Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Un nutrizionista in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni se nuova attività), calcolata sul 78% degli incassi al netto dei contributi previdenziali obbligatori.
- Coefficiente di redditività 78%: la base imponibile si calcola sugli incassi applicando il 78%, poi si sottraggono i contributi previdenziali.
- Imposta sostitutiva: 15% ordinario o 5% start-up per 5 anni se si rispettano le condizioni di nuova attività.
- Soglia di accesso: incassi annui fino a 85.000 euro; uscita immediata se si superano 100.000 euro in corso d’anno.
Cos’è il regime forfettario per nutrizionisti nel 2026
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche con Partita IVA. Semplifica calcolo delle imposte e adempimenti. Per i professionisti, come i nutrizionisti, usa il coefficiente di redditività del 78%. Significa che il reddito imponibile non è dato dai ricavi meno i costi reali. Si usa invece una percentuale fissa degli incassi.
Imposta sostitutiva vuol dire che al posto di IRPEF, addizionali e IRAP paghi un’unica imposta. L’aliquota è 15%. Scende al 5% per i primi 5 periodi d’imposta se rispetti le condizioni di nuova attività. “Nuova attività” vuol dire che non hai esercitato nei tre anni precedenti un’attività simile, e che l’attività non è una prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo altrui, salvo pratica obbligatoria. Queste regole sono nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata.
Il regime si basa sul principio di cassa. Tradotto: contano solo gli incassi ricevuti nell’anno, non le fatture emesse e non ancora pagate. Questo è rilevante per chi ha visite con acconto e saldo in mesi diversi. La base giuridica è sempre la Legge 190/2014 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 10/E del 2016 e Circolare 9/E del 2019).
Basi normative aggiornate
Le norme cardine sono: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Normattiva); Legge 145/2018 (ha ampliato il forfettario); Legge 197/2022 (ha portato il limite a 85.000 euro e introdotto l’uscita immediata a 100.000 euro). Per la fatturazione elettronica: Decreto-Legge 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per i contributi delle casse professionali: D.Lgs. 509/1994 e regolamenti degli enti; per l’abolizione IRAP per le persone fisiche: Legge 234/2021, con chiarimenti MEF.
Requisiti di accesso e cause di esclusione
Per restare nel forfettario devi avere incassi annui non superiori a 85.000 euro. Se apri la Partita IVA in corso d’anno, il limite si riproporziona in base ai giorni di apertura. Ad esempio, apertura il 1° luglio: metà anno, limite circa 42.500 euro. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal regime e applichi il regime ordinario dal mese successivo. A fine anno farai due regimi nello stesso anno.
Altre condizioni: niente partecipazioni in società di persone o associazioni professionali; niente controllo o quote di maggioranza in SRL che svolgono attività riconducibile alla tua; residenza in Italia o in UE/SEE con produzione prevalente in Italia. Se hai redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro nell’anno precedente, non puoi applicare il forfettario, salvo che il rapporto sia cessato. Questa soglia è prevista dall’art. 1, comma 57, L. 190/2014; al 2026 è confermata a 30.000 euro su base Normattiva e prassi AdE.
Verifiche pratiche da fare prima di aprire
Controlla i tuoi incassi stimati. Verifica se hai partecipazioni societarie. Se sei dipendente, guarda la CU: somma i redditi da lavoro dipendente e assimilati. Se superano 30.000 euro e il rapporto continua, non puoi aderire. Se hai cessato il rapporto, puoi aderire dal periodo successivo.
Come si calcola la base imponibile e l’imposta
Il calcolo segue tre passaggi semplici.
Primo: somma gli incassi incassati nell’anno. Secondo: applica il coefficiente di redditività 78% per nutrizionisti e, in generale, professionisti. Ottieni così il reddito forfettario. Terzo: sottrai i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. L’importo che resta è la base imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5%).
Esempio 1. Incassi annui 50.000 euro; contributi versati 3.000 euro. Reddito forfettario: 50.000 x 78% = 39.000 euro. Base imponibile: 39.000 – 3.000 = 36.000 euro. Imposta 15%: 5.400 euro. Se start-up al 5%: 1.800 euro.
Esempio 2. Incassi 80.000 euro; contributi 6.000 euro. Reddito forfettario: 62.400 euro. Base imponibile: 56.400 euro. Imposta 15%: 8.460 euro. Verifica sempre la soglia di 85.000 euro per l’anno successivo e il rischio di uscita immediata a 100.000.
Principio di cassa negli studi nutrizionali
Conta il momento dell’incasso. Bonifico ricevuto il 2 gennaio conta sull’anno nuovo, anche se la fattura è di dicembre. Acconti e saldi si considerano quando entrano sul conto o in cassa. Conserva evidenze degli incassi: estratti conto, POS, ricevute.
