Se sei un produttore assicurativo in regime forfettario puoi risparmiare sia sulle tasse che sui contributi.
Per quanto riguarda le tasse , pagherai una percentuale del 15% o del 5% per i primi 5 anni se hai avviato una nuova attività.
Al contrario, in ordinario avresti pagato l’IRPEF, un’imposta progressiva a scaglioni che nel 2026 è così strutturata fino a 28.000€ 23%; da 28.001€ a 50.000€ 33% (ridotta rispetto al 35% del 2025); oltre 50.000€ 43%.
L’importo su cui vengono calcolate le tasse viene individuato grazie ad una percentuale chiamata coefficiente di redditività che, nel caso dell’attività di produttore assicurativo è del 78% e si applica sul totale dei tuoi incassi.
Dal risultato dovrai sottrarre i contributi previdenziali pagati l’anno precedente.
Ad esempio, se hai incassato 30.000€ e l’anno scorso hai pagato 3.000€ di contributi, la somma su cui calcolare le tasse sarà pari a 23.400€ (30.000€ x 78% – 3.000€).
Per quanto riguarda i contributi previdenziali , a differenza delle altre ditte individuali, come produttore assicurativo non dovrai pagare i contributi minimi fissi ma solo una percentuale del 24,48% sul tuo imponibile netto, valore calcolato sottraendo dai tuoi ricavi le spese per la tua attività.
Se sei in regime forfettario puoi accedere alla riduzione del 35% dei contributi .
Ad esempio, Michele è un produttore assicurativo in regime forfettario, ha incassato 50.000€.
I contributi che dovrà pagare si calcolano come segue coefficiente di redditività produttore assicurativo: 78% imponibile: 50.000 x 78% = 39.000€ calcolo contributi
- variabili: 39.000€ x 24,48% = 9.547€ contributi ridotti del 35%: 9.547€ – (9.547€ x 35%) = 6.205€ Il guadagno al netto dei contributi è: 50.000€ – 6.205€ = 43.795€ Inoltre adottando il regime forfettario: non dovrai applicare l’IVA sulla vendita dei tuoi servizi non dovrai tenere la contabilità Puoi scegliere di adottare il regime forfettario a condizione che rispetti i seguenti requisiti: incassi inferiori a 85.000€ annui residenza o sede legale in Italia non aderire contemporaneamente ad altri regimi speciali IVA, come ad esempio quelli delle agenzie di viaggio o delle tabaccherie non avere quote in società di persone, anche se familiari non avere quote in società di capitali che operano nello stesso settore della tua nuova attività autonoma non avere un’eventuale RAL da lavoro dipendente oltre i 30.000€.
Questo limite è stato alzato a 35.000€ nel 2026, ma non ci sono ancora conferme ufficiali per gli anni successivi se hai dei collaboratori, i loro compensi non devono superare i 20.000€ all’anno Per risparmiare su tasse e contributi il regime forfettario, il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti.
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