Diventare un dentista: come aprire e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come dentista autonomo devi avere abilitazione e Albo, aprire Partita IVA ATECO 86.23.00, ottenere l’autorizzazione sanitaria dello studio, scegliere il regime fiscale e versare i contributi ENPAM.

  • Codice ATECO 86.23.00 e modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività (art. 35 DPR 633/1972).
  • Prestazioni sanitarie esenti IVA (art. 10, comma 1, n. 18, DPR 633/1972); marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro.
  • Contributi ENPAM: Quota A fissa per età, Quota B 19,50% sul reddito netto, contributo di maternità 2026 pari a 95,54 euro.

Chi può esercitare: requisiti legali e abilitazione

In Italia la professione di odontoiatra è regolata dalla Legge 409/1985, che ha istituito l’Albo degli Odontoiatri. Serve un titolo idoneo, l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo.

I titoli validi sono: laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria (classe LM-46), oppure laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Odontoiatria o in Odontostomatologia. La disciplina dell’esame di Stato e degli albi è reperibile su Normattiva, tra cui DPR 328/2001 e Legge 3/2018 sulla riforma degli Ordini.

Dopo la laurea devi superare l’esame di Stato per l’abilitazione. Poi richiedi l’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della tua provincia. Senza Albo non puoi esercitare, né come dipendente né come autonomo.

Aprire la Partita IVA: codici, modulistica e tempi

Quando aprirla e come: modello AA9/12

Apri la Partita IVA quando l’attività diventa abituale e non più occasionale. La regola è entro 30 giorni dall’inizio effettivo (art. 35 DPR 633/1972). Usa il modello AA9/12 se sei persona fisica.

Indica il codice ATECO 86.23.00 – Attività degli studi odontoiatrici. Compila il modello e invialo all’Agenzia delle Entrate: online con credenziali, per raccomandata o consegna in ufficio. L’attribuzione è gratuita. Se incarichi un intermediario abilitato, pagherai solo il suo compenso.

Nel modello indica domicilio fiscale, eventuale sede operativa, PEC e contatti. La PEC non è obbligatoria per la sola apertura, ma serve per molte pratiche con la PA e il SUAP comunale.

Autorizzazione sanitaria dello studio e SCIA

Se apri uno studio odontoiatrico devi ottenere l’autorizzazione sanitaria o presentare la SCIA sanitaria, secondo la normativa regionale. Il canale è lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune, ai sensi del DPR 160/2010.

I requisiti minimi strutturali e tecnologici derivano dal DPR 14 gennaio 1997 e dalle delibere regionali. Serve documentazione su impianti, barriere architettoniche, sterilizzazione, radioprotezione, e gestione emergenze. La cornice sanitaria generale è nel D.Lgs. 502/1992.

Se usi apparecchi radiologici, applica le regole di radioprotezione del D.Lgs. 101/2020: nomina Esperto di Radioprotezione, valutazioni, controlli periodici. Per rifiuti sanitari, segui il DPR 254/2003: classificazione, contenitori, registri e smaltimento con soggetti autorizzati.

Obblighi di sicurezza, privacy e assicurazione

La sicurezza sul lavoro è nel D.Lgs. 81/2008. Se hai dipendenti o collaboratori, devi redigere il DVR, nominare RSPP, formare i lavoratori e gestire i protocolli sanitari. Anche con soli tirocinanti o praticanti si applicano diversi adempimenti.

Per i dati dei pazienti rispetta il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il D.Lgs. 196/2003. Servono informative, basi giuridiche del trattamento, misure di sicurezza, registro dei trattamenti, e gestione del consenso informato sanitario.

La polizza RC professionale è obbligatoria per gli esercenti le professioni sanitarie (Legge 24/2017, detta “Gelli-Bianco”). Verifica massimali, retroattività e perdita di chance, e includi collaboratori e sostituti se previsto.

Regimi fiscali 2026 per dentisti: come scegliere

Regime forfettario: quando conviene

Il regime forfettario è un regime semplificato per persone fisiche con ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro nell’anno, esci subito dal regime (fuoriuscita immediata). Regole nella Legge 190/2014, commi 54-89, come modificate dalla Legge 197/2022.

Paghi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettario. Se inizi una nuova attività e rispetti i requisiti “start-up” paghi il 5% per i primi 5 anni. Per “nuova attività” significa che non hai svolto attività simili nei 3 anni precedenti e rispetti altre condizioni di legge.

