Requisiti estetista: cosa serve per aprire la P.IVA e quanto costa?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come estetista in proprio serve l’abilitazione (esame teorico-pratico), poi Partita IVA, SCIA al SUAP, iscrizione a Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS e INAIL.

  • Abilitazione da Legge 4/1990: biennio + specializzazione o esperienza equivalente; esame teorico-pratico; responsabile tecnico obbligatorio.
  • Codice ATECO corretto per l’estetista: 96.02.02 “Servizi degli istituti di bellezza”. Apertura con pratica ComUnica.
  • Contributi INPS Artigiani: quota fissa annua + quota percentuale sul reddito. Regimi fiscali: forfettario o ordinario.

Chi può esercitare: requisiti professionali e titoli abilitanti

La professione di estetista è regolata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1. La norma definisce attività, formazione e abilitazione. Le Regioni disciplinano i corsi e l’esame secondo gli standard nazionali.

L’esame è teorico-pratico. Verifica sicurezza, igiene, anatomia, cosmetologia e capacità operative. Superarlo consente l’abilitazione e l’assunzione del ruolo di responsabile tecnico.

Il responsabile tecnico è la persona che garantisce la corretta esecuzione dei trattamenti. Può essere il titolare, un socio oppure un dipendente, purché abilitato.

Percorsi che danno accesso all’abilitazione

I percorsi sono previsti dall’articolo 3 della Legge 1/1990 e dagli standard approvati in Conferenza Stato-Regioni. In sintesi, puoi arrivare all’abilitazione con queste strade:

  • Corso regionale di qualificazione di 2 anni + corso di specializzazione di 1 anno, poi esame.
  • Corso regionale di 2 anni + 1 anno di lavoro qualificato a tempo pieno presso un’estetista, poi esame.
  • 3 anni di lavoro qualificato a tempo pieno negli ultimi 5 anni + corso teorico regionale di almeno 300 ore, poi esame.
  • Apprendistato professionalizzante in impresa di estetista completato secondo la disciplina regionale + integrazioni teoriche previste, poi esame.

Il lavoro qualificato va svolto negli ultimi 5 anni prima dell’iscrizione al corso o all’esame. La Regione verifica i periodi, anche tramite buste paga o contratti.

Attività consentite con il solo biennio

Con il solo corso di 2 anni puoi lavorare come dipendente. Non puoi aprire l’attività in proprio perché non sei responsabile tecnico. Per diventarlo serve specializzazione o esperienza equivalente.

Avvio dell’attività: passaggi amministrativi obbligatori

Codice ATECO, ComUnica e iscrizioni

Apri la Partita IVA come ditta individuale artigiana con codice ATECO 96.02.02 “Servizi degli istituti di bellezza” (classificazione ISTAT ATECO). La pratica unificata si invia con ComUnica.

Con ComUnica iscrivi l’impresa al Registro delle Imprese e alla Sezione Artigiani della Camera di Commercio. Attivi anche la posizione INPS Gestione Artigiani e l’utenza INAIL per l’assicurazione infortuni.

Serve un indirizzo PEC e la firma digitale. Questi strumenti servono per inviare le pratiche e ricevere comunicazioni ufficiali.

SCIA al SUAP e aspetti igienico-sanitari

Dopo l’iscrizione, presenti la SCIA al SUAP del Comune dove si trova il centro. La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (art. 19 L. 241/1990; D.Lgs. 222/2016; D.P.R. 160/2010).

Alleghi planimetrie, autocertificazioni dei requisiti e, quando richiesto, pareri dell’ASL. I locali devono rispettare i requisiti igienico-sanitari previsti dal regolamento comunale e regionale.

Gli apparecchi elettromeccanici devono rispettare il D.M. 12 maggio 2011, n. 110. Usa solo attrezzature ammesse e con manutenzione documentata.

Sicurezza sul lavoro, rifiuti e privacy

Predisponi il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Forma te e il personale su primo soccorso, antincendio e rischi specifici.

Gestisci i rifiuti correttamente. Taglienti e contaminati seguono la normativa sui rifiuti speciali, secondo le regole locali e dell’ASL.

