Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come ciglista (lash artist) in Italia serve l’abilitazione da estetista secondo la Legge 1/1990. Poi apri ditta artigiana con ComUnica, SCIA al SUAP, INPS artigiani, INAIL, PEC e firma digitale.
- La qualifica abilitante è quella di estetista (Legge 1/1990). La sola pratica non basta senza i percorsi previsti.
- Per aprire: ComUnica, SCIA al SUAP, ATECO 96.02.02, iscrizione INPS artigiani e INAIL, PEC e firma digitale.
- Contributi 2026: fissi 4.521,36 euro + aliquote 24%/25% sull’eccedenza. Forfettario: 15% o 5% per start-up.
Chi è il “ciglista” e perché rientra nell’estetica
Per ciglista si intende il professionista che applica e modella le ciglia. Esegue extension, laminazione e refill. Non esiste un albo separato.
La normativa incardina questa attività dentro l’estetica. La base è la Legge 4 gennaio 1990 n. 1, che disciplina l’attività di estetista. Le Regioni regolano corsi e abilitazioni. Le Camere di Commercio gestiscono l’Albo delle imprese artigiane (fonte: Normattiva e Camere di Commercio).
Quindi, per lavorare in proprio come ciglista, devi ottenere l’abilitazione da estetista. I corsi privati di lash art aiutano la tecnica, ma non sostituiscono l’abilitazione legale.
Requisiti professionali: come ottenere l’abilitazione da estetista
Percorsi riconosciuti dalla Legge 1/1990
La Legge 1/1990 prevede diverse strade. In parole semplici, puoi arrivare all’abilitazione con studio e pratica. Ecco gli schemi più usati (fonte: Normattiva, Legge 1/1990; Regolamenti regionali formazione professionale):
- Percorso scolastico + specializzazione: corso regionale di qualificazione (2 anni) + corso di specializzazione (1 anno) + esame teorico-pratico finale.
- Apprendistato: qualifica biennale + apprendistato regolato (con contratto) + formazione integrativa regionale + esame. La disciplina dell’apprendistato fa capo al Ministero del Lavoro.
- Esperienza lavorativa: almeno 3 anni a tempo pieno presso un’impresa di estetista, negli ultimi 5 anni, + corso teorico di almeno 300 ore, + esame.
- Qualifica intermedia: con la sola qualifica biennale puoi lavorare come dipendente, ma non puoi aprire l’attività in proprio. Serve la specializzazione o uno dei percorsi alternativi previsti.
Il periodo di lavoro richiesto deve essere svolto entro i 5 anni precedenti l’iscrizione al corso. Questo evita che esperienze troppo datate siano usate per l’abilitazione.
Corsi di lash art: utili ma non abilitanti
I corsi di lash art sono formativi per le tecniche. Non sostituiscono la qualifica. Ti consiglio di farli come aggiornamento, dopo o durante il percorso riconosciuto dalla Regione.
Ditta individuale artigiana: come aprire correttamente
ComUnica e adempimenti iniziali
Una volta ottenuta l’abilitazione, puoi aprire la tua ditta individuale artigiana. Lo fai con la pratica telematica ComUnica. È la comunicazione unica che, in un invio, gestisce più adempimenti. La base normativa è l’articolo 9 del Decreto legge 7/2007 (convertito in Legge 40/2007) e il D.P.C.M. 6 maggio 2009 (fonte: Normattiva).
Con ComUnica ottieni in un colpo solo: apertura Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese/Albo Artigiani presso la Camera di Commercio, iscrizione INPS Gestione Artigiani, apertura posizione INAIL.
SCIA al SUAP e requisiti del locale
Per iniziare davvero, serve la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al SUAP del Comune. La base è l’articolo 19 della Legge 241/1990 e il D.P.R. 160/2010 sul SUAP (fonte: Normattiva e Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
La SCIA autocertifica che il tuo laboratorio rispetta i requisiti igienico-sanitari. Le Regioni e le ASL indicano le regole dettagliate per estetica: spazi minimi, lavamani, aerazione, sterilizzazione strumenti, gestione rifiuti, pulizia e disinfezione.
