Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Sì: il tatuatore può aderire al regime forfettario se rispetta i requisiti 85.000 euro, soggettivi e di spesa. Imposta sostitutiva 15% o 5% per nuove attività. Coefficiente di redditività 67%.
- Limite ricavi 85.000 euro annui (proporzionato per aperture in corso d’anno) e uscita immediata se superi 100.000 nel corso dell’anno.
- Coefficiente di redditività 67% per ATECO 96.09.02: paghi le imposte solo su questa quota, deducendo i contributi versati.
- Esclusioni chiave: spese per personale oltre 20.000 euro, controllo di S.r.l. con attività affine, dipendente con reddito sopra 30.000 euro salvo cessazione, continuazione prevalente da ex datore.
Regime forfettario per tatuatori: quadro sintetico 2026
Il regime forfettario è il regime fiscale semplificato per persone fisiche (ditte individuali e professionisti). È disciplinato dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89, come modificata nel tempo. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Per il tatuatore con codice ATECO 96.09.02, il coefficiente di redditività è 67%. Significa che lo Stato presume costi pari al 33% degli incassi. Paghi l’imposta sostitutiva sul restante 67%, dopo aver sottratto i contributi previdenziali versati.
Dal 2023 il limite di ricavi per restare nel forfettario è 85.000 euro. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito dal regime e applichi IVA dal mese successivo. Questa regola discende dalla Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023).
L’imposta sostitutiva è pari al 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se avvii una nuova attività e rispetti condizioni specifiche previste dalla Legge 190/2014.
Requisiti di accesso ed esclusioni: cosa controllare prima di aprire
Limite ricavi e pro-rata per il primo anno
Il tetto è 85.000 euro annui. Se apri la partita IVA a metà anno, il limite si riduce in proporzione ai giorni di attività. Esempio: apertura il 1° luglio, limite indicativo circa 42.500 euro. Il calcolo si fa su base giornaliera.
Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, resti forfettario solo fino al 31 dicembre. Dal 1° gennaio successivo passi al regime ordinario. Se invece superi 100.000, esci subito e applichi IVA dal mese successivo al superamento (fonte: Legge 197/2022, consultabile su Normattiva e chiarita dall’Agenzia delle Entrate).
Requisiti soggettivi e partecipazioni
Devi essere residente in Italia. In alternativa puoi essere residente in UE/SEE con produzione in Italia di almeno il 75% del reddito (come da Legge 190/2014).
Non puoi avere partecipazioni in società di persone (S.n.c., S.a.s.). Non puoi controllare, direttamente o indirettamente, una S.r.l. che svolge attività riconducibile alla tua. Il divieto evita arbitraggi tra attività personale e società collegata.
Spese per personale e collaborazioni
Le spese lorde per dipendenti, co.co.co., lavoro accessorio e prestazioni occasionali non devono superare 20.000 euro annui. È un tetto rigido: se lo superi, non puoi stare nel forfettario dall’anno successivo.
Lavoro dipendente e rapporto con ex datore
Se hai redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro nell’anno precedente, non puoi adottare il forfettario, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato. Al momento, agosto 2026, il limite resta 30.000 euro in base al testo vigente della Legge 190/2014.
Se l’attività autonoma è una prosecuzione prevalente di un lavoro svolto da dipendente o collaboratore verso lo stesso committente, scatta l’esclusione. Serve dimostrare discontinuità reale con il precedente rapporto.
Come si calcolano imposta e contributi
Coefficiente di redditività 67%: cosa vuol dire
Il coefficiente è la percentuale fissa che rappresenta il reddito imponibile teorico sui ricavi. Per i tatuatori è 67%. La parte restante, 33%, è considerata costo forfettario non documentabile.
Esempio: incassi 30.000 euro. Reddito lordo forfettario 20.100 euro (30.000 x 67%). Da questo importo puoi dedurre i contributi previdenziali versati nell’anno.
Imposta sostitutiva 15% o 5%: quando si applica
Aliquota standard 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se:
- non hai svolto, nei tre anni precedenti, attività artistica o professionale uguale o simile a quella che avvii;
- l’attività non è mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo altrui (salvo il periodo di pratica obbligatoria);
- rispetti tutti gli altri requisiti del regime.
La base imponibile è il reddito forfettario al netto dei contributi. L’imposta sostitutiva ingloba IRPEF, addizionale regionale e comunale.
Contributi INPS Artigiani/Commercianti: fissi e percentuali
Il tatuatore normalmente si iscrive all’INPS Artigiani. I contributi hanno due componenti: fissa (minimale, dovuta anche con ricavi bassi) e percentuale oltre il minimale. Le aliquote e gli importi minimi si aggiornano ogni anno con circolari INPS.
