Lavorare come truccatore professionista: quali sono i requisiti?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA da truccatore scegli il codice ATECO corretto, valuta il forfettario, iscrivi INPS giusta (Gestione separata o Artigiani) e invia AA9/12; SCIA necessaria solo se rientri nell’estetista.

  • Codice ATECO: servizi alla persona (estetica) o attività artistica/professionale. La scelta incide su requisiti, INPS e coefficienti forfettari.
  • Regime fiscale: forfettario (aliquota 5% o 15%) fino a 85.000 euro; ordinario con IRPEF 23%–33%–43% per scaglioni.
  • Previdenza: Gestione Separata INPS per professionisti; INPS Artigiani se attività di estetica in sede con SCIA e iscrizione in Camera di Commercio.

Aprire la Partita IVA da truccatore: quadro rapido e cosa serve davvero

In Italia il “truccatore” può ricadere in due ambiti distinti. Se svolgi solo make-up per set, sfilate, eventi o consulenza d’immagine, rientri nelle attività professionali o artistiche. Non serve abilitazione specifica di estetista.

Se invece offri trucco estetico al pubblico in un salone o centro, ricadi nell’attività di estetista. In questo caso servono qualifiche professionali, SCIA al Comune e iscrizione in Camera di Commercio come impresa artigiana.

La distinzione deriva dalla Legge 1/1990 (attività di estetista) e dalla prassi degli Sportelli SUAP comunali. Controlla sempre l’inquadramento con il tuo Comune.

Norme di base da conoscere

Fisco: DPR 917/1986 (TUIR) per l’IRPEF; L. 190/2014 per il regime forfettario e successive modifiche; DPR 633/1972 per l’IVA; DPR 642/1972 e provvedimenti MEF per l’imposta di bollo su e-fatture.

INPS: art. 2, comma 26, L. 335/1995 (Gestione Separata) e norme su Artigiani e Commercianti; aliquote e minimali aggiornati con circolari INPS annuali.

Attività e abilitazioni: Legge 1/1990 e regolamenti regionali/comunali per l’estetista; SCIA al SUAP del Comune competente.

Codice ATECO e requisiti: scegliere quello giusto evita errori costosi

Scenari tipici

1) Truccatore per moda, cinema, TV, eventi, matrimoni, shooting. Operi presso terzi, senza un centro aperto al pubblico, e non effettui trattamenti di estetica. Inquadra come professionista.

Codici ATECO usati in pratica: 90.02.09 (altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche) oppure 74.90.99 (altre attività professionali n.c.a.). Verifica con l’Agenzia delle Entrate in fase di apertura.

INPS: Gestione Separata.

2) Trucco estetico in centro/salone con appuntamenti al pubblico. Rientra nella disciplina dell’estetista.

Codici ATECO frequenti: 96.02.02 (servizi degli istituti di bellezza) o affini. Serve qualifica professionale ai sensi della L. 1/1990, SCIA al SUAP, iscrizione in Camera di Commercio come impresa artigiana.

INPS: Artigiani. Possibile INAIL secondo le lavorazioni.

3) Attività mista: shooting ed eventi, più postazione trucco in studio. Occorre verificare la prevalenza. Se prevale l’estetica al pubblico, serve SCIA e INPS Artigiani. Se prevale l’attività artistico-professionale, Gestione Separata.

Impatto sul regime forfettario

Nel forfettario si applica un “coefficiente di redditività”, che è una percentuale forfettaria dei ricavi considerata come reddito. Per i “servizi alla persona” spesso si usa il 67%. Per molte “attività professionali” il coefficiente è 78%. Dipende dal codice ATECO e dal relativo gruppo statistico. Verifica l’allegato del forfettario previsto dalla L. 190/2014.

Come si apre operativamente: modelli, tempi e costi

Professionista senza impresa

– Compili il modello AA9/12 per persone fisiche. Lo invii all’Agenzia delle Entrate online, per raccomandata o allo sportello. L’attribuzione della Partita IVA è gratuita.

– Scegli regime fiscale: forfettario se rispetti i requisiti di cui alla L. 190/2014 (ricavi fino a 85.000 euro, assenza di cause ostative), oppure ordinario/semplificato.

