Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei artigiano o commerciante devi inviare i corrispettivi elettronici anche se sei in regime forfettario. Sei esonerato solo per l’e-commerce indiretto, dove mantieni il registro corrispettivi senza invii giornalieri.
- Obbligo generale di memorizzazione e invio giornaliero dei corrispettivi per negozi fisici (D.Lgs. 127/2015, art. 2; D.L. 119/2018, art. 17).
- E-commerce indiretto: niente scontrino/documento commerciale; registrazione su registro corrispettivi (D.P.R. 633/1972, art. 24; prassi Agenzia Entrate).
- Forfettari: documento commerciale senza IVA; imposta non si applica, ma restano obblighi e sanzioni specifiche (D.Lgs. 471/1997, art. 6 e art. 12).
Corrispettivi elettronici: definizione, ambito e base normativa
I corrispettivi sono gli incassi al dettaglio di artigiani e commercianti. Sono le vendite B2C, dove il cliente non chiede fattura. Il documento che li certifica oggi è il “documento commerciale”. Sostituisce scontrino e ricevuta fiscali.
La memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi sono obbligatorie. La fonte è il D.Lgs. 127/2015, art. 2, integrato dal D.L. 119/2018, art. 17. Le specifiche tecniche sono nei Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016 e successivi aggiornamenti. Puoi leggere i testi normativi su Normattiva e la prassi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
L’obbligo riguarda chi vende al minuto in sede fisica o in modalità assimilate. Non conta il regime fiscale. Quindi vale anche per chi applica il regime forfettario (Legge 190/2014, commi 54-89). Il regime determina come calcoli le imposte, non gli obblighi di certificazione del corrispettivo.
Eccezione importante: il commercio elettronico indiretto. In questo caso vendi online e incassi a distanza. La prassi dell’Agenzia delle Entrate conferma l’esonero da scontrino/documento commerciale. Devi però annotare gli incassi nel registro dei corrispettivi ai sensi dell’art. 24 del D.P.R. 633/1972.
Altri esoneri parziali esistono per chi trasmette al Sistema Tessera Sanitaria (ad esempio professionisti sanitari). L’esonero riguarda solo le operazioni comunicate al Sistema TS. Lo prevedono le norme speciali sul Sistema TS e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Regime forfettario: come si compila il documento commerciale
Se sei in forfettario e vendi al banco, emetti un documento commerciale senza IVA. Il forfettario non addebita l’IVA al cliente. Nel registratore telematico imposta un reparto o un’aliquota a zero con descrizione coerente (es. “Operazione non soggetta – regime forfettario”).
Nel documento indichi: descrizione del bene/servizio, prezzo, eventuale sconto, importo pagato e modalità di pagamento. Se il cliente chiede la fattura, emetti fattura elettronica con “natura” dell’operazione corretta (in e-fattura spesso N2.2 – non soggetta altri casi). Evita doppie certificazioni: o documento commerciale o fattura.
La marca da bollo non si applica al documento commerciale. Riguarda la fattura elettronica oltre la soglia prevista per operazioni fuori campo IVA. Per il documento commerciale non c’è imposta di bollo.
Obblighi pratici: memorizzazione, trasmissione e strumenti
Memorizza i corrispettivi a fine giornata operativa con la “chiusura giornaliera” del registratore telematico (RT). Il RT sigilla i dati del giorno. La trasmissione telematica dei dati avviene entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione, come previsto dal D.Lgs. 127/2015 e dai Provvedimenti attuativi.
Se non usi un RT, puoi usare l’applicativo web “Documento commerciale online” nell’area Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. Compili il documento, lo consegni al cliente e il sistema memorizza e invia i dati.
Se il punto vendita resta chiuso e non registri operazioni, non produci un nuovo totale giornaliero. Alcuni RT consentono una chiusura a zero. Verifica il manuale del tuo RT e le istruzioni tecniche dell’Agenzia delle Entrate per una gestione coerente delle giornate senza operazioni.
Per resi o annulli, usa il “documento commerciale di reso” o le funzioni di storno previste dal RT. Il reso va collegato al documento originario. In alternativa, emetti una nota di variazione in fattura se la vendita originaria è stata fatturata.
Regola decisionale rapida
Hai un punto vendita fisico e vendi al dettaglio? Sì → emetti documento commerciale e invia i corrispettivi per ogni giornata con vendite.
Vendi solo online con spedizione (e-commerce indiretto)? Sì → niente documento commerciale; registra ogni incasso nel registro dei corrispettivi ex art. 24 D.P.R. 633/1972; fattura solo se richiesta.
Sei un sanitario che invia al Sistema TS? Sì → per le operazioni inviate al TS, niente documento commerciale; per le altre vendite al banco, applica il documento commerciale.
Cliente chiede fattura? Sì → emetti fattura elettronica; non fare anche il documento commerciale per la stessa operazione.
