Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
La riduzione del 3% della NASpI parte dal 6° mese. Se hai almeno 55 anni parte dall’8°. Vale sulla rata mensile dopo gli eventuali arrotondamenti.
- Décalage: -3% al mese dal 6° mese (8° se ≥55 anni), come previsto dal d.lgs. 22/2015, modifiche L. 234/2021.
- Domanda entro 68 giorni dalla fine del rapporto; decorrenza dall’8° giorno o dalla domanda (art. 6 d.lgs. 22/2015).
- Calcolo: 75% fino alla soglia INPS; +25% sulla differenza oltre soglia; poi massimale e décalage.
Cos’è la NASpI e quando spetta
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti privati. Sostiene il reddito quando perdi il lavoro senza colpa tua.
La disciplina base è nel d.lgs. 22/2015. Le regole su politiche attive e obblighi sono nel d.lgs. 150/2015. Gli importi e i massimali cambiano ogni anno con circolare INPS.
Hai diritto se perdi il lavoro in modo involontario. Rientrano il licenziamento, la scadenza del contratto a termine e le dimissioni per giusta causa. Restano esclusi il lavoro autonomo puro e i dipendenti pubblici a tempo indeterminato non assicurati alla NASpI.
Requisiti minimi
Servono almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la fine del rapporto. Dal 2022 non serve più il requisito dei 30 giorni lavorati nell’ultimo anno (L. 234/2021).
Devi essere in stato di disoccupazione e disponibile a lavorare. Lo dimostri con la DID (dichiarazione di immediata disponibilità) e con il patto di servizio con il Centro per l’Impiego, come previsto dal d.lgs. 150/2015.
Se rifiuti senza motivo le proposte congrue o non partecipi alle attività del Centro per l’Impiego, rischi sanzioni e decadenza.
Quando parte la riduzione del 3% (décalage)
La riduzione è una decurtazione progressiva della rata mensile. Serve a favorire il reinserimento lavorativo nel tempo.
Regola attuale: la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal 6° mese di fruizione. Se hai almeno 55 anni, la riduzione parte dall’8° mese. Questa disciplina deriva dal d.lgs. 22/2015 come modificato dalla L. 234/2021 e da successive istruzioni INPS.
La riduzione si applica sulla rata dovuta per quel mese, dopo aver verificato eventuali integrazioni o riduzioni per redditi concorrenti e dopo l’applicazione del massimale.
Durata della NASpI
La durata massima è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Si escludono i periodi già usati per precedenti NASpI.
Se hai 104 settimane utili, spetta per 52 settimane. Se ne hai 40, per 20 settimane. Non esiste un minimo fisso uguale per tutti: dipende dalla tua storia contributiva recente.
La prestazione si sospende in alcuni casi (per esempio con un contratto a termine breve) e si riattiva alla fine, secondo l’art. 9 del d.lgs. 22/2015 e indicazioni INPS.
Come si calcola l’importo: formula e passaggi
La base di calcolo è la retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali. Si ottiene dai contributi degli ultimi quattro anni fino alla data di cessazione.
Metodo pratico per stimare:
- somma le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni;
- dividi per il numero di settimane coperte da contribuzione;
- moltiplica per 4,33 per passare da media settimanale a media mensile.
Applicazione della formula:
- se la tua retribuzione media è uguale o inferiore alla soglia INPS dell’anno, la NASpI lorda è il 75% di quella media;
- se è superiore, la NASpI lorda è il 75% della soglia più il 25% della differenza tra media e soglia;
- si applica il massimale mensile fissato dall’INPS per l’anno corrente;
- dal 6° o 8° mese parte il décalage del 3% mensile.
La soglia e il massimale vengono aggiornati ogni anno con circolare INPS. Per il 2025, la soglia comunicata è pari a 1.436,61 euro. Per il 2026 occorre rifarsi alla circolare annuale INPS pubblicata a inizio anno.
Ricorda che la NASpI è imponibile ai fini fiscali e l’INPS applica le ritenute d’acconto IRPEF secondo le regole vigenti. Verifica in sede di dichiarazione dei redditi eventuali conguagli.
Esempio numerico semplificato
Se la tua retribuzione media mensile è 1.300 euro, la stima lorda è 1.300 × 75% = 975 euro. Nessuna quota aggiuntiva perché stai sotto la soglia INPS.
Se invece la media è 1.800 euro e la soglia dell’anno è 1.436,61, hai: 1.436,61 × 75% + (1.800 − 1.436,61) × 25%. Poi confronti con il massimale dell’anno e applichi il décalage dal mese previsto per la tua età.
Sono stime. L’INPS calcola con precisione usando i tuoi contributi effettivi. Consulta il tuo estratto conto contributivo e i prospetti di calcolo nel cassetto previdenziale.
Decorrenza, domanda e scadenze operative
Devi presentare la domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto (art. 6 d.lgs. 22/2015). Usa SPID, CIE o CNS sul portale INPS, il Contact Center, oppure un patronato.
