Regime forfettario negozio online: come funziona e quante tasse?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il regime forfettario per e-commerce (ATECO 47.91.10) applica imposta sostitutiva al 15% o 5% start-up su reddito calcolato col coefficiente 40%, senza IVA interna. Soglia ricavi: 85.000 euro; uscita immediata oltre 100.000.

  • Redditività e imposta: reddito imponibile = incassi x 40% – contributi INPS deducibili; imposta sostitutiva 15% o 5% per i primi 5 anni se spettante.
  • IVA: esonero in Italia; attenzione a vendite UE B2C con regole OSS/IOSS. Fattura elettronica obbligatoria per tutti i forfettari.
  • Contributi INPS Commercianti: fissi + percentuali sul reddito; riduzione opzionale del 35%. Aliquote e minimali aggiornati ogni anno da INPS.

Cos’è il regime forfettario per un negozio online

Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con Partita IVA. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, aggiornata da Legge 145/2018 e Legge 197/2022.

Per e-commerce in Italia l’ATECO tipico è 47.91.10. È commercio al dettaglio via internet. Il coefficiente di redditività per il commercio è 40%. Significa che il 60% dei ricavi è considerato costo forfettario.

L’imposta è “sostitutiva”. Sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. L’aliquota è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” della Legge 190/2014, comma 65.

Requisiti di accesso e permanenza

Soglia ricavi/compensi: 85.000 euro per anno. Se apri a metà anno, la soglia si riproporziona ai mesi di attività. Fonte normativa: Legge 197/2022.

Uscita immediata: se in corso d’anno superi 100.000 euro, esci subito dal forfettario e applichi l’IVA dal momento del superamento. Fonte: Legge 197/2022.

Altre condizioni essenziali (art. 1, commi 57-62, Legge 190/2014): niente partecipazioni in società di persone/associazioni, niente controllo diretto o indiretto di SRL che svolgono attività riconducibili alla tua, salvo non prevalenza dei rapporti. Esclusione se nel periodo precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o pensione oltre 30.000 euro, salvo cessazione del rapporto.

Come si calcola il reddito e l’imposta

Regola pratica: prendi gli incassi dell’anno (principio di cassa). Il “principio di cassa” significa che contano solo i soldi effettivamente incassati nel periodo.

Moltiplica gli incassi per il coefficiente 40%. Ottieni il reddito “forfettario”. Sottrai i contributi previdenziali pagati e deducibili nello stesso anno. Il risultato è la base imponibile dell’imposta sostitutiva.

Esempio semplice: incassi 20.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 x 40% = 8.000. Contributi dedotti 2.000. Base imponibile: 6.000. Imposta: 15% = 900 euro (oppure 5% = 300 euro con start-up).

Dettagli operativi che fanno la differenza

I contributi INPS sono deducibili due volte: prima contro la base imponibile e poi, di riflesso, riducono anche l’imposta sostitutiva. Attenzione alle tempistiche di pagamento.

Non deduci costi analitici (marketing, logistica, software). Sono “assorbiti” dal 60% forfettario. Fa eccezione l’IVA indetraibile sui beni strumentali: è un costo ma non rileva perché il regime non calcola costi analitici.

Non applichi ritenute. In fattura inserisci la dicitura di esclusione ritenuta d’acconto ex art. 1, c. 67, Legge 190/2014. Applichi marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.

Contributi INPS Commercianti: come funzionano

Se vendi come negozio online, ti iscrivi alla Gestione Commercianti INPS. Paghi contributi fissi sul minimale e percentuali sulla parte eccedente.

Le aliquote e il minimale cambiano ogni anno con circolare INPS. Nel 2026 usa i valori della circolare annuale INPS (verificabili sul portale INPS o su Normattiva per i riferimenti primari).

Riduzione del 35%: puoi chiederla se sei nel forfettario. Riduce fisso e variabile. Si chiede all’INPS. Ricorda: deduci meno contributi e quindi la base imponibile aumenta. Valuta il trade-off.

