotto 100.000 Come sopra 67% o 78% secondo caso Resti nel forfettario per l’anno; esci l’anno successivo; monitora ricavi mensilmente; prepara passaggio a regime IVA dal 1° gennaio seguente
Superi 100.000 in corso d’anno Come sopra 67% o 78% Uscita immediata; dall’operazione che supera la soglia applichi IVA e obblighi ordinari; comunichi al cliente il cambio; aggiorni l’emissione fatture
Hai reddito da lavoro dipendente 32.000 euro Qualsiasi N/D Non puoi entrare/restare nel forfettario; valuta rinuncia al rapporto o riduzione reddito; controlla l’anno di riferimento prima dell’apertura
Collabori con agenzia come lavoratrice dello spettacolo Spettacolo/FPLS 67% o 78% secondo inquadramento fiscale L’agenzia gestisce contributi FPLS come sostituto; tu emetti fattura senza ritenuta d’acconto; deduci contributi a tuo carico nel forfettario

FAQ

Qual è il codice ATECO più usato per una modella e come incide sul coefficiente?

Dipende dal tipo di incarichi. Se svolgi principalmente posa fotografica, sfilate, shooting pubblicitari e attività promozionali, spesso ricadi nelle “altre attività di servizi”. In questo caso, l’allegato alla Legge 190/2014 prevede il coefficiente 67%. Se invece l’attività è qualificabile come artistica o professionale in senso stretto, si può utilizzare un codice riferibile alle “attività artistiche e professionali”, con coefficiente 78%. La scelta impatta molto sulle imposte perché determina la quota di ricavi tassata. Prima di aprire la Partita IVA, descrivi per iscritto le tue prestazioni tipiche, verifica i contratti che firmi con clienti e agenzie, e mappa i codici ATECO ammissibili. La coerenza tra codice, descrizione in fattura e contratti evita contestazioni. Le tabelle dei coefficienti sono consultabili su Normattiva nella Legge 190/2014 e negli atti collegati dell’Agenzia delle Entrate.

Come fatturo in regime forfettario a un cliente estero (UE o extra-UE)?

Emetti sempre fattura elettronica. Per clienti UE con partita IVA valida, l’operazione resta senza IVA in forfettario. Indica in fattura che applichi il regime forfettario ai sensi della Legge 190/2014. Per l’UE verifica anche il numero VAT del cliente. Per clienti extra-UE emetti fattura elettronica con il codice destinatario convenzionale. L’operazione resta senza IVA per il tuo regime. Inserisci il bollo se superi 77,47 euro. Le operazioni con l’estero passano comunque per lo SdI secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate dal 2024. Conserva le prove delle prestazioni svolte all’estero o da remoto. Se operi fisicamente all’estero per periodi lunghi, valuta anche la residenza fiscale e le convenzioni contro le doppie imposizioni. In caso di dubbi, confronta le circolari dell’Agenzia delle Entrate e le istruzioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Posso dedurre costi specifici (viaggi, make-up, book) nel forfettario? E le detrazioni IRPEF?

Nel forfettario non deduci i costi analitici. La legge presume una quota di costi standard con il coefficiente di redditività. Ad esempio, con coefficiente 67%, il 33% del tuo incassato è considerato costo forfettario anche se non sostieni spese reali. Puoi comunque dedurre integralmente i contributi previdenziali versati nell’anno, che riducono il reddito imponibile forfettario prima dell’imposta. Le detrazioni IRPEF per spese personali (ad esempio spese mediche) non si scomputano dall’imposta sostitutiva del forfettario, ma si applicano all’IRPEF su eventuali altri redditi soggetti a IRPEF ordinaria (es. locazioni o lavoro dipendente). Verifica ogni anno le guide dell’Agenzia delle Entrate, perché i dettagli su detrazioni e crediti d’imposta possono aggiornarsi.

Come funziona l’aliquota 5% start-up per una nuova attività da modella? Quali requisiti servono?

L’aliquota 5% dura per i primi 5 anni di attività, al posto del 15%. Devi rispettare requisiti specifici previsti dalla Legge 190/2014: non aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività artistica, professionale o d’impresa uguale o simile; l’attività non deve costituire mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto in precedenza, salvo il caso di pratica obbligatoria; se prosegui un’attività altrui, i relativi ricavi dell’anno precedente devono restare nei limiti del forfettario. Devi dichiarare il possesso dei requisiti all’atto di apertura e monitorarli ogni anno. Se li perdi, passi all’aliquota 15% dal periodo d’imposta in corso. Conserva la documentazione che prova la novità dell’attività (contratti, portfolio, comunicazioni ai clienti) per rispondere a eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Rivalsa INPS 4%, ritenute e contributi FPLS: come li gestisco in pratica in fattura e in busta compensi?

Se versi alla Gestione Separata INPS, puoi aggiungere in fattura una rivalsa del 4% al compenso. Non è IVA. Serve a coprire parte dei contributi. Il cliente la paga insieme al compenso. Tu versi i contributi alla Gestione Separata con le scadenze ordinarie e deduci l’importo versato dal reddito forfettario. Nel forfettario non si applica la ritenuta d’acconto IRPEF, quindi in fattura non indichi ritenute. Se invece rientri nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo, spesso il committente versa i contributi FPLS come sostituto ai fini previdenziali, trattenendo la tua quota. In questi casi la documentazione può essere doppia: fattura senza ritenuta d’acconto e prospetto contributivo del committente. Conserva entrambi. La quota contributiva a tuo carico riduce il tuo reddito forfettario. Per i dettagli applicativi consulta le circolari INPS sullo spettacolo e le istruzioni del Ministero del Lavoro.

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