Lavorare come OSA: requisiti, come aprire Partita IVA e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come OSA in proprio: ottieni l’attestato regionale (700-900 ore), apri Partita IVA (ATECO idoneo), scegli il regime fiscale (spesso forfettario), e versa i contributi INPS in Gestione Separata.

  • Formazione OSA: attestato regionale di qualifica professionale tra 700 e 900 ore, con tirocinio obbligatorio.
  • Partita IVA: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, ATECO da scegliere in base alle attività effettive.
  • Fisco: forfettario con coefficiente 67% e imposta 5% o 15%; ordinario con IRPEF 23%-33%-43% e IVA.

Chi è l’OSA e come si differenzia dall’OSS

L’Operatore Socio Assistenziale (OSA) assiste persone fragili in attività quotidiane: igiene, mobilità, pasti, socializzazione. Non svolge atti sanitari. Questo lo distingue dall’OSS (Operatore Socio Sanitario), che ha un profilo nazionale e mansioni anche di supporto sanitario.

L’OSA è una figura a ordinamento regionale. I percorsi formativi e i profili variano per Regione. Molte Regioni hanno uniformato o sostituito OSA con ASA/OSS. Verifica sempre gli standard formativi regionali correnti.

Fonti utili: portali regionali della formazione professionale; Ministero del Lavoro per gli inquadramenti contrattuali; Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 per il profilo OSS (fonte: Normattiva e Conferenza Stato-Regioni).

Come ottenere l’attestato di qualifica OSA

Durata, contenuti e tirocinio

I corsi OSA durano in media 700-900 ore, con moduli su igiene personale, primo soccorso di base, elementi psicologici e relazionali, legislazione sociale, sicurezza. È sempre previsto un tirocinio in strutture socio-assistenziali o a domicilio.

L’ente erogatore può essere regionale o privato accreditato. Il costo tipico va da 1.000 a 4.000 euro, in funzione di ore, qualità del tirocinio, servizi accessori e materiali didattici.

Al termine, sostieni un esame teorico-pratico. Superata la prova, ottieni l’attestato regionale di qualifica professionale OSA/ASA, valido per l’accesso al lavoro subordinato o autonomo nei limiti delle tue competenze.

Validità dell’attestato e aggiornamento

L’attestato non scade, ma la formazione continua è consigliata. Alcune Regioni richiedono aggiornamenti su sicurezza, primo soccorso o specifici protocolli domiciliari. Verifica gli avvisi regionali e i bandi formativi periodici.

Aprire la Partita IVA come OSA: passi, codici ATECO e inquadramento

Scelta del codice ATECO

La scelta dipende da come svolgi l’attività e da quali servizi offri. Due codici ricorrenti sono:

  • 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona n.c.a.: adatto a prestazioni domiciliari di assistenza alla persona non sanitarie, rese in proprio senza struttura organizzata.
  • 88.10.00 – Assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili: più coerente se l’attività si inquadra nei servizi sociali organizzati e, talvolta, quando si lavora in accreditamento o per conto di enti.

Attenzione: l’espressione “servizi alla persona n.c.a.” compare talvolta come 96.99.99 in fonti non aggiornate; il codice corretto in ATECO 2007 è 96.09.09. Verifica l’esatta descrizione nel tuo caso concreto prima di aprire.

Professionista o impresa?

Se lavori da solo, senza dipendenti e senza una vera organizzazione d’impresa, rientri di norma nel lavoro autonomo professionale senza albo. Versi i contributi alla Gestione Separata INPS.

Se organizzi mezzi e personale (es. assumi altri operatori, crei un centro servizi), la tua attività diventa impresa. In questo caso possono servire: iscrizione al Registro Imprese, SCIA allo Sportello Unico Attività Produttive e ulteriori requisiti locali (fonte: D.P.R. 160/2010 SUAP; Camera di Commercio).

Come presentare il modello AA9/12

Per aprire la Partita IVA compili il modello AA9/12 e lo invii all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo dall’area riservata, tramite PEC/raccomandata o agli sportelli territoriali. Non c’è costo fisso se procedi in autonomia (fonte: Agenzia delle Entrate, modello AA9/12).