Se lavori a domicilio, verifica il regolamento comunale. In molti Comuni l’estetica a domicilio è ammessa con SCIA specifica e protocolli di igiene rigorosi.
ATECO corretto per il ciglista
Per i servizi di ciglia usa il codice ATECO 96.02.02 “Servizi degli istituti di bellezza”. È il contenitore naturale per trattamenti estetici come extension e laminazione ciglia.
Evita codici generici o non pertinenti. Un ATECO coerente aiuta su IVA, studi di settore storici e coefficienti del regime forfettario.
Contributi e tasse 2026: cosa cambia e come scegliere
INPS Gestione Artigiani: importi 2026
Come artigiana/o versi i contributi alla Gestione Artigiani INPS. Sono di due tipi (fonte: INPS, circolari annuali Gestione Artigiani e Commercianti):
- Contributi fissi: 4.521,36 euro nel 2026. Si pagano in quattro rate indipendentemente dagli incassi.
- Contributi variabili: se il reddito supera 18.808 euro, paghi il 24% sulla parte eccedente. Oltre 56.224 euro l’aliquota sale al 25%.
Gli importi cambiano ogni anno con le circolari INPS. Tieni monitorato l’aggiornamento.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Hai due strade principali (fonte: Agenzia delle Entrate, Legge 190/2014 e successive modifiche; Leggi di Bilancio):
- Regime forfettario: se rispetti i requisiti (ricavi fino a 85.000 euro e assenza di cause ostative). Paghi un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se sei start-up. Non applichi l’IVA. Per il gruppo ATECO 96.02 il coefficiente di redditività è 67%. Significa che il reddito imponibile è il 67% dei ricavi, dopo aver sottratto i contributi INPS versati.
- Regime ordinario: applichi l’IVA al 22% e deduci i costi reali. L’IRPEF usa scaglioni progressivi. Nel 2026 gli scaglioni sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro, secondo la riforma in attuazione della delega fiscale (fonte: Normattiva, leggi di Bilancio e decreti attuativi della riforma fiscale).
Nel forfettario usi la fatturazione elettronica come tutti, dal 2024 in poi. Devi anche memorizzare e trasmettere i corrispettivi se emetti scontrini. Nel regime ordinario gestisci IVA e registri IVA.
Esempio rapido di calcolo forfettario
Se incassi 30.000 euro: reddito lordo forfettario 20.100 euro (30.000 x 67%). Sottrai i contributi INPS versati nell’anno. Supponendo 4.521,36 euro, imponibile 15.578,64 euro. Imposta sostitutiva al 15%: 2.336,80 euro. Con aliquota start-up al 5%: 778,93 euro. I numeri sono indicativi e variano con i contributi effettivi.
Oneri pratici: sicurezza, privacy, pagamenti
Sicurezza sul lavoro e prodotti cosmetici
Anche se lavori da sola, applica il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza. Valuta i rischi, usa DPI (guanti, mascherine), gestisci correttamente colle e solventi. Se assumi personale, forma e nomina le figure obbligatorie.
I prodotti devono rispettare il Regolamento (CE) 1223/2009 sui cosmetici. Conserva schede di sicurezza, etichette e lotti. Adotta procedure di patch test e consenso informato per clienti sensibili.
Privacy, pagamenti elettronici e documenti
Tratti dati personali e immagini. Applica il GDPR (Regolamento UE 2016/679): informativa, consenso, misure di sicurezza, tempi di conservazione. Usa PEC e firma digitale per i rapporti con PA.
Accetta pagamenti elettronici. L’obbligo POS è in vigore e sanzionabile in caso di rifiuto (fonte: normativa nazionale su strumenti di pagamento). Conserva scontrini e fatture, invia corrispettivi telematici. La fatturazione elettronica passa dallo SDI.
