Diventare tatuatore: quali requisiti servono per aprire Partita IVA?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per diventare tatuatore: corso regionale igienico-sanitario (di norma 90 ore), requisiti dei locali, SCIA al SUAP, Partita IVA con codice ATECO 96.09.02, iscrizioni INPS Artigiani e INAIL, rispetto norme su inchiostri e rifiuti.

  • Formazione obbligatoria regionale: corso igienico-sanitario (in molte Regioni 90 ore), attestato valido sul territorio che lo riconosce, aggiornamenti periodici.
  • Apertura ditta individuale via ComUnica: ATECO 96.09.02, Registro Imprese, INPS Artigiani, INAIL, PEC e firma digitale; SCIA sanitaria al SUAP.
  • Fisco 2026: possibile regime forfettario (L. 190/2014), fatturazione elettronica obbligatoria, tracciabilità incassi, gestione rifiuti sanitari secondo D.P.R. 254/2003.

Requisiti professionali e formativi per diventare tatuatore

Chi può esercitare e quale corso serve

Devi avere 18 anni e un attestato di formazione igienico-sanitaria riconosciuto dalla tua Regione. Il corso copre dermatologia di base, rischio biologico, sterilizzazione e primo soccorso. Di norma dura 90 ore e si conclude con verifica finale.

Questi standard discendono dai provvedimenti regionali che recepiscono le Linee guida nazionali su tatuaggio e piercing approvate in Conferenza Stato-Regioni. Le Regioni fissano contenuti, durata minima e prove finali. Puoi verificare gli atti tramite il portale Normattiva e i siti regionali.

Molte Regioni richiedono aggiornamenti periodici. L’aggiornamento serve a recepire le novità su sicurezza, procedure e prodotti. Chiedi all’ASL o all’ente formatore se è previsto un richiamo quinquennale.

Abilitazioni aggiuntive: piercing e dermopigmentazione

Se offri anche piercing, l’abilitazione è la stessa area igienico-sanitaria e rientra nello stesso ambito regolatorio. Se offri dermopigmentazione estetica o microblading, alcune Regioni la ricondurranno all’estetica. In quel caso possono servire titoli da estetista. Verifica sempre il regolamento regionale e il SUAP.

Riferimenti normativi utili

Per l’igiene e la sicurezza si applicano il D.Lgs. 81/2008 (tutela della salute e sicurezza sul lavoro) e le Linee guida nazionali approvate in Conferenza Stato-Regioni. Per i prodotti si applica il Regolamento REACH (Regolamento UE 1907/2006) e la restrizione specifica per pigmenti e inchiostri entrata in vigore nel 2022. Per i rifiuti sanitari vale il D.P.R. 254/2003. Le basi amministrative di SCIA e SUAP sono nella L. 241/1990 e nel D.P.R. 160/2010.

Aprire la Partita IVA e inquadrare correttamente l’attività

Codice ATECO corretto e attività accessorie

Per il tatuatore il codice ATECO corretto è 96.09.02 “Attività di tatuaggio e piercing” secondo la classificazione ISTAT ATECO 2007. Questo codice copre tatuaggio e piercing nello stesso studio. Se aggiungi servizi di estetica o dermopigmentazione, potresti dover associare anche un codice della classe 96.02. Verifica compatibilità dei codici con il Registro Imprese.

Definizione rapida: codice ATECO è il numero che identifica cosa fai. Serve per fisco, INPS e INAIL. Sceglierlo bene evita problemi in caso di controlli e assicura premi e contributi corretti.

ComUnica: un’unica pratica per tutte le iscrizioni

Apri una ditta individuale con la procedura ComUnica. Con un solo invio fai: apertura Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, iscrizione alla Gestione Artigiani INPS e apertura posizione INAIL. La base giuridica è il D.P.C.M. 6 maggio 2009.

Ti serviranno PEC attiva (obbligatoria per imprese individuali) prevista dal D.L. 179/2012, e firma digitale per firmare le pratiche secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005). I tempi medi vanno da 1 a 5 giorni lavorativi.

SCIA sanitaria al SUAP

Prima di iniziare l’attività devi presentare la SCIA, cioè la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune dove ha sede lo studio. La SCIA si basa sull’art. 19 della L. 241/1990 e si invia in via telematica secondo il D.P.R. 160/2010.

La SCIA include dichiarazioni sul rispetto dei requisiti igienico-sanitari, relazioni tecniche asseverate, planimetrie, manuale di autocontrollo, contratti per smaltimento rifiuti sanitari e attestati formativi. L’ASL può effettuare controlli successivi. Se operi dentro uno studio già autorizzato di terzi, verifica con il SUAP se serve una SCIA integrativa o una semplice comunicazione.