Quando conviene la riduzione del 35%

Conviene se i margini sono stretti e serve cassa. Se hai aliquota imposta 5% e contributi elevati, la minore deduzione pesa poco. Con il 15% e ricavi alti, fai un calcolo comparativo.

Considera anche la pensione futura e le tutele. Contributi ridotti significano spesso minori accrediti. Verifica con un patronato o il simulatore previdenziale INPS.

IVA e-commerce: cosa cambia nel forfettario

In Italia non addebiti IVA in fattura. Sei “esonerato” dagli adempimenti IVA interni. Fonte: Legge 190/2014.

Attenzione alle vendite a privati UE (B2C). Sopra 10.000 euro annui complessivi intra-UE scatta la regola del paese del consumatore. Usi l’OSS (One Stop Shop) per versare l’IVA estera. Norme: Direttiva UE 2017/2455 e D.Lgs. 83/2021.

Il forfettario può aderire all’OSS. Resta nel forfettario per imposte dirette, ma per quelle vendite applica l’IVA del paese di destinazione via OSS. Per vendite extra-UE di beni di basso valore puoi valutare IOSS.

Fatturazione elettronica e corrispettivi

Fattura elettronica via SDI obbligatoria anche per i forfettari. Base normativa: D.L. 36/2022 e D.Lgs. 127/2015.

Nelle vendite a distanza B2C italiane la fattura non è obbligatoria, salvo richiesta del cliente. Le vendite a distanza sono escluse dall’obbligo di scontrino elettronico tramite RT; gestisci i corrispettivi con registri idonei e tracciabilità incassi.

Marketplace e piattaforme: verifica se l’interfaccia elettronica è “considerata fornitore presunto” per alcune operazioni. Le regole UE possono attribuire obblighi IVA alla piattaforma.

Cause di esclusione e uscita dal regime

Cause tipiche di esclusione (art. 1, commi 57 e seguenti, Legge 190/2014): partecipazioni in società di persone/associazioni; controllo di SRL con attività riconducibili; cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi nuovi UE in via prevalente; dipendenti/pensioni oltre 30.000 euro se il rapporto continua.

Soglia ricavi: oltre 85.000 euro esci dall’anno successivo; oltre 100.000 euro esci subito nel corso d’anno per l’IVA. Ricorda di monitorare mensilmente.

Non esiste più un limite alle spese per dipendenti/collaboratori. Il vecchio tetto di 20.000 euro non è applicabile nella disciplina vigente.

Requisiti “start-up” per l’aliquota 5%

Devi rispettare tre condizioni (comma 65, Legge 190/2014):

1) Non aver svolto attività d’impresa/arte/professione nei 3 anni precedenti. 2) L’attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo, salvo pratica o tirocinio. 3) Se prosegui attività altrui, i ricavi del precedente non devono superare la soglia del regime.

Se manca un requisito, applichi il 15% fin da subito.

Regola decisionale rapida

Sei un e-commerce con ricavi previsti entro 85.000 euro?

Sì: valuta il forfettario. Coefficiente 40%, IVA esclusa in Italia, adempimenti leggeri. Se prevedi vendite UE B2C oltre 10.000 euro, aggiungi OSS.

No: opta per regime ordinario semplificato. Potrai detrarre l’IVA sugli acquisti, dedurre i costi reali e gestire meglio investimenti e stock.

Hai già un lavoro dipendente oltre 30.000 euro l’anno scorso?

Sì e il rapporto continua: il forfettario non è applicabile. Valuta il regime ordinario. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

No o rapporto cessato: il forfettario è percorribile se rispetti gli altri requisiti.

Prevedi di superare 100.000 euro in corso d’anno?

Sì: pianifica l’uscita immediata per l’IVA. Prepara la transizione dei sistemi di fatturazione. Valuta passaggio all’ordinario a inizio anno per evitare rotture.

