Flat tax 5%: cos’è e quali sono i requisiti per averla?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi applicare la flat tax al 5% se entri nel regime forfettario e rispetti i requisiti “start-up” dei primi 5 anni: nessuna P.IVA analoga nei 3 anni precedenti, niente prosecuzione artificiosa, soglie rispettate.

  • Accesso al forfettario con ricavi/compensi fino a 85.000 euro e uscita immediata se superi 100.000 nell’anno (Legge 197/2022 su Normattiva).
  • Flat tax al 5% per 5 periodi d’imposta se ricorrono le condizioni “start-up” (Legge 190/2014, commi 65-67).
  • Cause di esclusione: redditi da lavoro dipendente oltre 30.000 euro (salvo cessazione), prevalenza verso ex datore, partecipazioni vietate (L. 190/2014, comma 57).

Cos’è la flat tax 5% nel regime forfettario

Il regime forfettario è il regime fiscale semplificato per le persone fisiche con Partita IVA. Applichi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP.

L’aliquota ordinaria è 15%. Diventa 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti “start-up” per i primi 5 periodi d’imposta. Imposta sostitutiva significa che paghi un’unica tassa al posto di più imposte.

Il reddito si calcola con il “coefficiente di redditività”. È una percentuale che trasforma i ricavi in reddito imponibile senza analizzare i singoli costi. Funziona con il “principio di cassa”: contano incassi e pagamenti effettivi, non le competenze.

Riferimenti normativi essenziali

Le regole base sono nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (consultabile su Normattiva). Le soglie 85.000/100.000 e altre novità sono nella Legge 197/2022 (Bilancio 2023). Obbligo di fatturazione elettronica esteso anche ai forfettari dal 2024 in base al D.L. 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Chiarimenti pratici nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate (es. 10/E 2016, 9/E 2019). Per i contributi si fa riferimento alle istruzioni INPS e al Ministero del Lavoro per gli inquadramenti.

Requisiti di accesso e mantenimento nel 2026

Requisito economico. Devi aver incassato nell’anno precedente non oltre 85.000 euro. Se superi 85.000 ma stai sotto 100.000, esci dal regime dall’anno successivo. Se superi 100.000, esci subito nell’anno in corso.

Residenza. Puoi aderire se sei residente in Italia. Se sei residente in UE/SEE puoi aderire se produci in Italia almeno il 75% del reddito complessivo (fonte: L. 190/2014, comma 57, lettera b). Questo punto corregge l’idea che serva sempre la residenza in Italia.

Partecipazioni. Non puoi aderire se partecipi a società di persone, associazioni professionali o SRL “trasparenti” (art. 5 TUIR). Sei escluso anche se controlli, direttamente o indirettamente, una SRL che svolge attività riconducibile alla tua (fonte: L. 190/2014, comma 57, lettera d).

Rapporti di lavoro. Sei escluso se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro, salvo che il rapporto sia cessato (fonte: L. 190/2014, comma 57, lettera d-bis). Ad agosto 2026 la soglia resta 30.000 euro.

Ex datore di lavoro. Non puoi operare “prevalentemente” per il tuo attuale o ex datore di lavoro degli ultimi due anni. Prevalente significa oltre il 50% degli incassi (fonte: L. 190/2014, comma 57, lettera d-ter). Questo serve a evitare finte partite IVA.

Cosa non serve più

Non esiste più un tetto alle spese per dipendenti o collaboratori (il vecchio limite, talvolta indicato a 20.000 euro, non è più in vigore dal 2019). Nemmeno esistono limiti sul valore dei beni strumentali come in passato. Rimangono però le normali regole fiscali e del lavoro.

Regimi IVA speciali

Non puoi aderire se svolgi attività che già usano regimi IVA speciali (per esempio tabaccai, editori, agenzie di viaggio) salvo specifiche eccezioni. Verifica sempre l’inquadramento del tuo codice ATECO (fonte: L. 190/2014, comma 57, lettera a).

Quando spetta la flat tax al 5% e per quanto dura

Il 5% si applica per i primi 5 periodi d’imposta se:

1) Non hai esercitato nei 3 anni precedenti attività artistica, professionale o d’impresa riconducibile a quella che avvii ora.

2) L’attività che inizi non è mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo precedente, salvo periodo di pratica obbligatoria (esempio: tirocinio professionale).

3) Se prosegui attività di un altro soggetto, i suoi ricavi/compensi dell’anno precedente non hanno superato la soglia di accesso (oggi 85.000 euro). Fonti: L. 190/2014, commi 65-67 su Normattiva e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

La durata è di 5 periodi d’imposta. Dopo, se resti nel forfettario, passi al 15%. Se perdi i requisiti prima, perdi anche il 5% e applichi il 15% o esci dal regime, a seconda del motivo.

Esempi pratici di diritto al 5%

Prima apertura vera. Apri P.IVA a settembre 2026 e non avevi svolto attività simile nei 3 anni passati. Applichi il 5% fino al 2030 compreso (se rispetti i requisiti ogni anno).

