Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Gli elenchi Intrastat vanno inviati entro il 25 del mese successivo (mese o trimestre). In caso di omissione o ritardo, sanzione da 250 a 500 euro se invii entro 30 giorni dalla richiesta ADM, altrimenti da 500 a 1.000 euro.
- Periodicità: mensile se superi 50.000 euro nel trimestre di riferimento per la singola categoria, altrimenti trimestrale.
- Scadenza fissa: giorno 25 del mese successivo al periodo (mese o trimestre) di riferimento.
- Sanzioni: articolo 11, comma 4, del D.Lgs. 471/1997; gestione e controlli a cura dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Che cos’è l’Intrastat e quando scatta l’obbligo
Gli elenchi Intrastat sono modelli statistici e fiscali che riepilogano scambi di beni e servizi tra soggetti IVA di Stati membri UE. Servono a due fini: IVA e statistica.
Per “regime fiscale” intendo le regole IVA. Per “finalità statistiche” intendo i dati che alimentano le statistiche europee sugli scambi.
La base normativa è nel D.L. 331/1993, articoli 50 e 50-bis. Le sanzioni sono nel D.Lgs. 471/1997, articolo 11, comma 4. Le istruzioni tecniche sono emanate da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ISTAT. Per il quadro europeo si applicano il Regolamento (UE) 2019/2152 e il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197.
Chi è soggetto all’obbligo
Devi presentare Intrastat se sei un soggetto passivo IVA in Italia e hai scambi intra-UE. Parliamo di beni ceduti o acquistati e di servizi resi o ricevuti tra soggetti con partita IVA UE.
I privati senza partita IVA non presentano Intrastat. Le operazioni con soggetti extra-UE non rientrano in Intrastat.
Quali modelli esistono
- Intra-1 bis: cessioni intracomunitarie di beni (fiscale e statistico).
- Intra-1 quater: servizi resi a soggetti UE (fiscale e, in parte, statistico).
- Intra-2 bis: acquisti intracomunitari di beni (statistico sopra soglie).
- Intra-2 quater: servizi ricevuti da soggetti UE (fiscale; alcune informazioni statistiche possono essere richieste).
Per “servizi resi” intendo prestazioni che fatturi a clienti UE. Per “servizi ricevuti” intendo prestazioni che acquisti da fornitori UE, spesso con inversione contabile (reverse charge), cioè contabilizzi l’IVA in Italia.
Periodicità, soglie e scadenze
La periodicità dipende dal volume dell’operazione nella singola categoria (beni ceduti, beni acquistati, servizi resi, servizi ricevuti). La regola generale è semplice.
- Mensile: se nel trimestre di riferimento raggiungi o superi 50.000 euro nella categoria.
- Trimestrale: se rimani sotto 50.000 euro.
Il “trimestre di riferimento” è quello corrente per cui stai valutando la periodicità. Se superi la soglia in corso d’opera, passi al mensile dal mese successivo.
La scadenza è unica: giorno 25 del mese successivo al periodo. Se la periodicità è mensile, invii entro il 25 del mese successivo. Se è trimestrale, invii entro il 25 del mese successivo alla chiusura del trimestre.
Attenzione alle soglie statistiche sugli acquisti di beni
Per Intra-2 bis (acquisti di beni) valgono soglie statistiche fissate da ISTAT/ADM. In generale, se superi determinate soglie annuali o trimestrali, devi fornire più dettagli e spesso passare alla mensile.
Le soglie statistiche possono variare per aggiornamenti metodologici. Consulta le istruzioni ISTAT-ADM dell’anno in corso sul portale istituzionale per la soglia esatta.
Sanzioni: come funzionano davvero nel 2026
Se sei obbligato e non invii, o invii in ritardo o con dati incompleti, si applica l’articolo 11, comma 4, del D.Lgs. 471/1997. La norma punisce l’omessa, incompleta o infedele comunicazione.
Gli importi pratici sono questi:
- 250 euro a 500 euro per elenco se invii entro 30 giorni dalla richiesta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
- 500 euro a 1.000 euro per elenco se invii oltre 30 giorni dalla richiesta o non invii affatto.
“Per elenco” significa per ogni modello e periodo non presentato o irregolare. Se mancano tre mensili, la sanzione si moltiplica per tre.
In caso di errori non sostanziali puoi inviare un correttivo. Se l’errore incide su natura, valore o controparte, trattalo come irregolarità rilevante e invia un integrativo. Le regole di dettaglio sono nelle istruzioni ADM-ISTAT.
Ravvedimento, inviti e definizioni
Per Intrastat prevale la gestione doganale con richiesta formale. Se ricevi l’invito a regolarizzare, agisci subito. Entro 30 giorni puoi restare nella fascia bassa della sanzione.
Per il pagamento delle sanzioni amministrative tributarie si applicano anche i principi generali del D.Lgs. 472/1997 e, per la definizione, la Legge 689/1981. Verifica sempre la soluzione migliore in base all’atto ricevuto.