In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi Artigiani/Commercianti (agevolazione prevista dalla Legge 190/2014). La domanda si presenta all’INPS. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sia alla parte percentuale.
Esempio semplificato: incassi 30.000 euro. Reddito forfettario 20.100 euro. Supponiamo contributi versati 3.000 euro. Base imposta 17.100 euro. Imposta 15% = 2.565 euro. Con aliquota 5% sarebbe 855 euro. I valori sono indicativi: verifica sempre aliquote e minimali INPS dell’anno in corso.
IVA, detrazioni e deduzioni nel forfettario
Non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti (DPR 633/1972). Non deduci i costi analitici (aghi, pigmenti, attrezzature). La deduzione è forfettaria tramite il coefficiente. Puoi invece dedurre i contributi previdenziali versati.
Adempimenti pratici 2026: cosa fare e quando
Fatturazione elettronica e corrispettivi
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Emissione tramite Sistema di Interscambio. Se vendi al consumatore finale, puoi emettere documento commerciale con registratore telematico. Se il cliente chiede fattura, devi emetterla in formato elettronico.
Marca da bollo e ritenute
Sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo da 2 euro. La versi trimestralmente secondo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate. Nel forfettario non subisci né applichi ritenute d’acconto.
Scadenze imposte e contributi
Paghi saldo e primo acconto entro giugno e secondo acconto a novembre, con F24. Puoi rateizzare secondo le regole annuali. I contributi fissi INPS si versano con quattro rate trimestrali. La parte eccedente il minimale segue le scadenze delle imposte.
Altri adempimenti extra-fiscali
Per l’attività di tatuaggio servono requisiti igienico-sanitari e autorizzazioni locali. Rivolgiti all’ASL competente per corsi, locali e procedure. La conformità sanitaria è distinta dagli obblighi fiscali ma imprescindibile.
Regola decisionale rapida
Usa questi passaggi logici per scegliere in modo consapevole
- Stimi ricavi annui sotto 85.000 euro? Sì: vai al punto successivo. No: valuta regime ordinario.
- Hai lavoro dipendente oltre 30.000 euro lo scorso anno e non è cessato? Sì: escluso dal forfettario. No: prosegui.
- Spese per personale e collaborazioni superano 20.000 euro lordi? Sì: escluso. No: prosegui.
- Controlli una S.r.l. con attività affine o hai quote in società di persone? Sì: escluso. No: prosegui.
- L’attività è nuova e non prosecuzione di lavoro precedente? Sì: potenziale aliquota 5% per 5 anni. No: aliquota 15%.
- Confronta: in forfettario niente IVA e costi forfettari; in ordinario IVA e costi analitici. Se hai molti costi e investimenti, valuta l’ordinario.
Errori da evitare e buone pratiche
Controllo soglie in corso d’anno
Monitora incassi mensili. Se ti avvicini a 85.000 euro, pianifica. Oltre 100.000 euro scatta subito l’IVA. Prepara registratore telematico e gestione contabile tempestiva.
Rapporti con l’ex datore
Evita che il fatturato sia prevalentemente verso l’ex datore nei primi anni. Diversifica la clientela. Documenta la discontinuità organizzativa e professionale dell’attività.
Gestione del personale
Tieni traccia di compensi e oneri. Il tetto 20.000 euro include compensi lordi e oneri correlati. Considera alternative come fornitori esterni per restare sotto soglia.
Pianificazione dei contributi
Valuta la riduzione INPS del 35% se conviene. Stima il minimale e l’eccedenza. Ricorda che i contributi ridotti sono comunque deducibili nel calcolo dell’imposta sostitutiva.
Fonti normative e prassi
Riferimenti principali: Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario); Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (limite 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000); DPR 633/1972 (IVA); documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario; circolari INPS annuali per Artigiani e Commercianti; linee guida e indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le leggi sono consultabili su Normattiva; i chiarimenti su Agenzia delle Entrate e INPS.
