Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Se sei artigiano o commerciante in regime forfettario puoi chiedere all’INPS la riduzione dei contributi IVS del 35% (oppure del 50% per prime iscrizioni), con effetti previdenziali proporzionali.
- Destinatari: ditte individuali in regime forfettario iscritte alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti.
- Misura: -35% sui contributi fissi e variabili; -50% per prime iscrizioni ammesse per i primi 3 anni.
- Domanda online: dall’area personale INPS; decorre dall’anno della richiesta; effetti sulla pensione proporzionali alla riduzione.
Riduzione contributi INPS per forfettari: che cos’è e a chi spetta
La riduzione del 35% taglia i contributi previdenziali dovuti alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti. Vale per chi applica il regime forfettario. Regime forfettario significa tassazione con imposta sostitutiva e reddito calcolato in modo forfettario.
L’agevolazione nasce con la Legge 190/2014 (articolo 1, commi 54-89). L’INPS ha spiegato modalità e termini con la Circolare n. 22/2017 e con istruzioni annuali sui minimali e massimali.
Esiste anche la riduzione del 50% per le prime iscrizioni alla Gestione Artigiani e Commercianti. In genere vale per i primi tre anni. Segue regole INPS dedicate e non è cumulabile con il -35% nello stesso periodo.
Quadro normativo di riferimento
Le basi sono: Legge 190/2014 (regime forfettario e riduzione contributiva), Legge 233/1990 (contributi artigiani e commercianti), Circolare INPS n. 22/2017 (adesione e gestione), circolari INPS annuali su minimale e massimale.
Puoi verificare i testi su Normattiva, sul portale dell’INPS e sul sito del Ministero del Lavoro. Le soglie economiche e le aliquote sono aggiornate ogni anno.
Requisiti fondamentali
- Essere titolare di ditta individuale con attività artigiana o commerciale.
- Applicare il regime forfettario nell’anno per cui chiedi la riduzione del 35%.
- Essere iscritto alla Gestione INPS Artigiani o Commercianti (non Gestione Separata).
- Per il -50%: nuova iscrizione alla Gestione, requisiti specifici INPS e limiti temporali (primi 3 anni).
- Le due riduzioni non si sommano sullo stesso periodo.
Come si calcolano i contributi: fissi e variabili
I contributi hanno due parti. La quota fissa copre il minimale annuo, dovuta anche con reddito basso. La quota variabile si aggiunge se superi il minimale imponibile previdenziale.
L’imponibile previdenziale è il reddito d’impresa forfettario. Si ottiene applicando il coefficiente di redditività ai ricavi e togliendo i contributi stessi.
I valori cambiano ogni anno con circolare INPS. A titolo esemplificativo, usa questi numeri tipici:
- Contributi fissi annui: circa 4.521,36 euro (artigiani) e 4.611,64 euro (commercianti).
- Ridotti del 35%: circa 2.939 euro (artigiani) e 2.998 euro (commercianti).
- Soglia minimale: circa 18.808 euro di imponibile. Oltre questa soglia scattano i contributi variabili.
- Aliquote ordinarie sulla parte eccedente: 24% (artigiani) e 24,48% (commercianti). Oltre una seconda soglia (intorno a 56.224 euro), l’aliquota cresce di un punto circa.
- Con il -35%, le aliquote effettive scendono al 15,6% (artigiani) e 15,9% (commercianti). Oltre la seconda soglia scendono proporzionalmente.
Esempi pratici di calcolo
Caso A, artigiano con imponibile 15.000 euro. Sei sotto 18.808 euro. Paghi solo la quota fissa. Con aliquota piena sono circa 4.521,36 euro. Con -35% paghi circa 2.939 euro.
Caso B, artigiano con imponibile 30.000 euro. Quota fissa 4.521,36 euro. Quota variabile sulla differenza 30.000 – 18.808 = 11.192 euro. Con aliquota piena 24% paghi circa 2.686 euro in più. Con -35% la variabile scende al 15,6%: circa 1.745 euro. La fissa scende a circa 2.939 euro.
Se superi anche 56.224 euro, la parte ulteriore paga un’aliquota più alta. Con la riduzione, anche quell’aliquota si riduce del 35% in proporzione.
Riduzione del 50% per prime iscrizioni
Se ti iscrivi per la prima volta alla Gestione Artigiani o Commercianti, puoi accedere al -50% per i primi tre anni se rispetti i requisiti INPS. La riduzione vale su quota fissa e variabile.
Questa misura ha presupposti particolari e controlli INPS. È alternativa al -35% forfettario nello stesso periodo. La scelta va ponderata anno per anno.