Locali, attrezzature, inchiostri e rifiuti: cosa prevede la legge

Requisiti dei locali e procedure

Lo studio deve avere locali separati per attesa, esecuzione e sterilizzazione, superfici lavabili, lavabi con acqua calda e fredda, corretta ventilazione e illuminazione. Questi requisiti sono definiti in dettaglio dai regolamenti regionali e dalle ASL territoriali.

Devi usare aghi e materiali sterili monouso o attuare una sterilizzazione a vapore in autoclave. La sterilizzazione richiede protocolli scritti, controlli periodici e registri delle verifiche. Conserva tracciabilità dei lotti e delle confezioni dei materiali usati con data e cliente.

Inchiostri conformi al REACH

Dal 2022 si applica una restrizione europea sugli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente nell’ambito del Regolamento REACH. Puoi usare solo prodotti conformi, con etichettatura completa e scheda di sicurezza. Conserva schede tecniche, etichette e prova d’acquisto in studio. Informare il cliente su composti, reazioni avverse e cura post-trattamento è buona prassi e in molte Regioni è obbligatorio.

Gestione dei rifiuti sanitari

Aghi, lame e materiali contaminati sono rifiuti sanitari a rischio infettivo. Devi stipulare un contratto con un gestore autorizzato per raccolta e smaltimento. Applica il D.P.R. 254/2003 e il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). Usa contenitori idonei a prova di puntura, etichetta correttamente e compila il formulario di identificazione rifiuto al ritiro.

Conserva registri e formulari per i termini di legge. Se superi determinate soglie, può essere necessario il registro di carico/scarico. Chiedi conferma all’ASL e alla tua Camera di Commercio.

Fisco e contributi nel 2026: come scegliere e cosa paghi

Regime forfettario: quando conviene

Il regime forfettario è il regime “semplificato” per persone fisiche con ricavi annui non superiori a 85.000 euro (L. 190/2014). In questo regime non applichi IVA, paghi un’imposta sostitutiva e hai meno adempimenti contabili.

Per il codice ATECO 96.09.02 si applica di norma il coefficiente di redditività del 67% (area “altri servizi alla persona”). Significa che il reddito imponibile è il 67% dei ricavi. L’imposta sostitutiva è 15%, ridotta al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti di start-up previsti dalla legge.

Nel 2026 la fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio è obbligatoria per tutti, anche in forfettario. Conserva le e-fatture a norma per 10 anni. Se lavori con privati e non emetti sempre fattura, valuta il registratore telematico per inviare i corrispettivi. Se emetti sempre fattura, il registratore può non servire.

Regime ordinario semplificato: quando serve

Se superi la soglia o detrai molti costi e investimenti, puoi optare per il regime ordinario. Applichi IVA al 22%, detrai l’IVA sugli acquisti, deduci costi e ammortamenti, e versi imposte IRPEF per scaglioni e addizionali.

La contabilità è più articolata ma può convenire se hai costi alti o se compri attrezzature costose. Valuta con un consulente i tuoi numeri prima di scegliere.

INPS Artigiani e INAIL

Come artigiano versi contributi alla Gestione Artigiani INPS. Paghi una quota fissa sul minimale e una quota percentuale sul reddito eccedente. In forfettario puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% prevista dalla L. 208/2015, con domanda telematica all’INPS.

Per l’INAIL paghi un premio assicurativo contro infortuni e malattie professionali. Si calcola sulla base del tasso associato alla lavorazione e del reddito assicurato. La tariffa è disciplinata dalla normativa INAIL e dai decreti ministeriali sulle tariffe.

Regola decisionale rapida

Come capire subito cosa ti serve

Se lavori come dipendente in uno studio: serve il corso igienico-sanitario; non serve Partita IVA. Lo studio del datore cura SCIA, rifiuti e INAIL.

Se lavori da autonomo dentro uno studio di terzi: apri Partita IVA, scegli ATECO 96.09.02 e iscriviti a INPS/INAIL. Chiedi al SUAP se basta l’inserimento come collaboratore nello studio già autorizzato o una SCIA integrativa.

Se apri il tuo studio: oltre a Partita IVA e iscrizioni, devi presentare SCIA sanitaria come titolare dello studio, attrezzare i locali a norma, attivare lo smaltimento rifiuti e la gestione sterilizzazione.

