Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA da infermiere servono titolo abilitante, iscrizione FNOPI, scelta ATECO idoneo, modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate e iscrizione a ENPAPI. Poi scegli il regime fiscale e imposti fatturazione e adempimenti.
- Requisiti professionali: laurea abilitante in Infermieristica, iscrizione FNOPI e polizza RC sanitaria obbligatoria.
- Adempimenti iniziali: modello AA9/12, ATECO 86.90.29 (di regola), iscrizione ENPAPI entro 30 giorni.
- Fisco e contributi: esenzione IVA per prestazioni sanitarie, forfettario con coefficiente 78% o ordinario; contributi ENPAPI soggettivi, integrativi 4% e maternità.
Chi può aprire la Partita IVA come infermiere
Titolo, abilitazione e iscrizione all’albo
L’accesso alla libera professione richiede il titolo abilitante in Infermieristica (classe L/SNT1). Dal 2021 l’abilitazione è incorporata nell’esame finale di laurea, quindi non c’è un Esame di Stato separato. Riferimento: legge 163/2021 consultabile su Normattiva.
Dopo la laurea, iscriviti alla FNOPI (Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche) e al relativo Albo provinciale. L’iscrizione è requisito essenziale per svolgere prestazioni sanitarie e per l’esenzione IVA. Fonti: FNOPI e DPR 633/1972, art. 10, n. 18 (Normattiva).
Codice ATECO corretto
Il codice più usato per gli infermieri liberi professionisti è 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”. Identifica prestazioni infermieristiche autonome. In alcuni casi particolari può essere valutato 86.99.09 “Altri servizi di assistenza sanitaria nca”, ma solo se l’attività non rientra nella tipica assistenza infermieristica.
Scegli l’ATECO insieme al consulente. Incide su: coefficiente di redditività del forfettario, codifiche ISA e, pragmaticamente, sui controlli automatici. Riferimento: classificazione ATECO dell’Agenzia delle Entrate.
Polizza RC professionale: obbligo legale
La responsabilità civile professionale sanitaria è obbligatoria. Copre danni a pazienti per colpa professionale. Senza polizza sei esposto a rischi elevati. Fonti: legge 24/2017 (Gelli-Bianco) e decreti attuativi del Ministero della Salute. Conserva polizza e attestati di pagamento.
Come si apre la Partita IVA: passi operativi
Modello AA9/12 e canali di invio
Compila il modello AA9/12 per persone fisiche. Indica: dati anagrafici, ATECO, data inizio attività, luogo di esercizio, opzione fiscale. Presentalo prima di iniziare a fatturare. Se inizi già oggi, indicalo con la data odierna.
Invio possibile tramite area riservata dell’Agenzia delle Entrate, raccomandata A/R o consegna allo sportello territoriale. Non serve iscrizione al Registro Imprese perché sei un professionista. Fonte: Agenzia delle Entrate (modello AA9/12).
Iscrizione a ENPAPI e tipologie contributive
Iscriviti a ENPAPI entro 30 giorni dall’inizio attività abituale. ENPAPI è la Cassa previdenziale degli infermieri liberi professionisti (D.Lgs. 103/1996; Ministero del Lavoro). L’iscrizione è obbligatoria e distinta dall’INPS.
I contributi sono tre: soggettivo (per la pensione, aliquota deliberata annualmente con un minimo obbligatorio), integrativo (4% in fattura, con minimo annuo) e di maternità/paternità (importo fisso annuale definito dalla Cassa). Importi e minimi si aggiornano ogni anno con delibera approvata dai Ministeri vigilanti (Lavoro e MEF). Verifica sempre la circolare ENPAPI dell’anno in corso.
Altri adempimenti iniziali: fatturazione, STS, POS, PEC
Obblighi chiave: attiva la PEC per ricevere atti e comunicazioni, e un canale di fatturazione elettronica per B2B/PA. Per prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, resta il regime privacy con invio dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) e, in via generale, il divieto di e-fattura verso il paziente. Fonti: DL 119/2018, art. 10-bis; provvedimenti MEF e Agenzia delle Entrate; STS.
Accetta pagamenti elettronici: POS obbligatorio. Le sanzioni si applicano se rifiuti un pagamento con carta. Fonti: normativa su obbligo POS (DL 36/2022 e seguenti).