Adesione, scadenze e gestione operativa
Quando presentare la domanda
La domanda per il -35% si presenta ogni anno entro i termini INPS. In via generale, entro fine febbraio dell’anno di riferimento. Per nuove iscrizioni, entro 30 giorni dall’apertura.
Se presenti dopo la scadenza, l’INPS applica l’agevolazione dal periodo successivo indicato nelle istruzioni annuali. La decorrenza non è retroattiva.
Procedura passo-passo sul portale INPS
- Accedi all’area personale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Entra nella tua posizione “Artigiani e Commercianti”. Seleziona la matricola e clicca “Procedi”.
- Nel menu a sinistra scegli “Adesione al Regime Agevolato”. Segui le istruzioni.
- Conferma l’istanza e clicca “Salva”.
- Riceverai una e-mail di conferma della presentazione.
Per il -50% prime iscrizioni segui la sezione dedicata nella stessa area, secondo le istruzioni INPS vigenti nell’anno.
Durata, revoca e controlli
L’agevolazione resta attiva finché resti nel forfettario o finché non la revochi. Puoi revocare dall’area personale. Dal periodo seguente torni ai contributi pieni.
L’INPS verifica ogni anno i requisiti. Se esci dal forfettario, perdi il -35% dal periodo indicato. Se rientri, devi ripresentare domanda.
Effetti su pensione e altre tutele
Accredito contributivo proporzionale
Con la riduzione paghi meno del minimale pieno. L’accredito previdenziale si riduce in proporzione. Con il -35% accrediti circa 8 mesi su 12 se versi solo i fissi.
Con il -50% accrediti circa 6 mesi su 12 se versi solo i fissi. Se versi anche la quota variabile, l’accredito cresce perché stai pagando di più.
Questo incide sul montante contributivo e, quindi, sulla pensione futura. Non intacca l’assicurazione base, ma riduce il valore utile ai fini pensionistici.
Come gestire l’impatto
Non esiste un versamento integrativo “istantaneo” per colmare il taglio. Puoi però revocare la riduzione negli anni chiave per la tua carriera.
Pianifica. Nei primi anni di avvio, la liquidità conta. Vicino a requisiti pensione, la copertura piena può valere più del risparmio annuo.
Regola decisionale rapida
Se… allora…
- Se sei artigiano/commerciante in forfettario e hai bisogno di cassa, allora chiedi il -35% e monitora l’impatto pensione.
- Se sei nuova iscrizione e hai requisiti per il -50%, allora valuta il -50% per i primi tre anni; non sommare al -35%.
- Se il tuo imponibile è sotto il minimale e ti mancano anni contributivi, allora valuta di non ridurre per non tagliare l’accredito.
- Se superi spesso il minimale e paghi variabili, allora il taglio incide meno sull’accredito; la riduzione può essere più sostenibile.
- Se prevedi domanda di pensione entro pochi anni, allora revoca la riduzione e ripristina la copertura piena.
Fonti, prassi e note operative
Norme di base: Legge 190/2014 (regime forfettario e riduzione contributiva); Legge 233/1990 (Gestione Artigiani e Commercianti); norme annuali su minimale e massimale comunicate dall’INPS.
Prassi: Circolare INPS n. 22/2017 e successive istruzioni. Verifica ogni anno sul portale INPS e sui canali del Ministero del Lavoro. Consulta i testi su Normattiva.
Attenzione: importi, soglie e aliquote si aggiornano ogni anno. Gli esempi numerici hanno valore orientativo per il 2026.
| Scenario | Requisiti chiave | Agevolazione applicabile | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario già iscritto a Gestione Artigiani/Commercianti | Regime forfettario vigente nell’anno; posizione attiva INPS | -35% su quota fissa e variabile | Domanda online entro fine febbraio; decorre dallo stesso anno; revocabile in seguito |
| Nuova iscrizione 2026 alla Gestione | Primo ingresso in Gestione; requisiti INPS specifici | -50% per i primi 3 anni (alternativo al -35%) | Domanda entro 30 giorni dall’iscrizione; rinnovo automatico nel triennio se restano i requisiti |
| Reddito sotto il minimale previdenziale | Imponibile previdenziale annuo sotto soglia INPS | Solo quota fissa; -35% o -50% se ammessi | Valuta l’impatto su accredito mesi (proporzionale); possibile revoca per anni successivi |
| Reddito sopra il minimale e sotto il secondo scaglione | Imponibile tra soglia 1 e soglia 2 INPS | Quota fissa + variabile ridotta (15,6% o 15,9%) | Conguagli su F24 alle scadenze; verifica l’accredito e l’effetto sul montante |
| Superamento del secondo scaglione | Imponibile oltre la soglia 2 | Aliquota maggiorata, ridotta del 35% in proporzione | Ricalcolo a fine anno; controlla massimale contributivo INPS |
| Libero professionista in Gestione Separata | Iscrizione a Gestione Separata INPS | Nessuna riduzione prevista | Versamento a percentuale sul reddito; verificare aliquote INPS annuali |
| Iscrizione a Cassa professionale privata | Iscrizione a una Cassa ordinistica | Regole proprie della Cassa | Consulta il regolamento della tua Cassa e le delibere annuali |
FAQ
Chi può chiedere la riduzione del 35% e quando conviene davvero?