Regola decisionale rapida
Come decidere in 5 passaggi logici
- Hai già l’abilitazione da estetista completa? Sì: vai all’apertura. No: scegli il percorso più breve per te tra specializzazione annuale, apprendistato o 3 anni + 300 ore.
- Vuoi lavorare come titolare o dipendente? Dipendente: basta la qualifica biennale. Titolare: serve abilitazione completa secondo Legge 1/1990.
- Lavorerai solo ciglia o più trattamenti? Solo ciglia: ATECO 96.02.02 va bene. Più servizi? Valuta ATECO aggiuntivi coerenti sempre nel 96.02.
- Ricavi previsti entro 85.000 euro e pochi costi? Sì: forfettario con coefficiente 67%. Hai costi elevati e vuoi detrarre l’IVA? Allora regime ordinario.
- Locale o domicilio? Locale: verifica requisiti ASL e SCIA. Domicilio: controlla il regolamento comunale e aggiorna la SCIA per attività a domicilio.
Fonti normative utili da consultare
Dove verificare ciò che conta
- Legge 4 gennaio 1990 n. 1 sulla disciplina dell’attività di estetista (Normattiva).
- Legge 8 agosto 1985 n. 443, legge-quadro per l’artigianato (Normattiva) e regolamenti regionali su Albo Artigiani.
- Articolo 19 della Legge 241/1990 sulla SCIA e D.P.R. 160/2010 sul SUAP (Normattiva).
- Articolo 9 del D.L. 7/2007, Legge 40/2007, e D.P.C.M. 6 maggio 2009 su ComUnica (Normattiva).
- INPS, circolari annuali Gestione Artigiani e Commercianti per contributi e aliquote.
- Agenzia delle Entrate, guida al regime forfettario e prassi IVA.
- D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza sul lavoro; Regolamento (CE) 1223/2009 sui cosmetici; Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).
- Ministero del Lavoro per apprendistato e contratti di lavoro.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti abilitanti | Adempimenti amministrativi | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|
| Hai qualifica biennale + specializzazione annuale | Esame abilitazione estetista superato (Legge 1/1990) | ComUnica, ATECO 96.02.02, Albo Artigiani CCIAA, INPS artigiani, INAIL, PEC, firma digitale, SCIA SUAP | 7-15 giorni per apertura amministrativa dopo esame |
| Hai solo qualifica biennale, vuoi aprire | Devi completare specializzazione annuale o alternative previste (apprendistato / 3 anni + 300 ore) ed esame | Dopo abilitazione: come sopra (ComUnica, SCIA, ecc.) | 6-12 mesi per specializzazione; tempi variabili per apprendistato/esperienza |
| Esperienza 3 anni negli ultimi 5 + corso 300 ore | Attestati esperienza e corso, esame abilitazione | ComUnica completa, SCIA SUAP, requisiti ASL locale | 3-4 mesi per corso + tempi esame; 7-15 giorni per aperture |
| Attività a domicilio (senza sede aperta al pubblico) | Stessa abilitazione di estetista; requisiti igienico-sanitari portatili e protocolli | SCIA per attività a domicilio presso SUAP; ComUnica, INPS, INAIL, PEC | 5-10 giorni per SCIA; verifica preventiva con Comune/ASL |
| Regime forfettario sotto 85.000 euro | Assenza cause ostative; ATECO ammesso; nuova attività se vuoi aliquota 5% | Opzione in dichiarazione; fatturazione elettronica; niente IVA | Immediata all’apertura; imposta sostitutiva a saldo e acconti |
| Regime ordinario con molti costi | Nessun requisito speciale; tenuta contabilità IVA | Liquidazioni IVA, registri, deduzione costi reali, IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% | Mensile/trimestrale per IVA; imposte a saldo e acconti |
FAQ
Posso lavorare come ciglista senza abilitazione da estetista se faccio solo extension e laminazione?