Se fai guest spot temporanei o fiere: verifica con SUAP e ASL se serve SCIA temporanea o comunicazione evento. Tieni sempre con te attestati, tracciabilità inchiostri e DPI. Fattura secondo residenza fiscale e convenzioni fiscali se arrivi dall’estero.

Costi e tempistiche di avvio

Quanto costa partire nel 2026

I costi variano per Regione e Comune. Una stima realistica per una ditta individuale è:

  • Corso regionale igienico-sanitario: 1.200-2.000 euro a seconda dell’ente e della Regione.
  • Imposta di bollo ComUnica: circa 17,50 euro.
  • Diritti di segreteria Camera di Commercio: circa 18 euro.
  • Diritto camerale annuale: 53-120 euro, in base alla provincia e al settore.
  • SCIA al SUAP: da 0 a 200 euro, secondo il Comune.
  • PEC: 5-15 euro/anno; firma digitale: 20-50 euro/anno.
  • Attrezzature base e DPI: 2.000-8.000 euro, in base a brand e dotazioni.
  • Contratto smaltimento rifiuti: 300-800 euro/anno, in base ai volumi.
  • Polizza RC professionale: 100-400 euro/anno, consigliata.
  • Compenso consulente per l’avvio: 300-600 euro, a seconda del servizio.

Le tempistiche: 1-5 giorni per Partita IVA e iscrizioni; 5-30 giorni per SCIA e verifica documenti; attrezzaggio locali e contratti richiedono ulteriori 1-3 settimane.

Tabella scenari, requisiti e tempistiche

Scenario operativo Titoli e abilitazioni Adempimenti amministrativi e fiscali Tempistiche medie Note critiche
Dipendente in studio altrui Corso igienico-sanitario regionale valido; eventuale formazione specifica interna Nessuna Partita IVA; busta paga; DVR e DPI a carico del datore; rispetto procedure interne Assunzione in 1-2 settimane; formazione iniziale 1-3 giorni Verifica validità del corso nella Regione; obblighi sicurezza D.Lgs. 81/2008 in capo al datore
Autonomo in studio altrui Corso igienico-sanitario; eventuale abilitazione estetica per dermopigmentazione ComUnica (P.IVA ATECO 96.09.02, Registro Imprese, INPS Artigiani, INAIL); verifica con SUAP per SCIA integrativa; e-fatture 3-7 giorni per avvio; inserimento in studio in 1-5 giorni Chiarire contratti, responsabilità su rifiuti e sterilizzazione con il titolare dello studio
Titolare di studio proprio Corso igienico-sanitario; eventuale abilitazione estetica se offri estetica ComUnica completa; SCIA sanitaria al SUAP; contratto rifiuti; manuale autocontrollo; RT o fatturazione e corrispettivi; GDPR 2-6 settimane complessive tra pratiche e allestimento Requisiti dei locali e attrezzature a norma; tracciabilità inchiostri REACH; controlli ASL
Guest spot/fiere ed eventi Corso igienico-sanitario; eventuali attestazioni richieste dall’ente fiera P.IVA propria; verifiche SUAP/ASL per eventi temporanei; e-fatture o ricevute secondo Paese; copertura INAIL 1-3 settimane per permessi evento; 1 giorno per allestimento Gestione rifiuti temporanei; trasporto e conservazione materiali sterili; informativa clienti
Solo dermopigmentazione estetica In alcune Regioni titolo da estetista + modulo igienico-sanitario ATECO combinato con 96.02; SCIA estetica; requisiti locali specifici; INPS Artigiani/Commercianti a seconda dell’inquadramento 2-6 settimane Regole variabili per Regione; verificare con SUAP e ASL prima di avviare

FAQ

Qual è il codice ATECO esatto per il tatuatore e cosa succede se sbaglio codice?

Il codice ATECO corretto per chi fa tatuaggi e piercing è 96.09.02 “Attività di tatuaggio e piercing” (classificazione ISTAT ATECO 2007). Questo codice identifica l’attività come servizio alla persona di tipo artigianale. Se usi un codice errato puoi avere tre problemi: inquadramento INPS sbagliato (contributi non corretti), premio INAIL incoerente con il rischio reale e controlli fiscali più severi per incongruenze. Se offri anche servizi di estetica o dermopigmentazione, potresti dover associare un codice della classe 96.02. La soluzione pratica è verificare con il Registro Imprese e con l’ufficio ATECO dell’Agenzia delle Entrate prima della ComUnica. Puoi rettificare il codice, ma è meglio farlo bene da subito per evitare comunicazioni aggiuntive e ricalcoli contributivi.