Regime forfettario? Sì → non cambia l’obbligo di certificazione; cambia solo che l’IVA non si applica nel documento.
E-commerce, attività miste e casi particolari
E-commerce indiretto (solo online)
Per il commercio elettronico indiretto non devi emettere scontrino o documento commerciale. La base è la prassi dell’Agenzia delle Entrate, coerente con l’art. 24 del D.P.R. 633/1972. Devi tenere il registro dei corrispettivi. Annota giorno per giorno gli incassi incassati tramite carte, bonifici o piattaforme di pagamento.
Se il cliente chiede la fattura, la emetti. Altrimenti registri l’incasso nel registro entro i termini di liquidazione IVA. Se sei in forfettario, il registro resta utile per la tracciabilità degli incassi, anche se non versi IVA.
Attività mista: negozio fisico + e-commerce
Per le vendite in negozio usi il documento commerciale con RT e invii i corrispettivi. Per le vendite online mantieni il registro corrispettivi senza invio telematico. Organizza contabilità separata per canale per evitare errori e duplicazioni.
Sistema Tessera Sanitaria (TS)
Se trasmetti i dati al Sistema TS per la precompilata, non devi emettere documento commerciale per quelle stesse operazioni. La base è la normativa specifica sul Sistema TS e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Per le operazioni non inviate al TS, resta l’obbligo del documento commerciale.
Sanzioni, ravvedimento ed effetti operativi
Per omessa o infedele memorizzazione/trasmissione dei corrispettivi si applica la sanzione del 90% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato o non trasmesso (D.Lgs. 471/1997, art. 6, comma 3). Se l’operazione non sconta IVA (come nel forfettario), si applica la sanzione fissa da 500 a 2.000 euro per ciascuna operazione irregolare.
La reiterazione delle violazioni comporta la sospensione dell’attività da tre giorni a un mese. Sale fino a sei mesi se l’importo complessivo irregolare supera 50.000 euro (D.Lgs. 471/1997, art. 12). Queste misure colpiscono in modo severo la mancata certificazione.
Puoi ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13). Correggi e invia i dati mancanti, versa la sanzione ridotta e gli interessi legali. Agisci in fretta: prima intervieni, maggiore è lo sconto sul minimo edittale.
Ricorda: i controlli incrociano corrispettivi, pagamenti elettronici e flussi del RT. Conserva i report di chiusura, le ricevute di trasmissione e la reportistica delle piattaforme di incasso. Aiuta in caso di verifiche e di accertamenti sul regime forfettario.
Procedura passo-passo per l’invio dei corrispettivi
1) Configura gli strumenti
Attiva il registratore telematico presso un tecnico accreditato. Associa il tuo numero di partita IVA e i reparti merceologici. Imposta un reparto a IVA zero per il forfettario con descrizione chiara dell’operazione non soggetta.
2) Emetti il documento commerciale
Al momento del pagamento, descrivi bene il bene o servizio, applica eventuali sconti, indica il metodo di pagamento. Se il cliente chiede fattura, genera la fattura elettronica e non emettere anche il documento commerciale.
3) Chiusura e invio
Esegui la chiusura giornaliera a fine giornata con operazioni. Il RT memorizza i dati e li invia. Se usi il portale Fatture e Corrispettivi, compila e genera i documenti in tempo reale. Rispetta il termine dei dodici giorni per la trasmissione.
4) Controlla le ricevute
Verifica nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate gli esiti di trasmissione. In caso di scarto, correggi e ritrasmetti. Documenta l’anomalia in un memo interno per eventuali controlli.
5) Gestisci emergenze e resi
Se il RT è guasto, chiama il tecnico e usa la procedura di emergenza: emetti ricevuta manuale o fattura. Appena ripristinato, registra correttamente e trasmetti i dati. Per resi, usa il documento commerciale di reso associato al documento originario.
Esempi pratici
Esempio 1: artigiano in forfettario con negozio
Vendita da 100 euro. Emetti documento commerciale con aliquota zero e dicitura coerente con il forfettario. Incasso con POS. Chiudi la giornata e invia. Nessuna IVA al cliente. L’operazione concorre al reddito forfettario per cassa.
Esempio 2: commerciante solo e-commerce indiretto
Dieci vendite online in un giorno per 500 euro totali. Nessun documento commerciale. Registri 500 euro nel registro dei corrispettivi, distinguendo metodi di incasso. Se un cliente chiede fattura, la emetti per quell’ordine e non lo includi nel totale del registro.
