Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come igienista dentale serve laurea abilitante, iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP, Partita IVA con codice ATECO corretto, Gestione Separata INPS, regime fiscale scelto (forfettario o ordinario) e regole IVA sanitarie.
- Abilitazione: laurea triennale in Igiene dentale e iscrizione all’Albo presso l’Ordine TSRM-PSTRP. Per studio proprio serve autorizzazione sanitaria regionale.
- Codice ATECO: 86.90.29 “Altre prestazioni professionali paramediche indipendenti”. Forfettario: coefficiente 78%. Prestazioni sanitarie esenti IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972.
- Previdenza: iscrizione Gestione Separata INPS. Aliquote e minimali variano ogni anno con circolare INPS. Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria con regole privacy.
Chi può esercitare come igienista dentale
L’accesso richiede la laurea triennale in Igiene dentale (classe L/SNT3), che abilita alla professione. La norma individua ruolo e competenze nel DM 15 marzo 1999 n. 137 (profilo professionale).
L’iscrizione all’Albo è obbligatoria. L’albo è presso l’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP). La cornice è nel D.Lgs. 502/1992, nella Legge 3/2018 e nei regolamenti degli Ordini.
La responsabilità professionale sanitaria richiede una polizza RC professionale. L’obbligo è previsto dalla Legge 24/2017 (cosiddetta Gelli-Bianco) e dal D.P.R. 137/2012 per i professionisti iscritti ad albi.
Aprire la Partita IVA: passaggi operativi e codici corretti
Scelta del codice ATECO
Per l’igienista dentale il codice più usato e coerente è 86.90.29 “Altre prestazioni professionali paramediche indipendenti”. In alternativa, in casi particolari, si usa 86.90.99 “Altre attività sanitarie nca”, ma è meno specifico.
Evita 86.99.09: non descrive correttamente l’attività sanitaria. Il codice ATECO influenza studi di settore/ISA, il coefficiente del forfettario e talvolta prassi IVA. Sceglilo con cura.
Comunicazione di apertura (modello AA9/12)
Compila il modello AA9/12 per persone fisiche. Lo invii all’Agenzia delle Entrate via canali telematici, raccomandata o allo sportello. La base legale è nel DPR 633/1972 e nel DPR 322/1998.
Indica: dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime fiscale prescelto e data inizio. Attiva anche la PEC e il domicilio digitale, richiesti per i professionisti.
Iscrizioni e abilitazioni ulteriori
Apri la posizione previdenziale in Gestione Separata INPS. L’obbligo deriva dalla Legge 335/1995 e si attua con circolari INPS annuali su aliquote e massimali.
Se apri uno studio tuo, serve l’autorizzazione sanitaria regionale e la procedura SUAP. La base normativa è nel DPR 14 gennaio 1997 e nelle leggi sanitarie regionali. Verifica con ASL e Comune.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario
È il regime semplificato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro annui. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata nell’anno del superamento.
Il reddito si calcola con il “coefficiente di redditività”, cioè una percentuale fissa che stima il margine. Per professioni come l’igienista dentale è 78%. Le spese reali non contano singolarmente.
L’imposta sostitutiva è 15%. Può essere 5% per i primi 5 anni, se rispetti le condizioni start-up (assenza di attività simile nei tre anni precedenti e altri requisiti previsti dalla stessa Legge 190/2014).
Esempio: incassi 30.000 euro. Reddito forfettario 30.000 x 78% = 23.400. Se hai versato 3.000 euro di contributi l’anno prima, base imponibile 23.400 – 3.000 = 20.400. Imposta al 15%: 3.060 euro.
Regime ordinario (professionisti, principio di cassa)
Il reddito si calcola con il principio di cassa. Significa che contano incassi e pagamenti effettivi, non le fatture emesse o ricevute. La norma è l’art. 54 del TUIR (DPR 917/1986).
Paghi IRPEF a scaglioni progressivi, addizionali regionali e comunali, e saldi/acconti. Le aliquote IRPEF e gli scaglioni sono aggiornati ogni anno con la Legge di Bilancio e fonti MEF. Ad agosto 2026, lo schema a tre aliquote prevede 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Esempio semplice: incassi 30.000, spese 3.000, contributi 4.000. Reddito imponibile 23.000. IRPEF: 23.000 al 23% = 5.290 euro, a cui sommare addizionali locali. Le deduzioni e detrazioni personali possono ridurre l’imposta.