Tratti i dati dei clienti secondo il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il D.Lgs. 196/2003. Usa informative chiare, consensi quando servono e misure di sicurezza.

Fisco e contributi: come funziona nel 2026

INPS Gestione Artigiani: quota fissa e quota percentuale

Gli artigiani pagano contributi fissi calcolati su un reddito minimale e contributi percentuali sul reddito che supera il minimale. L’INPS aggiorna importi e aliquote ogni anno con circolare.

La quota fissa si paga in 4 rate alle scadenze INPS. La quota percentuale si applica al reddito eccedente. Oltre una certa soglia si aggiunge un’aliquota addizionale.

I contributi sono deducibili dal reddito. Questo abbassa l’imponibile su cui calcoli le imposte.

Regimi fiscali: forfettario o ordinario

Il regime forfettario semplifica contabilità e calcolo delle imposte (L. 190/2014 e successive). Vale un tetto di ricavi annui, fissato per legge. Superarlo comporta l’uscita.

Con il forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”. Applichi il coefficiente di redditività del tuo settore.

Per i servizi degli istituti di bellezza, il coefficiente è generalmente il 67%. Significa che tassi solo il 67% degli incassi, al netto dei contributi versati.

Nel regime ordinario applichi l’IVA e calcoli l’IRPEF a scaglioni su reddito imponibile. Deduzioni e detrazioni incidono sull’imposta finale. Le aliquote e gli scaglioni sono stabiliti ogni anno dalla legge di bilancio.

Fatturazione elettronica, corrispettivi e POS

La fatturazione elettronica via SDI è obbligatoria anche per i forfettari, salvo eccezioni residuali (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi). Conserva le e-fatture secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Se emetti scontrini, usa un registratore telematico per i corrispettivi. Applica marca da bollo sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro (D.P.R. 642/1972).

Devi accettare pagamenti elettronici e avere il POS. In caso di rifiuto si applica la sanzione prevista dal D.L. 179/2012, come modificato dal D.L. 36/2022.

Regola decisionale rapida

Se… allora…

  • Se hai solo il biennio regionale: lavori come dipendente. Per aprire, aggiungi 1 anno di specializzazione o 1 anno di lavoro qualificato e poi sostieni l’esame.
  • Se hai biennio + specializzazione: puoi essere responsabile tecnico e aprire. Procedi con ComUnica, INPS, INAIL, SCIA e avvio fiscale.
  • Se hai 3 anni di lavoro qualificato negli ultimi 5 anni: fai il corso di 300 ore, supera l’esame e diventi responsabile tecnico.
  • Se vuoi restare dipendente: nessuna Partita IVA. L’abilitazione amplia le mansioni e la qualifica, ma l’avvio non è obbligatorio.
  • Se intendi aprire subito: valuta il forfettario se rispetti i requisiti. In caso contrario, entra in ordinario e pianifica IVA e IRPEF.

Fonti e riferimenti normativi utili

Legge 4 gennaio 1990, n. 1 (disciplina dell’attività di estetista). D.M. 12 maggio 2011, n. 110 (apparecchi elettromeccanici per estetista). L. 241/1990 art. 19 e D.Lgs. 222/2016 (SCIA). D.P.R. 160/2010 (SUAP). D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro). D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica). D.P.R. 642/1972 (imposta di bollo). Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003 (privacy). Per testi ufficiali consulta Normattiva, INPS e Ministero del Lavoro.

Scenario Cosa puoi fare subito Cosa manca per aprire in proprio Tempistiche tipiche Riferimenti
Biennio regionale (2 anni) senza altro Lavorare come dipendente 1 anno di specializzazione oppure 1 anno di lavoro qualificato e superamento esame 6–12 mesi per specializzazione; 12 mesi per esperienza Legge 1/1990, art. 3; standard regionali
Biennio + specializzazione (1 anno) Assumere ruolo di responsabile tecnico e aprire Adempimenti avvio: ComUnica, INPS, INAIL, SCIA, PEC/firma 7–15 giorni lavorativi per pratiche complete L. 1/1990; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 222/2016
Biennio + 1 anno di lavoro qualificato Accedere all’esame abilitante Superare l’esame teorico-pratico per diventare responsabile tecnico 1–3 mesi per sessione d’esame regionale L. 1/1990, art. 3
3 anni di lavoro qualificato in 5 anni + corso 300 ore Accedere all’esame dopo il corso Superare l’esame e assumere la responsabilità tecnica 4–8 mesi tra corso ed esame L. 1/1990, art. 3; delibere regionali
Apprendistato professionalizzante completato Richiedere l’accesso all’esame Superare l’esame e formalizzare la qualifica Variabile per sessione d’esame L. 1/1990; norme regionali su apprendistato
Abilitazione già conseguita Aprire P. IVA, inviare SCIA, avviare l’attività Nessuna integrazione professionale; solo adempimenti amministrativi e fiscali 1–3 settimane D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 127/2015