Decorrenza del pagamento:
- se presenti la domanda entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall’8° giorno;
- se la presenti dopo, decorre dalla data della domanda.
La DID è di norma resa in fase di domanda. Poi verrai convocato dal Centro per l’Impiego per il patto di servizio. È obbligatorio partecipare, secondo d.lgs. 150/2015.
Documenti utili
Tieni a portata di mano: dati anagrafici, IBAN, estremi del rapporto cessato, CU/ultima busta paga, estratto conto contributivo. Così eviti richieste integrative e ritardi.
Compatibilità, riduzioni, sospensioni e decadenza
Se inizi un lavoro subordinato a termine fino a 6 mesi, la NASpI si sospende per la durata del contratto e riprende dopo, con le stesse regole residue (art. 9 d.lgs. 22/2015).
Se avvii o prosegui un lavoro autonomo o un’attività in forma di impresa, devi comunicare all’INPS entro un mese il reddito previsto. In genere la prestazione viene ridotta in misura percentuale, secondo i criteri INPS e i limiti annuali. Se non comunichi, puoi decadere.
Se trovi un lavoro a tempo indeterminato, di norma la NASpI decade. Fanno eccezione alcune ipotesi particolari previste dalla legge e dalla prassi INPS.
NASpI anticipata in unica soluzione
Puoi chiedere l’anticipazione in unica soluzione del residuo NASpI se avvii un’attività autonoma o un’impresa individuale, se entri in una cooperativa come socio lavoratore, o se sviluppi a tempo pieno un’attività autonoma che già svolgevi quando eri dipendente.
La base normativa è l’art. 8, comma 4, del d.lgs. 22/2015. L’INPS spiega i dettagli operativi nelle proprie circolari e messaggi annuali. La domanda di anticipazione si presenta dopo quella di NASpI e, se avvii l’attività dopo, entro 30 giorni dall’avvio.
Attenzione: se durante il periodo teorico di fruizione della NASpI residua trovi un lavoro dipendente, l’INPS può chiedere la restituzione dell’anticipazione. Verifica sempre gli obblighi e i controlli preventivi (anche antielusivi) previsti dall’INPS.
Costi e adempimenti quando apri la Partita IVA
Se apri la Partita IVA, scegli il codice ATECO corretto. Valuta il regime fiscale, per esempio il regime forfettario, cioè l’imposta sostitutiva con percentuale sui ricavi al netto di una percentuale forfettaria di costi.
Prepara la fatturazione elettronica, la PEC e l’iscrizione a INPS artigiani/commercianti o gestione separata, se dovuta. Considera i contributi previdenziali minimi o a percentuale, a seconda della gestione.
Pianifica la cassa: l’anticipazione NASpI è un aiuto di liquidità, ma non sostituisce un business plan. Metti in fila investimenti, imposte e contributi del primo anno.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per orientarti subito.
- Hai perso il lavoro senza colpa? Sì → Verifica 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Se no → Non hai diritto alla NASpI.
- Hai i requisiti? Sì → Presenta domanda entro 68 giorni. DID e patto di servizio obbligatori.
- Importo: calcola retribuzione media mensile → applica 75% fino a soglia INPS, +25% sull’eccedenza → rispetta il massimale → dal 6° mese (8° se ≥55) -3% al mese.
- Vuoi metterti in proprio? Sì → Chiedi NASpI anticipata dopo la domanda NASpI e entro 30 giorni dall’avvio dell’attività.
- Trovi lavoro durante la NASpI? Subordinato breve → sospensione; autonomo/occasionale → comunica reddito e subisci riduzione; indeterminato → in genere decadenza.
Fonti e riferimenti normativi
Le basi legali sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali del Ministero del Lavoro e dell’INPS. La disciplina di fondo è nel d.lgs. 22/2015 (NASpI), integrato dalla L. 234/2021 per il décalage e altre semplificazioni. Le regole sulle politiche attive e sugli obblighi con i Centri per l’Impiego sono nel d.lgs. 150/2015. Importi, soglie e massimali sono aggiornati ogni anno dall’INPS con circolare a inizio anno.
