Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per un truccatore il forfettario conviene se i costi annui sono bassi o medi: con ricavi entro 85.000 euro e spese limitate, l’imposta sostitutiva al 5% o 15% spesso batte l’IRPEF ordinaria.
- Coefficiente di redditività truccatore: 67% (servizi alla persona, ATECO 96.02.02). Calcolo a forfait dei costi, niente IVA e niente ritenute.
- Soglie: resti nel forfettario fino a 85.000 euro; se superi 100.000 esci subito nell’anno. Tra 85.001 e 100.000 esci dall’anno successivo.
- Contributi: Gestione Artigiani/Commercianti con riduzione 35% se opti; in alternativa Gestione Separata. Principio di cassa per imposta sostitutiva.
Regimi fiscali per truccatori: differenze pratiche e norme di riferimento
Il truccatore freelance può scegliere tra due grandi strade: regime ordinario o regime forfettario.
Il regime ordinario tassa il reddito reale. Si calcola: ricavi meno costi deducibili meno contributi. Si applicano le aliquote IRPEF a scaglioni, con addizionali regionali e comunali. Riferimenti: Testo Unico Imposte sui Redditi (DPR 917/1986 su Normattiva) e norme IRPEF vigenti.
Il regime forfettario usa un reddito “presunto” basato su coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona il coefficiente è 67%. Imposta sostitutiva al 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “start-up”. Fonti: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Normattiva); Legge 197/2022 per soglie 85.000/100.000; circolari Agenzia delle Entrate di prassi interpretativa.
Cosa significa “principio di cassa” e perché incide
Principio di cassa: paghi le imposte sui compensi incassati nell’anno, non sulle fatture emesse. Nel forfettario è la regola. Nell’ordinario, per autonomi senza organizzazione, si usa di fatto il cassa, ma attenzione a rimborsi e competenze diverse.
Di solito il cassa ti aiuta a gestire i flussi. Se non incassi a dicembre, non paghi su quella quota a giugno. Utile per lavori stagionali (matrimoni, eventi, moda).
Regime forfettario: condizioni di accesso ed esclusioni
Puoi restare nel forfettario se i ricavi/compensi annui non superano 85.000 euro. Se superi 100.000 euro esci subito nell’anno dello sforamento con obblighi IVA dal momento del superamento. Tra 85.001 e 100.000 esci dall’anno successivo. Fonte: Legge 197/2022 (Normattiva) e prassi Agenzia delle Entrate.
Esclusioni tipiche (Legge 190/2014, comma 57): partecipi in società di persone o Srl “trasparenti”? Sei escluso. Spese per dipendenti e collaboratori oltre 20.000 euro lordi? Escluso dall’anno dopo. Fai prevalentemente lavoro verso il tuo ex datore di lavoro degli ultimi due anni? Rischio esclusione o riqualificazione.
Aliquota 5% per 5 anni: vale se non hai esercitato attività artistica/professionale nei 3 anni precedenti, non prosegui attività di altri soggetti e se l’attività non è mera prosecuzione di un lavoro precedente. Riferimento: commi 65-67 della Legge 190/2014.
IVA, ritenute e fatture con il forfettario
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Inserisci la dicitura di operazione in franchigia secondo Legge 190/2014. Non subisci ritenuta d’acconto. Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture superiori a 77,47 euro.
L’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Fonte: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 come modificati, e successive estensioni dell’obbligo confermate dall’Agenzia delle Entrate.
Contributi INPS: quale gestione per un truccatore
Se operi come truccatore di servizi alla persona (ATECO 96.02.02) di norma ti iscrivi all’INPS Artigiani/Commercianti e al Registro Imprese. Paghi contributi fissi minimi e una percentuale sull’eccedenza. Puoi chiedere la riduzione del 35% se sei nel forfettario. Fonte: circolari INPS sul regime contributivo agevolato dei forfettari.
Se svolgi un’attività più artistica o consulenziale senza requisiti artigiani e senza iscrizione al Registro Imprese, potresti ricadere nella Gestione Separata INPS. Paghi solo sulla base del reddito senza minimi fissi. La scelta dipende da come svolgi il lavoro e dal codice ATECO.
Valuta con un esperto l’inquadramento: incide molto sul punto di pareggio tra ordinario e forfettario.
Confronto economico per un truccatore: quando conviene il forfettario
Due leve contano più di tutto: incidenza dei costi e contributi. Se i costi reali sono bassi rispetto ai ricavi, il forfettario vince spesso. Se i costi sono alti, l’ordinario può recuperare perché deduci tutto.
Esempio pratico (coerente con le norme citate): ricavi 50.000 euro, spese 20.000 euro, contributi 10.000 euro.
In ordinario: imponibile 50.000 – 20.000 – 10.000 = 20.000 euro. Imposta IRPEF sul primo scaglione: 23% su 20.000 = 4.600 euro, più addizionali (da stimare). Totale imposte superiore a 4.600 euro.