No: resta in monitoraggio trimestrale dei ricavi. Se sfiori 85.000, prepara scenari di uscita dall’anno successivo.

Adempimenti operativi essenziali

Prima di iniziare

Apri Partita IVA con codice ATECO 47.91.10. Iscriviti al Registro Imprese e alla Gestione Commercianti INPS. Valuta SCIA al Comune se vendi particolari beni.

Predisponi PEC, firma digitale, e canale SDI per e-fatture. Imposta la dicitura forfettario su DDT/fatture e la gestione del bollo.

Durante l’attività

Registra incassi e metodi di pagamento. Conserva le fatture elettroniche e le ricevute dei gateway. Monitora la soglia 85.000 e la soglia OSS 10.000 UE.

Usa il principio di cassa: riconcilia mensilmente. Se applichi OSS, effettua la liquidazione trimestrale OSS nei termini UE.

A fine anno

Calcola contributi INPS su reddito forfettario. Deducili dalla base imponibile. Determina l’imposta sostitutiva (saldo e acconti).

Verifica la permanenza nel regime. Se superi la soglia, prepara il passaggio all’ordinario dal 1° gennaio successivo, salvo superamento 100.000.

Fonti normative e prassi da conoscere

Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89; Legge 145/2018; Legge 197/2022. Consultabili su Normattiva o sito dell’Agenzia delle Entrate.

Fattura elettronica: D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022. Corrispettivi telematici e vendite a distanza: provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

OSS/IOSS: Direttiva UE 2017/2455, Regolamenti attuativi e D.Lgs. 83/2021. Contributi INPS Commercianti: circolari annuali INPS e istruzioni sul portale INPS, Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti e soglie Imposte e contributi Adempimenti e tempistiche
Start-up e-commerce (nuova attività) Nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; non prosecuzione di lavoro dipendente; ricavi previsti ≤ 85.000 Imposta 5% per 5 anni; contributi INPS Commercianti (riduzione 35% opzionale) IVA esclusa in Italia; valutare OSS se vendite UE > 10.000; apertura P.IVA/RI/INPS subito; e-fattura da subito
E-commerce maturo solo Italia Ricavi 50-70.000; nessuna causa di esclusione Imposta 15%; contributi su reddito forfettario Fatture e corrispettivi gestiti; marca da bollo; monitoraggio soglia 85.000 trimestrale
Vendite UE B2C in crescita Superi 10.000 UE annui complessivi Imposta sostitutiva invariata; IVA del paese cliente via OSS Iscrizione OSS; liquidazioni trimestrali OSS; adegua prezzi e sistemi entro inizio trimestre successivo
Superamento soglia 100.000 in corso d’anno Incassi cumulati > 100.000 Uscita immediata per IVA; imposta sostitutiva fino al superamento Da quel momento addebiti IVA e detrai su acquisti; aggiorna SDI e listini entro 24-48 ore
Dipendente con RAL precedente > 30.000 Rapporto di lavoro non cessato Forfettario non applicabile; tassazione ordinaria IRPEF Valuta regime ordinario; pianifica detrazioni e oneri deducibili entro il 30/11 per acconti
Riduzione INPS 35% Gestione Commercianti; in forfettario Contributi ridotti; minore deduzione contributiva; imposta leggermente più alta Istanza INPS; decorrenza dall’anno di accoglimento; verifica su cruscotto INPS entro 60 giorni

FAQ

Come funziona l’IVA per un negozio online in forfettario che vende in Italia e all’estero?