Contributi previdenziali del nutrizionista
Molti nutrizionisti sono biologi e versano i contributi all’ENPAB. I medici dietologi versano a ENPAM. I dietisti non iscritti ad albi con cassa potrebbero versare alla Gestione Separata INPS. Ogni ente ha aliquote, minimi e termini propri. Consulta i regolamenti aggiornati dell’ente previdenziale e le istruzioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta sostitutiva. La deduzione è prevista dall’art. 1, comma 64, L. 190/2014, in coerenza con l’art. 10 del TUIR per i contributi previdenziali. I minimi contributivi e le eventuali sanzioni o interessi non rientrano nel calcolo dell’imposta sostitutiva come deduzione se non sono contributi obbligatori riferiti all’anno.
Molte casse prevedono anche un contributo integrativo in fattura. La disciplina contabile e fiscale di questi importi dipende dal regolamento della cassa e dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 10/E del 2016). In ogni caso, i contributi soggettivi obbligatori versati all’ente sono deducibili dalla base del forfettario.
Adempimenti operativi: fatture, IVA, ritenute, IRAP
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura. Inserisci la dicitura di operazione in franchigia IVA ai sensi della Legge 190/2014. Non subisci ritenuta d’acconto. Aggiungi in fattura la frase che esonera il cliente dall’applicarla, come previsto dall’art. 1, comma 67, L. 190/2014. Applica l’imposta di bollo da 2 euro per fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro, con assolvimento virtuale attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate o il software di fatturazione.
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. L’obbligo discende dal D.L. 36/2022 e successivi provvedimenti AdE. Per operazioni con soggetti esteri, usa i documenti elettronici di integrazione/autofattura (codici TD17, TD18, TD19) entro i termini. Non è più attivo l’esterometro tradizionale, sostituito dall’invio via SdI.
IRAP: le persone fisiche esercenti attività d’impresa o professione non sono più soggette a IRAP dal 2022 (fonte: Legge 234/2021 e chiarimenti MEF). Quindi il nutrizionista in forfettario non versa IRAP.
Transiti di regime e uscita
Se superi 85.000 euro ma non 100.000, resti nel forfettario nell’anno in corso; uscirai dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi il regime ordinario IVA e imposte dal mese successivo, come previsto dalla Legge 197/2022. È fondamentale monitorare mensilmente gli incassi e pianificare eventuali anticipo o posticipo di corrispettivi nel rispetto delle regole.
Regola decisionale rapida
Se puoi o non puoi usare il forfettario da nutrizionista
Usa questa sequenza logica.
- Hai Partita IVA individuale e stimi incassi annui entro 85.000 euro? Se sì, prosegui. Se no, valuta regime ordinario.
- Hai percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro e il rapporto continua? Se sì, non puoi aderire. Se no, prosegui.
- Hai partecipazioni in società di persone/associazioni professionali o controlli SRL con attività simile? Se sì, non puoi aderire. Se no, prosegui.
- Apri una nuova attività non in prosecuzione di lavoro dipendente/attività precedente? Se sì, puoi chiedere l’aliquota 5% per 5 anni; se no, applichi il 15%.
- Prevedi incassi possibili oltre 100.000 euro in corso d’anno? Se sì, pianifica l’uscita immediata e il passaggio all’ordinario.
Fonti da consultare
Normattiva per la Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 145/2018, Legge 197/2022). Agenzia delle Entrate per circolari e provvedimenti su forfettari, bollo e fattura elettronica. Ministero del Lavoro e INPS o la cassa professionale per contributi.
| Scenario | Condizione/limite | Adempimento/effetto | Tempistiche |
|---|---|---|---|
| Avvio nuova attività nutrizionista | Nessuna attività simile nei 3 anni precedenti; non prosecuzione di lavoro dipendente | Aliquota 5% per 5 anni | Dalla data di apertura P.IVA; verifica annuale requisiti |
| Anno di apertura a metà anno | Limite incassi pro-rata (85.000 riproporzionato) | Controllo soglia su base giorni effettivi | Valido solo per primo anno; calcolo alla chiusura |
| Superamento 85.000 euro | Incassi tra 85.001 e 100.000 euro | Rimani forfettario nell’anno; esci dall’anno successivo | Uscita dal 1° gennaio dell’anno dopo |
| Superamento 100.000 euro | Incassi oltre 100.000 euro in corso d’anno | Uscita immediata; regime ordinario IVA dal mese successivo | Dal mese successivo al superamento |
| Lavoro dipendente | Redditi dipendenti/assimilati > 30.000 euro e rapporto in essere | Incompatibile con forfettario | Valutazione su redditi dell’anno precedente |
| Partecipazioni societarie | Società di persone/associazioni o controllo SRL con attività simile | Incompatibile con forfettario | Verifica continuativa; rimuovere la causa prima di aderire |
| Contributi previdenziali | Versamenti obbligatori a ENPAB/ENPAM/INPS | Deducibili dalla base imponibile | Nel periodo d’imposta del versamento |
| Fatturazione elettronica | Obbligo generalizzato per forfettari | Emissione via SdI; bollo virtuale | Entro 12 giorni dall’operazione o entro termini specifici |
FAQ
Come si calcola in pratica quanto pago di tasse come nutrizionista in forfettario?
