Registro dei corrispettivi: a cosa serve e come compilarlo?

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Il registro dei corrispettivi è il prospetto in cui annoti, ogni giorno, gli incassi delle vendite senza fattura, divisi per aliquota IVA (imposta sul valore aggiunto) e per tipo di operazione. Serve soprattutto all’e-commerce indiretto, cioè a chi vende online beni spediti al cliente. Lo compili entro il giorno non festivo successivo e lo conservi per 10 anni.

  • È obbligatorio soprattutto se vendi online a privati senza fattura. Se hai un negozio fisico, usi invece lo scontrino elettronico, salvo esoneri.
  • Annoti gli incassi ogni giorno, entro il giorno non festivo successivo, divisi per aliquota IVA e per tipo di operazione: imponibile, non imponibile, esente, fuori campo.
  • Conservi il registro per 10 anni, su carta o in digitale.

Cos’è il registro dei corrispettivi e quando serve

Definizione pratica

Il registro dei corrispettivi è un prospetto giornaliero degli incassi. Lo trovi chiamato anche libro dei corrispettivi: è lo stesso documento. “Corrispettivi” significa vendite al dettaglio senza fattura, tipiche delle vendite a consumatori privati. Lo compili con gli importi del giorno, separati per aliquota IVA e natura fiscale.

Ti serve per sommare l’IVA a debito, cioè l’IVA che hai incassato dai clienti e devi versare allo Stato, e per dimostrare al Fisco come hai calcolato le imposte. In caso di controllo è uno dei primi documenti che ti chiedono.

Basi normative essenziali

L’obbligo nasce dal DPR (decreto del Presidente della Repubblica) 633/1972, la legge base dell’IVA. L’art. 22 elenca le vendite al dettaglio che non richiedono fattura. L’art. 24 ti chiede di annotare ogni giorno gli incassi, divisi per aliquota. Il decreto legislativo (D.Lgs.) 127/2015, art. 2, ha poi introdotto lo scontrino elettronico, cioè l’invio telematico degli incassi all’Agenzia delle Entrate.

Il DL (decreto-legge) 119/2018, art. 17, ha reso l’obbligo generalizzato per i negozi fisici. Le vendite per corrispondenza, cioè l’e-commerce indiretto, restano invece fuori dall’obbligo di certificare gli incassi, come prevede l’art. 2, lettera oo, del DPR 696/1996. Per questo chi vende online non usa lo scontrino elettronico e continua a usare il registro.

Una novità da segnare: dal 1° gennaio 2027 l’art. 24 del DPR 633/1972 è abrogato e le regole sull’IVA passano nel nuovo Testo unico IVA, il D.Lgs. 10/2026. Fino al 31 dicembre 2026 valgono gli articoli citati in questa guida, e trovi tutti i testi aggiornati su Normattiva.

Chi lo usa oggi

Lo usa in primis chi vende online beni con spedizione a consumatori finali italiani o esteri, quando non emette fattura. Lo usano anche le attività esonerate dai corrispettivi telematici dai decreti attuativi. Se vendi online, trovi i dettagli nella guida al registro dei corrispettivi per l’e-commerce indiretto.

I negozi fisici, in generale, emettono scontrino elettronico con il Registratore Telematico (RT). Non tengono il registro, salvo esoneri particolari. In caso di dubbio prevale quanto indicano l’Agenzia delle Entrate e i decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Come si compila correttamente

Struttura minima del registro

In testa a ogni pagina scrivi i tuoi dati: nome o ragione sociale, Partita IVA e indirizzo. Poi organizza una pagina per ogni mese, con una riga per ogni giorno. Prevedi una colonna per la data e una per ogni aliquota IVA che usi, ad esempio 4%, 5%, 10% e 22%. In ogni colonna scrivi l’incasso lordo, IVA compresa: l’imponibile, cioè la parte di prezzo senza IVA, lo calcoli a fine mese. Aggiungi poi colonne per operazioni non imponibili, esenti e fuori campo, per le note, per il totale del giorno e per le fatture emesse, con numero e imponibile.

Nell’ultima riga del mese calcola i totali mensili per ogni colonna e il totale complessivo. Tre parole da conoscere: “non imponibile” sono operazioni tassate a 0% per norma (es. esportazioni art. 8 DPR 633/72); “esente” sono escluse da IVA per legge (art. 10 DPR 633/72); “fuori campo” è quanto non rientra nell’IVA italiana, per esempio le operazioni fuori dal territorio.