In forfettario: imponibile forfettario (50.000 x 67%) – 10.000 = 23.500 euro. Imposta sostitutiva 5% (se condizioni start-up): 1.175 euro. Anche al 15% resterebbe 3.525 euro, spesso comunque inferiore all’IRPEF più addizionali.
In questo caso, il forfettario risulta più conveniente, come spesso accade quando l’incidenza costi/ricavi è intorno o sotto il 33%.
Altri fattori decisivi
Cliente tipo: se lavori molto con privati (matrimoni, shooting, eventi), il non addebitare l’IVA è un vantaggio commerciale. Se lavori con aziende che detraggono l’IVA, il beneficio commerciale è minore.
Piani di crescita: se sei vicino a 85.000 euro e prevedi di superare 100.000, valuta l’uscita immediata e i costi gestionali dell’IVA. Pianifica.
Investimenti: se prevedi acquisti importanti (attrezzatura, studio, auto strumentale), l’ordinario ti consente ammortamenti e detrazioni IVA che il forfettario non dà.
Regola decisionale rapida
Decidi in 5 mosse logiche
1) Stima i ricavi dell’anno. Se superano 85.000, il forfettario salta. Se pensi di superare 100.000, l’uscita immediata rende rischioso restare.
2) Calcola l’incidenza dei costi veri: costi/ricavi. Se è sotto il 35%, il forfettario tende a vincere. Se sopra il 45%, l’ordinario diventa spesso migliore.
3) Valuta i contributi: Gestione Separata favorisce il forfettario perché non hai minimi. Artigiani/Commercianti: se scegli lo sconto INPS del 35% il forfettario migliora molto; senza sconto, rifai i conti.
4) Esamina i clienti: B2C spinge per il forfettario (niente IVA). B2B con grandi acquisti e subappalti spinge per ordinario (detrarre IVA e costi).
5) Verifica le esclusioni legali: soci in società, spese per personale oltre 20.000, continuità con ex datore. Se c’è una di queste, l’ordinario resta l’unica via.
Adempimenti operativi essenziali
Apertura e comunicazioni
Apri la partita IVA con codice ATECO adeguato. Per servizi alla persona, spesso 96.02.02. Iscriviti al Registro Imprese e all’Albo Artigiani se svolgi attività artigiana. Invia la SCIA al SUAP del Comune. Fonti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Camere di Commercio.
All’INPS scegli la gestione corretta. Se sei in forfettario e artigiano/commerciante, valuta l’opzione per la riduzione contributiva del 35% entro i termini INPS.
Fatture ed e-fattura
Emetti sempre fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio. Indica la dicitura di operazione in regime forfettario senza IVA. Ricorda la marca da bollo quando serve. Conserva a norma.
Scadenze tipiche
Imposta sostitutiva: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre (stesso calendario IRPEF). Addizionali non si applicano nel forfettario.
Contributi INPS: per Artigiani/Commercianti rate su minimi e conguagli su eccedenza secondo il calendario INPS; per Gestione Separata conguagli e acconti con F24 su base dichiarativa. Fonti: circolari INPS annuali.
Norme e prassi da conoscere
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Normattiva). Soglie 85.000/100.000 e uscita immediata: Legge 197/2022 (Normattiva). E-fattura: D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022, come attuati dall’Agenzia delle Entrate.
IRPEF ordinaria e deduzioni: DPR 917/1986 (TUIR, Normattiva). Contributi INPS e riduzione 35% per forfettari: circolari e messaggi INPS. Adempimenti d’impresa e artigiani: Ministero del Lavoro, Camere di Commercio, SUAP.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti principali | Calcolo e imposte | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Forfettario “start-up” (5%) | Ricavi ≤ 85.000; nessuna partecipazione in società; spese personale ≤ 20.000; requisiti 5%: no attività analoga nei 3 anni, non prosecuzione | Imponibile = Ricavi x 67% – Contributi; Imposta 5% sostitutiva; niente IVA, niente ritenute | Opzione in apertura; e-fattura subito; saldo/acconti giugno/novembre; possibile riduzione INPS 35% (Art/Comm) |
| Forfettario “ordinario” (15%) | Stesse condizioni del forfettario; mancato possesso requisiti 5% | Imponibile forfettario con coefficiente 67%; imposta 15%; no IVA | Monitoraggio soglia 85.000; se superi 100.000, esci nell’anno e scatta IVA dal superamento |
| Regime ordinario con costi elevati | Nessun limite ricavi; deducibilità piena costi inerenti; IVA applicata e detraibile | Imponibile = Ricavi – Costi – Contributi; IRPEF a scaglioni + addizionali; IVA periodica | Liquidazioni IVA, registri, ISA ove previsti; utile se costi/ricavi > ~45% o investimenti importanti |
| Truccatore artigiano vs professionista | Artigiano: iscrizione RI, Albo Artigiani; Professionista: no RI, Gestione Separata INPS | Artigiano: contributi minimi + percentuale, possibile -35%; Professionista: solo percentuale su reddito | Scelta ATECO corretta all’avvio; incide su punto di convenienza tra regimi e su cash flow contributivo |
FAQ
Come scelgo il codice ATECO giusto per il truccatore e cosa cambia tra 96.02.02 e alternative più “artistiche”?