Come si calcola il reddito forfettario: incassi totali per coefficiente di redditività, poi sottrai i contributi previdenziali. Per odontoiatri il coefficiente è 78%. Non deduci le spese analitiche, perché la legge presume i costi nel coefficiente.

Fatturazione: le prestazioni sanitarie sono esenti IVA (art. 10, DPR 633/1972). In forfettario non applichi ritenuta d’acconto e inserisci la dicitura di esclusione. Apponi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture esenti IVA sopra 77,47 euro (DPR 642/1972). In fattura puoi applicare il contributo integrativo ENPAM del 2% a titolo di rivalsa, secondo il Regolamento della Cassa.

Regime ordinario: l’alternativa per chi ha costi elevati

Nel regime ordinario il reddito è dato da incassi meno costi meno contributi. Per i professionisti si applica il principio di cassa: contano gli effettivi incassi e pagamenti (art. 54 TUIR).

L’IRPEF 2026 ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Aggiungi addizionali regionali e comunali. Paghi acconti e saldi secondo il calendario fiscale.

Anche in ordinario le prestazioni sanitarie sono esenti IVA, quindi non addebiti l’imposta ai pazienti. Se fatturi a sostituti d’imposta (per esempio cliniche) subisci la ritenuta d’acconto del 20% (art. 25 DPR 600/1973). Su tutte le fatture esenti IVA sopra 77,47 euro apponi la marca da bollo da 2 euro.

Se applicato dal regolamento ENPAM, indichi in fattura il contributo integrativo del 2%, che non è base IRPEF se riversato alla Cassa secondo le regole interne. Tieni contabilità ordinata e conserva le pezze giustificative.

Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria

L’obbligo di fattura elettronica è generale. Tuttavia, per le fatture verso persone fisiche relative a prestazioni sanitarie, resta l’esclusione dall’invio al Sistema di Interscambio se i dati sono destinati al Sistema Tessera Sanitaria, per tutela della privacy. Le indicazioni operative derivano da provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.

Verso soggetti IVA (cliniche, società, PA) emetti fattura elettronica. Per i pazienti privati, verifica se la tua prestazione rientra nell’invio al Sistema Tessera Sanitaria e segui le regole vigenti. Conserva a norma i documenti fiscali.

Contributi previdenziali ENPAM: come funzionano nel 2026

Quote obbligatorie e aliquote

Gli odontoiatri versano alla Fondazione ENPAM, ente privatizzato ai sensi del D.Lgs. 509/1994. Le regole di contribuzione sono nei Regolamenti ENPAM.

Quota A: è un contributo fisso legato all’età e all’iscrizione all’Albo. È dovuto anche senza reddito. L’importo cambia per fasce anagrafiche e delibere annuali.

Contributo di maternità/paternità: è un importo fisso annuale dovuto da tutti gli iscritti. Per il 2026 è pari a 95,54 euro, secondo delibera annuale.

Quota B: è il contributo percentuale sul reddito professionale netto, calcolato in base alla dichiarazione. L’aliquota ordinaria è 19,50%. In alcune casistiche sono previste aliquote ridotte, ma verifica il tuo regolamento e gli eventuali limiti.

Contributo integrativo: rivalsa del 2% in fattura, che alimenta la gestione. La disciplina è nel Regolamento ENPAM e nelle istruzioni contributive.

Scadenze e coordinamento fiscale

La Quota A e il contributo di maternità hanno scadenze fissate dall’ente. La Quota B segue la dichiarazione reddituale con versamenti in acconto e saldo, spesso allineati alle scadenze fiscali di giugno e novembre.

I contributi versati si deducono dal reddito. Nel forfettario li sottrai dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario li deduci dal reddito complessivo IRPEF.

Regola decisionale rapida

Come scegliere in 5 passi

1) Stimi incassi annui. Se prevedi meno di 85.000 euro e pochi costi, valuta il forfettario.

2) Hai molti costi deducibili (affitto, macchinari, personale)? L’ordinario può convenire, grazie alle deduzioni.

3) Se apri ora e rispetti i requisiti “start-up”, il 5% per 5 anni del forfettario è spesso vantaggioso.

4) Verifica sempre i contributi ENPAM: sono rilevanti. Inserisci la rivalsa del 2% in parcella secondo il regolamento.

5) Controlla gli adempimenti sanitari locali: senza autorizzazione o SCIA lo studio non può aprire.

Esempi numerici 2026

Forfettario con 60.000 euro di incassi

Reddito forfettario: 60.000 x 78% = 46.800 euro. Contributi ENPAM ipotetici da sottrarre: 9.000 euro (esempio). Base imposta: 37.800 euro.

