Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Se invii il modello Redditi PF forfettario dopo il 30 novembre paghi 250€ (ridotti a 25€ con ravvedimento entro 90 giorni). Oltre 90 giorni è “omessa” e scattano sanzioni molto più pesanti.
- Scadenza: 30 novembre dell’anno successivo (es. redditi 2025 entro 30/11/2026), come da D.P.R. 322/1998.
- Sanzioni: tardiva entro 90 giorni 250€ ridotti a 25€; oltre 90 giorni è omessa (D.Lgs. 471/1997) con sanzioni proporzionali alle imposte.
- Modello: Redditi Persone Fisiche, quadro LM per il forfettario (L. 190/2014). Se devi pagare, applica anche il ravvedimento sul versamento (D.Lgs. 472/1997).
Cos’è la “tardiva” e quando diventa “omessa”
Per tardiva presentazione si intende l’invio entro 90 giorni dopo la scadenza ordinaria. La dichiarazione è comunque valida. Devi però pagare una sanzione ridotta.
Oltre 90 giorni la dichiarazione è omessa. L’invio successivo non sana la violazione. Serve però a dare elementi utili al Fisco per calcolare le imposte.
Le regole derivano dal D.P.R. 322/1998 (articolo 2, comma 7) e dal D.Lgs. 471/1997 (violazioni sulla dichiarazione).
Scadenza di riferimento
La scadenza per Redditi PF è il 30 novembre dell’anno successivo. Quindi, per i redditi 2025, il termine è il 30 novembre 2026.
Questa è la scadenza “madre” anche per chi è nel regime forfettario, che usa il quadro LM del modello Redditi PF.
Sanzioni: come si calcolano e quando si riducono
Tardiva presentazione (entro 90 giorni)
La sanzione “piena” è 250 euro. Con ravvedimento operoso, paghi 1/10 del minimo: 25 euro. Base normativa: D.Lgs. 472/1997, articolo 13; D.P.R. 322/1998, articolo 2, comma 7.
Il ravvedimento vale solo se invii entro 90 giorni dalla scadenza. Oltre non si può usare questa riduzione.
Omessa presentazione (oltre 90 giorni)
Se devi imposte, la sanzione va dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con minimo 250 euro. Se non devi imposte, da 250 a 1.000 euro.
Base normativa: D.Lgs. 471/1997, articolo 5. L’invio dopo 90 giorni non elimina la “omissione”. Può però evitare contestazioni più gravose in fase di accertamento.
Ravvedimento per il versamento tardivo dell’imposta sostitutiva
Attenzione: ci sono due violazioni diverse. La prima riguarda l’invio della dichiarazione. La seconda riguarda il pagamento dell’imposta sostitutiva (la tassa del forfettario), se paghi in ritardo.
- Imposta pagata in ritardo: sanzione del 30%, ridotta con ravvedimento (D.Lgs. 472/1997, articolo 13).
- Riduzioni tipiche:
- Entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno di ritardo (1/15 del 15% su base giornaliera).
- Dal 15° al 30° giorno: 1,5% (1/10 del 15%).
- Dal 31° al 90° giorno: 1,67% (1/9 del 15%).
- Entro 1 anno: 3,75% (1/8 del 30%).
- Entro 2 anni: 4,29% circa (1/7 del 30%).
- Oltre 2 anni: 5% (1/6 del 30%).
- Dopo processo verbale: 6% (1/5 del 30%).
- Vanno aggiunti gli interessi legali giornalieri calcolati al tasso legale vigente.
Quindi puoi avere due pagamenti separati: la sanzione per l’invio tardivo (25 euro se entro 90 giorni) e la sanzione ridotta per il versamento tardivo.
Il modello Redditi PF per il forfettario: quadri e documenti
Quadri essenziali
Regime forfettario: tassazione sostitutiva al 15% (o 5% per startup ammesse). È un’imposta che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. La imposti nel quadro LM. Il quadro LM è dove calcoli il reddito con il coefficiente di redditività e applichi l’imposta.
Altri quadri frequenti nel modello:
- Frontespizio: dati anagrafici, domicili fiscali, firma.
- LM: regime forfettario (e minimi), determinazione reddito e imposta sostitutiva.