Regimi fiscali, IVA sanitaria e come si calcolano le imposte
Regime forfettario: quando conviene
È il regime semplificato dedicato alle partite IVA individuali con ricavi entro il limite di legge (85.000 euro come da ultime modifiche vigenti; verifica sempre sulla legge di bilancio più recente su Normattiva). Non devi addebitare IVA, non applichi ritenuta d’acconto e paghi un’imposta sostitutiva.
Coefficiente di redditività: per l’ATECO degli infermieri (86.90.29) il coefficiente è 78%. Significa che il reddito forfettario si calcola sul 78% degli incassi. Dal reddito così calcolato sottrai i contributi ENPAPI pagati. Sull’imponibile applichi l’imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività, poi 15%.
Requisiti extra: non superare le spese per lavoro dipendente e collaboratori oltre i limiti previsti, non controllare SRL riconducibili alla stessa attività, non partecipare a società di persone. Fonte: legge 190/2014 e successive modifiche (Agenzia delle Entrate, Normattiva).
Regime ordinario: esenzione IVA e IRPEF a scaglioni
Nel regime ordinario applichi il principio di cassa: tassazione sui compensi incassati meno costi pagati e contributi. Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese dagli infermieri iscritti all’albo sono esenti IVA. Riferimento: DPR 633/1972, art. 10, n. 18. Sulle prestazioni esenti si applica l’imposta di bollo se la fattura supera 77,47 euro.
Le imposte personali sono a scaglioni IRPEF più addizionali regionali e comunali. Ad agosto 2026 la struttura è su tre scaglioni. Verifica valori e soglie aggiornati sul portale dell’Agenzia delle Entrate o su Normattiva per la legge di bilancio 2026. In fattura, se non sei in forfettario, applichi di norma la ritenuta d’acconto del 20% quando il cliente è sostituto d’imposta.
Deducibilità dei contributi e interazione con ENPAPI
I contributi ENPAPI sono integralmente deducibili dal reddito. Nel forfettario li sottrai dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario li sottrai dall’utile determinato per cassa. Il contributo integrativo del 4% non è un costo: lo addebiti al cliente e resta reddito per ENPAPI, non per IRPEF.
Costi, tempistiche e scadenze da pianificare
Costi di apertura
Aprire la Partita IVA è gratuito se lo fai da solo con il modello AA9/12. Se ti affidi a un intermediario, paghi il compenso per l’assistenza. Considera anche il costo della polizza RC e l’attivazione di strumenti digitali (PEC, software di fatturazione).
Costi ricorrenti
Voci principali: contributi ENPAPI (soggettivi, integrativi e maternità), imposte (imposta sostitutiva nel forfettario; IRPEF e addizionali nell’ordinario), marca da bollo su fatture esenti IVA, onorario del commercialista e diritti per eventuali SCIA sanitarie se apri uno studio.
Gli importi ENPAPI minimi e l’aliquota soggettiva cambiano con delibera annuale. Consulta le circolari ENPAPI approvate dai Ministeri vigilanti per i valori 2026. Fonti: ENPAPI e Ministero del Lavoro.
Scadenze e tempi
Apertura: immediata con protocollazione del modello AA9/12. ENPAPI: iscrizione entro 30 giorni e versamenti con acconti e saldi come da calendario della Cassa. Imposte: acconti e saldi secondo il calendario fiscale definito dall’Agenzia delle Entrate.
STS: invio dei dati delle spese sanitarie con cadenza fissata da decreti MEF; verifica ogni anno frequenza e scadenze sul Sistema Tessera Sanitaria. Bollo su e-fatture: versamento trimestrale secondo provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Fatturazione in pratica: pazienti, strutture e casi particolari
Fatture ai pazienti (persone fisiche)
Le prestazioni sanitarie ai pazienti sono esenti IVA. Emetti fattura con causale di esenzione (art. 10, n. 18, DPR 633/1972) e, se l’importo supera 77,47 euro, applichi bollo da 2 euro. Invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria, salvo opposizione del paziente quando previsto.
Per la privacy sanitaria, vige il generale divieto di e-fattura verso persone fisiche per prestazioni soggette a STS, salvo eccezioni previste. Riferimenti: DL 119/2018, art. 10-bis; provvedimenti MEF e AdE. Conserva la documentazione per almeno 10 anni.