Tempistiche

Annota i corrispettivi entro il giorno non festivo successivo a quello dell’incasso. Vuol dire che il venduto del 10 va registrato entro l’11 o, se l’11 è festivo, entro il primo giorno non festivo successivo. Questa è la regola dell’art. 24 DPR 633/1972.

Se lavori con molte aliquote, puoi fare registrazioni riepilogative giornaliere per aliquota. La precisione per aliquota è fondamentale per calcolare l’IVA corretta.

Esempio operativo

Giorno 15: incassi 300 € su prodotti IVA 10% e 800 € su prodotti IVA 22%. Nel registro del mese corrente annoti 300 nella colonna 10% e 800 nella colonna 22%. Se emetti una fattura nel giorno, riporti numero e imponibile nella colonna dedicata alle fatture.

A fine mese sommi e calcoli l’IVA su ogni aliquota. Tieni distinte le operazioni non imponibili (es. export) o esenti (es. specifici servizi dell’art. 10) nelle rispettive colonne e indica la norma di riferimento.

Fatture, resi, buoni e incassi multicanale

Fatture: se emetti fattura, non includere l’importo anche nei corrispettivi imponibili. Inserisci il documento nella colonna “fatture emesse” per quell’incasso.

Resi e storni: registra una variazione in diminuzione nel giorno del reso, con segno negativo nella stessa aliquota, citando la nota di credito. In alternativa annota il reso nella colonna note e sottrai l’importo dal totale. Le note di variazione seguono l’art. 26 del DPR 633/1972.

Buoni regalo (gift card): quando vendi il buono non registri IVA se è “multiuso”; la registri quando il cliente usa il buono per comprare beni. Se il buono è “monouso”, l’IVA sorge alla vendita del buono. Sono regole UE (Unione Europea) recepite nel DPR 633/1972.

Marketplace: per alcune vendite a privati di altri Paesi UE, la legge considera il marketplace come venditore al posto tuo. È il cosiddetto “fornitore presunto”, una regola arrivata con il pacchetto e-commerce UE. In questi casi l’IVA la versa il marketplace e tu non registri quel corrispettivo come tua vendita imponibile in Italia. Annotalo in una sezione gestionale a parte, come “operazioni tramite piattaforma con IVA assolta dal marketplace”. Controlla sempre il contratto e le comunicazioni fiscali del marketplace.

Come tenere il registro dei corrispettivi su Excel

Puoi tenere il registro dei corrispettivi su un normale foglio Excel, purché a fine periodo lo renda non modificabile e stampabile su richiesta. Crea un foglio per ogni mese, una riga per ogni giorno e una colonna per ogni aliquota e natura dell’operazione. Se preferisci il cartaceo o un software, trovi le differenze nella guida su come compilare il registro dei corrispettivi cartaceo o online.

Ecco un fac simile compilato, costruito sull’esempio del giorno 15 con altri due giorni di vendite inventati per mostrare i totali. Leggi ogni riga come una giornata chiusa: gli importi sono incassi lordi, IVA compresa.

Data Incassi con IVA 10% Incassi con IVA 22% Operazioni non imponibili Totale del giorno Note per il controllo
15 300 € 800 € 0 € 1.100 € Vendite dal sito, nessuna fattura emessa
16 150 € 420 € 200 € 770 € Spedizione in Svizzera, art. 8 DPR 633/72
17 0 € -60 € 0 € -60 € Reso del cliente, nota di credito n. 4
Totale del periodo 450 € 1.160 € 200 € 1.810 € Totali lordi da cui scorporare l’IVA per la liquidazione

Se vendi con una piattaforma come Shopify o WooCommerce, parti dal report degli ordini che puoi esportare dalla piattaforma. Riporta nel registro solo gli ordini pagati senza fattura, divisi per aliquota, e confronta il totale con gli accrediti del gestore dei pagamenti.

Come si registrano i corrispettivi in contabilità

I totali del registro entrano nella liquidazione periodica dell’IVA. È il calcolo, mensile o trimestrale, dell’IVA che devi versare. Per ogni aliquota separi l’IVA dall’incasso lordo e la sommi all’IVA a debito del periodo. Gli importi che annoti comprendono già l’IVA, quindi per trovare l’imposta dividi l’incasso per 100 più l’aliquota e moltiplichi per l’aliquota.

