Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
La ritenuta d’acconto sulle prestazioni occasionali è il 20% del compenso. Si applica solo se il committente è sostituto d’imposta. Oltre 5.000 euro annui scattano i contributi INPS in Gestione Separata.
- Ritenuta d’acconto 20% sul compenso, operata dal sostituto d’imposta e versata con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo.
- Contributi INPS Gestione Separata oltre 5.000 euro annui, su eccedenza, ripartiti 1/3 prestatore e 2/3 committente.
- Prestazione valida solo se non abituale e non organizzata. Se l’attività è continuativa o professionale, serve Partita IVA.
Che cos’è la prestazione occasionale e quando si applica la ritenuta
La prestazione occasionale è un lavoro autonomo sporadico. Significa che non è svolto con abitualità e organizzazione. Si basa sull’articolo 2222 del Codice Civile.
Fiscalmente, i compensi sono “redditi diversi”. Lo dice l’articolo 67, comma 1, lettera l) del TUIR (DPR 917/1986). Questi compensi non hanno IVA perché manca l’abitualità. Il riferimento è l’articolo 5 del DPR 633/1972.
Se il committente è un sostituto d’imposta, applica la ritenuta del 20%. La base è l’articolo 25 del DPR 600/1973. Il sostituto d’imposta è definito dall’articolo 64 del DPR 600/1973.
Quando puoi usare la prestazione occasionale e quando devi aprire Partita IVA
Usa la prestazione occasionale se il lavoro è sporadico. Cioè non ripeti la stessa attività in modo stabile. Non hai una struttura. Non ti promuovi in modo continuativo.
Non usarla se rendi servizi ogni mese, hai più clienti ricorrenti o ti organizzi con strumenti e pubblicità. In questi casi stai esercitando un’attività abituale. Devi aprire la Partita IVA.
Non è adatta per attività artigiane o commerciali organizzate. Per vendite episodiche e non organizzate esistono i “redditi diversi” di tipo commerciale (articolo 67, comma 1, lettera i) del TUIR). Ma la ritenuta d’acconto si applica alla prestazione di lavoro autonomo, non alla vendita di beni.
Calcolo della ritenuta e come compilare la ricevuta
La ritenuta è il 20% del compenso pattuito. Se concordi 100 euro lordi, incassi 80 euro. Il committente trattiene 20 euro e li versa allo Stato per te.
Prepara una ricevuta per prestazione occasionale. Indica: tuoi dati e codice fiscale, dati del committente e partita IVA o codice fiscale, descrizione del lavoro, compenso lordo, ritenuta 20%, netto a pagare. Se l’importo supera 77,47 euro, applica una marca da bollo da 2 euro. L’obbligo deriva dal DPR 642/1972.
La ritenuta si calcola sul compenso lordo. Escludi solo spese anticipate “in nome e per conto” del committente, se documentate. Sono le classiche anticipazioni rimborsate esattamente, come un bollo o un diritto di segreteria pagato al posto del cliente.
Adempimenti del committente: ritenute, certificazioni e sanzioni
Il committente sostituto d’imposta versa la ritenuta con F24, codice tributo 1040. Deve pagare entro il 16 del mese successivo al pagamento del compenso. La regola generale è nel DPR 600/1973 e nel DPR 602/1973.
Entro marzo rilascia la Certificazione Unica al prestatore e la trasmette all’Agenzia delle Entrate. Entro la scadenza annuale invia il Modello 770. Questi adempimenti derivano dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Se non versa la ritenuta, rischia sanzioni e interessi. Le sanzioni sono nel D.Lgs. 471/1997 e nel D.Lgs. 472/1997. Può ridurle con il ravvedimento operoso, se versa spontaneamente in ritardo.
Contributi INPS Gestione Separata oltre 5.000 euro annui
Se in un anno i compensi occasionali superano 5.000 euro, scattano i contributi INPS in Gestione Separata. Si calcolano solo sulla parte che supera i 5.000 euro.
La base giuridica è l’articolo 2, comma 26, della Legge 335/1995 e le circolari INPS annuali. L’aliquota per queste prestazioni segue il profilo dei collaboratori. In pratica è intorno al 33%, aggiornata ogni anno da INPS.
I contributi si dividono così: 1/3 a carico del prestatore, 2/3 a carico del committente. Il committente trattiene il 1/3 dal compenso e versa l’intero importo a INPS tramite flusso Uniemens.
Esempio. Incassi 7.000 euro nell’anno, da più committenti. L’eccedenza è 2.000 euro. Su 2.000 euro si calcola l’aliquota INPS dell’anno. Il committente che ti paga oltre soglia versa i contributi. Tu subisci la trattenuta del tuo 1/3 nel pagamento.
Obbligo di comunicazione preventiva al Ministero del Lavoro
Se il committente è un imprenditore, deve inviare la comunicazione preventiva per lavoro autonomo occasionale. L’obbligo nasce dal DL 146/2021, convertito in Legge 215/2021.
