Riaprire la Partita IVA in regime forfettario: quando è possibile?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Sì: puoi riaprire la Partita IVA e applicare il regime forfettario se rispetti limiti di ricavi, requisiti su lavoro dipendente e partecipazioni, oltre alle condizioni specifiche per l’aliquota al 5%.

  • Ricavi/compensi dell’anno precedente entro 85.000 euro; uscita immediata se superi 100.000 in corso d’anno (fonte normativa: Legge 190/2014 e Legge 197/2022, consultabili su Normattiva).
  • Lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro nell’anno precedente esclude l’accesso, salvo cessazione del rapporto (fonte normativa: Legge 190/2014, Normattiva).
  • Nessuna partecipazione in società di persone/associazioni e nessun controllo di SRL con attività riconducibile alla tua (fonte normativa: Legge 190/2014, Normattiva).

Riaprire la Partita IVA in regime forfettario: quadro normativo e requisiti

Normativa di riferimento e cosa significa “regime forfettario”

Il regime forfettario è l’agevolazione per le ditte individuali e i professionisti. Applica un’imposta sostitutiva unica al 15% o al 5% per i primi 5 anni, se ricorrono condizioni aggiuntive. “Forfettario” significa che il Fisco stima i costi in modo standard, usando un coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Non deduci le spese reali, salvo contributi previdenziali. La base normativa è nella Legge 190/2014, commi 54-89, con modifiche successive. Le fonti ufficiali sono consultabili su Normattiva e sui documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Soglie di ricavi e regola di uscita immediata a 100.000

Per entrare o restare nel forfettario devi avere ricavi o compensi dell’anno precedente entro 85.000 euro. Se in corso d’anno superi 100.000 euro, esci subito dal regime. Le fatture oltre soglia diventano soggette a IVA. Questa “uscita immediata” è stata introdotta e confermata dagli interventi di finanza pubblica più recenti (Legge 197/2022; conferme nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate). Ricorda: si applica il principio di cassa. Traduco: contano gli incassi effettivi nell’anno, non solo le fatture emesse.

Lavoro dipendente: il limite dei 30.000 euro e la cessazione

Se nell’anno precedente hai percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre 30.000 euro, non puoi entrare nel forfettario. Fa eccezione il caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato. Il limite riguarda la RAL, cioè la Retribuzione Annua Lorda. Al momento, ad agosto 2026, il limite è 30.000 euro. Alcune proposte di innalzamento non risultano recepite in legge. Riferimento normativo: Legge 190/2014, come reperibile su Normattiva, e documenti esplicativi dell’Agenzia delle Entrate.

Partecipazioni societarie e controllo di SRL

Non puoi applicare il forfettario se partecipi a società di persone o associazioni professionali. Sei escluso anche se controlli direttamente o indirettamente una SRL che svolge un’attività riconducibile alla tua, cioè con la stessa filiera o settore. “Controllo” significa potere di decidere in assemblea o nominare la maggioranza degli amministratori. Verifica le compagini e gli statuti prima di riaprire la Partita IVA. Normativa: Legge 190/2014; fonti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Riapertura e aliquota al 5%: condizioni speciali

Puoi avere l’aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti tre condizioni: non hai esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti; la nuova attività non è mera prosecuzione di lavoro precedente, anche da dipendente, per lo stesso committente; se continui un’attività altrui, i suoi ricavi non devono superare il limite del forfettario. “Mera prosecuzione” significa riprendere sostanzialmente lo stesso lavoro, con lo stesso cliente principale e le stesse mansioni. Normativa: commi sul 5% nella Legge 190/2014; fonti istituzionali: Normattiva e Agenzia delle Entrate.

Come riaprire la Partita IVA: percorso operativo

Scelta del codice ATECO e valutazione previdenziale

Scegli un codice ATECO che descrive bene cosa farai. Il codice incide sul coefficiente di redditività. Quindi influisce sulla base imponibile. Valuta anche la gestione previdenziale. Professionista senza cassa va alla Gestione Separata INPS. Artigiano o commerciante si iscrive alla gestione di categoria con contributi fissi e percentuali. Puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti, se ammessa dalle norme vigenti e richiesta nei termini.

Compilazione del modello AA9/12 e tempi

Per aprire o riaprire la Partita IVA come persona fisica usi il modello AA9/12. Indichi dati anagrafici, ATECO, domicilio fiscale, opzioni IVA e regime. La riapertura segue la stessa procedura dell’apertura. Presenti la pratica entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività. L’Agenzia attribuisce o conferma la tua posizione fiscale.

