Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per integrare aggiungi i righi mancanti (modelli bis/quater). Per correggere usa le rettifiche (modelli ter/quinquies). Invia tramite Servizio Telematico Doganale/Intr@Web entro il 25 del mese successivo al periodo.
- Modelli: beni venduti INTRA-1 bis/ter; beni acquistati INTRA-2 bis/ter; servizi resi INTRA-1 quater/quinquies; servizi ricevuti INTRA-2 quater/quinquies.
- Integrazione = nuovi righi mancanti; rettifica = correzione di righi inviati (per differenza o annullamento con segno opposto).
- Fonti: art. 50 D.L. 331/1993; D.M. 22/02/2010; Reg. (UE) 2019/2152 e 2020/1197; determinazioni ADM; sanzioni art. 11 D.Lgs. 471/1997 e art. 13 D.Lgs. 472/1997.
Intrastat: quando integrare e quando rettificare
Intrastat riepiloga scambi UE. Serve per IVA e statistiche. La presentazione è mensile o trimestrale secondo soglie.
Integrazione significa aggiungere operazioni dimenticate. Usi i modelli “bis” per i beni e “quater” per i servizi. Indichi solo i nuovi righi mancanti.
Rettifica significa correggere dati già inviati. Usi i modelli “ter” per i beni e “quinquies” per i servizi. Correggi per differenza o annulli il rigo errato con segno opposto.
Riferimenti normativi essenziali
Obbligo e struttura: art. 50 del D.L. 331/1993, convertito nella L. 427/1993 (consultabile su Normattiva). Modelli e istruzioni: Decreto Ministero dell’Economia e delle Finanze del 22/02/2010 e successive modifiche.
Statistiche UE: Regolamento (UE) 2019/2152 e Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197. Attuazione nazionale e specifiche tecniche: determinazioni del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e note tecniche Istat-ADM.
Sanzioni e ravvedimento: art. 11 del D.Lgs. 471/1997 e art. 13 del D.Lgs. 472/1997.
Quale modello usare: mappa completa
Usa la famiglia INTRA-1 per cessioni UE e servizi resi. Usa la famiglia INTRA-2 per acquisti UE e servizi ricevuti.
Per integrare operazioni mai inviate: INTRA-1 bis (beni venduti), INTRA-2 bis (beni acquistati), INTRA-1 quater (servizi resi), INTRA-2 quater (servizi ricevuti).
Per rettificare operazioni inviate con errore: INTRA-1 ter (rettifiche beni venduti), INTRA-2 ter (rettifiche beni acquistati), INTRA-1 quinquies (rettifiche servizi resi), INTRA-2 quinquies (rettifiche servizi ricevuti).
Integrazione: come funziona
Compili il frontespizio con lo stesso periodo di riferimento dell’elenco originario. Aggiungi i soli righi mancanti. Non ripeti ciò che è già corretto.
Valori e codici seguono le stesse regole del modello standard. Per beni indica anche Nomenclatura Combinata e, se richiesto, massa netta, Paese di origine e modalità di trasporto secondo istruzioni Istat-ADM.
Per servizi indica codice servizio (CPA), ammontare e Paese del committente/fornitore, secondo le istruzioni del D.M. 22/02/2010.
Rettifica: come funziona
La rettifica agisce sul rigo errato già inviato. Indichi il periodo e, quando richiesto, il numero progressivo rigo originario.
Per differenza: inserisci solo lo scostamento, con segno positivo o negativo. Per annullare un rigo sbagliato: riporti gli stessi dati ma con valori di segno opposto.
Correggi quantità, valore, codice NC/CPA, natura della transazione, Paese, condizioni di consegna o modalità di trasporto, secondo le specifiche tecniche aggiornate di ADM/Istat.
Periodicità, scadenze e soglie
Scadenza ordinaria: il 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Se cade in festivo, slitta al primo giorno lavorativo.
Periodicità: mensile se superi le soglie; trimestrale se resti sotto. In Italia la soglia di passaggio è fissata dalle istruzioni ADM/Istat, di regola 50.000 euro per trimestre per ciascuna categoria (beni ceduti, beni acquistati, servizi resi, servizi ricevuti).
Verifica la soglia guardando il trimestre corrente e i quattro precedenti, come indicato dalle istruzioni applicative richiamate dal D.M. 22/02/2010.
Quando presentare integrazioni o rettifiche
Invia appena rilevi l’errore. Non aspettare controlli. La correzione tempestiva riduce il rischio di sanzioni.