La comunicazione si invia prima dell’inizio della prestazione. Si usa il canale indicato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Se manca, sono previste sanzioni da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore coinvolto. Il riferimento è il Ministero del Lavoro e l’Ispettorato.
Questa comunicazione serve a prevenire il lavoro irregolare. Non sostituisce la ricevuta fiscale e non incide sulla ritenuta.
Casistiche particolari: committenti e operazioni non standard
Committente in regime forfettario
Il forfettario non applica ritenute alla fonte. Lo dice l’articolo 1, comma 67, della Legge 190/2014. Quindi pagherà il compenso intero, senza trattenere il 20%.
Tu dichiarerai il reddito nella tua dichiarazione e pagherai l’IRPEF sul totale. Non c’è ritenuta anticipata.
Committente privato
Un privato non è sostituto d’imposta. Quindi non può operare la ritenuta. Pagherà l’importo intero. Tu poi dichiarerai il reddito e verserai le imposte.
Committente estero
Un committente estero non versa ritenute in Italia. Tu fatturi con ricevuta senza ritenuta. Dichiari il reddito in Italia, come residente.
Le convenzioni contro le doppie imposizioni possono influire. Verifica il Paese e la tipologia di reddito. Le fonti sono sul portale dell’Agenzia delle Entrate e su Normattiva.
Rimborsi spese e base della ritenuta
La ritenuta si applica al compenso. Non si applica alle anticipazioni in nome e per conto, se documentate. Includi in ricevuta le spese con la dicitura corretta.
Evita forfettari di spesa se non documentati. In mancanza di documenti, la ritenuta colpisce l’intero importo corrisposto.
Differenza con il “contratto di prestazione occasionale” (PrestO)
PrestO e Libretto Famiglia sono istituti di lavoro accessorio. Sono rapporti di lavoro, non lavoro autonomo. Sono gestiti su piattaforma INPS.
Hanno limiti, tutele e contributi propri. Non c’entrano con la ricevuta per prestazione autonoma occasionale. Non si applica qui la ritenuta d’acconto del 20%.
Regola decisionale rapida
Se svolgi un lavoro una tantum, senza organizzazione, usa la prestazione occasionale. Se ripeti l’attività o ti promuovi, apri la Partita IVA.
Se il committente è sostituto d’imposta, applica la ritenuta del 20%. Se è forfettario, privato o estero, non c’è ritenuta.
Se superi 5.000 euro annui di compensi, attiva la Gestione Separata INPS. I contributi si calcolano solo sull’eccedenza.
Se il committente è un imprenditore, invia la comunicazione preventiva al Ministero del Lavoro. Fallo prima di iniziare la prestazione.
In dichiarazione dei redditi inserisci sempre gli importi incassati. Usa la Certificazione Unica per allineare ritenute e conguagli.
Fonti normative da conoscere
TUIR, articolo 67, comma 1, lettera l), su redditi di lavoro autonomo non abituale. DPR 600/1973, articoli 25 e 64, su ritenute e sostituti d’imposta.
DPR 633/1972, articolo 5, su soggettività IVA e abitualità. DPR 642/1972, sull’imposta di bollo.
Legge 335/1995, articolo 2, comma 26, su Gestione Separata INPS. DL 146/2021 convertito in Legge 215/2021, su comunicazione preventiva al Ministero del Lavoro.
Consulta i testi su Normattiva, il sito del Ministero del Lavoro, INPS e Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Ritenuta d’acconto | Contributi INPS | Adempimenti e tempistiche | Documento da emettere |
|---|---|---|---|---|
| Azienda italiana sostituto d’imposta, compensi annui del prestatore fino a 5.000 euro | 20% sul compenso lordo. Versamento F24 codice 1040 entro il 16 del mese successivo | Nessun contributo | CU entro marzo; Modello 770 entro scadenza; no Uniemens | Ricevuta con ritenuta 20% e marca da bollo se > 77,47 euro |
| Azienda italiana sostituto d’imposta, superamento soglia 5.000 euro annui | 20% sul compenso lordo | Gestione Separata su eccedenza oltre 5.000 euro; riparto 1/3 prestatore, 2/3 committente | F24 ritenute entro il 16; Uniemens mensile; CU e 770 | Ricevuta con ritenuta 20% e trattenuta 1/3 contributi; marca da bollo se dovuta |
| Committente in regime forfettario | Nessuna ritenuta | Scattano solo se il prestatore supera 5.000 euro annui complessivi; versamento a cura del committente che supera soglia | Se oltre soglia, Uniemens e versamento contributi; niente F24 ritenute | Ricevuta senza ritenuta; marca da bollo se dovuta |
| Committente privato (non sostituto) | Nessuna ritenuta | Solo se il prestatore supera 5.000 euro annui totali e c’è un committente imprenditore oltre soglia | Nessun adempimento fiscale del committente privato | Ricevuta senza ritenuta; marca da bollo se dovuta |
| Committente estero | Nessuna ritenuta italiana | Regole INPS se il prestatore supera 5.000 euro annui complessivi; verifiche sulla territorialità | Nessun F24 ritenute; il prestatore dichiara in Italia; attenzione alle convenzioni | Ricevuta senza ritenuta; indicare che il committente è estero |
FAQ
Come si calcola la ritenuta d’acconto con rimborsi spese e marca da bollo? Puoi farmi un esempio numerico completo?