– Iscrizione INPS: Gestione Separata. L’aliquota ordinaria dei professionisti senza cassa è aggiornata annualmente dalle circolari INPS. Valuta l’eventuale rivalsa 4% ai sensi della L. 662/1996, conteggiata in fattura.

Impresa artigiana (centro trucco/estetica)

– Abilitazione estetista come da L. 1/1990. In molte Regioni richiede percorso formativo e periodo di pratica. Le Regioni disciplinano durata e modalità.

– Presenti la SCIA al SUAP del Comune dove apri l’attività. Il SUAP coordina i pareri di ASL e uffici comunali.

– Iscrizione al Registro Imprese (Camera di Commercio) via Comunicazione Unica. Attivi INPS Artigiani. Eventuale apertura posizione INAIL se prevista per le lavorazioni svolte.

– Costi iniziali: imposta di bollo e diritti camerali per ComUnica, oneri SUAP, adeguamenti locali e sicurezza.

Regime fiscale: forfettario o ordinario nel 2026

Forfettario

– Ricavi/compensi fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro nel corso dell’anno, esci subito con applicazione dell’IVA dal mese successivo (come da L. 197/2022 e s.m.i.).

– Imposta sostitutiva 15%; ridotta al 5% per i primi 5 anni se “nuova attività” e se rispetti i requisiti di start-up previsti dalla L. 190/2014.

– Base imponibile: ricavi x coefficiente di redditività – contributi previdenziali pagati.

– IVA: non applichi l’IVA in fattura. Non detrai l’IVA sugli acquisti.

– Fattura elettronica obbligatoria per tutti. Imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, con versamento trimestrale (DPR 642/1972 e provvedimenti MEF sull’e-bollo).

Ordinario/semplificato

– Applichi l’IVA sulle fatture (aliquota 22% salvo casi particolari). Detrai l’IVA sugli acquisti inerenti.

– IRPEF per scaglioni 2026: fino a 28.000 euro 23%; 28.001–50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%, sul reddito imponibile (ricavi – costi deducibili – contributi).

– Principio di cassa per professionisti. Per imprese minori valgono regole di cassa con semplificazioni previste dalla normativa vigente.

Contributi INPS e esempi numerici

Gestione Separata (professionista)

L’aliquota ordinaria per professionisti senza cassa è fissata annualmente da INPS (riferimento art. 2, comma 26, L. 335/1995). Nel triennio recente l’aliquota effettiva si è attestata intorno al 26,07%. Verifica sempre la circolare INPS dell’anno in corso.

Artigiani (impresa)

Paghi contributi fissi minimi ogni anno, più una percentuale sul reddito che supera il minimale. Importi e aliquote sono fissati annualmente da INPS. La contribuzione non dipende dall’IVA ma dal reddito d’impresa.

Esempio forfettario professionista, coefficiente 67%

Incassi: 30.000 euro. Contributi pagati l’anno scorso: 3.000 euro. Base imponibile: 30.000 x 67% = 20.100; 20.100 – 3.000 = 17.100. Imposta sostitutiva 5% (nuova attività): 855 euro. Contributi dell’anno: 20.100 x 26,07% ≈ 5.240 euro.

Nota: il coefficiente 67% ricorre per i “servizi alla persona”. Se il tuo ATECO cade tra le attività professionali, il coefficiente tipico può essere 78%. Controlla l’allegato della L. 190/2014.

Esempio ordinario

Incassi: 90.000 euro. Costi deducibili: 15.000 euro. Contributi pagati l’anno scorso: 5.000 euro. Reddito imponibile: 90.000 – 15.000 – 5.000 = 70.000 euro. IRPEF 2026: 23% su 28.000; 33% su 22.000; 43% su 20.000. Aggiungi addizionali regionali e comunali. Calcola anche contributi INPS dell’anno in corso secondo la tua gestione.

Fatture, bollo, ritenuta e spese

Fatturazione elettronica

È obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA. Le fatture transitano tramite il Sistema di Interscambio. Indica correttamente natura IVA (N2.2/N3/N4 per forfettari secondo il caso) e cassa previdenziale o rivalsa 4% se la applichi.