In Italia non addebiti IVA in fattura. Sei esonerato da liquidazioni e detrazioni. Questo vale per B2C e B2B domestico, salvo casi particolari (ad esempio reverse charge sugli acquisti). Per vendite B2C verso consumatori UE, sotto la soglia 10.000 euro annui complessivi nell’UE, la vendita resta territorialmente in Italia e non addebiti IVA. Se superi 10.000 euro complessivi, l’IVA va applicata nel paese del consumatore. Per semplificare, usi l’OSS: versi l’IVA estera con una dichiarazione trimestrale unica. Resti comunque nel forfettario per le imposte dirette. Per esportazioni extra-UE la cessione è non imponibile IVA se rispetti le regole doganali. Puoi anche usare IOSS per vendite di basso valore importate nell’UE. Le basi normative sono nel D.Lgs. 83/2021 e nella Direttiva UE 2017/2455.

Posso assumere personale o usare collaboratori nel forfettario? Esistono limiti di spesa?

Sì, puoi assumere o usare collaboratori. Non esiste un tetto di spesa per il personale nella disciplina vigente del forfettario. Quindi puoi crescere con un piccolo team. Ricorda però che i costi del personale non sono deducibili in modo analitico perché il regime usa il coefficiente 40%. Questo impatta soprattutto se hai una struttura con costi alti. Valuta un business plan: se i costi fissi superano il 60% dei ricavi, il regime ordinario potrebbe convenire. Per gli aspetti giuslavoristici fai riferimento al Ministero del Lavoro. Per la parte fiscale al quadro normativo della Legge 190/2014.

Quali sono gli adempimenti di fatturazione per l’e-commerce B2C? Devo fare scontrini?

Per le vendite a distanza B2C in Italia non sei obbligato a emettere fattura, salvo richiesta del cliente. Le vendite a distanza sono generalmente escluse dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi tramite registratore telematico. Devi però garantire la tracciabilità degli incassi e una corretta tenuta dei registri. Se il cliente chiede la fattura, devi emetterla in formato elettronico via SDI entro 12 giorni dall’operazione o entro i termini della fattura differita. Se vendi anche B2B o a PA, la e-fattura è sempre necessaria. Apponi la marca da bollo da 2 euro per importi imponibili superiori a 77,47 euro. La base normativa è nel D.Lgs. 127/2015, nel D.L. 36/2022 e nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcolano e si pagano i contributi INPS per i commercianti in forfettario nel 2026?

I commercianti pagano due componenti: contributi fissi sul minimale e contributi a percentuale sul reddito eccedente il minimale. Le misure (minimale e aliquote) cambiano ogni anno con la circolare INPS dedicata ad artigiani e commercianti. In pratica, a inizio anno INPS comunica il minimale e le aliquote. I contributi fissi si pagano in 4 rate. I contributi eccedenti si calcolano con Unico/Redditi PF su base forfettaria (incassi x 40%), si scomputano gli acconti e si versano saldi e acconti con F24. Se aderisci alla riduzione del 35%, paghi meno contributi ma deduci anche meno, quindi l’imposta sostitutiva può crescere un po’. Consulta la circolare INPS annuale e, se necessario, il portale del Ministero del Lavoro per gli aspetti previdenziali.

Quando il forfettario non conviene più a un e-commerce e come si fa il passaggio all’ordinario?

Non conviene quando: 1) superi stabilmente 85.000 euro di ricavi, 2) hai molti costi detraibili IVA (acquisti merce, advertising, logistica) e l’esonero IVA ti penalizza, 3) margini lordi bassi rispetto al 40% di redditività presunta, 4) vendi spesso nell’UE con IVA estera e desideri detrarre l’IVA a monte. Il passaggio avviene automaticamente dall’anno successivo se superi 85.000. Se superi 100.000 in corso d’anno, esci immediatamente ai fini IVA e devi adeguare la fatturazione dal momento del superamento. In ogni caso, a inizio anno imposti la contabilità ordinaria o semplificata, registri IVA, liquidazioni periodiche, e rettifichi eventuali beni strumentali e rimanenze secondo le regole IVA. Le fonti sono nella Legge 197/2022 per le soglie e nel DPR 633/1972 e D.Lgs. 127/2015 per gli adempimenti IVA.

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