Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Non puoi ricavare il codice univoco (codice destinatario SDI) partendo dalla Partita IVA del cliente. Chiedilo al cliente, usa PEC o “0000000/XXXXXXX” nei casi previsti, e il CUU per la PA.
- Il codice destinatario SDI è legato al canale/software del cliente, non alla sua Partita IVA.
- Se il cliente registra un “indirizzo telematico predefinito” su Fatture e Corrispettivi, SdI recapita lì anche se in fattura indichi 0000000 o un codice errato.
- Regole speciali: 0000000 per privati o senza canale, XXXXXXX per esteri, CUU per Pubbliche Amministrazioni.
Cos’è il codice univoco SDI e perché non lo trovi con la sola Partita IVA
Il “codice univoco” nella prassi è il codice destinatario a 7 caratteri. Serve al Sistema di Interscambio (SdI) per recapitare la fattura elettronica al software o al canale accreditato del cliente.
Questo codice identifica il canale tecnico di ricezione. Non identifica l’azienda in sé. Per questo non è collegato alla Partita IVA come un dato anagrafico.
La cornice normativa nasce con il D.Lgs. 127/2015 e con la Legge 205/2017, che hanno reso obbligatoria la e‑fattura B2B/B2C dal 2019. Le regole tecniche SdI sono definite dai Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti. Puoi verificarle su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Obbligo di fatturazione elettronica: quadro 2026
Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di e‑fattura riguarda anche i contribuenti in regime forfettario e di vantaggio. La progressiva estensione è stata prevista dal DL 36/2022, convertito nella L. 79/2022, e dai successivi provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Fanno eccezione, con regole particolari, alcune prestazioni sanitarie verso persone fisiche. In questi casi resta il divieto di invio via SdI per ragioni di privacy, con invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. Il quadro deriva dal DL 119/2018, dalla disciplina del Sistema TS e dai provvedimenti del Garante Privacy e dell’Agenzia delle Entrate aggiornati di anno in anno.
Per le Pubbliche Amministrazioni vale la fattura in formato FatturaPA dal 2014, come da DM 55/2013. In questo caso serve il Codice Univoco Ufficio (CUU) dell’ente destinatario, reperibile sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA).
Come ottenere il codice del cliente in pratica
1) Chiedilo al cliente
È la via più diretta. Chiedi: “Qual è il tuo codice destinatario SDI?” Se il cliente non lo sa, chiedi se riceve su PEC o se ha registrato un indirizzo telematico predefinito sul portale Fatture e Corrispettivi.
2) Usa la PEC del cliente
Se il tuo gestionale lo consente, indica il codice “0000000” e compila il campo PEC del destinatario nell’XML. SdI recapiterà la fattura alla PEC indicata. Questa opzione è prevista dalle regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate.
3) Affidati all’indirizzo telematico predefinito
Il cliente può registrare su Fatture e Corrispettivi un indirizzo telematico predefinito (codice destinatario o PEC). Quando esiste, SdI consegna lì a prescindere da ciò che scrivi in fattura. È una “rete di sicurezza” ufficiale.
La funzione è descritta nei Provvedimenti AE sulle regole SdI. Vale come instradamento prioritario e riduce gli errori.
4) Ricorda: dalla Partita IVA non si risale al codice
Non esiste un motore pubblico per mappare Partita IVA → codice destinatario. È una scelta tecnica e di privacy: il canale di ricezione può cambiare in ogni momento.
Casi particolari: privati, esteri, PA, sanitario
Privati consumatori (B2C)
Se il cliente è un privato senza canale, indica “0000000”. La fattura sarà disponibile nell’area riservata del cliente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Puoi anche inserire la sua PEC per l’invio diretto. Base: D.Lgs. 127/2015, provvedimenti AE sulle specifiche tecniche SDI e circolari di prassi.
Clienti esteri
Per clienti non stabiliti o non residenti in Italia usa “XXXXXXX” nel campo codice destinatario. Invia anche una copia PDF al cliente per conoscenza. Le operazioni transfrontaliere, dal 2022, si trasmettono via SdI con i tipi documento previsti (TD17‑TD19 e successivi aggiornamenti), come da provvedimenti AE sulle specifiche XML.
Pubbliche Amministrazioni
Per fatturare alla PA serve il CUU (Codice Univoco Ufficio), non il codice a 7 caratteri B2B. Il CUU identifica l’ufficio destinatario ed è reperibile sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni. Fonte normativa: DM 55/2013 e documentazione FatturaPA del MEF e dell’Agenzia delle Entrate.
