Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come OSS autonomo serve attestato regionale da 1.000 ore, Partita IVA con ATECO corretto, scelta tra forfettario o ordinario, e contributi INPS Gestione Separata al 26,07% sull’imponibile.
- Codici ATECO aggiornati: 86.90.29 per attività para-sanitarie indipendenti; 96.09.09 per servizi alla persona non sanitari. Verifica sempre con ISTAT/CCIAA.
- Regime forfettario: imposta 15% (5% start-up) su imponibile calcolato con coefficiente 78% o 67% più contributi deducibili.
- Regime ordinario: IRPEF 2026 per scaglioni 23%-33%-43%, IVA in fattura, principio di cassa, ritenute dove dovute.
Chi è l’OSS e quali requisiti servono
Attestato regionale da 1.000 ore e validità nazionale
Per svolgere la professione di OSS devi ottenere un attestato rilasciato dalla Regione. Il percorso formativo standard dura 1.000 ore tra aula, laboratorio e tirocinio.
I costi di iscrizione oscillano mediamente tra 1.000 e 1.800 euro, in base alla Regione e all’ente formativo accreditato. L’attestato è valido su tutto il territorio nazionale.
Riferimenti istituzionali e inquadramento
La figura dell’OSS è definita a livello nazionale dagli Accordi della Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 e del 16 gennaio 2003, con declinazioni regionali. L’OSS rientra nell’area socio-sanitaria e non è una professione sanitaria ordinistica.
Per approfondire l’inquadramento puoi consultare le raccolte normative sul portale Normattiva e le sezioni dedicate del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro.
Partita IVA per OSS: codici ATECO, IVA e quadro normativo
Scelta del codice ATECO aggiornato al 2026
La scelta del codice ATECO dipende da come e dove lavori:
- Se operi come professionista para-sanitario indipendente all’interno di contesti socio-sanitari (es. incarichi in strutture, attività in équipe): 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”.
- Se offri assistenza alla persona fuori da contesti sanitari (es. assistenza domiciliare privata, aiuto nelle attività quotidiane): 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona nca”.
Alcuni usano ancora sigle non aggiornate. Per evitare errori verifica il codice con la Camera di Commercio o con la classificazione ISTAT ATECO vigente.
Esenzione IVA: quando non si applica all’OSS
L’esenzione IVA per prestazioni sanitarie si applica solo a diagnosi, cura e riabilitazione rese da professionisti abilitati secondo l’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972.
L’OSS non svolge in autonomia atti sanitari riservati. Se fatturi direttamente ai privati o alle strutture, in regime ordinario applichi l’IVA (aliquota ordinaria), salvo casi specifici documentati e inquadramenti contrattuali particolari della struttura. In regime forfettario non applichi l’IVA per disposizione di legge.
Regimi fiscali: come scegliere e come si calcolano le imposte
Regime forfettario
Il regime forfettario è un regime semplificato con imposta sostitutiva. È accessibile entro il limite di ricavi/compensi annui attualmente pari a 85.000 euro. Verifica sempre aggiornamenti normativi su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
L’imposta sostitutiva è pari al 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti per la “nuova attività” previsti dalla Legge 190/2014 (assenza di partita IVA nei tre anni precedenti, attività non mera prosecuzione, altri vincoli).
Il tuo imponibile forfettario si calcola così: incassi totali x coefficiente di redditività, poi sottrai i contributi previdenziali versati. I coefficienti variano per ATECO:
- ATECO 86.90.29: coefficiente 78%.
- ATECO 96.09.09: coefficiente 67%.
In forfettario non addebiti IVA, non applichi ritenuta d’acconto e non deduci i costi analitici. Versi saldo e acconti dell’imposta sostitutiva secondo il calendario fiscale. Le regole sono nella Legge 190/2014, successive modifiche e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario
In ordinario sei un lavoratore autonomo professionista. Applichi il principio di cassa: contano gli incassi e i pagamenti dell’anno (articolo 54 del TUIR). Deduci i costi inerenti e i contributi previdenziali versati.
L’IRPEF 2026 si calcola per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Aggiungi addizionali regionali e comunali. Se il cliente è un sostituto d’imposta, può applicare ritenuta d’acconto del 20% sui compensi professionali.
In ordinario devi gestire l’IVA: liquidazioni, versamenti, registri, dichiarazione annuale. Segui il DPR 633/1972 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Contributi INPS, assicurazioni e altri obblighi
Gestione Separata INPS
L’OSS autonomo senza cassa professionale si iscrive alla Gestione Separata INPS. L’aliquota ordinaria per professionisti senza altra tutela è pari al 26,07% dell’imponibile previdenziale. Verifica ogni anno le circolari INPS per l’aliquota aggiornata.
La Gestione Separata non prevede un minimale contributivo: versi in proporzione al reddito. Saldo e acconti coincidono di norma con quelli fiscali, usando il modello F24.
INAIL, RC professionale, sicurezza e privacy
L’INAIL non è dovuta per il professionista senza dipendenti nella maggior parte dei casi. Se assumi personale o utilizzi specifiche attrezzature, verifica con l’INAIL l’obbligo assicurativo.