Imposta di bollo

Se non applichi l’IVA e l’importo supera 77,47 euro, apponi bollo da 2 euro. Sulle e-fatture l’imposta si paga in via virtuale con addebito periodico. Riferimenti: DPR 642/1972 e provvedimenti MEF sull’imposta di bollo elettronica.

Ritenuta d’acconto

Forfettari: niente ritenuta d’acconto in ricezione e in emissione (art. 1, commi 67 e seguenti, L. 190/2014). Ordinario: i professionisti emettono fatture con ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta.

Spese deducibili e ammortamenti

Forfettario: non deduci i costi analiticamente. Solo i contributi. Ordinario: deduci costi inerenti e ammortizzi le attrezzature. IVA detraibile se inerente e documentata.

Regola decisionale rapida

Domande chiave e nessi logici

1) Offri solo make-up per eventi/set senza un centro aperto al pubblico? Allora sei un professionista. Procedi con AA9/12, INPS Gestione Separata, niente SCIA. Valuta forfettario con coefficiente legato al tuo ATECO professionale.

2) Apri un salone/postazione stabile al pubblico e fai trucco estetico? Allora sei estetista. Servono qualifica L. 1/1990, SCIA al SUAP, Camera di Commercio, INPS Artigiani. Forfettario possibile con coefficiente tipico dei servizi alla persona (spesso 67%).

3) Ricavi stimati sotto 85.000 euro, costi bassi, pochi investimenti? Il forfettario conviene nella maggior parte dei casi per imposta bassa e gestione semplice.

4) Ricavi alti, molti costi e investimenti con IVA rilevante? Valuta l’ordinario: deduci i costi, detrai l’IVA. Fai simulazioni numeriche annuali.

5) Lavori con produzioni, agenzie o aziende che richiedono ritenuta o reverse charge particolare? Verifica il regime contrattuale e adegua la fatturazione alle regole IVA/ritenute previste.

Fonti normative e operative da consultare

Dove verificare

– TUIR, DPR 917/1986: regole generali IRPEF e redditi di lavoro autonomo.

– DPR 633/1972: IVA, operazioni imponibili, esenti, fuori campo.

– L. 190/2014 e successive leggi di bilancio: regime forfettario, requisiti, coefficienti, soglie 85.000/100.000.

– L. 335/1995 art. 2, comma 26: Gestione Separata INPS. Circolari INPS annuali per aliquote e minimali. Informazioni aggiornate sul portale INPS.

– L. 1/1990 e regolamenti regionali/comunali: abilitazioni estetista e SCIA SUAP. Informazioni operative sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presso il SUAP comunale.

– DPR 642/1972 e provvedimenti MEF: imposta di bollo su fatture elettroniche.

Scenario Adempimenti e requisiti Previdenza e imposte Tempistiche tipiche
Truccatore freelance per eventi/set (senza studio) AA9/12 all’Agenzia Entrate; scelta codice ATECO professionale/artistico; nessuna SCIA INPS Gestione Separata; forfettario con coefficiente in base all’ATECO (spesso 78%); o ordinario con IRPEF 23–33–43% Partita IVA in 1–3 giorni; INPS in pochi giorni; operativo subito dopo apertura
Trucco estetico in centro/salone Abilitazione estetista L. 1/1990; SCIA SUAP; iscrizione Camera di Commercio (impresa artigiana); eventuale INAIL INPS Artigiani (con contributi fissi); forfettario con coefficiente servizi alla persona (spesso 67%); o ordinario con IVA 1–4 settimane tra SCIA/registrazioni/allestimento locale
Attività mista (eventi + studio saltuario) Valuta prevalenza; se prevale estetica: SCIA e CCIAA; se prevale professione: solo AA9/12 INPS in base alla prevalenza; regime fiscale da simulare annualmente Da 3 giorni a 3 settimane secondo inquadramento
Avvio con investimenti elevati (attrezzature, locale) Contratti, adeguamenti, eventuali permessi locali; scelta accurata del regime Ordinario spesso conveniente per detrarre IVA e dedurre costi; contributi secondo gestione 4–8 settimane tra pratiche e allestimento

FAQ

1) Servono diplomi o corsi obbligatori per aprire la Partita IVA da truccatore?

