Come diventare un attore: quali sono i requisiti?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come attore con Partita IVA scegli il codice ATECO 90.01.01, apri la posizione con il modello AA9/12, valuta il regime fiscale (forfettario o ordinario) e l’inquadramento previdenziale INPS/FPLS.

  • ATECO corretto per attori: 90.01.01 “Attività nel campo della recitazione” (classificazione ATECO ISTAT 2007).
  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up), coefficiente di redditività 67% per attività artistiche.
  • Previdenza: Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (ex ENPALS) o, in specifici casi, Gestione Separata INPS; regole e aliquote definite da INPS.

Come diventare attore con Partita IVA nel 2026

Requisiti, attività e codice ATECO corretto

Non servono titoli obbligatori per esercitare come attore. Servono invece competenze artistiche, formazione continua e un profilo fiscale chiaro.

Per l’attività professionale di recitazione usa il codice ATECO 90.01.01 “Attività nel campo della recitazione”. È il codice più aderente alla prestazione dell’attore. In alternativa, in casi particolari, si usa 90.01.09 “Altre rappresentazioni artistiche”. La scelta incide anche sul coefficiente di redditività del forfettario.

Riferimenti utili: classificazione ATECO ISTAT; normativa fiscale nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) consultabile su Normattiva; disciplina IVA nel DPR 633/1972.

Come si apre la Partita IVA: modello AA9/12 e canali

Compila il modello AA9/12 per persone fisiche e invialo all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online con SPID/CIE, tramite intermediario abilitato, o consegna in ufficio. L’apertura è gratuita presso l’Agenzia delle Entrate.

Indica: dati anagrafici, data di inizio attività, codice ATECO, regime contabile (forfettario o ordinario), eventuale domicilio fiscale e indirizzo PEC. L’Agenzia attribuisce il numero di Partita IVA subito dopo la protocollazione.

Fonti: modulistica e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate; quadro normativo su Normattiva.

Regimi fiscali per attori: forfettario o ordinario

Regime forfettario: quando conviene e come si calcola

Il forfettario è un regime semplificato. È pensato per chi ha ricavi contenuti e pochi costi. L’imposta sostitutiva è il 15% sul reddito calcolato in modo forfettario. Scende al 5% per i primi 5 anni in caso di “nuova attività” (se rispetti i requisiti).

Requisiti chiave: ricavi dell’anno precedente non superiori a 85.000 euro; assenza di partecipazioni di controllo in società con attività riconducibili; prevalenza dell’attività artistica sulla eventuale attività da lavoro dipendente oltre determinate soglie. La disciplina discende dalla Legge 190/2014 (regime forfettario) e successive Leggi di Bilancio, consultabili su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per gli attori, il coefficiente di redditività è 67%. Significa che il reddito imponibile non è dato dai ricavi meno le spese reali, ma da ricavi totali x 67%. Dal risultato potrai sottrarre i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno.

Esempio pratico: ricavi annui 40.000 euro. Reddito forfettario = 40.000 x 67% = 26.800 euro. Se versi contributi per 5.000 euro, imponibile imposta = 21.800 euro. Imposta 15% = 3.270 euro (oppure 5% = 1.090 euro in start-up). Niente ritenuta d’acconto sulle fatture e niente IVA in rivalsa.

Regime ordinario: quando sceglierlo e cosa cambia

L’ordinario è il regime naturale se superi i 85.000 euro o se hai molti costi deducibili. Calcoli il reddito con il principio di cassa: ricavi percepiti meno costi pagati inerenti all’attività. Applichi l’IRPEF a scaglioni 2026 e le addizionali regionali e comunali.

Aliquote IRPEF 2026 di riferimento: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Queste aliquote derivano dal TUIR (DPR 917/1986) e dagli aggiornamenti delle Leggi di Bilancio.

Esempio: incassi 90.000 euro e spendi 20.000 euro. Reddito = 70.000 euro. IRPEF lorda: 23% su 28.000 = 6.440 euro; 33% su 22.000 = 7.260 euro; 43% su 20.000 = 8.600 euro. Totale 22.300 euro, da ridurre con contributi deducibili e detrazioni.

Nell’ordinario si applica l’IVA in fattura, di regola al 22% per prestazioni di lavoro autonomo artistico tra professionisti e imprese, salvo specifiche agevolazioni previste per spettacolo dal vivo gestito con biglietteria e normativa SIAE. Riferimento normativo: DPR 633/1972.