Fatture a cliniche, RSA, cooperative, PA
Per B2B e PA usa la fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio. Le prestazioni di assistenza infermieristica restano esenti IVA anche verso strutture. Se il cliente è sostituto d’imposta, applichi la ritenuta d’acconto del 20% se sei in ordinario. Nel forfettario non applichi ritenuta e indichi l’annotazione di esonero.
Prestazioni non sanitarie
Se fai attività non sanitarie (per esempio formazione non sanitaria, consulenze organizzative), l’esenzione IVA potrebbe non valere. Valuta caso per caso. Nel forfettario l’IVA non si applica comunque; nell’ordinario, se l’operazione è imponibile, potresti dover applicare IVA. Riferimenti: DPR 633/1972 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Come scegliere velocemente ATECO, regime fiscale e adempimenti
1) Sei infermiere iscritto FNOPI? Sì: prosegui. No: iscriviti prima di avviare l’attività.
2) Attività principale: assistenza infermieristica domiciliare o in studio? Sì: ATECO 86.90.29. Attività mista/atipica? Valuta 86.99.09 con consulente.
3) Fatturato stimato sotto 85.000 euro e pochi costi deducibili “forti”? Sì: valuta forfettario (coefficiente 78%). Se hai costi elevati (auto, strumenti, affitto studio, collaboratori), valuta ordinario.
4) Clienti prevalentemente pazienti persone fisiche? Prepara flusso STS, fatture esenti IVA con bollo e niente e-fattura ai pazienti. Se lavori con strutture/PA, attiva e-fattura via SDI.
5) Attiva subito ENPAPI, polizza RC, POS e PEC. Prepara un foglio di calcolo per stimare imposte e contributi prima degli acconti.
Fonti normative di riferimento: DPR 633/1972 art. 10 n. 18 (esenzione IVA sanitaria), DL 119/2018 art. 10-bis (privacy e fatturazione sanitaria), legge 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario), D.Lgs. 103/1996 (casse professionali), legge 24/2017 (responsabilità professionale sanitaria), documentazione Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro, Sistema Tessera Sanitaria e delibere ENPAPI. Tutte reperibili su Normattiva e sui portali istituzionali.
| Scenario | Requisiti/Iscrizioni | Regime fiscale consigliato | Adempimenti chiave e scadenze |
|---|---|---|---|
| Neo-laureato che inizia con assistenza domiciliare a privati | Laurea abilitante, FNOPI, RC professionale, ATECO 86.90.29 | Forfettario 5% se nuovo e con requisiti; coefficiente 78% | AA9/12 prima di fatturare; ENPAPI entro 30 giorni; STS periodico; bollo su fatture esenti; acconti imposta e contributi secondo calendario AdE/ENPAPI |
| Professionista che lavora per cliniche, RSA o cooperative | FNOPI, RC, eventuale accordo con struttura; ATECO 86.90.29 | Forfettario se ricavi sotto soglia e costi bassi; altrimenti ordinario | E-fattura B2B/PA via SDI; ritenuta 20% se ordinario e cliente sostituto; ENPAPI integrativo 4% in fattura; ISA se ordinario |
| Apertura di ambulatorio/studio infermieristico | FNOPI, RC, eventuale SCIA sanitaria presso SUAP/ASL secondo norme regionali | Ordinario se costi rilevanti (affitto, attrezzature, personale) | AA9/12; pratiche comunali/ASL; e-fattura per B2B; STS per pazienti; POS; adempimenti sicurezza e privacy |
| Attività mista: assistenza + docenza/consulenza non sanitaria | FNOPI, RC; valutare codifica ATECO principale e secondaria | Valutazione ad hoc: forfettario se sotto soglia e semplice; ordinario per gestire IVA su attività imponibili | Separare correttamente le prestazioni; esenzione IVA solo per sanitarie; gestione bollo; e-fattura per B2B; STS per sanitarie |
FAQ
Quali sono esattamente i requisiti per avviare la libera professione infermieristica con Partita IVA nel 2026?
Servono: laurea abilitante in Infermieristica (abilitazione incorporata nell’esame di laurea ai sensi della legge 163/2021), iscrizione all’Albo FNOPI provinciale, stipula di una polizza di responsabilità civile professionale conforme alla legge 24/2017, scelta del codice ATECO idoneo (in genere 86.90.29), apertura della Partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate e iscrizione a ENPAPI entro 30 giorni dall’avvio dell’attività. Se apri uno studio aperto al pubblico, in molte regioni serve la SCIA sanitaria al SUAP del Comune con parere dell’ASL. Ricorda l’obbligo POS e la gestione della privacy sanitaria secondo i provvedimenti nazionali e comunitari (GDPR). Le norme citate sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali di FNOPI, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e Ministero della Salute.