Dipende dall’attività concreta. Se lavori come make-up artist per eventi, shooting, spettacolo o consulenza d’immagine, non esiste un diploma obbligatorio nazionale per aprire la Partita IVA da professionista. Puoi comunque frequentare corsi privati per costruire il portfolio. Se invece apri al pubblico un centro dove esegui trucco estetico, rientri nell’attività di estetista regolata dalla Legge 1/1990. In quel caso servono qualifiche professionali riconosciute dalla Regione e la SCIA al SUAP del Comune. La distinzione non è teorica: influisce su codice ATECO, iscrizione in Camera di Commercio e tipo di INPS. Prima di avviare, verifica l’inquadramento con il tuo Comune e, se necessario, con un consulente abilitato.

2) Forfettario o ordinario: come scelgo in modo razionale?

Usa tre criteri. Primo: ricavi. Se stai sotto 85.000 euro e non hai molti costi, il forfettario è spesso più conveniente grazie all’imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni se nuova attività). Secondo: struttura dei costi e IVA sugli acquisti. Se compri attrezzature costose, allestisci un locale e hai molta IVA da detrarre, l’ordinario può superare il forfettario. Terzo: clienti e contratti. In alcuni settori servono fatture con particolari gestioni IVA o ritenute. Nel forfettario non applichi IVA e non subisci ritenute. Nell’ordinario, sì. Esegui sempre una simulazione numerica annuale: proietta ricavi, costi, contributi e imposte. Ricorda che nel forfettario la base imponibile si calcola con il coefficiente legato all’ATECO e che i contributi previdenziali si sottraggono prima di applicare l’imposta.

3) Devo iscrivermi alla Gestione Separata o agli Artigiani?

Se sei un professionista senza cassa ordinistica e non gestisci un’impresa artigiana, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Versi i contributi in percentuale al reddito dichiarato. L’aliquota è stabilita annualmente da circolare INPS. Puoi applicare la rivalsa del 4% in fattura, facoltà prevista dalla L. 662/1996, che aumenta il compenso ma concorre comunque al reddito. Se invece apri un centro/salone e ricadi nell’attività di estetista, ti iscrivi alla gestione INPS Artigiani. Paghi contributi fissi minimi più una quota variabile oltre il minimale. In alcuni casi serve anche l’INAIL. La scelta non è discrezionale: dipende dalla natura dell’attività e dalla presenza di un’impresa iscritta in Camera di Commercio.

4) Come funziona la fatturazione elettronica per un truccatore in forfettario?

Emetti e-fatture tramite il Sistema di Interscambio. Imposti il tuo regime fiscale e la natura IVA corretta per operazioni senza IVA (per i forfettari). Se superi 77,47 euro su fattura senza IVA, devi l’imposta di bollo da 2 euro. Sulle e-fatture il bollo è virtuale e lo versi periodicamente secondo i provvedimenti MEF richiamati dal DPR 642/1972. In forfettario non indichi ritenuta d’acconto e non esponi IVA. Se applichi la rivalsa INPS 4%, la inserisci tra le voci di cassa previdenziale. Ricorda che la rivalsa concorre al calcolo dei ricavi nel forfettario e quindi impatta anche su soglie e coefficienti di redditività. Conserva elettronicamente le fatture secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

5) Quali sono gli errori più comuni all’avvio e come evitarli?

Primo errore: scegliere un codice ATECO sbagliato. Se fai trucco estetico al pubblico e usi un ATECO professionale per eludere SCIA e requisiti, rischi contestazioni da Comune e ASL. Al contrario, se fai solo set ed eventi e ti inquadri come istituto di bellezza, paghi contributi fissi non necessari. Secondo: ignorare il coefficiente forfettario corretto. Il 67% è tipico dei servizi alla persona, mentre molte attività professionali usano 78%. Terzo: sottostimare i contributi. La Gestione Separata può incidere oltre il 26% del reddito forfettario; gli Artigiani hanno contributi fissi anche con ricavi bassi. Quarto: dimenticare l’imposta di bollo sulle e-fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Quinto: non pianificare il superamento delle soglie forfettarie (85.000/100.000). Se oltrepassi 100.000 in corso d’anno, esci subito e scatta l’IVA. Prevenzione: verifica l’inquadramento con SUAP/Agenzia Entrate, fai simulazioni numeriche, monitora i ricavi mese per mese e programma gli acquisti in funzione del regime.

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