Se cambi periodicità per superamento soglia, adegua la frequenza dal mese in cui superi la soglia. Le integrazioni/rettifiche mantengono il periodo originario dell’operazione.
Per errori che impattano l’IVA (es. partite IVA errate, natura dell’operazione): rettifica subito e allinea anche registri e fatture, se necessario.
Compilazione operativa: passo dopo passo
1) Raccogli i dati
Recupera fatture, DDT, contratti e l’elenco originario. Verifica partita IVA VIES del partner UE. Conferma codice merce NC o servizio CPA corretto.
Per beni controlla anche Paese di origine, modalità di trasporto, condizioni di consegna (Incoterms), massa netta e unità supplementari se dovute.
2) Scegli il modello corretto
Integrazione: bis/quater. Rettifica: ter/quinquies. Mantieni il medesimo periodo e la stessa periodicità dell’elenco originario.
Se devi sia aggiungere sia correggere, invia due elenchi separati: uno di integrazione e uno di rettifica, per chiarezza contabile.
3) Compila con coerenza
Usa Intr@Web o il tuo software abilitato alle specifiche tecniche ADM. Indica periodo, partita IVA, progressivi rigo e valori con i codici corretti.
Per rettifiche, adotta il metodo per differenza. Solo in caso di errore totale annulla il rigo con valori opposti e reinserisci, se serve, il rigo corretto in integrazione.
4) Controlli e invio
Esegui i controlli formali del software: coerenza codici paese, validità partita IVA, codici NC/CPA, quadrature valori.
Invia tramite Servizio Telematico Doganale (EDI) o con Intr@Web. Conserva la ricevuta di accoglienza e il prospetto inviato.
5) Conservazione
Conserva elenchi, ricevute e documenti di supporto per almeno 10 anni, in linea con gli obblighi di tenuta documentale IVA.
Regola decisionale rapida
Domanda 1: ho dimenticato un’operazione per quel periodo? Se sì, fai un’integrazione (modelli bis/quater) per quel periodo.
Domanda 2: ho inviato l’operazione ma con dati sbagliati? Se sì, fai una rettifica (modelli ter/quinquies) riferita a quel periodo.
Domanda 3: l’errore è totale? Allora annulla il rigo con rettifica a segno opposto e, se l’operazione esiste, reinseriscila in integrazione corretta.
Domanda 4: l’errore incide su IVA o VIES? Intervieni subito e allinea anche contabilità e, se serve, la fattura.
Domanda 5: sono fuori tempo? Valuta il ravvedimento operoso amministrativo e motiva la tempestività della correzione in caso di richiesta uffici.
Sanzioni e come evitarle
L’omessa, tardiva o incompleta presentazione degli elenchi Intrastat comporta sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro per elenco, secondo l’art. 11 del D.Lgs. 471/1997.
La correzione spontanea e tempestiva e il ricorso all’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 possono ridurre l’importo.
Spesso gli uffici invitano all’invio/correzione. Rispondi entro i termini indicati nella richiesta. Conserva prova dell’invio e della rettifica eseguita.
Best practice per restare compliant
Verifica la partita IVA VIES prima di fatturare. Usa codici NC/CPA aggiornati. Imposta una checklist per scadenze e soglie.
Allinea il gestionale con le specifiche ADM/Istat aggiornate. Esegui un riconcilio mensile tra registri IVA e Intrastat.