Se operi come impresa, verifica anche eventuale iscrizione INAIL e al Registro Imprese. Prepara PEC e firma digitale. I tempi di apertura sono in genere rapidissimi (1-3 giorni per la P.IVA).

Regimi fiscali per OSA: forfettario e ordinario

Regime forfettario: come funziona

Il forfettario è semplice. Non addebiti IVA in fattura e applichi un’imposta sostitutiva del 15%. Se avvii una nuova attività, puoi scendere al 5% per i primi 5 anni, se rispetti i requisiti.

L’imponibile non è “entrate meno spese”. Si calcola con il coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona il coefficiente è 67%. Sottrai i contributi previdenziali versati e ottieni la base imponibile per l’imposta sostitutiva.

Soglia ricavi: di regola fino a 85.000 euro annui. Verifica sempre le cause di esclusione e le condizioni del regime all’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e successive modifiche (fonte: Normattiva).

Aliquote 2026: imposta sostitutiva 15% o 5% per startup ammissibili. L’aliquota al 5% richiede tra l’altro che l’attività sia realmente nuova e non mera prosecuzione di lavoro precedente. Controlla i requisiti del comma 65 della Legge 190/2014.

Regime ordinario (semplificato): quando conviene

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito netto (entrate meno costi deducibili e contributi). Aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.

Applichi l’IVA (di norma 22%) salvo esenzioni specifiche. Emetti fatture con ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta. Hai più adempimenti ma puoi dedurre i costi effettivi e detrarre l’IVA sugli acquisti.

Conviene se hai costi elevati, investimenti importanti o se superi stabilmente la soglia del forfettario.

IVA nelle prestazioni OSA

Di regola, le prestazioni OSA non sanitarie rese da un libero professionista non sono esenti e scontano l’IVA al 22% in ordinario (fonte: D.P.R. 633/1972, art. 10). L’esenzione si applica solo in casi tassativi.

Esempi di esenzione ricorrenti: servizi socio-assistenziali resi da cooperative sociali accreditate o enti del Terzo Settore in base all’art. 10, numeri 19-27-ter, D.P.R. 633/1972. Il singolo OSA autonomo, normalmente, non rientra in tali ipotesi.

Nel forfettario non addebiti IVA e non la detrai. Inserisci la dicitura di legge in fattura e, se l’importo supera 77,47 euro, aggiungi la marca da bollo da 2 euro.

Contributi INPS

Se lavori da OSA in proprio, versi i contributi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 per professionisti senza altra tutela è pari al 26,07% (fonte: circolari INPS annuali). L’aliquota può variare ogni anno.

Nel forfettario applichi l’aliquota al reddito forfettario (incassi x 67%), nel regime ordinario al reddito netto. I contributi sono deducibili prima del calcolo dell’imposta.

Puoi addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4% ai clienti. Non è obbligatoria ma è prassi diffusa nei professionisti in Gestione Separata.

Adempimenti operativi essenziali

Fatturazione elettronica e pagamenti

Dal 2024 l’obbligo di fattura elettronica è generalizzato anche per i forfettari, salvo rare eccezioni transitorie ormai superate (fonte: D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022). Emissione tramite SdI e conservazione digitale.

POS obbligatorio per incassi da privati. Le sanzioni si applicano in caso di rifiuto di pagamento elettronico (fonte: normativa su obbligo POS consultabile su portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Scadenze fiscali tipiche

  • Saldo e primo acconto imposte e contributi: entro il 30 giugno (eventuali differimenti con maggiorazione).
  • Secondo acconto imposte e contributi: entro il 30 novembre.
  • Imposta di bollo su e-fatture: versamenti trimestrali tramite F24.