FAQ

Posso aprire come estetista con il solo corso di 2 anni?

No. Il biennio consente lavoro come dipendente, ma non basta per aprire come titolare. Per essere responsabile tecnico devi completare un anno di specializzazione oppure maturare un anno di esperienza qualificata dopo il biennio e superare l’esame. In alternativa, puoi sommare 3 anni di lavoro qualificato in 5 anni e un corso teorico di 300 ore prima dell’esame. Questi percorsi sono previsti dalla Legge 1/1990 e dagli standard formativi regionali. Finché non assumi la responsabilità tecnica, non puoi essere titolare di un centro estetico.

Qual è il codice ATECO corretto e perché è importante?

Per l’estetista il codice ATECO corretto è 96.02.02 “Servizi degli istituti di bellezza”. È importante perché determina inquadramento artigiano, aliquote INPS, coefficienti nel regime forfettario e codici IVA. Un codice errato può generare errori fiscali e contributivi, oltre a controlli e sanzioni. Il codice si indica nella pratica ComUnica verso la Camera di Commercio, insieme all’iscrizione al Registro delle Imprese e alla Sezione Artigiani. Verifica sempre la descrizione ISTAT e la coerenza con i servizi che offri.

Quali requisiti devono avere i locali e le attrezzature?

I locali devono rispettare i regolamenti comunali e regionali su superfici minime, aerazione, servizi igienici, spogliatoi, sterilizzazione e raccolta rifiuti. La SCIA al SUAP attesta il possesso dei requisiti; l’ASL può controllare anche dopo l’avvio. Le attrezzature elettromeccaniche devono essere tra quelle ammesse dal D.M. 12 maggio 2011, n. 110, con manuali, manutenzione e marcatura corretta. Se offri trattamenti invasivi (ad esempio trucco permanente o microblading), verifica la normativa locale: spesso richiedono autorizzazioni e requisiti aggiuntivi diversi dall’estetica tradizionale.

Meglio regime forfettario o ordinario per un’estetista alle prime armi?

Il forfettario conviene se stimi ricavi entro il tetto di legge e costi effettivi bassi. Usi il coefficiente di redditività (di norma 67%) e paghi imposta sostitutiva 15%, o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. Non applichi l’IVA e non deduci i costi analiticamente, ma deduci i contributi INPS. L’ordinario è preferibile se hai costi elevati (affitti, personale, macchinari) e vuoi detrarre l’IVA sugli acquisti. In ordinario calcoli IRPEF a scaglioni e presenti liquidazioni IVA. La scelta va simulata con numeri realistici e tenendo conto dei contributi INPS, che sono deducibili in entrambi i regimi.

Quali sono tempi e costi tipici per aprire un centro estetico?

Le pratiche ComUnica si chiudono spesso in pochi giorni. La SCIA produce effetti immediati, ma l’amministrazione può controllare entro i termini di legge. I costi amministrativi includono diritti e bolli alla Camera di Commercio, eventuali oneri SUAP, registratore telematico, PEC e firma digitale. A questi sommi arredi, attrezzature conformi al D.M. 110/2011, DPI, sterilizzazione e polizza RC professionale (consigliata). I contributi INPS hanno una quota fissa annuale e una quota percentuale sul reddito. Le cifre esatte cambiano ogni anno con le circolari INPS. Pianifica anche la sicurezza sul lavoro (DVR, formazione) e l’adeguamento privacy. Una buona pianificazione riduce sorprese e velocizza l’avvio.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.