- RN: IRPEF ordinaria. Serve se hai anche redditi soggetti a IRPEF. Le aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro.
- RP: oneri e spese detraibili/deducibili riferiti ai redditi IRPEF (non riducono l’imposta sostitutiva del forfettario).
- RA/RB: terreni e fabbricati.
- RV: addizionali regionali e comunali sull’IRPEF (non sulle quote in forfettario).
- RX: riepilogo crediti/debiti.
- RS: informazioni varie e prospetti di controllo.
Documenti da preparare
- Fatture incassate nell’anno (principio di cassa: contano gli incassi effettivi).
- Prospetto dei contributi previdenziali versati (INPS o Cassa professionale) nell’anno.
- Eventuali Certificazioni Uniche per prestazioni occasionali o lavoro dipendente.
- Dati catastali di immobili e terreni.
- Documenti su oneri/spese personali se hai anche redditi IRPEF.
Conserva tutto per almeno cinque anni, utili in caso di controllo.
Errori tipici da evitare
- Confondere “tardiva dichiarazione” con “tardivo versamento”. Sono due cose diverse, con sanzioni e ravvedimenti diversi.
- Dimenticare i contributi previdenziali deducibili nel quadro LM, che abbattono il reddito forfettario.
- Indicare ricavi non incassati. In forfettario vale il principio di cassa.
Regola decisionale rapida
Sei in ritardo? Ecco cosa fare in base ai giorni trascorsi
- Se mancano giorni alla scadenza: invia entro il 30 novembre. Nessuna sanzione.
- Se sei entro 90 giorni dopo la scadenza:
- Invia subito la dichiarazione: sarà valida.
- Versa 25 euro per ravvedimento della tardiva presentazione (1/10 di 250).
- Se devi pagare l’imposta sostitutiva, versa subito con ravvedimento sul pagamento (aliquota ridotta in base ai giorni).
- Se hai superato 90 giorni:
- La dichiarazione è omessa. Invia comunque il modello per dare evidenza dei dati.
- Prepara il calcolo di imposta sostitutiva, interessi e ravvedimento sul versamento. Il ravvedimento riduce la sanzione del 30% per il pagamento tardivo, ma non sana l’omissione.
- Se c’è imposta dovuta, attendi possibili atti dell’Agenzia delle Entrate. La sanzione potrà andare dal 120% al 240% dell’imposta, con minimo 250 euro.
- Se non c’è imposta dovuta, sanzione tra 250 e 1.000 euro.
Fonti: D.P.R. 322/1998 (scadenze e validità della dichiarazione); D.Lgs. 471/1997 (sanzioni per omessa/tardiva dichiarazione); D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento operoso); L. 190/2014 (regime forfettario). Consulta i testi su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per aspetti previdenziali, verifica anche i portali del Ministero del Lavoro e degli enti previdenziali.
Esempi pratici
Esempio 1: invio dopo 25 giorni, imposta dovuta
Invii la dichiarazione 25 giorni dopo il 30 novembre. La dichiarazione è valida. Paghi 25 euro per la tardiva presentazione.
Hai anche imposta sostitutiva da versare. Paghi l’imposta, gli interessi legali giornalieri e la sanzione ridotta per tardivo versamento. Entro 30 giorni la sanzione è 1,5% sull’imposta.
Esempio 2: invio dopo 75 giorni, nessuna imposta
Invii la dichiarazione 75 giorni dopo la scadenza. Paghi 25 euro. Non devi imposta sostitutiva. Nessun ravvedimento sul versamento.
Esempio 3: invio dopo 120 giorni, imposta dovuta
Invii la dichiarazione oltre 90 giorni. È omessa. L’invio non elimina la violazione. Calcoli e versi comunque l’imposta con ravvedimento sul versamento (ad esempio 3,75% se entro un anno), più interessi legali.
Rischi una sanzione da 120% a 240% dell’imposta dovuta per l’omessa presentazione, con minimo 250 euro, che verrà definita dall’Ufficio.