Regola decisionale rapida

Scegli ATECO e regime in 4 passaggi logici

  • Che servizi offri? Solo assistenza non sanitaria alla persona senza organizzazione d’impresa → orientati su 96.09.09. Servizi sociali organizzati o in accreditamento → valuta 88.10.00.
  • Lavori da solo senza struttura e dipendenti? → lavoro autonomo con Gestione Separata INPS. Se assumi personale o apri un centro → impresa individuale con SCIA/Registro Imprese.
  • Ricavi attesi sotto 85.000 euro e pochi costi? → forfettario (coefficiente 67%, imposta 5% o 15%). Ricavi alti e molte spese/IVA da detrarre? → ordinario.
  • Clienti principalmente privati? → il forfettario spesso semplifica incassi e prezzi. Clienti enti e cooperative con ritenute/IVA strutturate? → valuta l’ordinario per deduzioni e gestione professionale completa.

Esempi numerici

Forfettario con aliquota startup 5%

Incassi: 20.000 euro. Coefficiente 67% → reddito forfettario 13.400 euro. Contributi versati l’anno precedente: 3.000 euro.

Base imponibile imposta: 13.400 – 3.000 = 10.400 euro. Imposta sostitutiva 5%: 520 euro. Contributi INPS anno in corso: 13.400 x 26,07% = 3.493 euro. Totale oneri fiscali/previdenziali: circa 4.013 euro (commercialista escluso).

Ordinario con scaglioni IRPEF 2026

Incassi: 90.000 euro. Costi deducibili: 13.000 euro. Contributi versati l’anno precedente: 7.000 euro. Reddito imponibile IRPEF: 90.000 – 13.000 – 7.000 = 70.000 euro.

IRPEF a scaglioni 2026: 23% fino a 28.000; 33% tra 28.001 e 50.000; 43% oltre 50.000. Aggiungi addizionali regionali/comunali. In ordinario applichi l’IVA sulle fatture e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti.

Riferimenti normativi essenziali

  • Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche (fonte: Normattiva).
  • IVA ed esenzioni: D.P.R. 633/1972, art. 10, numeri 19-27-ter (fonte: Normattiva).
  • IRPEF: TUIR, D.P.R. 917/1986, e leggi di bilancio annuali per aliquote e scaglioni (fonte: Normattiva e Ministero dell’Economia e delle Finanze).
  • Gestione Separata INPS: aliquote aggiornate da circolari INPS annuali (fonte: INPS).
  • Fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e norme successive (fonte: Agenzia delle Entrate).
  • SCIA e impresa: D.P.R. 160/2010 SUAP e regolamenti locali (fonte: Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
Scenario ATECO consigliato Requisiti e imposte principali Adempimenti e tempistiche
OSA freelance senza struttura (clienti privati) 96.09.09 Forfettario: coeff. 67%, imposta 15% o 5% startup; INPS Gestione Separata 26,07% AA9/12 in 1-3 giorni; e-fattura subito; bollo su fatture >77,47€; acconti 30/6 e 30/11
OSA freelance in ordinario (clienti enti/coop) 96.09.09 o 88.10.00 secondo attività IRPEF 23%-33%-43% su reddito netto; IVA 22% salvo esenzioni art. 10; ritenuta 20% con sostituti AA9/12; liquidazioni IVA; dichiarazioni; F24 mensili/trimestrali; maggiore contabilità
Centro servizi di assistenza (impresa con personale) 88.10.00 (spesso), valutare requisiti locali Regime ordinario d’impresa; IRPEF/IRES a seconda della forma; IVA con possibili esenzioni per servizi accreditati Iscrizione Registro Imprese; SCIA SUAP; INPS dipendenti; tempi 1-2 settimane
OSA freelance che lavora per cooperative 96.09.09 Forfettario o ordinario; verifica ritenute contrattuali e regole IVA del committente Contratto di prestazione; coordinare fatturazione/rivalsa; scadenze F24 standard

FAQ

1) Meglio lavorare come OSA con Partita IVA o come dipendente in cooperativa o struttura?

Dipende da obiettivi, reddito atteso e stabilità. Con un contratto da dipendente hai tutele previste dal CCNL di riferimento (es. cooperative sociali), ferie, malattia e contributi a carico del datore. Lo svantaggio è una retribuzione oraria fissata e minore autonomia.