Meglio regime forfettario o ordinario per un infermiere? Come faccio a scegliere in modo pragmatico?
Scegli forfettario se prevedi ricavi sotto la soglia vigente e costi deducibili bassi. Il forfettario usa il coefficiente 78%: semplifica molto e riduce gli adempimenti (niente IVA, niente ritenute). È ideale se lavori a domicilio per privati o fai turni in struttura come autonomo senza grandi spese. Scegli ordinario se hai costi importanti (affitto studio, attrezzature, auto strumentale, personale di segreteria), se superi la soglia del forfettario o se devi gestire attività miste con operazioni imponibili IVA (per esempio formazione non sanitaria). Nell’ordinario sfrutti la deduzione analitica dei costi, ma hai più contabilità, ritenute e adempimenti (ISA, registri, liquidazioni IVA solo per operazioni imponibili). In ogni caso, i contributi ENPAPI si deducono sempre dal reddito. Valuta i numeri con un prospetto: proietta incassi, applica 78% e imposta sostitutiva nel forfettario; nell’ordinario simula costi reali e IRPEF a scaglioni. Se il delta netto è poco, premia la semplicità del forfettario.
Le prestazioni infermieristiche sono sempre esenti IVA? Cosa scrivo in fattura e quando applico il bollo?
Le prestazioni infermieristiche di diagnosi, cura e riabilitazione rese da professionisti abilitati e iscritti FNOPI sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. In fattura indichi la natura dell’operazione e la causale di esenzione. Se sei in ordinario e il cliente è un sostituto d’imposta, applichi la ritenuta d’acconto del 20%; nel forfettario non applichi ritenuta. L’imposta di bollo di 2 euro è dovuta sulle fatture esenti IVA sopra 77,47 euro. Sulle e-fatture il bollo si paga in modalità virtuale con scadenze trimestrali fissate dall’Agenzia delle Entrate; sulle fatture cartacee applichi la marca fisica. Ricorda il contributo integrativo ENPAPI del 4% da esporre in fattura, che non è IVA e si addebita al cliente.
Come funziona la fatturazione elettronica e l’invio al Sistema Tessera Sanitaria per gli infermieri nel 2026?
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, si applicano le regole privacy che, in via generale, vietano l’e-fattura e prevedono l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS) con cadenza definita da decreti MEF. Quindi: al paziente rilasci fattura analogica o documento idoneo e invii i dati al STS nei tempi stabiliti; se il paziente si oppone, segui le istruzioni STS sull’oscuramento. Per rapporti B2B e con la Pubblica Amministrazione usi la fattura elettronica via SDI, indicando l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. Le regole derivano dall’art. 10-bis del DL 119/2018 e dai provvedimenti attuativi del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Consulta ogni anno il calendario STS e i provvedimenti AdE perché scadenze e tecnicalità possono essere aggiornate.
Quali contributi pago a ENPAPI e come incidono su imposte e calcoli nel forfettario?
Paghi tre contributi: soggettivo (aliquota deliberata annualmente applicata al reddito professionale; è quello che costruisce la tua pensione, con un minimo annuo dovuto), integrativo (4% da addebitare in fattura al cliente, con un minimo annuo) e maternità/paternità (importo fisso definito annualmente). Tutti gli importi minimi e, se previsti, i massimali, vengono aggiornati tramite delibere ENPAPI approvate dai Ministeri vigilanti. Fiscalmente: nel forfettario calcoli il reddito imponibile così: incassi x 78% meno contributi previdenziali versati. Applichi poi l’imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni se sei “start-up” e rispetti i requisiti; poi 15%). Nell’ordinario deduci i contributi dal reddito di lavoro autonomo prima di calcolare l’IRPEF a scaglioni e le addizionali. Il contributo integrativo del 4% non è un costo tuo: lo incassi dal cliente, ma rileva per ENPAPI secondo le regole della Cassa. Per i valori 2026 consulta circolari ENPAPI, Ministero del Lavoro e Agenzia delle Entrate.