Può chiederla il titolare di ditta individuale in regime forfettario iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti. Devi essere in forfettario per l’anno in cui chiedi l’agevolazione. Non vale per chi versa alla Gestione Separata né per chi è iscritto a una Cassa privata ordinistica.
Conviene quando la liquidità è prioritaria, ad esempio nelle fasi iniziali. Il risparmio è immediato e certo. Attenzione però all’impatto previdenziale. Se versi solo i contributi fissi, l’accredito dei mesi è proporzionale al taglio. Con il -35% accrediti circa 8 mesi; con il -50% circa 6. Se invece paghi anche la quota variabile, la perdita di accredito si riduce.
In sintesi: è una leva di cassa efficace. Pianifica però gli anni vicini alla pensione. In quei periodi la copertura piena può valere più del risparmio.
Come si calcolano, in pratica, i contributi con e senza riduzione?
La quota fissa copre il minimale. È dovuta in 4 rate trimestrali di pari importo. La quota variabile scatta se l’imponibile previdenziale supera la soglia INPS. Si applica l’aliquota percentuale sulla sola eccedenza.
Esempio artigiano, imponibile 30.000 euro. Senza riduzione: quota fissa circa 4.521,36 euro. Variabile 24% su 11.192 euro (differenza tra 30.000 e 18.808): circa 2.686 euro. Totale circa 7.207 euro.
Con -35%: fissa circa 2.939 euro. Variabile 15,6% su 11.192 euro: circa 1.745 euro. Totale circa 4.684 euro. Il risparmio è consistente, ma l’accredito pensionistico scende in proporzione alla riduzione quando versi il minimo.
La riduzione del 50% per le prime iscrizioni come funziona e si può sommare al 35%?
Il -50% è rivolto alle nuove iscrizioni alla Gestione Artigiani e Commercianti e, in via generale, dura i primi tre anni. Riduce sia la quota fissa sia la variabile. Segue requisiti e istruzioni stabiliti dall’INPS, che verifica la sussistenza delle condizioni.
Il -50% non si somma al -35% forfettario sullo stesso periodo. Devi scegliere quale applicare. In avvio impresa il -50% di solito è più vantaggioso. Dal quarto anno, se resti in forfettario, puoi eventualmente chiedere il -35%.
Ricorda che anche il -50% ha effetti previdenziali proporzionali. Se versi solo i fissi, accrediti circa 6 mesi su 12. Valuta la scelta nel quadro della tua carriera contributiva.
Quali sono le scadenze, la procedura e la decorrenza della riduzione?
La domanda si presenta online nell’area personale del portale INPS. In genere, per il -35% la scadenza è entro fine febbraio dell’anno per cui chiedi l’agevolazione. Se ti iscrivi durante l’anno, hai una finestra di 30 giorni per fare domanda. Per il -50% prime iscrizioni segui la sezione e i termini dedicati.
La decorrenza vale dall’anno di presentazione, secondo quanto precisato dall’INPS nelle istruzioni di periodo. La riduzione non è retroattiva. Una volta attivata, resta valida finché mantieni i requisiti o finché non la revochi nell’area personale.
Riceverai una conferma via e-mail. Conserva le ricevute. Controlla poi le scadenze F24 per i versamenti trimestrali e gli eventuali conguagli a saldo.
Qual è l’impatto su pensione, NASpI, maternità e altre tutele?
L’impatto principale è previdenziale. Contributi più bassi significano accredito proporzionalmente ridotto se versi il minimo. Il montante contributivo cresce più lentamente. Questo può spostare in avanti i requisiti o ridurre l’importo dell’assegno futuro.
Per le altre tutele collegate alla contribuzione (come indennità economiche legate alla Gestione), l’INPS applica le regole di legge e prassi vigenti. La riduzione non elimina la copertura, ma può ridurre le basi di calcolo. Verifica ogni anno le istruzioni INPS, perché importi e criteri cambiano con le norme e le circolari.
Non sono previsti versamenti integrativi “a saldo” per colmare la riduzione nell’anno in corso. Puoi però revocare l’agevolazione negli anni futuri e aumentare così la copertura.