Posso iniziare a tatuare senza corso se ho esperienza pratica o un mentore?

No. L’esperienza pratica è utile ma non sostituisce il requisito formale previsto dai regolamenti regionali. Il corso igienico-sanitario riconosciuto è richiesto per legge e viene verificato in sede di SCIA o di controllo ASL. Le Regioni recepiscono le Linee guida nazionali approvate in Conferenza Stato-Regioni, che indicano contenuti minimi su dermatologia, rischio biologico, sterilizzazione e gestione delle emergenze. Senza attestato rischi sospensione dell’attività, sanzioni e segnalazioni. Se hai già un titolo affine conseguito in un’altra Regione o Paese, chiedi il riconoscimento all’ente competente. Tieni sempre una copia dell’attestato in studio, pronta per i controlli.

Come gestisco aghi, inchiostri e rifiuti sanitari per stare in regola?

Usa aghi e materiali sterili monouso. Apri le confezioni davanti al cliente e registra lotto e data sulla scheda cliente. Per gli inchiostri, usa solo prodotti conformi alla restrizione REACH sugli inchiostri per tatuaggi. Conserva schede di sicurezza, etichette e fatture dei fornitori. Per i rifiuti sanitari a rischio infettivo (aghi, lame, garze contaminate) attiva un contratto con gestore autorizzato, usa contenitori a prova di puntura e compila il formulario di identificazione rifiuto al ritiro. Applica il D.P.R. 254/2003 e il D.Lgs. 152/2006. Conserva registri e formulari per i tempi previsti. Prevedi un’area dedicata e chiusa per lo stoccaggio temporaneo, separata dalle aree pulite e dal pubblico.

Come si calcolano imposte e contributi nel regime forfettario per un tatuatore?

Nel forfettario il reddito imponibile si calcola applicando al totale dei ricavi il coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona come il tatuatore il coefficiente è di norma 67%. Esempio: con ricavi annui di 40.000 euro, il reddito imponibile è 26.800 euro. Su questo reddito applichi l’imposta sostitutiva: 15% in via ordinaria; 5% per i primi anni se rispetti i requisiti di start-up. I contributi INPS Artigiani si calcolano con una quota fissa annua sul minimale e una quota percentuale sulla parte eccedente. In forfettario puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% all’INPS. Ricorda anche gli acconti di imposta e contributi l’anno successivo. La fatturazione elettronica è obbligatoria e devi conservare le e-fatture per 10 anni. Se spesso incassi al dettaglio, valuta il registratore telematico per inviare i corrispettivi giornalieri, a meno che emetti sempre fattura.

Voglio fare guest spot in Italia o all’estero: quali regole seguire e come fatturo?

Per guest spot in Italia verifica con lo studio ospitante e con il SUAP/ASL se serve una SCIA temporanea o una comunicazione. Porta con te attestato di corso, DPI, documenti sugli inchiostri conformi al REACH e un piano minimo di gestione dei rifiuti (spesso gestito dallo studio ospite). Fattura con la tua Partita IVA italiana. Se fai guest all’estero, informati sulle regole locali di igiene, abilitazioni e permessi temporanei. Dal lato fiscale, con clienti privati UE la prestazione resta tassata in Italia ai fini imposte dirette, mentre ai fini IVA valgono le regole territoriali del Paese in cui operi se sei in regime ordinario. In forfettario non applichi IVA. Se ricevi compensi dallo studio estero, verifica eventuali ritenute alla fonte e le Convenzioni contro le doppie imposizioni. Conserva contratti, inviti e prove della trasferta. In tutti i casi, indica in fattura luogo e data della prestazione e conserva la tracciabilità dei materiali usati.

Fonti e riferimenti normativi essenziali

Per i provvedimenti: Normattiva (L. 241/1990, D.P.R. 160/2010, D.P.C.M. 6 maggio 2009, D.Lgs. 82/2005, D.L. 179/2012, D.Lgs. 81/2008, D.P.R. 254/2003, D.Lgs. 152/2006, L. 190/2014 e successive modifiche). Per la salute e le linee guida su tatuaggio e piercing: Ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni. Per classificazioni ATECO: ISTAT. Per contributi e premi: INPS Gestione Artigiani e INAIL. Per inchiostri: Regolamento (UE) 1907/2006 e restrizione su pigmenti per tatuaggi e trucco permanente in vigore dal 2022. Verifica sempre gli atti regionali e comunali che disciplinano requisiti dei locali e SCIA sanitaria.

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