Ritenuta d’acconto e rivalsa 4%
Nel regime ordinario, se fatturi a uno studio odontoiatrico o a una società (sostituto d’imposta), sul compenso si applica ritenuta d’acconto del 20%. La base è l’art. 25 DPR 600/1973.
In forfettario, non subisci ritenuta d’acconto. Indica in fattura la dicitura prevista dall’art. 1, comma 67, Legge 190/2014. Puoi applicare la rivalsa INPS del 4% sulla parcella. È facoltativa e si basa sulla Legge 662/1996; rientra nei ricavi.
IVA, fatture sanitarie e privacy
Esenzione IVA per le prestazioni sanitarie
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione rese da professionisti abilitati sono esenti IVA. La norma è l’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972. L’igienista dentale rientra se svolge attività del proprio profilo.
Se svolgi attività non sanitarie (es. docenze, consulenze aziendali), l’esenzione non si applica. In ordinario, tali attività sono imponibili IVA. In forfettario, l’IVA non si addebita comunque ai clienti.
Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria
Dal 2024 l’e-fattura è generalizzata. Ma resta il divieto di emettere e-fatture via SdI per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, se sei tenuto all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS). La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia.
Quindi: per i pazienti privati usa fatture analogiche o elettroniche fuori SdI e invia i dati al STS, salvo opposizione del paziente. Per fatture a studi o società (B2B), usa la fattura elettronica via SdI. In caso di esenzione, indica la natura IVA esente (in e-fatt, codice natura N4) e il riferimento normativo.
Imposta di bollo
Le fatture esenti IVA oltre 77,47 euro scontano bollo da 2 euro. La norma è nel DPR 642/1972. Con e-fatture, l’Agenzia delle Entrate calcola i bolli trimestrali da versare. Con fatture analogiche, applica la marca fisica.
Contributi INPS in Gestione Separata
Gli igienisti dentali liberi professionisti, non iscritti a casse sanitarie private, versano alla Gestione Separata INPS. L’aliquota e i contributi minimi/massimi sono aggiornati ogni anno con circolare INPS.
La base imponibile previdenziale coincide con il reddito professionale. In ordinario, è il reddito di lavoro autonomo determinato a cassa. In forfettario, è il reddito forfettario prima della deduzione dei contributi.
I versamenti si effettuano con F24 agli stessi termini fiscali: saldo e primo acconto a giugno e novembre, secondo acconto a novembre. Puoi indicare in fattura la rivalsa del 4%, che resta un ricavo ma aiuta a compensare l’onere contributivo.
Chi è già assicurato ad altra forma obbligatoria (es. lavoratore dipendente) versa alla Gestione Separata un’aliquota ridotta, definita da INPS per i cosiddetti “professionisti già assicurati”. Verifica ogni anno la circolare aliquote.
Adempimenti ulteriori: sicurezza, autorizzazioni e ECM
Se apri uno studio, verifica i requisiti strutturali e tecnologici previsti dalle norme regionali e dalle linee nazionali (DPR 14 gennaio 1997). Serve la pratica SUAP e l’autorizzazione sanitaria dell’ASL.
Gestisci correttamente privacy e dati sanitari secondo il Regolamento UE 2016/679 e i provvedimenti del Garante. Raccogli il consenso informato e conserva la documentazione clinica in modo sicuro.
Assolvi l’obbligo di formazione continua (ECM). La cornice è nel D.Lgs. 502/1992 e nelle delibere della Commissione Nazionale Formazione Continua.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in pochi passaggi
– Se prevedi ricavi fino a 85.000 euro, hai poche spese reali e lavori prevalentemente con pazienti privati: valuta il forfettario. Paghi imposta su reddito stimato col 78% e semplifichi la contabilità.
– Se superi 85.000 euro o hai molte spese deducibili (strumenti, affitti, collaboratori, corsi), considera l’ordinario. Deduci i costi reali e sfrutti detrazioni personali.
– Se lavori in studio altrui (B2B), prevedi ritenuta d’acconto in ordinario e fatturazione elettronica via SdI. Se lavori con privati, prepara fatture non via SdI, invio STS e gestione del bollo.
– Se apri uno studio, prima ottieni l’autorizzazione sanitaria e pianifica i tempi SUAP/ASL. La mancata autorizzazione comporta sanzioni e chiusura.
