Registro dei corrispettivi: cos’è, a cosa serve e come si compila

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Il registro dei corrispettivi è il registro IVA (imposta sul valore aggiunto) in cui annoti, giorno per giorno, il totale degli incassi senza fattura, diviso per aliquota. Oggi lo tiene soprattutto chi vende online beni fisici a privati. Se hai un negozio, il Registratore Telematico memorizza e invia i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate e prende il posto del registro.

Le regole in breve. Fai la chiusura giornaliera ogni giorno di apertura. La trasmissione dei dati è automatica e la legge ti dà 12 giorni dall’operazione per completarla. Se sbagli o non invii, la sanzione si calcola sull’IVA non documentata e, dopo più violazioni, può arrivare la sospensione della licenza.

Cos’è il registro dei corrispettivi e perché serve

Il registro dei corrispettivi è il libro, cartaceo o informatico, dove annoti gli incassi giornalieri senza fattura. I corrispettivi sono le somme che incassi per vendite al dettaglio o servizi a privati: operazioni B2C, cioè verso consumatori finali, per cui la fattura non è obbligatoria se il cliente non la chiede.

La base giuridica è l’articolo 22 del DPR 633/1972, il decreto del Presidente della Repubblica che regola l’IVA. Qui trovi chi può vendere senza emettere fattura. L’articolo 24 dello stesso decreto disciplina la registrazione dei corrispettivi: è quindi un registro IVA a tutti gli effetti, come il registro delle fatture emesse. Puoi leggere il testo dell’articolo 24 su Normattiva.

Il documento commerciale ha sostituito scontrino e ricevuta fiscale. È la prova della vendita che rilasci al cliente quando usi il Registratore Telematico (RT). Il Registratore Telematico memorizza i corrispettivi e li invia all’Agenzia delle Entrate: lo prevede l’articolo 2 del decreto legislativo (D.Lgs.) 127/2015. Le istruzioni tecniche sono nei Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (AdE) del 28 ottobre 2016 e successivi aggiornamenti. Dal 1° gennaio 2027 queste regole confluiscono nel Testo unico IVA pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che riordina le norme senza cambiare gli obblighi di fondo.

Chi è obbligato: casi pratici aggiornati al 2026

Il registro dei corrispettivi serve a chi incassa senza fattura e non usa un Registratore Telematico. Se memorizzi e trasmetti i corrispettivi con l’RT, il registro non ti serve: l’articolo 2 del D.Lgs. 127/2015 dice che memorizzazione e trasmissione sostituiscono l’obbligo di registrazione dell’articolo 24.

Se gestisci un punto vendita fisico o un laboratorio artigiano, devi emettere il documento commerciale e usare un Registratore Telematico. La trasmissione dei corrispettivi è telematica. Vale anche se sei in regime forfettario: il regime fiscale non cambia l’obbligo di certificare le vendite al dettaglio.

Se fai e-commerce indiretto puro (ordini online, consegna fisica del bene), non devi emettere documento commerciale. Non invii corrispettivi telematici. Annota gli incassi sul registro dei corrispettivi ed emetti fattura solo se il cliente la chiede: te lo consente l’articolo 22 del DPR 633/1972. Se sei forfettario, trovi i dettagli nella guida sul registro dei corrispettivi per l’e-commerce.

Se vendi servizi digitali online (e-commerce diretto) a consumatori italiani, non emetti documento commerciale e registri gli incassi nel registro dei corrispettivi. Se vendi anche in altri Paesi UE (Unione europea), valuta gli sportelli OSS e IOSS (One Stop Shop e Import One Stop Shop). Le regole europee non cambiano l’obbligo di registrare in Italia gli incassi.

Come si compila il registro dei corrispettivi

Per compilare il registro dei corrispettivi scrivi, per ogni giorno, il totale degli incassi senza fattura, diviso per aliquota IVA. Hai tempo fino al giorno non festivo successivo: se incassi il lunedì, annoti entro il martedì. Lo prevede l’articolo 24 del DPR 633/1972.

In ogni riga metti la data, gli incassi di ciascuna aliquota IVA compresa e il totale del giorno. Quando fai i conti per il versamento, ricavi l’IVA contenuta negli incassi: questa operazione si chiama scorporo. Per esempio, da 122 € incassati al 22% ricavi 100 € di prezzo e 22 € di IVA. Nel totale entrano anche le vendite per cui hai emesso fattura, IVA compresa: le conti una volta sola. Se sei in regime forfettario non applichi l’IVA, quindi ti basta una colonna con il totale incassato.

Ecco un esempio di tre giornate di un piccolo negozio online con due aliquote. Gli importi sono inventati e servono solo a mostrare come si riempiono le colonne.