Ritenute d’acconto, fattura elettronica, bollo

In forfettario non applichi ritenute d’acconto e non detrai l’IVA. In ordinario, il committente sostituto d’imposta trattiene di norma il 20% a titolo di ritenuta d’acconto (art. 25 DPR 600/1973), salvo eccezioni.

La fatturazione elettronica è ormai generalizzata. Gli obblighi e le sanzioni sono fissati dall’Agenzia delle Entrate e dal DLgs in materia di fatturazione. Marca da bollo da 2 euro si applica alle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro (anche in forfettario) con assolvimento virtuale trimestrale.

Previdenza per attori: Fondo Spettacolo e Gestione Separata

Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (ex ENPALS): quando si applica

Gli attori rientrano tra i lavoratori dello spettacolo assicurati al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) dell’INPS. La disciplina deriva dall’inquadramento ex ENPALS, confluito in INPS. Le regole sono descritte nei documenti INPS e nella normativa di settore consultabile su Normattiva.

Se lavori come dipendente o assimilato in produzioni teatrali, cinematografiche o televisive, il datore versa i contributi FPLS. In questi casi i contributi si ripartiscono tra datore e lavoratore. Esistono soglie giornaliere, massimali e un eventuale contributo aggiuntivo che INPS aggiorna ogni anno con circolare.

Se la prestazione è autonoma nel settore spettacolo e rientra tra quelle assicurate al FPLS, si applicano le aliquote e le basi imponibili pubblicate da INPS per gli autonomi dello spettacolo. Il committente o l’artista, a seconda del rapporto, versa i contributi con le modalità indicate da INPS. L’obbligo di “agibilità” riguarda i datori che occupano lavoratori dello spettacolo e segue le istruzioni INPS.

Gestione Separata INPS: i casi per l’attore con Partita IVA

In alcune situazioni l’attore con Partita IVA versa alla Gestione Separata INPS, ad esempio quando la prestazione non rientra nell’area assicurata al FPLS o in presenza di specifiche tipologie di rapporto e committenti. L’aliquota è definita da INPS con circolare annuale. Per i professionisti senza altra tutela pensionistica, nel 2026 l’aliquota di riferimento è pari al 26,07% sul reddito imponibile, salvo ulteriori aggiornamenti INPS.

Il reddito imponibile previdenziale coincide con quello fiscale per il lavoro autonomo. In forfettario puoi dedurre i contributi versati dal reddito su cui calcoli l’imposta sostitutiva. In ordinario i contributi sono deducibili dal reddito complessivo IRPEF.

Esempi di calcolo previdenziale

Forfettario: ricavi 40.000 euro; reddito forfettario 26.800 euro; contributi Gestione Separata 26,07% = 6.985 euro circa. Imposta sostitutiva al 15% calcolata su 26.800 – 6.985 = 19.815 euro, pari a circa 2.972 euro.

Ordinario con rapporto dipendente nello spettacolo: il datore versa i contributi al FPLS secondo le aliquote INPS, trattenendo la quota a carico del lavoratore in busta paga; tu dichiari il reddito di lavoro dipendente separatamente dal reddito autonomo.

Ricorda: soglie, aliquote aggiuntive e massimali del FPLS cambiano ogni anno. Consulta le circolari INPS dedicate ai lavoratori dello spettacolo.

Adempimenti ricorrenti e scadenze

Fatture, IVA e corrispettivi

Emetti fatture elettroniche via SDI. In forfettario non addebiti IVA né detrai quella sugli acquisti. In ordinario applichi l’IVA secondo l’inquadramento dell’operazione. Le prestazioni artistiche professionali rese a imprese o enti in Italia ricadono di regola nell’aliquota ordinaria, salvo specifica agevolazione di legge.

Se vendi diritti d’immagine o cedi diritti connessi, valuta la natura dell’operazione ai fini IVA e imposte dirette. La disciplina si trova nel DPR 633/1972 e nel TUIR (redditi diversi e di lavoro autonomo).

Imposte: acconti e saldi

Paghi imposte e contributi con F24. L’anno successivo versi saldo e acconto IRPEF o imposta sostitutiva e i relativi contributi. Gli acconti sono in due rate, a giugno e novembre. Scadenze e codici tributo sono indicati nei provvedimenti e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Se sei in ordinario, invii le liquidazioni e la dichiarazione IVA nei termini previsti. Se operi con committenti esteri, valuta l’eventuale inversione contabile (reverse charge) o l’articolo di territorialità IVA applicabile.