Fatturazione elettronica e adempimenti connessi

Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica vale per i forfettari, salvo eccezioni specifiche previste da norme settoriali. Si usa il Sistema di Interscambio. Devi emettere fatture elettroniche, conservare digitalmente i documenti e, se previsto, inviare corrispettivi telematici. Riferimento: Decreto-Legge 36/2022, come convertito, e atti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Gestione IVA, imposta sostitutiva e principio di cassa

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Applichi l’imposta sostitutiva del 15% o del 5%. Calcoli il reddito imponibile moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività ATECO. Poi sottrai i contributi previdenziali pagati. La tassazione segue il principio di cassa. Contano gli incassi effettuati nell’anno.

Errori comuni da evitare in fase di riapertura

Non ignorare partecipazioni societarie o rapporti di controllo. Verifica prima. Non trascurare il limite dei 30.000 euro da lavoro dipendente. Attenzione a non superare i 100.000 euro in corso d’anno. Se accade, l’uscita è immediata e cambia tutto: scattano gli adempimenti IVA ordinari sulle operazioni successive.

Regola decisionale rapida

Se posso riaprire e rientrare nel forfettario

Se i tuoi incassi/compensi dell’anno precedente sono entro 85.000 euro e non hai lavoro dipendente oltre 30.000 euro (salvo cessazione), e non hai partecipazioni vietate, allora puoi riaprire e aderire al forfettario.

Se posso applicare il 5% per 5 anni

Se negli ultimi 3 anni non hai esercitato attività, la nuova attività non è mera prosecuzione di quella precedente per lo stesso committente, e se prosegui l’attività di altri con ricavi entro 85.000 euro, allora puoi chiedere il 5%.

Se sono escluso o devo rinviare

Se superi 30.000 euro di lavoro dipendente e il rapporto continua, rinvia o valuta la cessazione prima di riaprire. Se controlli una SRL con attività riconducibile, rimuovi la causa prima di aderire.

Se rischio l’uscita immediata

Se stimi incassi oltre 100.000 euro nell’anno di riapertura, pianifica l’eventuale passaggio ai regimi ordinari. Prepara la contabilità e l’IVA dal superamento della soglia.

Calcolo dell’imposta: esempi pratici

Come si calcola il reddito imponibile

Pren­di i ricavi incassati. Applica il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Quello è il reddito forfettario. Sottrai i contributi previdenziali effettivamente pagati. Sull’importo residuo applichi l’imposta sostitutiva: 15% o 5% per i primi 5 anni se ne hai diritto.

Esempio sintetico

Incassi 40.000 euro. Coefficiente 78% (professioni). Reddito forfettario: 31.200 euro. Contributi pagati: 6.000 euro. Base imponibile: 25.200 euro. Imposta al 15%: 3.780 euro. Se hai i requisiti per il 5%: 1.260 euro. L’IRPEF ordinaria e le addizionali non si applicano, perché sostituite. Restano INPS e imposte locali dove dovute.

Casi particolari nella riapertura

Riapro nello stesso anno della chiusura

È possibile. Devi comunque rispettare i requisiti sul periodo precedente. Valuta bene la continuità dell’attività. Se la nuova attività è sostanzialmente la stessa per gli stessi committenti, potresti non avere il 5%. Per il 15% conta il rispetto delle soglie e delle esclusioni oggettive.

Avevo già una Partita IVA “inattiva”

Se non hai concretamente esercitato l’attività negli ultimi 3 anni, potresti accedere al 5%. Però serve coerenza documentale: nessuna fattura, nessun incasso, nessun costo significativo inerente. In caso di dubbi, l’Agenzia delle Entrate guarda ai fatti, non solo alla forma.

Passo da dipendente ad autonomo con stesso committente

Per il 15% non c’è, ad oggi, una regola generale che vieta la prestazione allo stesso ex datore. Ma il 5% richiede che non sia mera prosecuzione del lavoro per lo stesso committente. Valuta contratti, mansioni e autonomia reale. Se la continuità è sostanziale, il 5% salta.

Proseguo l’attività di un altro soggetto

Puoi accedere al 5% solo se l’attività ceduta o affittata non superava i ricavi soglia del forfettario. Serve verificare i registri del cedente e i suoi incassi. Se oltre soglia, avrai il 15% o un regime ordinario, a seconda degli altri requisiti.

Fonti istituzionali e prassi

Dove verificare le regole aggiornate

Per il testo vigente consulta Normattiva sulla Legge 190/2014 e le successive leggi di bilancio (in particolare Legge 197/2022 e Legge 213/2023). Per chiarimenti operativi usa le circolari e le risposte dell’Agenzia delle Entrate e le note del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Per gli obblighi di fatturazione elettronica, vedi il Decreto-Legge 36/2022 e i provvedimenti attuativi.