Il calcolo è lineare. Parti dagli incassi dell’anno, cioè tutto ciò che hai effettivamente ricevuto. Applica il coefficiente del 78% per ottenere il reddito forfettario. Sottrai i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno alla tua cassa o all’INPS. Sull’importo che rimane applichi l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se hai i requisiti di nuova attività. Esempio: incassi 50.000 euro; 50.000 x 78% = 39.000. Contributi 3.000 euro. Base imponibile 36.000. Imposta al 15%: 5.400 euro. Se sei al 5%: 1.800 euro. Ricorda che l’imposta sostitutiva rimpiazza IRPEF e addizionali. Non paghi IRAP come persona fisica già dal 2022. Le basi giuridiche sono la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-69, e la Legge 234/2021 per IRAP.
Ho un lavoro dipendente: posso aprire come nutrizionista in forfettario?
Sì, ma con un paletto importante. Se nell’anno precedente hai avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro e il rapporto è ancora in essere, non puoi applicare il forfettario. Il divieto non opera se il rapporto è cessato. Attenzione: il limite dei 30.000 euro riguarda i redditi da CU, non gli incassi dell’attività autonoma. Se resti sotto 30.000 euro o hai cessato il rapporto, puoi aderire se rispetti anche gli altri requisiti (soglia incassi 85.000, assenza di partecipazioni vietate). La norma è nell’art. 1, comma 57, Legge 190/2014, reperibile su Normattiva, con chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate nelle circolari sul forfettario.
Quali contributi previdenziali versa un nutrizionista e come incidono sul calcolo?
Dipende dalla tua qualifica professionale e dall’ente di previdenza. Il biologo nutrizionista versa all’ENPAB. Il medico dietologo versa a ENPAM. Il dietista senza cassa può versare alla Gestione Separata INPS. Ogni ente stabilisce aliquote, minimi e scadenze. I contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno sono deducibili dalla base imponibile del forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Questo riduce l’imposta da pagare. Valgono le regole dell’art. 1, comma 64, L. 190/2014 e dell’art. 10 TUIR. Molte casse prevedono anche un contributo integrativo esposto in fattura. La sua gestione fiscale segue i regolamenti dell’ente e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 10/E del 2016). In pratica, tieni traccia dei versamenti effettuati entro il 31 dicembre, perché solo quelli contano per la deduzione di quell’anno.
Cosa succede se supero la soglia di 85.000 euro o addirittura 100.000 euro?
Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000, resti nel forfettario fino a fine anno. Dal 1° gennaio successivo passerai al regime ordinario. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, il passaggio è immediato: dal mese successivo applichi IVA, registri e tutti gli obblighi del regime ordinario. A fine anno avrai un “anno spezzato”: una parte in forfettario e una parte in ordinario. La regola è stata introdotta dalla Legge 197/2022 per rafforzare la soglia e prevenire abusi. Per gestire bene il passaggio, verifica la numerazione fatture, l’applicazione dell’IVA e l’eventuale detraibilità degli acquisti dopo l’uscita. Monitora gli incassi mese per mese, specie se lavori con pacchetti e abbonamenti.
In forfettario posso dedurre i costi reali (affitti, attrezzature, software)? E come funziona con il bollo e le ritenute?
Nel forfettario non deduci i costi reali. Li “sostituisce” la spesa forfettaria implicita, che per i professionisti è il 22% degli incassi (perché tassazione avviene sul 78%). L’unica grande eccezione sono i contributi previdenziali obbligatori, che puoi sottrarre dal reddito forfettario. Quindi, affitti, attrezzature, assicurazioni e software non riducono l’imposta. Per le fatture: non applichi IVA, ma devi inserire la dicitura di regime forfettario. Non subisci ritenuta d’acconto e lo comunichi in fattura (art. 1, comma 67, L. 190/2014). Applichi il bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro, in modalità virtuale. Le regole su fattura elettronica sono nel D.L. 36/2022 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Se hai clienti esteri, usa i documenti elettronici corretti e rispetta i termini d’invio tramite SdI.