Bollo e ritenute

Applica marca da bollo da 2 euro alle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Assolvi il bollo virtuale con versamento trimestrale secondo le istruzioni dell’Agenzia. In ordinario, se il cliente è sostituto, applica la ritenuta d’acconto del 20% (DPR 600/1973).

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere velocemente.

  • Ricavi attesi sotto 85.000 euro e costi reali bassi (meno del 30-35% dei ricavi) → forfettario con coefficiente 67% in genere conviene.
  • Ricavi sotto 85.000 euro ma costi elevati (attrezzature, formazione, trasferte, agenti) → valuta l’ordinario per dedurre i costi effettivi e detrarre l’IVA.
  • Ricavi oltre 85.000 euro o crescita rapida → ordinario obbligatorio; pianifica acconti e IVA.
  • Prestazione inquadrata nello spettacolo con datore/committente strutturato → verifica FPLS; i contributi li versa il datore, con quota a tuo carico trattenuta.
  • Prestazione autonoma professionale non inquadrata nel FPLS → tendenzialmente Gestione Separata INPS; conferma l’aliquota su circolare INPS dell’anno.

Fonti normative e istituzionali da consultare

Per la parte fiscale: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986), DPR 600/1973 (accertamento e ritenute), DPR 633/1972 (IVA), Legge 190/2014 sul regime forfettario e successive Leggi di Bilancio. Consulta i testi su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

Per la previdenza: documentazione INPS sul Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (ex ENPALS) e sulla Gestione Separata; circolari annuali con aliquote, massimali e adempimenti. Per gli aspetti lavoristici del settore spettacolo, vedi il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le comunicazioni ufficiali del Ministero della Cultura sullo spettacolo dal vivo.

Errori comuni da evitare

Codice ATECO errato

Usare un ATECO di supporto allo spettacolo quando svolgi recitazione può generare incongruenze fiscali e previdenziali. Per la recitazione usa 90.01.01; per altre performance usa 90.01.09 solo se più aderente.

Confusione tra FPLS e Gestione Separata

Molti attori non verificano l’inquadramento previdenziale corretto. Chiarisci sempre se la prestazione rientra nel perimetro FPLS. In caso contrario, usa la Gestione Separata INPS. Segui le circolari INPS.

Sottostimare acconti e IVA

Nel passaggio a ordinario, pianifica l’IVA e gli acconti IRPEF. Errori di cassa possono bloccare l’attività in alta stagione. Usa un prospetto previsionale e aggiorna i tuoi saldi.

Ignorare i diritti d’autore e d’immagine

Le cessioni di diritti possono avere regole fiscali diverse. Valuta separatamente contratto, IVA e tassazione nel TUIR. Serve una lettura attenta delle clausole.

Trascurare la fattura elettronica

La fatturazione elettronica è obbligatoria. Anche i forfettari la usano. Le sanzioni per omissione o ritardo pesano sul margine. Imposta un sistema di promemoria.

Scenario Indicatori e requisiti Regime fiscale consigliato Previdenza prevalente Tempistiche e adempimenti
Attore alle prime armi Ricavi previsti 15–30 mila euro; costi bassi; poche trasferte Forfettario 15% (5% se nuova attività con requisiti) Gestione Separata INPS, salvo prestazioni in FPLS Apertura P.IVA in 1–3 giorni; imposta di bollo trimestrale; acconti a giugno/novembre
Professionista in crescita Ricavi 30–85 mila euro; costi moderati; festival e produzioni miste Forfettario se costi reali < 33%; altrimenti Ordinario FPLS per scritture con datore; Gestione Separata per lavoro autonomo puro Fatture elettroniche; verifica ritenute; possibile switch a ordinario con superamento soglia
Top performer Ricavi > 85 mila euro; agente; trasferte e produzione personale Ordinario con IVA e deduzione costi Mix: FPLS per rapporti dipendenti; autonomo in Gestione Separata se fuori FPLS Pianificazione acconti; liquidazioni IVA mensili; gestione diritti d’immagine
Lavoro misto Contratto dipendente su spettacolo + Partita IVA per spot e docenze Forfettario se ricavi P.IVA entro 85 mila e requisiti FPLS per dipendente; Gestione Separata/FPLS per P.IVA secondo inquadramento Conciliazione CU e dichiarazione; deducibilità contributi da reddito autonomo
Produzione estera Committenza UE/extra-UE; compensi in valuta Forfettario o Ordinario in base a margini; attenzione a territorialità IVA Verifica se FPLS applicabile; altrimenti Gestione Separata Analisi territorialità IVA; documenti doganali/contrattuali; scadenze estere

FAQ

Qual è il codice ATECO giusto per un attore e perché non usare 90.20.01?