– Controlla ogni anno: aliquote IRPEF (MEF), aliquote INPS (circolari INPS), limiti forfettario (Legge di Bilancio), regole STS (Agenzia delle Entrate e Ministero della Salute). Le fonti ufficiali sono consultabili su Normattiva, INPS, Agenzia delle Entrate, Ministero della Salute e Ministero del Lavoro.
Riferimenti normativi utili (testuale)
– DM 15 marzo 1999 n. 137: profilo professionale dell’igienista dentale.
– D.Lgs. 502/1992 e s.m.i.: ordinamento delle professioni sanitarie e formazione ECM.
– Legge 24/2017: responsabilità professionale sanitaria e obbligo assicurativo.
– DPR 633/1972, art. 10, n. 18: esenzione IVA per prestazioni sanitarie.
– DPR 917/1986 (TUIR), art. 54: principio di cassa per professionisti.
– DPR 600/1973, art. 25: ritenuta d’acconto su compensi di lavoro autonomo.
– Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89: regime forfettario.
– Legge 335/1995 e circolari INPS annuali: Gestione Separata.
– D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi: fatturazione elettronica, STS.
– DPR 642/1972: imposta di bollo.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Requisiti fiscali e previdenziali | Documenti e adempimenti | Tempistiche e scadenze |
|---|---|---|---|
| Collabori con studio odontoiatrico (B2B) | Partita IVA; ordinario o forfettario; Gestione Separata INPS; in ordinario ritenuta 20% sui compensi; possibile rivalsa INPS 4% | Fatture elettroniche via SdI; esenzione IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972; dicitura ritenuta (se ordinario); polizza RC; iscrizione Albo TSRM-PSTRP | Fatture entro 12 giorni; liquidazioni IVA non dovute se solo esenti; saldo IRPEF e INPS a giugno; acconti giugno/novembre |
| Lavori con pazienti privati (B2C) | Partita IVA; esenzione IVA; Gestione Separata; forfettario consigliato se spese basse e ricavi sotto 85.000 | Fatture non via SdI se soggette a STS; invio dati al STS (salvo opposizione); bollo da 2 euro oltre 77,47; privacy e consenso informato | Invio STS secondo calendario Ministero dell’Economia; versamento bollo trimestrale per e-fatture; scadenze imposte ordinarie |
| Apri uno studio autonomo | Partita IVA; Gestione Separata; eventuale scelta ordinario per dedurre affitti e attrezzature; rispetto requisiti sanitari | Autorizzazione sanitaria regionale; pratica SUAP; DVR e sicurezza se hai dipendenti; contratto locazione; polizza RC; iscrizione INAIL per dipendenti | Tempi SUAP/ASL variabili (30-90 giorni tipici); imposte e INPS come da calendario; adempimenti sicurezza continuativi |
| Superi soglia forfettario (oltre 85.000/100.000) | Uscita dal forfettario: dall’anno successivo o immediata oltre 100.000; passaggio a ordinario; tenuta contabilità completa | Aggiornamento regime in Anagrafe tributaria; valutazione acconti e IVA; nuove regole ritenuta d’acconto; eventuale adeguamento software | Monitoraggio ricavi mensile; comunicazione e gestione passaggio entro inizio anno successivo o immediatamente oltre 100.000 |
FAQ
Qual è il codice ATECO corretto per l’igienista dentale e perché non usare 86.99.09?
Per l’igienista dentale, il codice ATECO più coerente è 86.90.29 “Altre prestazioni professionali paramediche indipendenti”. Identifica le prestazioni sanitarie svolte in autonomia da professionisti abilitati, come igiene orale, prevenzione e educazione sanitaria. In alcuni casi si usa 86.90.99 “Altre attività sanitarie nca”, ma è residuale e meno preciso. Evita 86.99.09: non rappresenta correttamente l’attività sanitaria e può creare problemi nella classificazione delle prestazioni e nella lettura degli indici ISA. Il codice giusto incide sul coefficiente del forfettario, sulle statistiche di settore e sull’inquadramento in sede di controlli. Prima dell’apertura, confrontati con l’Ordine TSRM-PSTRP e con l’Agenzia delle Entrate per allineare attività e classificazione.
Meglio il regime forfettario o l’ordinario? Puoi farmi un confronto con numeri semplici?
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e hai spese basse, il forfettario di solito conviene. Si calcola il reddito applicando il 78% ai ricavi, poi si sottraggono i contributi. Paghi un’imposta sostitutiva (15% o 5% per start-up). Esempio: 30.000 euro di incassi, reddito forfettario 23.400, contributi 3.000, base 20.400. Imposta al 15%: 3.060 euro. Pro: contabilità semplice, niente IVA in fattura, niente ritenuta subita. Contro: non deduci i costi reali, niente detrazione IVA sugli acquisti.