Imposta sostitutiva 15%: 5.670 euro. Se hai i requisiti “start-up” al 5%: 1.890 euro. Aggiungi addizionali se previste dalla normativa specifica sul sostitutivo e i contributi fissi dovuti.

Applichi esenzione IVA. Marca da bollo di 2 euro sulle fatture esenti sopra 77,47 euro. Rivalsa ENPAM 2% se prevista.

Ordinario con 120.000 euro di incassi e 50.000 euro di costi

Reddito netto: 120.000 – 50.000 – contributi ENPAM ipotetici 15.000 = 55.000 euro. IRPEF: 23% su 28.000 = 6.440; 33% su 22.000 = 7.260; 43% su 5.000 = 2.150. Totale 15.850 euro, più addizionali.

Verifica ritenute d’acconto subite dalle cliniche (20%) da scomputare. Esenzione IVA sulle prestazioni. Bollo da 2 euro ove dovuto. Considera anche acconti IRPEF e saldo.

Fatture, incassi e pagamenti: regole pratiche

Testi in fattura da non dimenticare

Inserisci sempre: esenzione IVA ex art. 10, DPR 633/1972; marca da bollo assolta in modo virtuale o fisico; eventuale rivalsa ENPAM 2%; esclusione ritenuta per forfettari; ritenuta 20% per ordinari verso sostituti d’imposta.

Per pagamenti elettronici devi accettare carte e bancomat senza soglia minima. La sanzione per rifiuto è prevista dal DL 36/2022. Il limite all’uso del contante resta quello di legge vigente (5.000 euro complessivi per singola operazione).

Se assumi personale

Con dipendenti devi aprire posizione INPS e INAIL, fare le comunicazioni al Centro per l’Impiego, applicare il CCNL, gestire buste paga e sicurezza. Le fonti sono sul portale del Ministero del Lavoro e dell’INAIL.

Forme associate e STP

Puoi lavorare in studio associato o in Società tra Professionisti (STP), previste dalla Legge 183/2011 e dal DM 34/2013. La STP richiede iscrizione all’albo società e rispetta i requisiti di prevalenza dei soci professionisti.

Scenario Requisiti/limiti chiave Adempimenti iniziali Tempistiche e scadenze
Neo-odontoiatra che apre come forfettario Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; requisiti “start-up” per 5% se nuova attività; ATECO 86.23.00 AA9/12 all’Agenzia Entrate; SCIA/autorizzazione sanitaria via SUAP; RC professionale; eventuale e-fattura secondo regole TS Partita IVA entro 30 giorni; SCIA/autorizzazione prima dell’apertura; imposta sostitutiva in acconti/saldo; ENPAM Quota A/B alle scadenze
Odontoiatra in regime ordinario con studio proprio Principio di cassa; IRPEF 23%-33%-43%; esenzione IVA; ritenuta 20% verso sostituti Contabilità professionale; fatturazione elettronica verso soggetti IVA; gestione bollo; gestione rifiuti e radioprotezione Acconti IRPEF giugno/novembre; bolli periodici; ENPAM Quota B su reddito; verifiche radioprotezione periodiche
Società tra Professionisti (STP) odontoiatrica Prevalenza soci professionisti; iscrizione albo società; rispetto Legge 183/2011 e DM 34/2013 Costituzione e iscrizione Registro Imprese; iscrizione albo STP; autorizzazione sanitaria locali; posizione fiscale della società Tempi notarili e camerali; SUAP prima dell’apertura; versamenti fiscali secondo forma societaria; ENPAM per i professionisti soci
Dipendente in clinica che avvia attività autonoma extra Valuta conflitti d’interesse e clausole; ENPAM per la parte autonoma; forfettario se ricavi ≤ 85.000 AA9/12; verifica compatibilità contrattuale; emissione fatture per la parte autonoma; privacy e TS Partita IVA entro 30 giorni; acconti imposta; Quota B in base al reddito autonomo; Quota A comunque dovuta

FAQ

Quali sono i documenti indispensabili per avviare uno studio odontoiatrico privato?

Servono: abilitazione ed iscrizione all’Albo degli Odontoiatri; Partita IVA con ATECO 86.23.00; autorizzazione sanitaria o SCIA sanitaria tramite SUAP, secondo la normativa regionale e il DPR 14 gennaio 1997 sui requisiti minimi. Se utilizzi apparecchi radiologici, devi rispettare il D.Lgs. 101/2020 con nomina dell’Esperto di Radioprotezione, valutazioni e controlli periodici. Predisponi il Documento di Valutazione dei Rischi (D.Lgs. 81/2008), i protocolli di sterilizzazione, antincendio e primo soccorso. Per la privacy, prepara informative, registro dei trattamenti e modulistica del consenso (GDPR e D.Lgs. 196/2003). La polizza RC professionale è obbligatoria (Legge 24/2017). Infine attiva la gestione dei rifiuti sanitari con tracciamento e smaltimento (DPR 254/2003). Tutte queste basi normative sono consultabili su Normattiva e sui portali del Ministero della Salute e delle Regioni.