Per chi recita in teatro, cinema, TV o spot, il codice corretto è 90.01.01 “Attività nel campo della recitazione”. Questo codice identifica la prestazione artistica principale. Il codice 90.20.01 riguarda attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, come servizi tecnici o logistici. Usarlo per la recitazione può creare incoerenze su deduzioni, coefficienti forfettari, studi di settore e inquadramento previdenziale. La classificazione ATECO è pubblicata da ISTAT; l’Agenzia delle Entrate la utilizza per i controlli fiscali e statistici. Scegliere 90.01.01 ti allinea anche al coefficiente di redditività 67% nel forfettario, coerente con le attività artistiche individuali.

Meglio il regime forfettario o ordinario per un attore che fa tournée e ha molte spese?

Se le spese reali superano stabilmente il 33–40% dei ricavi, l’ordinario tende a essere più efficiente. Nel forfettario il fisco presume un margine del 67% dei ricavi, a prescindere dai tuoi costi effettivi. Quindi, se spendi tanto per trasferte, agenti, formazione, coach, noleggi, trucco, costumi e servizi audio-video, l’ordinario può ridurre l’imponibile e permettere la detrazione dell’IVA sugli acquisti. Se invece i costi incidono poco, il forfettario semplifica e in molti casi fa risparmiare. Verifica anche gli effetti delle addizionali regionali e comunali e degli acconti. Le basi normative sono nel TUIR, nel DPR 633/1972 e nella Legge 190/2014 con le modifiche introdotte dalle Leggi di Bilancio recenti.

Come funzionano i contributi per gli attori tra Fondo Spettacolo (ex ENPALS) e Gestione Separata INPS?

Il perimetro previdenziale degli attori è il Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) dell’INPS. Se lavori come dipendente o con rapporti assimilati in una produzione, il datore versa i contributi al FPLS e trattiene la quota a tuo carico. Esistono soglie e massimali giornalieri e un eventuale contributo aggiuntivo che INPS aggiorna ogni anno con circolari dedicate. Se fatturi come autonomo, verifica se la tua prestazione rientra comunque nel FPLS: in tal caso si applicano le aliquote per autonomi dello spettacolo. Se invece la prestazione non rientra nel FPLS, si versa alla Gestione Separata INPS, con aliquota definita annualmente (nel 2026 pari al 26,07% per i professionisti privi di altra tutela). Le fonti sono i documenti INPS, le circolari annuali per lo spettacolo e la normativa di settore disponibile su Normattiva.

Che tasse pago in ordinario nel 2026 e come si applicano detrazioni e deduzioni?

In ordinario calcoli il reddito professionale con ricavi meno costi. Applichi l’IRPEF a scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Aggiungi le addizionali regionali e comunali. Deduci i contributi previdenziali versati e gli oneri deducibili previsti dal TUIR. Applichi le detrazioni per carichi di famiglia e per spese detraibili. Se emetti fatture con IVA, versi l’IVA periodica al netto dell’IVA sugli acquisti. Se il cliente è sostituto d’imposta, subisci ritenuta del 20% a titolo di acconto, poi conguagli in dichiarazione. Le regole sono nel TUIR (DPR 917/1986), DPR 600/1973 e DPR 633/1972.

Quali sono gli adempimenti pratici mese per mese per un attore con Partita IVA?

Ogni mese emetti fatture elettroniche tramite SDI e controlli gli incassi. In ordinario, se sei mensile, liquidi l’IVA entro il 16 del mese successivo. In forfettario non versi IVA, ma gestisci il bollo virtuale trimestrale. Trimestralmente o mensilmente, versi i contributi se previsti con quella cadenza dai tuoi inquadramenti. A giugno versi saldo e primo acconto imposte; a novembre il secondo acconto. Ogni anno invii dichiarazione dei redditi, eventuale dichiarazione IVA (in ordinario), e conservi le fatture in modalità elettronica secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. Se operi nello spettacolo con rapporti che richiedono adempimenti specifici (come l’agibilità per i datori che ti scritturano), coordina la documentazione con la produzione. Le basi normative e operative sono nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, nel DPR 633/1972, nel DPR 600/1973 e nelle circolari INPS.

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