Se offri servizi alla persona come make-up da salone, bridal, eventi privati, l’ATECO tipico è 96.02.02 (servizi degli istituti di bellezza). Questo ti porta all’iscrizione al Registro Imprese e, spesso, all’Albo Artigiani. Paghi INPS Artigiani/Commercianti con minimi e conguagli. Nel forfettario puoi chiedere la riduzione contributiva del 35%, che abbassa il costo previdenziale.
Se invece operi come make-up artist per produzioni artistiche, cinema, teatro, moda, con attività più vicina a prestazione artistica indipendente, potresti adottare un codice nell’area attività artistiche o professionali. In tal caso potresti non iscriverti al Registro Imprese e ricadere nella Gestione Separata INPS senza minimi. La differenza è rilevante: cambia il flusso di cassa, il punto di convenienza del forfettario e alcuni adempimenti amministrativi.
La scelta si basa su come svolgi l’attività in concreto. Valuta contratti, clienti prevalenti e organizzazione del lavoro. Verifica con Camera di Commercio e fonti istituzionali come il Ministero del Lavoro. Un inquadramento coerente riduce rischi di contestazioni.
Quali sono gli errori più comuni dei truccatori nel forfettario e come evitarli?
Primo errore: confondere incassi con fatturato. Il forfettario segue il principio di cassa: registri come ricavo solo ciò che incassi nell’anno. Se emetti a dicembre e incassi a gennaio, conta l’anno dopo. Tieni un prospetto degli incassi mese per mese.
Secondo errore: dimenticare la marca da bollo da 2 euro per fatture oltre 77,47 euro. Va indicata e versata con l’apposito F24 periodico per bollo e-fatture. Le omissioni portano sanzioni.
Terzo errore: non monitorare la soglia 85.000/100.000. Se superi 100.000 euro, esci nell’anno stesso e devi applicare l’IVA da quel momento. Serve un cruscotto ricavi aggiornato e un alert quando arrivi al 70-75% della soglia.
Quarto errore: ignorare l’INPS. Se sei artigiano/commerciante e non chiedi la riduzione del 35% in tempo, paghi contributi più alti del necessario. Controlla ogni anno le circolari INPS su termini e modalità.
Se ho collaboratori o assistenti, posso restare nel forfettario? Cosa rientra nel limite di 20.000 euro?
Sì, puoi restare nel forfettario se le spese per lavoro dipendente e per compensi a collaboratori non superano 20.000 euro lordi nell’anno. Nel conteggio rientrano stipendi, compensi a co.co.co., compensi a collaboratori occasionali, compensi al coadiuvante familiare e somme analoghe. Non sommare i compensi a professionisti con partita IVA distinti da te: quelli sono costi per servizi, non lavoro dipendente o assimilato.
Se superi i 20.000 euro, perdi il forfettario dall’anno successivo. Questo limite nasce dall’art. 1, comma 57, Legge 190/2014. Pianifica i picchi di lavoro in alta stagione (matrimoni, sfilate) per non sforare. Valuta forme contrattuali corrette e il costo totale del lavoro, contributi inclusi.
Come si pagano imposta sostitutiva e contributi nel forfettario e quali acconti devo considerare?
L’imposta sostitutiva si paga come l’IRPEF: saldo sull’anno precedente e acconti per l’anno in corso. Le scadenze tipiche sono a giugno per saldo e primo acconto e a novembre per il secondo acconto. L’acconto si calcola sul 100% dell’imposta dovuta l’anno prima, salvo riduzioni per cause particolari previste dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Per l’INPS, se sei Artigiano/Commerciante versi quattro rate sui minimi e poi conguagli la quota percentuale sull’eccedenza con il modello F24 secondo il calendario INPS. Se sei in Gestione Separata versi in base al reddito dichiarato, con saldo e acconti insieme alle imposte. Conserva sempre i prospetti di calcolo e verifica ogni anno gli importi aggiornati nelle circolari INPS.
Quali vantaggi fiscali per investimenti e spese ho nel forfettario rispetto all’ordinario?
Nel forfettario i costi reali non incidono sull’imponibile, perché il reddito si calcola a forfait con il coefficiente di redditività (67% per i servizi alla persona). Non detrai l’IVA sugli acquisti e non ammortizzi beni strumentali. Questo semplifica ma penalizza chi investe molto.
Nell’ordinario deduci i costi effettivi e detrai l’IVA, ammortizzi le attrezzature e puoi sfruttare incentivi che passano per crediti d’imposta o maggiorazioni di ammortamento quando previsti. Se prevedi acquisti importanti (luci, postazione trucco, materiali professionali, eventuale automezzo strumentale) e lavori con clienti che richiedono IVA, l’ordinario può risultare più conveniente, soprattutto oltre una certa incidenza dei costi. Valuta sempre con simulazioni su tre anni, includendo contributi e acconti.