Riapertura dopo chiusura. Hai chiuso una P.IVA nel 2021 come social media manager e la riapri nel 2026 per la stessa attività. Sono passati più di 3 anni. Se soddisfi tutti i requisiti, puoi usare il 5%.

Prosecuzione di attività altrui. Rilevi la clientela di un consulente che nel 2025 ha incassato 60.000 euro. Puoi usare il 5% nel 2026 se gli altri requisiti sono rispettati.

Regola decisionale rapida

Se… allora…

– Se nei 3 anni precedenti non hai esercitato attività simile e l’attività non è mera prosecuzione, allora verifica le soglie e applichi il 5% per 5 anni.

– Se prosegui attività altrui, allora controlla che i ricavi del precedente titolare nell’anno precedente siano entro 85.000 euro, poi applica il 5% per 5 anni.

– Se nell’anno precedente hai redditi da lavoro dipendente oltre 30.000 euro e il rapporto non è cessato, allora non puoi accedere al forfettario e quindi non puoi applicare il 5%.

– Se lavori prevalentemente per l’ex datore degli ultimi due anni, allora sei escluso dal forfettario e non puoi applicare il 5%.

– Se superi 100.000 euro di ricavi/compensi nell’anno, allora decadi subito dal forfettario e perdi anche l’aliquota agevolata da quel momento.

Come si calcola l’imposta e cosa cambia con il 5%

Passo 1: calcoli il reddito imponibile. Prendi gli incassi e applica il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO (allegato alla L. 190/2014). Esempio: un professionista ha spesso coefficiente 78%.

Passo 2: deduci i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. I contributi riducono il reddito imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva (fonte: Agenzia delle Entrate).

Passo 3: applichi l’aliquota. 5% se hai i requisiti start-up; altrimenti 15%.

Esempio semplice. Incassi 40.000 euro come professionista (coefficiente 78%). Reddito imponibile lordo: 31.200 euro. Se versi 6.000 euro di contributi, il reddito imponibile è 25.200 euro. Imposta al 5% = 1.260 euro.

Nota sui contributi. L’inquadramento previdenziale dipende dall’attività: Gestione Separata INPS per molte professioni senza albo; gestione Artigiani e Commercianti INPS per imprese; casse professionali per ordini. Le aliquote e i minimali sono definite annualmente da INPS e dagli ordini. Consulta le circolari INPS e il Ministero del Lavoro per gli aggiornamenti 2026.

Adempimenti e semplificazioni operative nel 2026

Niente IVA in fattura. Non addebiti l’IVA ai clienti. Inserisci la dicitura di operazione “senza applicazione dell’IVA – regime forfettario, art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”.

Niente ritenute subite. I tuoi clienti non devono operare ritenute d’acconto. Sulle fatture inserisci la dicitura che attesti l’inapplicabilità delle ritenute (fonte: Agenzia delle Entrate).

Fatturazione elettronica. Dal 2024 anche i forfettari emettono e ricevono solo fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio. Per le operazioni extra-UE/UE si usano i tipi documento previsti o l’invio dei dati tramite SDI, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Marca da bollo. Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, applichi il bollo da 2 euro. In elettronico si assolve trimestralmente secondo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate.

Semplificazioni. Non tieni registri IVA e non fai liquidazioni periodiche IVA. Restano la dichiarazione dei redditi e gli adempimenti previdenziali.

Errori comuni che fanno perdere il 5% o il forfettario

– Confondere “prevalente” con “un cliente grande”. Se quel cliente è l’ex datore degli ultimi due anni e supera il 50%, scatta l’esclusione.

– Dimenticare la soglia 100.000. Se la superi anche per un singolo incasso, il forfettario cessa subito. Da quel momento devi applicare l’IVA.

– Ignorare la residenza UE/SEE. Se non sei residente in Italia, verifica il 75% del reddito prodotto in Italia per mantenere il diritto.

– Applicare il 5% senza i tre requisiti start-up. Se l’attività è mera prosecuzione, devi usare il 15% fin da subito.

– Scordare la dicitura anti-ritenuta in fattura. Rischi ritenute operate dal cliente e complicazioni in dichiarazione.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario Requisito principale Esito fiscale Tempistiche/Note operative
Prima apertura P.IVA nel 2026 Nessuna attività analoga nei 3 anni precedenti Forfettario con 5% per 5 anni se rispetti gli altri requisiti Aliquota 5% dal 2026 al 2030; poi 15%
Riapertura P.IVA dopo chiusura nel 2021 Trascorsi oltre 3 anni; no prosecuzione artificiosa 5% ammesso; altrimenti 15% Verifica documentale della chiusura e dell’effettiva nuova attività
Prosecuzione attività di altro soggetto Ricavi del precedente titolare anno prima ≤ 85.000 euro 5% ammesso per 5 anni Conserva atti di cessione/clienti per eventuali controlli
Lavori prevalentemente per ex datore (ultimi 2 anni) Incassi >50% verso ex datore Esclusione dal forfettario (niente 5% né 15%) Valuta contratti e distribuzione clientela prima di aprire
Redditi da dipendente nel 2025 = 32.000 euro Soglia 30.000 superata e rapporto non cessato Esclusione dal forfettario per il 2026 Rientri solo se il rapporto cessa o rientri sotto soglia
Ricavi 2026 = 92.000 euro Tra 85.000 e 100.000 Resti forfettario nel 2026; esci dal 2027 Nel 2027 devi applicare IVA e usi regime ordinario
Ricavi 2026 = 105.000 euro Superamento 100.000 Decadenza immediata nel 2026 IVA da addebitare dalle operazioni che superano la soglia
Non residente UE/SEE Non soddisfi residenza né 75% redditi in Italia Esclusione dal forfettario Valuta rientro o inquadramento ordinario