Tabella di orientamento
| Scenario | Quando accade | Sanzione sulla dichiarazione | Sanzione sul versamento imposta sostitutiva | Azione consigliata |
|---|---|---|---|---|
| Invio puntuale | Entro 30 novembre | Nessuna | Nessuna, se paghi nei termini | Invia e versa entro le scadenze |
| Tardiva valida | Entro 90 giorni dalla scadenza | 250€ ridotti a 25€ con ravvedimento | Ravvedimento sul 30%: 0,1%/giorno fino a 14 gg; 1,5% (≤30 gg); 1,67% (≤90 gg) | Invia subito; versa imposta, sanzione ridotta e interessi legali |
| Omessa (con imposta dovuta) | Oltre 90 giorni | Dal 120% al 240% dell’imposta, minimo 250€ | Ravvedimento sul 30%: 3,75% (≤1 anno); 4,29% (≤2 anni); 5% (>2 anni) | Invia comunque il modello; versa con ravvedimento; prepara la difesa |
| Omessa (senza imposta dovuta) | Oltre 90 giorni | Da 250€ a 1.000€ | Non applicabile | Invia comunque; attendi eventuali atti; valuta definizioni agevolate se previste |
| Dichiarazione corretta ma saldo tardivo | Invio nei termini, pagamento oltre termine | Nessuna | Ravvedimento sul 30% secondo i giorni di ritardo, più interessi | Versa subito con ravvedimento per ridurre la sanzione |
FAQ
Se invio in ritardo ma non devo pagare imposte, devo comunque pagare 250 euro?
Se invii entro 90 giorni, la dichiarazione è valida e puoi usare il ravvedimento. Pagherai 25 euro, non 250. Oltre 90 giorni la dichiarazione è omessa. In quel caso, se non ci sono imposte dovute, la sanzione va da 250 a 1.000 euro. L’Ufficio la determinerà in base alla gravità e all’eventuale recidiva. Conviene sempre inviare entro 90 giorni per chiudere con 25 euro.
Il ravvedimento a 1/9, 1/8, 1/7 si applica anche alla dichiarazione inviata oltre 90 giorni?
No. Quelle frazioni si applicano soprattutto ai ritardi di pagamento dell’imposta (sanzione del 30% ridotta). Per la dichiarazione tardiva la regola è diversa: è considerata valida solo entro 90 giorni e paghi 1/10 del minimo, cioè 25 euro. Dopo 90 giorni la dichiarazione è omessa e non puoi “ravvedere” l’omissione con le stesse riduzioni. Potrai invece ravvedere il tardivo versamento dell’imposta, se dovuta.
Come funziona il calcolo dell’imposta nel forfettario e che relazione ha con le sanzioni?
Nel forfettario calcoli il reddito applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati (principio di cassa). Poi sottrai i contributi previdenziali versati. Sull’imponibile applichi l’imposta sostitutiva (15% o 5% per chi ha i requisiti di avvio). Le sanzioni si applicano su due fronti: presentazione della dichiarazione (250 euro o, se omessa, percentuale sull’imposta) e versamento dell’imposta (30% ridotto dal ravvedimento). Quindi il corretto calcolo dell’imposta incide direttamente sull’importo delle sanzioni proporzionali.
Ho inviato oltre 90 giorni ma ho subito versato tutta l’imposta con ravvedimento: sono a posto?
Hai sistemato il pagamento, riducendo la sanzione del 30% grazie al ravvedimento e aggiungendo gli interessi. Tuttavia la violazione sulla dichiarazione resta “omessa”. L’Ufficio potrà applicare la sanzione da 120% a 240% dell’imposta (minimo 250 euro). Avere versato prima aiuta a dimostrare buona fede e riduce gli interessi maturati, ma non elimina la sanzione per l’omessa presentazione.
Quali sono le fonti ufficiali da consultare per verificare scadenze e sanzioni?
Per la scadenza e la validità della dichiarazione, vedi il D.P.R. 322/1998 (articolo 2, comma 7). Per le sanzioni su omessa o tardiva dichiarazione, vedi il D.Lgs. 471/1997 (in particolare l’articolo 5). Per le riduzioni tramite ravvedimento, vedi il D.Lgs. 472/1997 (articolo 13). Per le regole del regime forfettario, vedi la L. 190/2014 e successive modifiche. Puoi consultare i testi su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate; per aspetti previdenziali, le indicazioni del Ministero del Lavoro e degli enti di previdenza.