Giorno Incassi al 22%, IVA compresa Incassi al 10%, IVA compresa Totale incassato nel giorno
3 marzo 244 € 110 € 354 €
4 marzo 122 € 0 €, nessuna vendita a questa aliquota 122 €
5 marzo, chiuso 0 €, nessun incasso 0 €, nessun incasso 0 €

A fine mese sommi le colonne: da qui parte il calcolo dell’IVA da versare con il registro dei corrispettivi. Se tieni il registro su carta o in un file, trovi le istruzioni passo passo nella guida su come compilare il registro cartaceo o online.

Cartaceo/informatico o elettronico: come scegliere e come operare

Registro cartaceo o informatico per e-commerce

Il registro dei corrispettivi cartaceo è ancora valido: come tutti i registri IVA, deve avere le pagine numerate in modo progressivo, come prevede l’articolo 39 del DPR 633/1972. Lo usi se non devi certificare con il documento commerciale, e in alternativa puoi tenere un file informatico stampabile. Chi deve ancora averlo lo spiega la guida sul registro dei corrispettivi cartaceo.

Ogni giorno annoti gli incassi. Se vendi beni, separa per aliquota IVA. Indica la data e l’importo incassato. Il principio è semplice: scrivi ciò che hai incassato quel giorno.

Principio di cassa significa che registri quando ricevi il denaro, non quando spedisci il bene o mandi la conferma d’ordine. In pratica, guardi i pagamenti incassati su POS, PayPal o banca e li sommi per la giornata.

Conserva il registro per 10 anni. Lo prevede l’articolo 39 del DPR 633/1972, che rinvia alle regole sulla conservazione delle scritture contabili: se su quell’anno è in corso un accertamento, lo tieni finché non si chiude. Puoi gestirlo con un software, purché sia stampabile e non modificabile.

Documento commerciale e Registratore Telematico

Con un punto vendita fisico, rilasci il documento commerciale al momento della vendita. Il Registratore Telematico memorizza il totale giornaliero e invia i dati all’Agenzia delle Entrate dopo la chiusura di cassa di fine giornata. Per capire quando serve e cosa riporta, leggi la guida sulla certificazione dei corrispettivi.

Se il Registratore è offline o guasto, puoi usare la procedura web “Documento commerciale online” sul portale Fatture e Corrispettivi. È la soluzione di emergenza o, per attività molto piccole, una valida alternativa: emetti il documento al momento della vendita e poi trasmetti dal portale.

Tempistiche: fai la chiusura giornaliera ogni giorno di apertura. Il dispositivo invia i dati in automatico. La legge ti dà 12 giorni dal giorno della vendita per trasmettere i dati: è il termine ordinario dell’articolo 2, comma 6-ter, del D.Lgs. 127/2015, non una tolleranza tecnica. Nei giorni di chiusura dell’esercizio non invii nulla. Se sei aperto ma non incassi, fai la chiusura con corrispettivi pari a zero.

Tempistiche, conservazione e casi di fattura

Quando un cliente chiede la fattura, la emetti e conti quell’importo una sola volta. Nel registro dei corrispettivi il totale del giorno comprende anche le operazioni fatturate, IVA compresa, come prevede l’articolo 24 del DPR 633/1972. L’articolo 22 del DPR 633/1972 ti permette invece di non emettere fattura se il cliente non la chiede entro il momento della vendita.

Conservi documenti commerciali, registri e report di chiusura per 10 anni. Portali e dispositivi conservano copie digitali. Tieni anche il report di chiusura giornaliera o il riepilogo del giorno: in caso di controllo ti possono chiedere di mostrarlo.

Se lavori solo in alcuni periodi dell’anno, fai la “messa fuori servizio” del Registratore quando chiudi a lungo e riattivalo alla riapertura. Chiedi la procedura corretta al tecnico che assiste i tuoi Registratori Telematici.

Sanzioni: cosa rischi e come evitarlo

Se non memorizzi o non trasmetti in tempo i corrispettivi, o invii dati incompleti o sbagliati, paghi il 70% dell’IVA di ogni operazione non memorizzata o non trasmessa. Prima era il 90% dell’imposta: la riforma delle sanzioni del D.Lgs. 87/2024 l’ha ridotta per le violazioni dal 1° settembre 2024. Dal 1° gennaio 2026 queste regole sono nel Testo unico delle sanzioni tributarie, il D.Lgs. 173/2024. Ha preso il posto degli articoli 6 e 12 del D.Lgs. 471/1997.

La sospensione della licenza scatta quando ti vengono contestate quattro violazioni distinte, commesse in giorni diversi, nel corso di cinque anni. La durata va da 3 giorni a 1 mese per importi sotto 50.000 euro. Se i corrispettivi contestati superano i 50.000 euro, la sospensione va da 1 a 6 mesi. Lo prevede l’articolo 37 del Testo unico, che riprende l’articolo 12 del D.Lgs. 471/1997.