Con l’ordinario, calcoli reddito per cassa: incassi meno costi pagati meno contributi. Applichi IRPEF a scaglioni, addizionali, e gestisci acconti e saldi. Esempio: stessi 30.000 incassi, 3.000 spese, 4.000 contributi. Reddito 23.000. Con aliquote IRPEF in vigore ad agosto 2026 (23% fino a 28.000, 33% 28.001-50.000, 43% oltre 50.000), paghi 23.000 x 23% = 5.290, più addizionali. Pro: deduci i costi reali e ammortizzi le attrezzature; utile se hai spese alte o redditi familiari che permettono ottimizzazioni. Contro: più burocrazia e gestione IVA per le attività imponibili. La scelta migliore dipende dal tuo mix di ricavi e costi. Fai un business plan con due scenari e confronta.
Le prestazioni dell’igienista dentale sono sempre esenti IVA? E come gestisco la fatturazione elettronica e il Sistema Tessera Sanitaria?
Le prestazioni sanitarie rese dall’igienista dentale, se rientrano nel profilo professionale e hanno finalità di tutela della salute (prevenzione, educazione, igiene orale), sono esenti IVA per l’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Se invece offri servizi non sanitari (docenze, consulenze non cliniche), l’esenzione non si applica e, in regime ordinario, l’operazione è imponibile IVA. In forfettario, non addebiti comunque IVA ai clienti.
Sulla fatturazione: per pazienti persone fisiche, se sei tenuto all’invio al Sistema Tessera Sanitaria, non devi emettere fatture elettroniche via SdI per ragioni di privacy. Emetti fattura analogica o elettronica fuori SdI e invii i dati al STS secondo il calendario ministeriale, salvo opposizione del paziente. Per operazioni B2B (verso studi o società), emetti e-fattura via SdI. In caso di esenzione IVA, indica il riferimento normativo e il codice natura N4 nelle e-fatture. Ricorda l’imposta di bollo da 2 euro per fatture esenti sopra 77,47 euro.
Voglio aprire uno studio di igiene dentale: quali autorizzazioni servono e quali errori evitare?
Serve l’autorizzazione sanitaria regionale per gli ambulatori e gli studi che erogano prestazioni sanitarie al pubblico. La cornice è nel DPR 14 gennaio 1997 e nelle leggi regionali che fissano requisiti strutturali, impiantistici e organizzativi. La pratica si presenta al SUAP del Comune, con pareri dell’ASL. Devi dimostrare requisiti dei locali (spazi, accessibilità, sicurezza), sterilizzazione, smaltimento rifiuti sanitari, apparecchiature a norma e idoneità igienico-sanitaria.
Errori tipici: iniziare l’attività senza autorizzazione; sottovalutare i tempi di rilascio; non pianificare le uscite di cassa per adeguamenti; dimenticare formazione sicurezza e adempimenti per eventuali dipendenti (INAIL, DVR, visite mediche). Pianifica prima: progetto dei locali, preventivo lavori, cronoprogramma autorizzazioni, selezione fornitori. In parallelo, apri Partita IVA, iscrizione INPS, polizza RC e definisci il regime fiscale più adatto al tuo piano economico.
Come funzionano i contributi INPS in Gestione Separata per un igienista dentale? Posso applicare la rivalsa 4% e cosa cambia se sono anche dipendente?
Gli igienisti dentali liberi professionisti senza cassa previdenziale dedicata versano alla Gestione Separata INPS. L’aliquota contributiva, eventuali aliquote aggiuntive e i massimali cambiano ogni anno con circolare INPS. La base contributiva è il reddito professionale: in ordinario è il reddito per cassa, in forfettario è il reddito calcolato col coefficiente prima della deduzione dei contributi. I versamenti avvengono con modello F24 alle scadenze fiscali di saldo e acconti.
La rivalsa del 4% è consentita: puoi addebitarla in fattura al committente come maggiorazione del compenso. Non è obbligatoria. Aumenta i ricavi ma aiuta a coprire il costo contributivo. Se sei anche lavoratore dipendente o iscritto ad altra forma previdenziale obbligatoria, di norma versi in Gestione Separata un’aliquota ridotta prevista per i “già assicurati”. Verifica ogni anno sul portale INPS la circolare aliquote. Ricorda che i contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva.