Per i dettagli applicativi, fai riferimento alle circolari e ai messaggi INPS che commentano le leggi e fissano importi e scadenze operative dell’anno in corso.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | Quando parte il décalage | Requisiti chiave | Domanda e decorrenza | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Disoccupazione, età < 55 anni | Dal 6° mese di fruizione | 13 settimane in 4 anni; disoccupazione involontaria; DID e patto di servizio | Domanda entro 68 giorni; decorrenza 8° giorno o data domanda | Riduzione -3% mensile dal 6° mese; importi e massimali secondo circolare INPS dell’anno |
| Disoccupazione, età ≥ 55 anni | Dal 8° mese di fruizione | Come sopra | Come sopra | Posticipo del décalage a tutela della ricollocazione dei lavoratori senior |
| NASpI anticipata per attività autonoma/impresa | Nessun décalage: pagamento in unica soluzione | Requisiti NASpI + avvio attività; istanza di anticipazione | Domanda NASpI; poi richiesta anticipazione entro 30 giorni dall’avvio | Se inizi lavoro dipendente nel periodo teorico residuo, possibile restituzione |
| Nuovo lavoro subordinato a termine ≤ 6 mesi | Si ferma durante il contratto | Comunicazioni obbligatorie | Sospensione e ripresa a fine contratto | La durata residua continua a scalare solo quando riprende la NASpI |
| Lavoro autonomo/occasionale durante NASpI | Décalage secondo mese di fruizione raggiunto | Dichiarare redditi entro 1 mese | Riduzione percentuale della NASpI | Mancata comunicazione → sanzioni o decadenza (art. 9 d.lgs. 22/2015) |
FAQ
Quando inizia esattamente la riduzione del 3% e su quale importo si calcola?
La riduzione parte dal 6° mese di fruizione per chi ha meno di 55 anni e dall’8° mese per chi ha almeno 55 anni. Si applica sulla rata mensile lorda determinata secondo la formula NASpI dell’anno: 75% della retribuzione media mensile fino alla soglia INPS, più il 25% dell’eventuale differenza oltre la soglia, sempre nel limite del massimale mensile. La riduzione è mensile e si somma mese dopo mese. Ad esempio, al 7° mese la decurtazione è del 3%, all’8° mese del 6%, e così via, in base all’età e al mese di fruizione. L’INPS applica la riduzione dopo aver verificato eventuali sospensioni, riduzioni per redditi e il rispetto del massimale.
Come faccio a verificare il mio importo NASpI in modo affidabile senza sbagliare?
Recupera l’estratto conto contributivo dal sito dell’INPS. Somma le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni e dividi per le settimane coperte da contributi. Moltiplica per 4,33 per ottenere la media mensile. Confronta con la soglia INPS dell’anno (indicata nella circolare annuale) e applica la formula del 75% + 25% sull’eccedenza, poi verifica il massimale. Infine considera il décalage: dal 6° mese o dall’8°, in base all’età, sottrai il 3% per ogni mese. Ricorda che si tratta di una stima: l’INPS usa i dati effettivi e arrotondamenti interni. Controlla sempre il prospetto di calcolo nel tuo fascicolo previdenziale e le comunicazioni ufficiali.
Se trovo un nuovo lavoro, perdo subito la NASpI? E cosa succede con contratti brevi?
Dipende dal tipo di rapporto. Con un contratto subordinato a tempo indeterminato, in generale la NASpI decade dalla data di inizio del rapporto. Con un contratto a termine di durata fino a 6 mesi, la prestazione si sospende per la durata del contratto e riprende alla scadenza, mantenendo la durata residua. Se avvii un’attività autonoma o percepisci compensi, devi comunicare all’INPS entro un mese il reddito annuo presunto: la NASpI viene ridotta in misura percentuale secondo le regole INPS e i limiti annui. La mancata comunicazione può comportare il recupero delle somme e la decadenza, come previsto dall’art. 9 del d.lgs. 22/2015 e dalla prassi INPS.
NASpI anticipata: quali sono i passaggi, le scadenze e i rischi di restituzione?
La sequenza corretta è: presentare la domanda di NASpI; avviare l’attività autonoma o l’impresa individuale (o aderire a cooperativa come socio lavoratore); chiedere l’anticipazione in unica soluzione all’INPS entro 30 giorni dall’avvio, indicando l’attività e allegando la documentazione richiesta. L’INPS liquida un importo pari al residuo teorico della NASpI. Se entro il periodo teorico di fruizione del sussidio trovi un lavoro subordinato, l’INPS può chiedere la restituzione integrale dell’anticipazione, come stabilito dall’art. 8, comma 4, del d.lgs. 22/2015 e dalle istruzioni operative. Valuta attentamente il tuo progetto e conserva le prove dell’attività svolta (fatture, iscrizioni, aperture posizioni previdenziali), utili anche in caso di controlli.
Quali sono gli errori più comuni che fanno perdere tempo o soldi con la NASpI?
Gli errori tipici sono quattro. Primo: presentare la domanda oltre i 68 giorni dalla cessazione. Rischi la perdita dei mesi arretrati o, se superi il termine, della prestazione. Secondo: non rendere la DID e non presentarsi al Centro per l’Impiego. Il d.lgs. 150/2015 prevede sanzioni progressive fino alla decadenza. Terzo: non comunicare all’INPS i redditi da lavoro durante la fruizione. Anche compensi occasionali possono incidere; senza comunicazione l’INPS recupera le somme e può farti decadere. Quarto: sbagliare i calcoli ignorando soglia, massimale e décalage. Gli importi INPS cambiano ogni anno con circolare: usa sempre i valori aggiornati e verifica i conteggi nel tuo cassetto previdenziale.