Scenario Requisiti chiave Cause di esclusione tipiche Tempistiche/Adempimenti
Riapertura con aliquota 15% Ricavi anno precedente ≤ 85.000; lavoro dipendente ≤ 30.000 o cessato; nessuna partecipazione vietata Partecipazioni in società di persone/associazioni; controllo SRL con attività riconducibile; superamento di 100.000 in corso d’anno (uscita) Modello AA9/12 entro 30 giorni; e-fattura da subito; monitoraggio soglie durante l’anno
Riapertura con aliquota 5% (start-up) Nessuna attività esercitata negli ultimi 3 anni; non mera prosecuzione; prosecuzione altrui con ricavi ≤ 85.000 Mera prosecuzione con stesso committente/mansioni; esercizio di attività nei 3 anni precedenti Dichiarazione requisiti in sede di apertura; controllo documentale su continuità e ricavi del cedente
Ex dipendente che avvia la stessa attività Ricavi stimati entro soglie; cessazione del rapporto dipendente se oltre 30.000 Per 5%: mera prosecuzione; per 15%: attenzione a continuità sostanziale e rischi qualificativi Contratto autonomo ben distinto; analisi del rischio su controlli e qualificazione
Professionista con quota in SRL Quota senza controllo e attività non riconducibile Controllo diretto/indiretto su SRL con attività collegata Valutare recesso o modifica governance prima dell’apertura; attestare assenza di controllo

FAQ

Posso riaprire la Partita IVA in forfettario se l’anno prima ho superato gli 85.000 euro e poi ho chiuso?

No, non nell’anno immediatamente successivo. La regola guarda ai ricavi o compensi dell’anno precedente. Se superi 85.000, non puoi applicare il forfettario nell’anno dopo la chiusura, anche se hai chiuso prima di fine anno. Dovrai attendere un periodo d’imposta in cui i tuoi ricavi/compensi, come persona fisica, tornano entro 85.000. Solo allora, alla riapertura, potrai rientrare nel forfettario. Ricorda che se superi 100.000 in corso d’anno, scatta l’uscita immediata e sulle operazioni successive applichi l’IVA ordinaria. Le basi legali sono nella Legge 190/2014 e negli aggiornamenti della Legge 197/2022, consultabili su Normattiva e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Ho avuto 32.000 euro di RAL come dipendente l’anno scorso, ma il contratto è terminato: posso riaprire con il forfettario?

Sì, se il rapporto di lavoro è cessato prima dell’apertura. La causa di esclusione riguarda chi ha superato 30.000 euro da lavoro dipendente e mantiene il rapporto in essere. La cessazione rimuove l’ostacolo. Conserva documenti che provino la fine del rapporto, come lettera di licenziamento o dimissioni e l’ultima busta paga. Valuta comunque la sostenibilità della tua attività autonoma e verifica che non ci siano altre cause di esclusione, come partecipazioni vietate. La fonte normativa è la Legge 190/2014, reperibile su Normattiva, integrata dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Per avere il 5% basta non aver emesso fatture oppure devo dimostrare che non ho “esercitato” nei 3 anni precedenti?

Conta l’assenza di esercizio effettivo dell’attività, non solo l’assenza di fatture. “Non aver esercitato” significa non aver svolto prestazioni, non aver incassato compensi e, in generale, non aver tenuto comportamenti tipici di chi opera sul mercato. Avere una Partita IVA formalmente aperta senza operare può non bastare, se emergono indizi di attività. Meglio poter dimostrare che non hai avuto clienti, non hai sostenuto costi inerenti ricorrenti e non hai svolto promozione o contratti attivi. In caso di verifica, l’Agenzia delle Entrate guarda ai fatti. La disciplina discende dai commi sul 5% della Legge 190/2014 e dalla prassi interpretativa.

Ho una quota di minoranza in una SRL che lavora in un settore diverso dal mio: posso riaprire in forfettario?

In linea generale sì, se non hai il controllo della SRL e l’attività della società non è riconducibile alla tua nuova attività individuale. La norma esclude chi controlla una SRL con attività direttamente o indirettamente collegata alla propria. La semplice quota di minoranza, senza patti parasociali che ti diano controllo, non è di per sé causa di esclusione. Analizza statuto, patti e composizione degli organi. Se emergono poteri di influenza decisiva, potresti ricadere nell’esclusione. Riferimento: Legge 190/2014 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Quali adempimenti scattano subito dopo la riapertura e come gestisco il passaggio se supero i 100.000 euro?

Subito dopo la riapertura devi emettere solo fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio, tenere la conservazione digitale e rispettare eventuali obblighi di corrispettivi telematici. Devi iscriverti all’INPS nella gestione corretta e, se artigiano o commerciante, versare i contributi fissi e variabili, chiedendo l’eventuale riduzione prevista. Se in corso d’anno superi 100.000 euro di incassi, esci immediatamente dal forfettario. Dalla fattura successiva applichi l’IVA, adotti gli adempimenti ordinari e tieni la contabilità richiesta dal regime naturale. Dovrai anche gestire il pro-rata di contributi e imposte in dichiarazione. Le regole derivano dalla Legge 190/2014, dalle norme attuative dell’Agenzia delle Entrate e, per l’e-fattura, dal Decreto-Legge 36/2022 con i relativi provvedimenti.

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