Come funziona la tassazione per un dentista in forfettario rispetto all’ordinario nel 2026?

Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito calcolato forfettariamente: incassi x coefficiente 78%, meno contributi ENPAM. Se rispetti i requisiti per nuova attività, paghi il 5% per i primi 5 anni. Sei esente IVA per le prestazioni sanitarie (art. 10 DPR 633/1972) e non applichi ritenuta d’acconto. Apponi la marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro. L’adesione è possibile entro 85.000 euro di ricavi, con uscita immediata oltre 100.000. Nell’ordinario, invece, determini il reddito per cassa (art. 54 TUIR): incassi meno costi meno contributi. Applichi l’IRPEF per scaglioni 2026: 23%, 33%, 43%, più addizionali. Verso sostituti d’imposta si applica la ritenuta del 20% (art. 25 DPR 600/1973). In entrambi i regimi le prestazioni restano esenti IVA e si applicano le regole sul bollo. La scelta dipende da livello di costi, ricavi attesi e posizione contributiva.

Che contributi ENPAM pago e quando? Posso ridurli se guadagno poco?

Paghi sempre la Quota A, importo fisso per età deliberato ogni anno. È dovuta anche a reddito zero. Paghi inoltre il contributo di maternità/paternità, che per il 2026 è pari a 95,54 euro. Per il lavoro autonomo versi la Quota B, pari al 19,50% del reddito professionale netto dichiarato. Alcune agevolazioni o aliquote ridotte sono previste in specifici casi regolamentari, per esempio nei primi anni o in presenza di altra copertura previdenziale, ma dipendono dalle delibere dell’ente. Il contributo integrativo del 2% si applica in fattura come rivalsa e confluisce nella gestione. Le scadenze seguono sia i calendari ENPAM sia, per la Quota B, quelli fiscali di acconto e saldo. Tutto è dettagliato nei Regolamenti ENPAM e nelle circolari dell’ente, reperibili anche tramite Normattiva per i riferimenti di cornice (D.Lgs. 509/1994).

Come devo emettere le fatture ai pazienti privati e alle cliniche? E l’e-fattura vale sempre?

Ai pazienti privati emetti fattura per la prestazione sanitaria, esente IVA ex art. 10 DPR 633/1972. Se l’importo supera 77,47 euro, apponi la marca da bollo da 2 euro. Per privacy, le fatture relative a spese sanitarie verso persone fisiche seguono regole specifiche su invio al Sistema Tessera Sanitaria e sull’uso dell’e-fattura, secondo provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Verifica se la prestazione rientra tra quelle da trasmettere al Sistema TS. Alle cliniche, società e PA emetti fattura elettronica, in genere con ritenuta d’acconto del 20% se operano come sostituti d’imposta. In tutti i casi indica in fattura la dicitura di esenzione IVA, la rivalsa ENPAM del 2% se prevista e, se sei in forfettario, l’esclusione dalla ritenuta. Conserva le fatture a norma e registra correttamente gli incassi ai fini del principio di cassa.

Devo aprire la Partita IVA anche se lavoro come dipendente? E posso usare uno studio in affitto?

Sì, se svolgi attività odontoiatrica autonoma in modo abituale devi aprire la Partita IVA, anche se sei già dipendente in una clinica. Controlla prima il tuo contratto di lavoro per clausole di esclusiva o non concorrenza. Per usare uno studio in affitto, verifica il contratto di locazione commerciale e la destinazione d’uso dei locali. Devi ottenere o verificare l’autorizzazione sanitaria o presentare la SCIA sanitaria tramite SUAP, anche se lo studio è già attivo: la pratica può variare a seconda del subentro o della nuova attività. Se hai dipendenti o collaboratori, apri posizioni INPS e INAIL e applica il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza. Fiscalmente puoi scegliere il forfettario se rispetti i limiti (85.000 euro), altrimenti resta l’ordinario. I contributi ENPAM sono dovuti sulla parte autonoma (Quota B), oltre alla Quota A, secondo regolamento. Le norme di riferimento sono su Normattiva, Ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate e portali regionali per la sanità.

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