FAQ

1) Il limite di 30.000 euro per i redditi da lavoro dipendente è ancora valido nel 2026?

Sì. Ad agosto 2026 la causa di esclusione legata ai redditi da lavoro dipendente e assimilati resta fissata a 30.000 euro, salvo che il rapporto sia cessato. La norma è nell’art. 1, comma 57, lettera d-bis della Legge 190/2014 (fonte: Normattiva). Attenzione a due aspetti pratici. Primo: la soglia si valuta sull’anno precedente a quello di applicazione del regime. Secondo: se il rapporto è cessato, la causa non opera anche oltre i 30.000 euro, ma devi poter documentare la cessazione effettiva. L’equiparazione di alcune indennità ai redditi assimilati può incidere sul conteggio, quindi confronta CUD e CU per non sbagliare. Eventuali novità vengono comunicate dall’Agenzia delle Entrate; verifica sempre le istruzioni aggiornate.

2) Cosa significa “attività non è mera prosecuzione” ai fini del 5% start-up?

La norma vuole evitare che un lavoro già avviato cambi solo etichetta per pagare meno tasse. “Mera prosecuzione” significa che, di fatto, continui la stessa attività con gli stessi clienti e con le stesse modalità, magari passando da dipendente ad autonomo con un unico committente. Non è mera prosecuzione se l’attività è davvero nuova per contenuti, mercato o organizzazione, oppure se ti abiliti dopo un periodo obbligatorio di pratica (tirocinio). L’Agenzia delle Entrate ha chiarito in più documenti (tra cui la circolare 10/E 2016) che la valutazione è concreta e basata su indizi: struttura clienti, dipendenza economica, contratti, beni usati. Se hai dubbi, raccogli prove del cambiamento reale (nuovi clienti, nuovi servizi, canali diversi).

3) Posso applicare il 5% se riapro la Partita IVA per la stessa attività dopo più di tre anni?

In linea di principio sì, perché uno dei requisiti è non aver esercitato attività analoga nei tre anni precedenti. Se sono passati più di tre anni dalla chiusura e non hai svolto l’attività in altro modo (ad esempio con collaborazione coordinata), superi questo test. Restano però gli altri requisiti da verificare: niente prevalenza verso ex datore, niente partecipazioni vietate, rispetto delle soglie 85.000/100.000 e assenza di regimi IVA speciali. Se l’attività che riapri appare come prosecuzione artificiosa dello stesso rapporto di lavoro, potresti perdere il 5% e, in taluni casi, anche l’accesso al forfettario. Conserva la documentazione che dimostra la reale discontinuità.

4) Come funziona la decadenza immediata oltre 100.000 euro e cosa devo fare con l’IVA?

Se durante l’anno superi 100.000 euro di ricavi o compensi, il regime forfettario cessa dal momento in cui superi la soglia (fonte: Legge 197/2022). Da quell’operazione in poi devi comportarti come un soggetto IVA ordinario. Questo implica: addebiti l’IVA in fattura, registri le fatture, effettui le liquidazioni periodiche, presenti la dichiarazione IVA. Le operazioni prima del superamento restano senza IVA. Per evitare errori, monitora gli incassi in modo puntuale. Una soluzione pratica è usare un gestionale con alert soglia. L’Agenzia delle Entrate, nelle FAQ e nei provvedimenti attuativi, spiega come gestire i casi di superamento nel corso del mese e la corretta numerazione documentale.

5) Quali diciture devo inserire in fattura elettronica nel forfettario e cosa cambia con il bollo?

In fattura elettronica inserisci la natura N2.2 o la dicitura normativa consigliata nel campo “Causale”: “Operazione in regime forfettario – art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – non soggetta a IVA e non soggetta a ritenuta d’acconto”. Così eviti che il committente applichi ritenute. Se l’importo totale supera 77,47 euro, scatta l’imposta di bollo di 2 euro. Nelle e-fatture il bollo si indica con il campo dedicato e poi si paga trimestralmente secondo le scadenze comunicate dall’Agenzia delle Entrate nel cassetto fiscale. Ricorda che dal 2024 l’obbligo di e-fattura vale per tutti i forfettari, come stabilito dal D.L. 36/2022 e dai successivi provvedimenti attuativi.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.