La polizza RC professionale non sempre è obbligatoria per l’OSS, ma è fortemente consigliata. Spesso è richiesta dalle strutture sanitarie e tutela da richieste risarcitorie.
Tratti dati personali e spesso dati sanitari. Devi rispettare il GDPR: informativa, consenso, misure di sicurezza, registro dei trattamenti quando necessario. Consulta le linee guida del Garante Privacy.
Apertura operativa: modelli, tempi e costi
Modello AA9/12 e canali di invio
Per aprire la partita IVA compili e invii il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi presentarlo via servizi telematici, tramite raccomandata o a mano presso un ufficio territoriale.
Se compili da solo non paghi costi amministrativi. Se incarichi un intermediario abilitato, paghi il compenso del professionista. L’attribuzione del numero di partita IVA avviene in genere in 1-2 giorni lavorativi.
SCIA e adempimenti locali
Se lavori a domicilio dei clienti o presso strutture terze, di solito non serve la SCIA. Se apri un tuo studio aperto al pubblico, verifica con il SUAP comunale eventuali SCIA e requisiti igienico-sanitari con l’ASL.
Fatturazione elettronica, imposta di bollo e conservazione
Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti, anche in forfettario. Emissione tramite Sistema di Interscambio, codice destinatario o PEC. Conservazione digitale secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Se sei in forfettario, applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture superiori a 77,47 euro. Per operazioni con l’estero utilizzi i tipi documento previsti e rispetti la comunicazione elettronica.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in pochi passaggi
Segui questi nessi logici:
- Dove lavori? In contesto socio-sanitario con équipe o incarico della struttura: ATECO 86.90.29. Assistenza domiciliare privata non sanitaria: ATECO 96.09.09.
- Quanto prevedi di incassare? Se fino a 85.000 euro e con costi bassi o medi, il forfettario è spesso più conveniente.
- Hai spese professionali elevate (auto, strumenti, assicurazioni, formazione) e clienti con IVA detraibile? Valuta l’ordinario per dedurre costi e detrarre l’IVA.
- Lavori quasi solo per un’unica RSA con orari imposti? Rischio etero-organizzazione: valuta forme contrattuali diverse dalla partita IVA (D.Lgs. 81/2015) e confrontati con la struttura.
- Hai collaborato come dipendente o co.co.co. con lo stesso committente nei due anni precedenti? Verifica le cause che possono limitare il forfettario secondo la Legge 190/2014 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi numerici 2026
Forfettario con ATECO 86.90.29 (coefficiente 78%)
Incassi annui: 40.000 euro. Coefficiente 78%: imponibile forfettario 31.200 euro. Contributi INPS 26,07% su 31.200: 8.147 euro circa. Base imposta sostitutiva: 31.200 – 8.147 = 23.053 euro. Imposta 15%: 3.458 euro. Totale oneri (imposta + contributi): circa 11.605 euro.
Forfettario start-up con ATECO 96.09.09 (coefficiente 67%)
Incassi annui: 30.000 euro. Imponibile forfettario: 20.100 euro. Contributi INPS 26,07%: 5.244 euro. Base sostitutiva: 14.856 euro. Aliquota 5% start-up: 743 euro. Totale oneri: circa 5.987 euro.
Regime ordinario con clienti RSA (IVA e ritenute)
Compensi incassati: 60.000 euro + IVA. Costi deducibili pagati: 10.000 euro. Contributi INPS versati: 9.000 euro. Reddito imponibile IRPEF: 60.000 – 10.000 – 9.000 = 41.000 euro.
IRPEF 2026: 23% su 28.000 = 6.440; 33% su 13.000 = 4.290. Totale IRPEF: 10.730 euro (oltre addizionali). Ritenute subite durante l’anno si scomputano. IVA liquidata e versata secondo le regole ordinarie.
Errori comuni e come evitarli
Codice ATECO errato
Usare un codice non aggiornato può portare a errori nel coefficiente di redditività e nei versamenti. Verifica con ISTAT/CCIAA e con l’Agenzia delle Entrate.
Applicare l’esenzione IVA senza titolo
L’OSS non ha una esenzione IVA generalizzata. Se sbagli, rischi sanzioni e IVA a debito non addebitata. Riferimento: art. 10 DPR 633/1972.
Ignorare il rischio di falsa partita IVA
Monocommittenza, orari fissi e controllo gerarchico possono rivelare subordinazione. Il D.Lgs. 81/2015 tutela le collaborazioni organizzate dal committente. Valuta una forma contrattuale coerente.
Dimenticare gli adempimenti privacy
Dati sulla salute richiedono tutele elevate. Predisponi informativa, basi giuridiche, misure tecniche e organizzative. Conserva la documentazione.
Fonti normative e istituzionali da consultare
Per la figura OSS: Accordi Conferenza Stato-Regioni del 22/02/2001 e del 16/01/2003; documentazione del Ministero della Salute; normativa regionale di riferimento.