Prestazioni sanitarie verso persone fisiche
Per molte prestazioni sanitarie rese a privati vige il divieto di emettere e‑fattura via SdI. Si emette un documento analogico o elettronico “fuori SdI” e si trasmettono i dati al Sistema Tessera Sanitaria secondo le regole vigenti. Riferimenti: DL 119/2018, provvedimenti AE su STS, atti del Garante Privacy.
Cosa succede se sbagli codice destinatario
Se il codice è errato ma la Partita IVA o il codice fiscale del cliente sono corretti, SdI mette comunque la fattura a disposizione nell’area riservata del cliente (Fatture e Corrispettivi). Il cliente può scaricarla da lì.
Se il cliente ha registrato l’indirizzo telematico predefinito, SdI ignora il codice indicato in fattura e consegna al canale registrato. È un meccanismo previsto dai provvedimenti tecnici dell’Agenzia delle Entrate.
La fattura è “emessa” alla data di trasmissione a SdI. Le scadenze IVA e gli obblighi di conservazione restano invariati. Verifica sempre l’esito di consegna e tieni traccia degli esiti (accettazione/scarto) secondo le regole del Provvedimento AE 30 aprile 2018 e successive modifiche.
Regola decisionale rapida
Segui questa sequenza logica per compilare il campo destinatario senza errori:
- Cliente PA → cerca il CUU sull’Indice PA → usa il CUU nel tracciato FatturaPA.
- Cliente estero → usa XXXXXXX → invia anche copia PDF al cliente → trasmetti i documenti integrativi TD corretti via SdI quando richiesto.
- Cliente persona fisica in Italia:
- Se è un privato senza canale → usa 0000000 → opzionale: indica la PEC del cliente per consegna via PEC.
- Se si tratta di prestazione sanitaria soggetta a STS → non usare SdI → emetti documento non SdI → invia i dati al Sistema TS.
- Cliente titolare di Partita IVA in Italia:
- Se conosci il codice destinatario o la PEC → usa quello.
- Se non lo conosci → chiedilo; in alternativa usa 0000000 e verifica se il cliente ha registrato un indirizzo telematico predefinito.
- In dubbio sull’instradamento? Priorità a: indirizzo telematico predefinito del cliente; in mancanza, PEC; in mancanza, messa a disposizione nell’area riservata.
Procedura: come verificare o far registrare l’indirizzo telematico predefinito
Consiglia al cliente di accedere a Fatture e Corrispettivi con SPID, CIE o CNS. La funzione è in “Registrazione dell’indirizzo telematico”. Può scegliere codice destinatario o PEC come canale predefinito.
Una volta attiva la registrazione, SdI consegna lì tutte le fatture a prescindere dai dati inseriti dai fornitori. È utile se il cliente cambia software o PEC.
Questa impostazione non sostituisce l’anagrafica in fattura. Serve solo per l’instradamento. La responsabilità di compilazione corretta dei dati resta del soggetto emittente.
Domande operative frequenti sulla compilazione
Quando uso 0000000?
Usa 0000000 se il cliente non fornisce il codice destinatario e non riceve su un canale dedicato. Per i privati consumatori è la prassi. Indica anche la PEC se vuoi la consegna diretta. In assenza di PEC, SdI mette la fattura a disposizione nel cassetto fiscale del cliente.
Quando uso XXXXXXX?
Usa XXXXXXX quando il cliente non è stabilito o non è residente in Italia e non ha un canale SdI. Ricorda di inviare una copia di cortesia in PDF e di gestire gli adempimenti per le operazioni transfrontaliere secondo i provvedimenti AE sulle specifiche XML (es. TD17‑TD19 e aggiornamenti).
Come gestisco gli scarti?