| Scenario | Obbligo di certificazione | Modalità e requisiti | Trasmissione/registrazioni | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|---|
| Negozio fisico artigiano/commerciante in forfettario | Sì, documento commerciale | RT attivato; reparto a IVA 0 con descrizione “operazione non soggetta – forfettario” | Memorizzazione con chiusura; invio telematico corrispettivi | Invio entro 12 giorni; controllare ricevute AE; niente doppie emissioni |
| E-commerce indiretto (solo online) | No, esonero da scontrino/documento commerciale | Registro corrispettivi ex art. 24 D.P.R. 633/1972; fattura solo su richiesta | Nessun invio corrispettivi; registrazione giornaliera degli incassi | Annotazione tempestiva; riconciliare con report piattaforma pagamenti |
| Attività mista: negozio + e-commerce | Sì in negozio; no per vendite online | RT per punto fisico; registro per online; tenere canali separati | Invio per negozio; registro per online | Evitare doppie certificazioni; distinguere incassi per canale |
| Soggetti con invio al Sistema TS | Esonero limitato alle operazioni inviate al TS | Seguire norme TS; per operazioni non TS, usare documento commerciale | Trasmissione al TS; invio corrispettivi per il resto | Verificare aggiornamenti AE e Ministero Economia su TS |
| Guasto RT o assenza collegamento | Sì, con procedura di emergenza | Ricevuta manuale o fattura; chiamata tecnico abilitato | Trasmettere dati appena ripristinato | Rispettare il termine dei 12 giorni; annotare l’anomalia |
FAQ
Un forfettario deve sempre emettere il documento commerciale? Cosa cambia se il cliente chiede la fattura?
Se vendi al dettaglio in un punto fisico, sì: devi emettere il documento commerciale, anche in regime forfettario. Il documento commerciale certifica la vendita B2C. Per il forfettario l’IVA non si applica. Imposta il registratore con aliquota zero e descrizione coerente. Se il cliente pretende la fattura, emetti la fattura elettronica e non fare anche il documento commerciale per la stessa operazione. La fattura sostituisce la certificazione al dettaglio. Ricordati il corretto codice natura in e-fattura per indicare l’operazione non soggetta a IVA. La base di questo impianto è nel D.Lgs. 127/2015, nei Provvedimenti AE sulle specifiche tecniche e nella Legge 190/2014 per il regime forfettario.
Nel commercio elettronico indiretto devo inviare i corrispettivi elettronici? Che registro devo tenere?
No. Per l’e-commerce indiretto non emetti scontrino o documento commerciale. Devi però tenere il registro dei corrispettivi previsto dall’art. 24 del D.P.R. 633/1972. Annota ogni giorno gli incassi, suddivisi per modalità di pagamento. Se una vendita viene fatturata su richiesta del cliente, non la inserire nel totale dei corrispettivi del registro. Questo assetto discende dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate e dalle regole IVA sulle vendite a distanza. Anche in forfettario, il registro resta utile per la ricostruzione degli incassi e per i controlli. Riconcilia regolarmente i totali con gli estratti conto delle piattaforme di pagamento e della banca.
Come si calcola il termine dei 12 giorni per la trasmissione dei corrispettivi? Cosa succede se cade di sabato o festivo?
Il termine decorre dalla data di effettuazione dell’operazione, che nella vendita al dettaglio coincide con il momento del pagamento o della consegna del bene (art. 6 del D.P.R. 633/1972). Devi trasmettere entro dodici giorni. Se la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo, secondo i principi generali in materia di termini tributari e lo Statuto del Contribuente (Legge 212/2000). Per evitare errori, pianifica la chiusura giornaliera del registratore telematico e controlla gli esiti di trasmissione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. In caso di scarto, correggi e reinvia nei tempi più rapidi possibili.
Quali sono le sanzioni se non invio i corrispettivi? E per i forfettari come si calcolano?
Per omessa o infedele memorizzazione/trasmissione si applica la sanzione del 90% dell’imposta riferibile all’importo non documentato (D.Lgs. 471/1997, art. 6, comma 3). Se l’operazione non è soggetta a IVA, come spesso avviene nel forfettario, si applica una sanzione fissa da 500 a 2.000 euro per ciascuna operazione irregolare. In caso di reiterazione, scatta la sospensione dell’attività da tre giorni a un mese, e fino a sei mesi oltre 50.000 euro di imponibile irregolare (art. 12). Puoi sanare con ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13), riducendo l’importo se regolarizzi spontaneamente e in tempi brevi. Conserva prove degli invii e la documentazione degli incassi per difenderti in caso di controllo.
Cosa faccio se il registratore telematico si guasta o se sbaglio un documento commerciale? E come gestisco resi e annulli?
Se il registratore si guasta, chiama il tecnico abilitato e usa la procedura di emergenza: puoi emettere una ricevuta o una fattura e annotare in un registro di emergenza. Appena il RT torna operativo, memorizza e trasmetti i dati mancanti dal portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite RT, rispettando comunque il termine dei dodici giorni quando possibile. Se sbagli un documento commerciale, usa le funzioni di storno o emetti un documento commerciale di reso che richiami quello originario. Se la vendita iniziale aveva una fattura, usa la nota di variazione. Queste prassi discendono dai Provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate sulla memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi e dalle regole IVA sulle variazioni.