No. Le tecniche su ciglia rientrano nell’estetica secondo la Legge 1/1990. I corsi privati di lash art non bastano per aprire l’attività. Puoi lavorare come dipendente con la sola qualifica biennale, ma per avviare una ditta tua serve l’abilitazione completa. Questa si ottiene con specializzazione annuale dopo il biennio, oppure con apprendistato o con 3 anni di lavoro negli ultimi 5 più un corso di 300 ore e l’esame. Senza abilitazione rischi sanzioni amministrative, sospensione attività e contestazioni del Comune e dell’ASL.
Qual è il codice ATECO corretto per l’attività di ciglista? E cosa succede se sbaglio codice?
Il codice più appropriato è 96.02.02 “Servizi degli istituti di bellezza”. Inquadra i trattamenti estetici, incluse extension e laminazione ciglia. Usare un ATECO non coerente può creare problemi con inquadramento INPS, studi e indicatori statistici, e nel regime forfettario può alterare il coefficiente di redditività. In caso di errore, puoi chiedere alla Camera di Commercio la variazione del codice, con pratica di modifica tramite ComUnica. Meglio impostarlo correttamente dall’inizio per evitare comunicazioni aggiuntive e possibili controlli.
Quanto pago di INPS nel 2026 come artigiana ciglista e come funziona il minimale?
Paghi contributi fissi pari a 4.521,36 euro nel 2026. Questi si versano in 4 rate, anche se fatturi poco. Se il reddito supera 18.808 euro, paghi un’aliquota del 24% sulla parte eccedente. Superati 56.224 euro, l’aliquota sale al 25% per la fascia ulteriore. Questi parametri sono indicati annualmente dalle circolari INPS per Artigiani e Commercianti. Nel regime forfettario, i contributi versati si sottraggono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Nel regime ordinario, i contributi si deducono dal reddito complessivo IRPEF.
Meglio regime forfettario o ordinario per una ciglista agli inizi?
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e hai costi bassi, il forfettario è spesso vantaggioso. Applichi il coefficiente di redditività 67% e paghi il 15% (o il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up: nessuna attività nei 3 anni precedenti, proseguimento non prevalente di lavoro precedente, e altro secondo prassi dell’Agenzia delle Entrate). Non applichi l’IVA e hai contabilità semplificata. Se invece hai costi elevati (affitti importanti, personale, attrezzature costose), il regime ordinario può convenire perché deduci tutto e recuperi l’IVA sugli acquisti. Valuta con simulazioni: considera INPS, imposte e investimenti previsti.
Quali sono i requisiti del locale e cosa devo presentare con la SCIA al SUAP?
Il locale deve rispettare i requisiti igienico-sanitari stabiliti dalla Regione e dall’ASL: superfici lavabili, lavamani dedicati, aerazione e illuminazione adeguate, spazi per sterilizzazione, gestione separata dei rifiuti, dotazione di prodotti disinfettanti, procedure di sanificazione. Per la SCIA serve la planimetria, le dichiarazioni sull’agibilità, l’asseverazione dei requisiti, l’indicazione delle attrezzature e delle procedure igieniche. La SCIA si presenta al SUAP del Comune in via telematica secondo il D.P.R. 160/2010. È subito efficace, ma possono esserci controlli successivi di ASL e Polizia Locale. Se lavori a domicilio, verifica nel regolamento comunale cosa serve per l’operatività fuori sede e come adeguare la SCIA.
Che obblighi ho su sicurezza, cosmetici, privacy e pagamenti elettronici?
Devi adottare misure di sicurezza sul lavoro secondo il D.Lgs. 81/2008: valutare i rischi, usare DPI, gestire sostanze come colle a base di cianoacrilato in ambienti ventilati, predisporre procedure di emergenza. I prodotti usati devono rispettare il Regolamento (CE) 1223/2009: schede di sicurezza, etichette in italiano, tracciabilità dei lotti. In tema privacy, applica il GDPR: informativa ai clienti, raccolta del consenso, protezione dei dati e tempi di conservazione. Sui pagamenti, devi accettare carte e strumenti elettronici; il rifiuto è sanzionabile. Inoltre, usa la fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio e, se emetti scontrini, un registratore telematico per l’invio dei corrispettivi.