| Scenario | Modello da usare | Requisiti di compilazione | Tempistiche e note |
|---|---|---|---|
| Beni venduti UE dimenticati nel mese di aprile | INTRA-1 bis (integrazione) | Periodo: 04/AAAA. Inserisci nuovi righi con codice NC, valore imponibile, natura transazione, Paese destinazione. Se richiesto: Paese origine, trasporto, massa. | Invia entro il 25 del mese successivo alla scoperta. Meglio entro la prima scadenza utile. Conserva ricevuta ADM. |
| Errore di valore in beni acquistati da UE (rigo già inviato) | INTRA-2 ter (rettifica) | Periodo originario. Indica progressivo rigo da correggere. Inserisci differenza (+/−). Se annulli: stessi dati con importi opposti. | Rettifica appena rilevato l’errore. Riduci il rischio sanzioni con intervento tempestivo. |
| Servizi resi: codice CPA errato | INTRA-1 quinquies (rettifica) | Periodo originario. Riporta dati del rigo errato e correggi il codice CPA. Usa metodo per differenza se varia anche l’ammontare. | Invio via Intr@Web/EDI. Allinea, se serve, anche l’annotazione IVA. |
| Servizi ricevuti mai dichiarati nel trimestre | INTRA-2 quater (integrazione) | Periodo: trimestre originario. Inserisci righi mancanti con codice CPA, valore, Paese fornitore. Controlla soglie per periodicità. | Presenta entro la prima scadenza utile. Valuta ravvedimento in caso di ritardo. |
FAQ
Q: Come capisco se devo inviare un’integrazione o una rettifica Intrastat? A: Parti da una domanda semplice: l’operazione era proprio assente nell’elenco? Se era assente, fai un’integrazione usando i modelli INTRA-1 bis/INTRA-2 bis per i beni o INTRA-1 quater/INTRA-2 quater per i servizi. Indichi solo i righi mancanti con il periodo originario. Se invece avevi già inviato l’operazione ma con un errore (valore, quantità, codice merce o servizio, Paese, natura della transazione), allora serve una rettifica con i modelli INTRA-1 ter/INTRA-2 ter per i beni o INTRA-1 quinquies/INTRA-2 quinquies per i servizi. In questo caso lavori “per differenza”: aggiungi o sottrai quanto serve per allineare il dato. Se tutto il rigo è sbagliato, lo annulli con importi di segno opposto e, se l’operazione esiste, lo reinserisci corretto in integrazione.
Q: Quali sono le scadenze per integrare o rettificare e cosa rischio se tardo? A: La scadenza ordinaria per gli elenchi Intrastat è il 25 del mese successivo al periodo di riferimento, mensile o trimestrale in base alle soglie. Per integrazioni e rettifiche non c’è una “nuova” scadenza fissa, ma la regola di buona prassi è intervenire alla prima scadenza utile dopo aver scoperto l’errore. Il ritardo, l’omissione o i dati incompleti sono sanzionati dall’art. 11 del D.Lgs. 471/1997, con importi da 500 a 1.000 euro per elenco. Agire tempestivamente e usare il ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 può ridurre l’impatto. Se ricevi una richiesta dagli uffici, rispetta i termini indicati per evitare aggravi.
Q: Come si compila, in pratica, una rettifica “per differenza”? A: Recupera il rigo originario e identifica i campi sbagliati. Se, ad esempio, hai dichiarato 10.000 euro ma il valore corretto è 12.000, in INTRA-1 ter/INTRA-2 ter o INTRA-1 quinquies/INTRA-2 quinquies inserisci un rigo di rettifica da +2.000 sullo stesso periodo. Se invece avevi indicato il Paese o il codice NC/CPA errati, compila la rettifica riportando il riferimento al rigo originario e inserendo l’informazione corretta secondo le specifiche ADM/Istat. Se l’errore riguarda tutto il rigo, prima annulli (importi di segno opposto) e poi, se serve, reinserisci correttamente con un’integrazione. Ricorda di mantenere coerenza tra Intrastat, fatture e registri IVA.
Q: Cambiano le regole tra beni e servizi? E cosa è cambiato con i regolamenti UE più recenti? A: Beni e servizi hanno famiglie di modelli diverse: per i beni usi INTRA-1 bis/ter e INTRA-2 bis/ter; per i servizi usi INTRA-1 quater/quinquies e INTRA-2 quater/quinquies. Con il Regolamento (UE) 2019/2152 e il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197, alcuni campi statistici per i beni sono stati aggiornati o resi obbligatori in funzione delle soglie e delle esigenze di Istat (es. Paese di origine, modalità di trasporto, condizioni di consegna). Le modalità operative in Italia derivano dalle determinazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dalle istruzioni Istat. Il perimetro IVA rimane definito dall’art. 50 del D.L. 331/1993 e dal D.M. 22/02/2010 per modelli e istruzioni.
Q: Cosa controllo prima dell’invio per evitare errori ricorrenti? A: Fai questi controlli minimi. 1) Verifica partita IVA del partner nel VIES; se non è attiva, la cessione può non essere non imponibile e l’Intrastat risulta incoerente. 2) Controlla la natura della transazione e gli Incoterms, perché influenzano condizioni di consegna e talvolta i valori statistici. 3) Per i beni, rivedi il codice NC a 8 cifre e le eventuali unità supplementari; per i servizi conferma il codice CPA appropriato. 4) Coerenza dei Paesi: stato membro giusto, formato ISO corretto. 5) Quadratura con registri IVA e contabilità: imponibili, note di credito, cambi se fatturato in valuta. Infine, usa Intr@Web o software aggiornati alle specifiche tecniche ADM/Istat e conserva ricevute e documentazione per almeno 10 anni.