Per apertura e gestione della partita IVA: DPR 633/1972 (IVA), TUIR DPR 917/1986 art. 54 (principio di cassa), Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 e successive modifiche (regime forfettario), provvedimenti e guide dell’Agenzia delle Entrate.
Per contributi: circolari annuali INPS sulla Gestione Separata. Per inquadramenti e codici: classificazione ATECO dell’ISTAT e indicazioni delle Camere di Commercio. Per normativa generale: portale Normattiva.
| Scenario | Codice ATECO corretto | Regime consigliato | IVA/coefficiente e note | Contributi INPS | Tempistiche e adempimenti principali |
|---|---|---|---|---|---|
| Incarichi in RSA o contesti socio-sanitari come libero professionista | 86.90.29 | Forfettario se ricavi ≤ 85.000 e costi contenuti; altrimenti ordinario | Forfettario: coeff. 78%, niente IVA; Ordinario: IVA in fattura, niente esenzione generalizzata | Gestione Separata 26,07% su imponibile | AA9/12 in 1-2 giorni; e-fattura da subito; eventuale verifica SCIA se apri studio |
| Assistenza domiciliare privata non sanitaria | 96.09.09 | Forfettario spesso più conveniente | Forfettario: coeff. 67%; in ordinario si applica IVA | Gestione Separata 26,07% | AA9/12; marca da bollo su fatture > 77,47; privacy e consenso informato |
| Collaborazione con cooperativa o società di servizi | 86.90.29 o 96.09.09 secondo mansione | Forfettario se requisiti; attenzione a ritenute in ordinario | Ritenuta 20% in ordinario se sostituto; IVA ordinaria salvo forfettario | Gestione Separata 26,07% | Contratto scritto; verifica rischio etero-organizzazione (D.Lgs. 81/2015) |
| Attività mista (RSA + privati) con spese elevate | Prevalente: 86.90.29; in alternativa 96.09.09 | Ordinario per dedurre costi e detrarre IVA | IVA con liquidazioni periodiche; deduzione costi analitica | Gestione Separata 26,07% | Registri IVA; dichiarazione IVA; IRPEF per scaglioni 2026 |
FAQ
1) L’OSS può aprire la partita IVA anche se lavora in RSA dove tutti sono dipendenti?
Sì, è possibile, ma devi valutare il contesto. Se la RSA ti impone orari, turni fissi, presenza continuativa e direttive come ai dipendenti, rischi una collaborazione etero-organizzata. In quel caso il rapporto può essere riqualificato. Il D.Lgs. 81/2015 disciplina le collaborazioni organizzate dal committente. Meglio concordare incarichi davvero autonomi: obiettivi, durata, compenso, assenza di vincoli tipici del lavoro subordinato. Se prevale la subordinazione, valuta un contratto di lavoro dipendente o co.co.co. con la struttura.
2) In forfettario devo applicare ritenute o IVA nelle fatture a una cooperativa?
No. Nel regime forfettario non addebiti IVA in fattura e non applichi né subisci ritenuta d’acconto, a condizione che riporti la dicitura di legge che esonera dalla ritenuta ai sensi della Legge 190/2014. Paghi un’imposta sostitutiva (15% o 5% start-up) calcolata sull’imponibile determinato con il tuo coefficiente di redditività e al netto dei contributi versati. Ricorda la marca da bollo da 2 euro sulle fatture oltre 77,47 euro.
3) Sono OSS e svolgo anche mansioni domestiche e di compagnia: quale ATECO uso e cosa cambia fiscalmente?
Se l’attività principale è assistenza non sanitaria alla persona (compagnia, aiuto pasti, accompagnamento), l’ATECO corretto è 96.09.09. In forfettario userai il coefficiente 67% per calcolare l’imponibile. In ordinario applicherai l’IVA e gestirai le liquidazioni periodiche. Se invece l’incarico è in un contesto socio-sanitario con protocolli assistenziali, usa 86.90.29, che in forfettario prevede coefficiente 78%. Scegli il codice in base alla prevalenza delle prestazioni rese durante l’anno.
4) Posso detrarre le spese dell’auto e dell’assicurazione in forfettario?
No, nel forfettario non deduci i costi analitici (auto, carburante, assicurazione, formazione, strumenti). Tutto è già “compresso” nel coefficiente di redditività. L’unica voce che abbatte la base imponibile è il contributo previdenziale effettivamente versato. Se le tue spese sono elevate e ricorrenti, valuta il regime ordinario per dedurle e per detrarre l’IVA.
5) Quali scadenze fiscali e previdenziali devo rispettare nel primo anno?
Dopo l’apertura con AA9/12, inizi a emettere e-fatture. Versi imposta sostitutiva o IRPEF e contributi con saldo e acconti. In via generale, il saldo e il primo acconto scadono a fine giugno; il secondo acconto a fine novembre. Gli stessi termini valgono per i contributi della Gestione Separata con modello F24. In ordinario gestisci anche le liquidazioni IVA periodiche e la dichiarazione IVA annuale. Controlla ogni anno il calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate perché le date possono cambiare con proroghe e novità normative.