Se SdI scarta la fattura, correggi e ritrasmetti entro 5 giorni per mantenere la data originaria di emissione, come chiarito dalle prassi AE. Verifica il motivo tecnico di scarto (formato XML, dati anagrafici, duplicati) e adegua la compilazione.
| Scenario | Codice da indicare | Documenti/Azioni richieste | Tempi e conseguenze |
|---|---|---|---|
| B2B Italia con codice fornito | Codice destinatario a 7 caratteri | Richiedi il codice al cliente; verifica partita IVA e anagrafica; invia via SdI | Consegna al canale indicato; esito di consegna su SdI; conservazione sostitutiva come da norme |
| B2B Italia senza codice ma con indirizzo predefinito registrato dal cliente | 0000000 oppure codice noto (SdI instrada comunque sul predefinito) | Verifica che il cliente abbia registrato PEC o codice su Fatture e Corrispettivi | SdI recapita al canale predefinito; minimizza errori; valida ai fini fiscali |
| Privato consumatore (B2C) senza canale | 0000000 | Facoltativo: inserisci PEC per consegna diretta; altrimenti messa a disposizione nell’area riservata | Fattura disponibile nel cassetto fiscale del cliente; obblighi IVA invariati |
| Cliente estero (non stabilito in Italia) | XXXXXXX | Invia copia PDF al cliente; gestisci i tipi documento per operazioni estere secondo provvedimenti AE | Consegna fuori SdI; adempimenti esterometro via SdI come da regole vigenti |
| Pubblica Amministrazione | CUU (Codice Univoco Ufficio) | Reperisci CUU da IPA; usa formato FatturaPA; rispetta DM 55/2013 | Consegna vincolata al CUU; controlli e accettazione/rifiuto dell’ente |
| Prestazioni sanitarie a persone fisiche soggette a STS | Non usare SdI | Emetti documento non SdI; invia dati al Sistema Tessera Sanitaria | Divieto e‑fattura via SdI confermato; sanzioni se si invia nonostante il divieto |
FAQ
Posso risalire al codice destinatario dal numero di Partita IVA con qualche banca dati pubblica?
No. Non esiste un registro pubblico che mappi Partita IVA e codice destinatario. Il codice destinatario identifica il canale tecnico (software o intermediario accreditato) che il cliente può cambiare in qualunque momento. Per tutela della privacy e per natura tecnica del sistema, la mappatura non è esposta. Le basi della fatturazione elettronica sono nel D.Lgs. 127/2015 e nella Legge 205/2017; le regole operative nel Provvedimento AE 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate e su Normattiva.
Se il mio cliente non mi comunica nulla, come faccio a non bloccare la fattura?
Hai tre strade pratiche. 1) Usa 0000000 e inserisci la PEC del cliente: SdI recapita via PEC. 2) Usa 0000000 senza PEC: SdI mette a disposizione la fattura nell’area riservata del cliente (Fatture e Corrispettivi). 3) Chiedi al cliente di registrare un indirizzo telematico predefinito sul portale: da quel momento SdI recapita sempre lì, anche se i fornitori sbagliano codice. Tutte queste opzioni sono contemplare dalle specifiche tecniche e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate, che chiariscono gli effetti giuridici della messa a disposizione sul portale.
Codice sbagliato, ma Partita IVA corretta: la fattura è valida? Devo riemetterla?
La fattura è valida se SdI l’ha accettata e l’ha consegnata o messa a disposizione nell’area riservata del cliente. Non devi riemetterla solo per il codice errato. Controlla gli esiti SdI: se è “consegnata” o “messa a disposizione”, sei a posto. Se invece SdI l’ha scartata, la fattura non esiste fiscalmente: correggi l’errore e ritrasmettila entro 5 giorni per conservare la data originaria, come precisato dalla prassi dell’Agenzia (circolari e FAQ istituzionali).
Quando devo usare il CUU e dove lo trovo esattamente?
Usa il CUU per fatturare alla Pubblica Amministrazione. Il CUU identifica l’ufficio destinatario, non l’ente in generale, ed è obbligatorio con il formato FatturaPA. Lo trovi sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), che elenca uffici, CUU e informazioni di fatturazione. La base è il DM 55/2013 e la documentazione FatturaPA del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. Verifica sempre che il CUU sia quello del centro di costo corretto, perché un CUU sbagliato porta al rifiuto della fattura da parte dell’ente.
Come si concilia il divieto di e‑fattura per il sanitario con l’obbligo generale dal 2024?
L’obbligo generale di e‑fattura è stato esteso anche ai forfettari dal 1° gennaio 2024 (DL 36/2022, L. 79/2022). Tuttavia, per ragioni di tutela dei dati sanitari, resta il divieto di transito via SdI delle fatture relative a prestazioni sanitarie rese a persone fisiche quando i dati sono trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria. In tali casi il professionista sanitario emette un documento fuori SdI e adempie agli invii STS secondo le scadenze e i tracciati previsti dai provvedimenti AE e dalle indicazioni del Garante Privacy. Al momento di agosto 2026 questa eccezione è confermata dai provvedimenti annuali.