Con la Partita IVA gestisci orari e tariffe. Puoi crescere più in fretta e specializzarti. Ma assumi il rischio d’impresa, non hai ammortizzatori automatici e devi versare imposte e contributi in acconto e saldo. Se pensi di fatturare sotto 85.000 euro con costi bassi, il forfettario rende la gestione snella. Se invece lavori stabilmente con un’unica cooperativa come “falso autonomo”, rischi controlli; in quel caso meglio un rapporto di lavoro subordinato. Valuta sempre pro e contro con un consulente.

2) Qual è il codice ATECO più corretto per l’OSA? 96.09.09 o 88.10.00?

96.09.09 copre in modo ampio le prestazioni alla persona non sanitarie, rese in autonomia a domicilio. È spesso la scelta giusta per il singolo OSA freelance senza organizzazione d’impresa. 88.10.00 riguarda l’assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili ed è tipico di strutture o attività in accreditamento con i servizi sociali.

Se gestisci personale, turni e piani di intervento per conto di enti pubblici, 88.10.00 può essere più coerente, con possibili impatti su SCIA e accreditamento. Se presti assistenza base a privati presso il loro domicilio senza struttura, 96.09.09 è in genere sufficiente. Prima di decidere, mappa i servizi che offrirai e verifica con la Camera di Commercio locale e il SUAP eventuali titoli abilitativi.

3) Devo applicare l’IVA sulle prestazioni OSA? Esistono esenzioni?

In ordinario, le prestazioni OSA rese da un professionista autonomo sono normalmente imponibili IVA al 22%. Le esenzioni dell’art. 10 del D.P.R. 633/1972 riguardano servizi sanitari o socio-assistenziali specifici resi da soggetti qualificati (cooperative sociali, enti del Terzo Settore, strutture accreditate). L’OSA autonomo, di regola, non rientra tra i soggetti esenti.

Se lavori per conto di una cooperativa o ente esente, può essere l’ente a gestire l’esenzione nelle proprie fatture agli utenti o alla PA. Tu, come prestatore autonomo verso l’ente, fatturerai seguendo il tuo regime (forfettario: senza IVA; ordinario: con IVA salvo eccezioni contrattuali garantite dalla norma). Controlla sempre l’inquadramento contrattuale e chiedi al committente la corretta prassi fiscale prima di emettere le prime fatture.

4) Come funziona il regime forfettario per un OSA? Quali requisiti per l’aliquota 5% e come si pagano acconti e saldi?

Nel forfettario calcoli il reddito così: incassi annui x coefficiente 67% = reddito forfettario. Sottrai i contributi previdenziali versati e ottieni la base imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5%). Non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Inserisci in fattura la dicitura prevista dalla Legge 190/2014 (fonte: Agenzia delle Entrate).

Per l’aliquota 5% devi rispettare le condizioni del comma 65 della Legge 190/2014: attività realmente nuova, nessuna prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo identico, e altre condizioni specifiche. L’agevolazione dura cinque anni. I pagamenti seguono il calendario IRPEF: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. Gli acconti si calcolano in percentuale sull’imposta dell’anno precedente. Puoi versare con F24, anche in rate secondo le finestre consentite.

5) Come si calcolano i contributi INPS in Gestione Separata per un OSA? Posso addebitare la rivalsa 4%?

I contributi si calcolano applicando l’aliquota della Gestione Separata (26,07% nel 2026, salvo aggiornamenti) alla base reddituale: nel forfettario è il reddito forfettario, nell’ordinario è il reddito netto. I contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile fiscale, riducendo l’imposta dovuta.

La rivalsa del 4% è una maggiorazione che puoi indicare in fattura per trasferire parte del costo contributivo al cliente. Non è obbligatoria ma è ammessa per i professionisti senza cassa in Gestione Separata. In forfettario, la rivalsa non cambia il regime IVA (resti senza IVA) e rientra negli incassi ai fini del limite di 85.000 euro. Ricorda di gestire correttamente la marca da bollo sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro.

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