| Scenario | Requisiti chiave da verificare | Effetti fiscali e previdenziali | Tempistiche/azioni operative |
|---|---|---|---|
| Nuovo tatuatore, ricavi stimati 35.000 euro | Nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; niente continuità da lavoro dipendente; spese personale sotto 20.000 | Imposta sostitutiva 5% per 5 anni; contributi INPS Artigiani con possibile riduzione 35% | Apri partita IVA con ATECO 96.09.02; iscrizione INPS; valuta riduzione 35%; imposta fatturazione elettronica |
| Forfettario in corso, ricavi 70.000, collaboratori 15.000 | Ricavi sotto 85.000; spese personale sotto 20.000; requisiti soggettivi invariati | Rimani nel forfettario; imposta 15% (o 5% se nei 5 anni); niente IVA | Versa imposta e contributi alle scadenze; monitora soglia e tetto collaborazioni |
| Ricavi 90.000 a fine anno | Superi 85.000 ma resti sotto 100.000 | Forfettario valido fino al 31/12; dal 1/1 prossimo passi al regime ordinario con IVA | Pianifica cambio regime; aggiorna listini con IVA; adegua contabilità e adempimenti |
| Superi 100.000 a ottobre | Incassi cumulati oltre 100.000 durante l’anno | Fuoriuscita immediata; addebiti IVA dal mese successivo; liquidazioni IVA da quel momento | Attiva subito registratore e procedure IVA; informa i clienti; rivisita i prezzi |
| Dipendente con RAL 32.000 e attività autonoma | Redditi di lavoro dipendente anno precedente oltre 30.000 e rapporto non cessato | Escluso dal forfettario; resta possibile il regime ordinario | Valuta costi/IVA in ordinario; considera tempi e condizioni per futura adesione al forfettario |
FAQ
Qual è il coefficiente di redditività per i tatuatori e come incide sulle tasse?
Per i tatuatori con ATECO 96.09.02 il coefficiente è 67%. Questa percentuale si applica agli incassi per determinare il reddito su cui calcoli imposta e contributi. Il restante 33% è considerato costo forfettario. Esempio: incassi 50.000 euro, reddito forfettario 33.500 euro. Se nell’anno hai versato 4.500 euro di contributi, la base imponibile dell’imposta sostitutiva diventa 29.000 euro. Applichi il 15% (o il 5% se rientri nelle nuove attività). Questo meccanismo sostituisce la deduzione analitica dei costi. Quindi non serve raccogliere tutte le fatture di acquisto per ridurre l’imponibile, ma resta utile conservarle per ragioni gestionali e di garanzia.
Come funziona il limite di 85.000 euro se apro la partita IVA a metà anno?
Il limite si riproporziona in base ai giorni di attività. Conta il periodo dalla data di apertura fino a fine anno. In pratica, fai 85.000 diviso 365 e moltiplichi per i giorni effettivi. Se apri il 1° luglio, il limite indicativo è circa 42.500 euro. La regola di fuoriuscita resta invariata: se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dal regime dall’anno dopo; se superi 100.000 durante l’anno, esci subito e applichi IVA dal mese successivo. Tieni un cruscotto mensile degli incassi per non sforare le soglie in modo inatteso.
Posso applicare il 5% per i primi 5 anni? Quali sono le condizioni concrete?
Sì, se si tratta di nuova attività. Devi rispettare tre condizioni: non aver svolto attività artistica o professionale uguale o simile nei tre anni precedenti; non proseguire in modo prevalente un’attività svolta come dipendente o come collaboratore; adempiere a tutti i requisiti generali del forfettario (ricavi, partecipazioni, spese per personale). Il quinquennio agevolato inizia dall’anno di apertura. Se non rispetti le condizioni o se subentra una causa di esclusione, perdi l’aliquota al 5% e applichi quella ordinaria al 15%. Le condizioni derivano dalla Legge 190/2014, consultabile su Normattiva, e sono state chiarite dall’Agenzia delle Entrate in più documenti di prassi.
Come si calcolano e si pagano i contributi INPS per un tatuatore in forfettario?
Il tatuatore si iscrive di regola alla Gestione Artigiani INPS. I contributi si compongono di: minimale fisso annuo, dovuto anche con ricavi bassi; percentuale aggiuntiva sul reddito eccedente il minimale, calcolata sul reddito forfettario. Ogni anno INPS pubblica una circolare con minimali, massimali e aliquote. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. La domanda va presentata a INPS e vale finché resti nel regime. I versamenti del minimale avvengono in quattro rate trimestrali; l’eventuale contributo eccedente si paga alle scadenze di saldo e acconto delle imposte. Ricorda: i contributi versati si deducono dal reddito forfettario, riducendo l’imposta sostitutiva.
Nel forfettario non applico IVA: cosa cambia per ricevute, fatture e costi?
Nel forfettario non addebiti IVA ai clienti e non detrai l’IVA sugli acquisti. Devi comunque emettere fattura elettronica quando necessario e applicare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Se lavori con privati, puoi emettere il documento commerciale tramite registratore telematico; se il cliente chiede fattura, la emetti in formato elettronico via SDI. Sul fronte dei costi, non deduci le spese analiticamente. L’unica deduzione ammessa è quella dei contributi previdenziali. Valuta quindi se il forfettario è conveniente: se sostieni molti costi e fai investimenti importanti, il regime ordinario con IVA e deduzioni può risultare più adatto. Le regole IVA sono nel DPR 633/1972; per il forfettario, vedi Legge 190/2014 e documenti dell’Agenzia delle Entrate.