Come evitare errori: fai la chiusura ogni giorno di apertura e usa un RT aggiornato. In caso di guasto, chiama subito il tecnico e annota i corrispettivi sul registro di emergenza. Se sbagli, regolarizza al più presto con il ravvedimento operoso. È la procedura con cui correggi l’errore da solo e paghi una sanzione ridotta, purché tu intervenga prima dei controlli dell’Agenzia delle Entrate. Vale anche per gli adempimenti IVA. Quanto si riduce la sanzione dipende da quando intervieni: in questo caso è meglio parlarne con il tuo commercialista.

Regola decisionale rapida

Hai solo e-commerce indiretto (ordine online, consegna fisica)? Non emetti documento commerciale. Tieni il registro dei corrispettivi e annota gli incassi per giorno e aliquota.

Hai un negozio fisico o un laboratorio con vendita al minuto? Emetti il documento commerciale con il Registratore Telematico. Fai la chiusura giornaliera e invia i dati. Usa la procedura web solo come alternativa o emergenza.

Hai un’attività mista, e-commerce più negozio? Per le vendite online usa il registro, per quelle in negozio usa l’RT. Non duplicare. Se fai fattura su richiesta, nel registro quell’importo entra nel totale del giorno, IVA compresa, e non va contato una seconda volta.

Sei un professionista che emette sempre fattura? Non usi il registro dei corrispettivi. Registri le fatture nel registro vendite o nel gestionale, secondo il tuo regime.

Sei in regime forfettario? Se vendi al dettaglio, emetti il documento commerciale senza IVA e trasmetti i corrispettivi. Sul documento commerciale, secondo la prassi, indichi la dicitura “operazione non soggetta a IVA per regime forfettario”. Se fai solo prestazioni con fattura, non usi il registro dei corrispettivi.

Procedura operativa sul portale Fatture e Corrispettivi

Emissione del documento commerciale online

Accedi al portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identità Elettronica). Entra nella sezione Corrispettivi, seleziona “Documento commerciale online” e compila i campi obbligatori. Se è la prima volta, leggi la guida al portale Fatture e Corrispettivi.

Indica la descrizione del bene o del servizio. Seleziona l’aliquota IVA corretta e inserisci eventuali sconti, a riga o sul totale. Aggiungi l’importo pagato e il metodo di pagamento. Concludi e rilascia il documento al cliente.

A fine giornata, genera la chiusura. Il sistema invia i dati all’Agenzia delle Entrate. Se la rete non va, riprova appena possibile. Trasmetti i dati entro 12 giorni dal giorno della vendita, sempre, non solo in caso di impedimento tecnico.

Gestione di resi, annulli e correzioni

Per un reso, emetti un documento commerciale di reso collegato all’operazione iniziale. Il totale giornaliero si aggiorna e, se tieni il registro dei corrispettivi, riporti il reso nella giornata in cui avviene. Per gli errori materiali, usa la funzione di storno, cioè di annullamento, entro la giornata. Nei giorni successivi emetti invece un documento rettificativo, che corregge quello sbagliato.

Per gli omaggi applichi l’IVA secondo le regole sugli omaggi: in negozio usi la funzione dedicata dell’RT, nel registro dei corrispettivi li annoti a parte.

Conserva la documentazione di supporto: scontrini, report, note interne. Serve a dimostrare la buona fede e la correttezza della rettifica in caso di controllo.

Casi speciali 2026: fiere, mercati, guasti e pagamenti digitali

Vendite in fiere e mercati: puoi usare un RT portatile o la procedura web. La regola non cambia: documento commerciale al momento della vendita e trasmissione via rete quando disponibile.

Guasti RT: il registro di emergenza è il registro, anche informatico, su cui annoti i corrispettivi di ogni singola operazione finché il Registratore non torna a funzionare. Lo prevede il punto 5.1 del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016, che ti chiede anche di chiamare subito un tecnico abilitato. In alternativa, emetti i documenti commerciali con la procedura web.

Pagamenti elettronici: dal 1° gennaio 2026 devi collegare il POS al Registratore Telematico. Non serve un cavo: associ la matricola dell’RT ai tuoi strumenti di pagamento con il servizio “Gestione collegamenti” del portale Fatture e Corrispettivi. Per i POS già attivi a gennaio 2026 il termine era il 20 aprile 2026, come spiega l’Agenzia delle Entrate. Annota sempre il metodo di pagamento. Negli incassi misti contanti/POS puoi distinguere le due quote a riga o sul totale, secondo le funzioni del RT o del portale. Se applichi uno sconto, nel registro e nei report RT indichi gli importi per aliquota già scontati.