Prendi l’esempio del giorno 15. Sugli 800 € con IVA al 22%, l’imponibile è 655,74 € e l’IVA è 144,26 €. Sui 300 € con IVA al 10%, l’imponibile è 272,73 € e l’IVA è 27,27 €. Sono questi gli importi che finiscono nella liquidazione, mensile o trimestrale a seconda della tua posizione.

Le operazioni non imponibili ed esenti non generano IVA, ma restano nel registro con la loro norma. Se vuoi vedere il calcolo passo per passo, leggi come fare il calcolo dell’IVA da versare con il registro dei corrispettivi. Se ti chiedi se serve la partita doppia, trovi la risposta nella guida sulla registrazione dei corrispettivi in partita doppia.

Vendite estere, OSS/IOSS e natura delle operazioni

UE: vendite a distanza e OSS

Se vendi a consumatori di altri Paesi UE, segui le regole del “pacchetto e-commerce” UE, in vigore dal 1° luglio 2021. C’è una soglia unica UE di 10.000 € annui per servizi elettronici e vendite a distanza intra‑UE.

Se superi la soglia o scegli di pagare l’IVA nello Stato del cliente, puoi usare il One Stop Shop (OSS). In quel caso versi l’IVA estera tramite il portale OSS italiano e non la versi in Italia. Nel registro tieni queste operazioni in una colonna “OSS”, per controllo gestionale. Se vuoi leggere le regole, sono nelle Direttive UE 2017/2455 e 2019/1995 e nel D.Lgs. 83/2021, che l’Agenzia delle Entrate spiega nelle sue guide sull’OSS.

Extra‑UE: esportazioni e IOSS

Se spedisci beni fuori dall’UE, di norma la vendita è “non imponibile”, come prevede l’art. 8 DPR 633/1972. Annota il corrispettivo nella colonna non imponibili, scrivi “art. 8 DPR 633/72” e conserva la prova dell’uscita doganale.

Per le vendite a privati di beni importati di valore modesto e spediti a consumatori UE, può applicarsi il regime IOSS (Import One Stop Shop). In quel caso incassi l’IVA in anticipo e la versi tramite IOSS. Registra queste vendite a parte, a fini gestionali. Le regole sono nel Regolamento UE 282/2011, con le successive modifiche, e nel D.Lgs. 83/2021.

Regime forfettario ed effetti sul registro

Obblighi ridotti ma ordine necessario

Nel regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54‑89) non sei obbligato ai registri IVA: l’esonero arriva dal comma 59. Però, se vendi online senza fattura, tenere un registro dei corrispettivi ti aiuta a controllare i ricavi e ad affrontare eventuali verifiche. Il comma 74 della stessa legge riguarda invece controlli e sanzioni, e non cambia nulla per il registro.

Compila comunque un prospetto giornaliero degli incassi per canale e aliquota merceologica. Anche se non versi IVA, distingui le vendite per natura: imponibili, non imponibili, esenti, fuori campo. Ti servirà per l’imposta sostitutiva e per il quadro LM del modello Redditi. Per il caso tipico di chi vende online trovi un approfondimento sul registro dei corrispettivi per l’e-commerce in regime forfettario.

Regola decisionale rapida

Se vendi beni online a privati con spedizione e non emetti fattura: usa il registro dei corrispettivi e annota per aliquota entro il giorno non festivo successivo.

Se hai un negozio fisico: emetti scontrino elettronico con il Registratore Telematico. Tieni il registro solo se rientri in un esonero specifico previsto dai decreti MEF e dalle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Se vendi a privati in UE e usi l’OSS: annota a parte, a fini gestionali, e versa l’IVA tramite OSS. Non trattare quell’IVA come domestica.

Se esporti fuori UE: registra come non imponibile art. 8 DPR 633/1972 e conserva la bolla doganale.

Se sei in forfettario: non sei obbligato al registro IVA, ma tienilo per ordine contabile e per dimostrare i ricavi.

Conservazione, controlli e sanzioni

Conservazione e tracciabilità

Conserva il registro per 10 anni (art. 2220 Codice Civile). Può essere cartaceo o digitale, purché sia immodificabile e stampabile a richiesta.

Allinea il registro con estratti conto, ricevute dei pagamenti, report del marketplace e documenti di trasporto. Una riconciliazione periodica riduce gli errori.

Sanzioni tipiche

Se dimentichi una registrazione, la fai in ritardo o dichiari un’IVA sbagliata, rischi le sanzioni previste dal D.Lgs. 471/1997. Se ti accorgi di un errore, non aspettare: parlane subito con un commercialista per correggerlo.