Supponiamo un compenso lordo di 600 euro. Hai anche 50 euro di spese anticipate in nome e per conto del cliente, documentate. Emetti una ricevuta con tre righe: compenso 600 euro, rimborsi in nome e per conto 50 euro, totale documento 650 euro. La ritenuta del 20% si applica solo ai 600 euro. Quindi la ritenuta è 120 euro. Se il totale documento supera 77,47 euro, applichi una marca da bollo da 2 euro. Indica chi sostiene la marca: in pratica la paghi tu e puoi addebitarla al cliente. Il netto che incassi è: 650 euro meno 120 euro di ritenuta meno 2 euro di bollo, se lo addebiti a parte torna neutro. Quindi 528 euro, più il riaddebito della marca se concordato. Il committente versa i 120 euro con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo.
Supero i 5.000 euro con più committenti: chi versa i contributi INPS e come si ripartiscono?
La soglia di 5.000 euro è personale e vale per la somma di tutti i compensi occasionali dell’anno. Appena superi la soglia, i contributi INPS si applicano solo sulla parte eccedente. Il committente che ti paga il compenso che fa superare la soglia attiva la contribuzione. Da quel momento anche i committenti successivi versano i contributi sui compensi che pagano. La ripartizione è standard: 1/3 a carico tuo, 2/3 a carico del committente. Il committente trattiene il tuo 1/3 dal pagamento e versa l’intero importo a INPS tramite Uniemens. Comunica ai committenti, con autodichiarazione semplice, l’ammontare di compensi già percepiti nell’anno. Così possono calcolare correttamente la quota soggetta a contributi. L’aliquota è quella fissata annualmente da INPS per questa tipologia. Per il dettaglio dell’anno, verifica la circolare INPS pubblicata a inizio anno.
Prestazione occasionale o Partita IVA in regime forfettario: come decido e cosa cambia fiscalmente?
Se lavori in modo sporadico, senza continuità e senza organizzazione, usa la prestazione occasionale. Paghi l’IRPEF ordinaria in dichiarazione, con eventuale ritenuta a titolo di acconto se c’è un sostituto. Se invece l’attività diventa abituale, apri la Partita IVA. Il regime forfettario è il più semplice per chi inizia. Applichi un’imposta sostitutiva “piatta” sul reddito forfettario. Il limite di accesso è 85.000 euro di ricavi annui, salvo cause ostative. Le regole nascono dalla Legge 190/2014 e dalle successive leggi di bilancio. Con la Partita IVA hai contributi previdenziali regolari e fatture senza ritenuta subita. Hai anche più adempimenti, ma una posizione chiara e stabile. La scelta dipende da frequenza degli incarichi, numero di clienti, promozione, e investimenti. Se rispondi “sì” a due o più di questi fattori, la Partita IVA è probabilmente obbligatoria o conveniente.
Posso usare la prestazione occasionale per attività artigianali o commerciali? E per eventi, mercatini o e‑commerce saltuario?
La prestazione occasionale con ritenuta riguarda il lavoro autonomo non abituale. Per attività commerciali o artigianali il quadro cambia. Se vendi beni in modo episodico e non organizzato, rientri nei “redditi diversi” commerciali. Non applichi ritenuta d’acconto e non emetti fattura con IVA, perché non hai Partita IVA. Devi però valutare con attenzione l’organizzazione: un e‑commerce, anche con pochi ordini, implica struttura e promozione. Quindi richiede la Partita IVA. Per fiere e mercatini sporadici, puoi restare nell’occasionalità se è davvero episodico e senza mezzi organizzati. Se partecipi regolarmente, meglio aprire la posizione IVA. Le basi sono nell’articolo 67 del TUIR e nell’articolo 5 del DPR 633/1972 sull’abitualità. In caso di dubbio, raccogli prove dell’occasionalità e mantieni tracciabilità dei pagamenti.
Come dichiaro i compensi occasionali e recupero la ritenuta? E se non ricevo la Certificazione Unica?
Inserisci i compensi occasionali in dichiarazione dei redditi. Nel Modello 730 usa la sezione “redditi diversi”. Nel Modello Redditi PF usa il quadro RL. Indica le ritenute subite come acconti d’imposta. Queste riducono l’IRPEF da pagare. Se gli acconti superano l’imposta dovuta, ottieni un credito e puoi chiederne il rimborso o usarlo in compensazione. Se non ricevi la Certificazione Unica, sollecita il committente. La consegna è obbligatoria. In mancanza, puoi dichiarare usando la tua ricevuta e le contabili di pagamento. L’Agenzia delle Entrate può verificare i versamenti del committente. Se il committente non ha versato la ritenuta, la responsabilità principale è sua, come sostituto. Tu non perdi il diritto a scomputare la ritenuta, se dimostri che è stata trattenuta sul tuo compenso.