Marketplace: chi certifica dipende dal contratto. Se il marketplace vende in nome proprio, certifica lui il corrispettivo al cliente finale e tu fatturi al marketplace. Se è solo un intermediario, la certificazione resta a te e registri l’incasso nel registro dei corrispettivi. In entrambi i casi conserva i rendiconti del marketplace.

La tabella riassume, per ogni tipo di attività, cosa devi certificare, con quale strumento e in che tempi. Usala per ritrovare in fretta il tuo caso.

Scenario Certificazione richiesta Strumento operativo Tempistiche Principali riferimenti
E-commerce indiretto puro B2C Nessun documento commerciale; fattura solo su richiesta; registro dei corrispettivi obbligatorio Registro cartaceo/informatico; gestionale contabile Annotazione giornaliera per data incasso; conservazione 10 anni DPR 633/1972 art. 22 e 24; Normattiva; Agenzia delle Entrate
Negozio fisico al dettaglio Documento commerciale e trasmissione telematica dei corrispettivi Registratore Telematico o procedura web Emissione al momento; chiusura giornaliera; invio automatico entro 12 giorni dall’operazione D.Lgs. 127/2015 art. 2; Provvedimenti AdE dal 2016
Attività mista (negozio + e-commerce) Negozio: documento commerciale; E-commerce: registro corrispettivi RT per negozio; registro per online Chiusura giornaliera negozio; registrazione giornaliera online DPR 633/1972 art. 22; D.Lgs. 127/2015; Agenzia delle Entrate
Professionista solo con fattura Fattura per ogni operazione; nessun registro corrispettivi Fatturazione elettronica/gestionale Emissione entro i termini IVA; conservazione 10 anni DPR 633/1972 art. 21 e 23; Agenzia delle Entrate
Fiera/mercato itinerante Documento commerciale in mobilità e trasmissione telematica RT portatile o procedura web Emissione immediata; invio al termine giornata e comunque entro 12 giorni dall’operazione D.Lgs. 127/2015; Provvedimenti AdE

Se qualcosa non è chiaro, siamo qui. Consulenza gratuita con un consulente Fiscozen: capisci insieme a noi quale strumento serve alla tua Partita IVA, senza impegno.

FAQ

Registro dei corrispettivi e registro vendite sono la stessa cosa?

No. Il registro vendite raccoglie le fatture emesse ed è il registro di chi fattura sempre. Il registro dei corrispettivi serve a chi vende al minuto o presta servizi a privati senza fattura e annota gli incassi giornalieri. La base sono gli articoli 22, 23 e 24 del DPR 633/1972.

Entro quando devo chiudere la cassa e cosa succede se sono chiuso per ferie?

Fai la chiusura di cassa ogni giorno di apertura. Se il negozio è chiuso per ferie non fai chiusure e non invii nulla. Se resti aperto ma non incassi, fai comunque la chiusura a zero. I dati vanno trasmessi entro 12 giorni dall’operazione, anche quando la rete non funziona.

Se uso il Registratore Telematico devo tenere anche il registro dei corrispettivi?

No. Se memorizzi e trasmetti i corrispettivi con il Registratore Telematico, questo invio prende il posto del registro, come prevede l’articolo 2 del D.Lgs. 127/2015. Il registro dei corrispettivi resta per chi incassa senza fattura e non usa l’RT, per esempio chi vende online beni fisici a privati.

Sono in regime forfettario: devo usare il Registratore Telematico o il registro dei corrispettivi?

Dipende da come vendi. In negozio usi il Registratore Telematico, anche se non addebiti l’IVA. Se vendi online beni fisici a privati, tieni il registro dei corrispettivi con un’unica colonna di totali. La base è l’articolo 22 del DPR 633/1972 e l’articolo 2 del D.Lgs. 127/2015.

Cosa rischio se non invio i corrispettivi o li invio sbagliati? Posso rimediare?

Rischi una sanzione del 70% dell’IVA non trasmessa, che fino ad agosto 2024 era del 90%. Dopo quattro violazioni in cinque anni scatta la sospensione: da 3 giorni a 1 mese, fino a 6 mesi oltre 50.000 euro. Le regole erano negli articoli 6 e 12 del D.Lgs. 471/1997, oggi nel D.Lgs. 173/2024. Il ravvedimento operoso riduce la sanzione.

Quali dati minimi devo conservare e per quanto tempo?

Conserva registro dei corrispettivi, report di chiusura, documenti commerciali, eventuale registro di emergenza, contratti e rendiconti dei marketplace ed estratti conto. Il termine ordinario è 10 anni, come prevede l’articolo 39 del DPR 633/1972. Se è in corso un accertamento, conservi tutto finché non si chiude.

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