Per chi è obbligato ai corrispettivi telematici, le sanzioni specifiche sono nel D.Lgs. 127/2015, art. 2. In caso di violazioni ripetute può scattare la sospensione dell’attività: l’art. 12 del D.Lgs. 471/1997 la prevede dopo quattro violazioni in cinque anni, da tre giorni a un mese. Se hai un dubbio su un caso concreto, parlane con un commercialista prima della scadenza.

La tabella riassume, per ogni situazione, chi deve tenere il registro, cosa annotare ed entro quando. Usala per capire in quale riga ti trovi: la sigla B2C, business to consumer, indica le vendite a consumatori privati.

Scenario Chi usa il registro Cosa annotare Quando registrare Dove lo dice la legge
E‑commerce indiretto B2C in Italia Obbligatorio se non emetti fattura e non usi il RT Corrispettivi giornalieri per aliquota IVA; eventuali fatture separate; resi e note Entro il giorno non festivo successivo DPR 633/1972 artt. 22 e 24; prassi Agenzia delle Entrate su esonero scontrino per vendite a distanza
Vendite a distanza intra‑UE con OSS Registro gestionale separato consigliato Totali per Stato UE, aliquota estera e periodo OSS Annotazione continua; versamento trimestrale OSS Direttive UE 2017/2455, 2019/1995; D.Lgs. 83/2021; documenti Agenzia delle Entrate
Esportazioni extra‑UE Registro corrispettivi con colonna “non imponibile” Importi non imponibili art. 8 e riferimento MRN doganale (Movement Reference Number) Entro il giorno non festivo successivo; prova export nei tempi doganali DPR 633/1972 art. 8; Codice Doganale UE; prassi Agenzia delle Entrate
Negozio fisico con RT Non serve il registro: usi lo scontrino elettronico Memorizzi e invii gli incassi in via telematica In tempo reale o ogni giorno, tramite il RT D.Lgs. 127/2015 art. 2; DL 119/2018 art. 17; provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
Forfettario e‑commerce Nessun obbligo di registri IVA; registro consigliato Incassi giornalieri per canale e natura; fatture separate Buona prassi quotidiana L. 190/2014 art. 1 commi 54‑89; art. 2220 c.c. per conservazione

Se hai dubbi su come impostare il tuo registro, ne parliamo insieme.

FAQ

Devo tenere il registro dei corrispettivi se ho un e-commerce e incasso con carte e marketplace?

Sì, se fai e-commerce indiretto verso privati e non emetti fattura. Il metodo di incasso non cambia l’obbligo: POS, wallet, bonifico e contrassegno sono tutti incassi da registrare. Le vendite in cui l’IVA la versa il marketplace, come venditore al posto tuo, vanno in una sezione separata. Conserva i report mensili del marketplace e confrontali con il registro.

Come tratto resi, annullamenti e rimborsi nel registro?

Hai due strade. 1) Registri nel giorno del reso una variazione negativa nella stessa aliquota IVA, con causale e numero della nota di credito. 2) Usi una colonna “variazioni” e sottrai l’importo dal totale del giorno. Se avevi emesso fattura, fai una nota di credito e non toccare i corrispettivi imponibili.

Con lo scontrino elettronico serve ancora il registro dei corrispettivi?

Sì, se vendi online beni spediti a privati senza fattura. Lo scontrino elettronico riguarda i negozi fisici e chi incassa al banco, mentre le vendite per corrispondenza ne sono esonerate. Per queste continui ad annotare gli incassi nel registro, ogni giorno e per aliquota IVA, entro il giorno non festivo successivo.

Le vendite UE con OSS entrano nel registro dei corrispettivi? E come le tratto nell’IVA italiana?

Annotale a parte, in una sezione separata o in un prospetto parallelo: data, Stato del consumatore, base imponibile e aliquota estera. Non sommarle alle colonne imponibili italiane, perché non entrano nella liquidazione IVA domestica. Nella dichiarazione IVA annuale l’IVA estera versata tramite OSS resta fuori dalla sezione delle operazioni italiane.

Se ho un negozio fisico e un e-commerce, devo tenere sia il registratore telematico sia il registro dei corrispettivi?

Sì, di norma sì. Per il negozio memorizzi e trasmetti gli incassi con il Registratore Telematico, come prevedono il D.Lgs. 127/2015 e il DL 119/2018. Per l’e-commerce indiretto usi il registro, con la procedura dell’art. 24 del DPR 633/1972. Tieni separati i due flussi e riconciliali in contabilità generale.

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