Come preparare e inviare correttamente gli elenchi
L’invio avviene tramite il Servizio Telematico Doganale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Puoi usare i tracciati previsti o gli strumenti messi a disposizione dagli enti competenti. In alternativa, puoi esportare dal tuo gestionale in formato compatibile.
Prima dell’invio, controlla questi punti pratici:
- Partite IVA UE valide tramite VIES. Una partita IVA non valida può trasformare la cessione in operazione interna.
- Classificazione corretta del servizio. Usa la codifica prevista nelle istruzioni. Evita categorie generiche.
- Valori in euro e arrotondamenti coerenti. Evita differenze con la fatturazione.
- Codici Paese e modalità di trasporto corretti per i beni. Sono richiesti ai fini statistici.
Conserva la ricevuta telematica. La ricevuta prova l’invio nei termini. Serve in caso di controllo.
Relazione con la fattura elettronica e le comunicazioni transfrontaliere
Dal 2024 la fattura elettronica è estesa alla maggior parte dei contribuenti. Dal 2026 l’obbligo è di fatto generalizzato, con poche eccezioni transitorie. Questo non elimina l’Intrastat.
La comunicazione delle operazioni transfrontaliere tramite Sistema di Interscambio non sostituisce Intrastat. Sono adempimenti diversi. L’IVA segue regole di fatturazione e integrazione. L’Intrastat riepiloga gli scambi intra-UE per fini fiscali e statistici.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza ogni mese o trimestre:
- Passo 1. Identifica l’operazione: beni ceduti, beni acquistati, servizi resi, servizi ricevuti. Se non è intra-UE o non è B2B, ferma qui: niente Intrastat.
- Passo 2. Somma gli importi del trimestre in corso per la singola categoria. Se raggiungi 50.000 euro, periodicità mensile da subito o dal mese successivo secondo le istruzioni vigenti.
- Passo 3. Determina il modello: Intra-1 bis per cessioni beni, Intra-1 quater per servizi resi, Intra-2 bis per acquisti beni, Intra-2 quater per servizi ricevuti.
- Passo 4. Prepara i dati richiesti (codici, valori, Paese, condizioni). Verifica VIES per il cliente o fornitore.
- Passo 5. Invia entro il 25 del mese successivo. Se scopri un errore, invia un correttivo al più presto.
- Passo 6. Se ricevi una richiesta ADM, rispondi e regolarizza entro 30 giorni per rimanere nella sanzione ridotta.
Questa logica segue D.L. 331/1993 per l’obbligo e D.Lgs. 471/1997 per le sanzioni. Le istruzioni ADM-ISTAT chiariscono i dettagli tecnici e le soglie statistiche.
Casi pratici aggiornati al 2026
Professionista che vende servizi di consulenza a clienti UE
Emetti fattura senza IVA con inversione contabile. Devi presentare Intra-1 quater. Se nel trimestre superi 50.000 euro di servizi resi a UE, passi al mensile. Scadenza il 25 del mese successivo.
Se non invii e ADM ti scrive, paghi da 250 a 500 euro per elenco se regolarizzi entro 30 giorni. Oltre 30 giorni la sanzione sale a 500-1.000 euro.
E-commerce che spedisce beni dalla logistica in Italia verso clienti business UE
Per le cessioni B2B intra-UE presenti Intra-1 bis. Verifica sempre la partita IVA del cliente UE. Se il cliente non ha partita IVA, non compili Intrastat per quella vendita.
Controlla anche le regole di destinazione IVA e i nuovi schemi UE. L’Intrastat resta dovuto per le cessioni B2B rilevanti.
Manifattura che acquista componenti da fornitori UE
Per acquisti di beni presenti Intra-2 bis ai fini statistici se superi le soglie. Se resti sotto, potresti non essere tenuto alla statistica. Controlla la soglia ISTAT-ADM dell’anno.
Per i servizi ricevuti da UE compili Intra-2 quater ai fini IVA. Applichi il reverse charge in contabilità.
Tabella di orientamento rapido
| Scenario | Requisiti/Soglia | Modello e periodicità | Scadenza | Cosa succede se ritardi |
|---|---|---|---|---|
| Servizi resi a soggetti IVA UE | Valore trimestrale ≥ 50.000 euro per servizi resi | Intra-1 quater, mensile dal mese successivo al superamento | 25 del mese successivo | Richiesta ADM: 250-500 euro se invii entro 30 giorni; oltre 30 giorni 500-1.000 euro |
| Cessioni intracomunitarie di beni | Valore trimestrale < 50.000 euro per cessioni beni | Intra-1 bis, trimestrale | 25 del mese successivo al trimestre | Stesse sanzioni per elenco non inviato o tardivo, ai sensi del D.Lgs. 471/1997 |
| Acquisti intracomunitari di beni | Soglie statistiche ISTAT-ADM superate | Intra-2 bis, spesso mensile e con maggior dettaglio | 25 del mese successivo | Sanzioni come per gli altri elenchi; attenzione al cumulo per più periodi |
| Servizi ricevuti da soggetti IVA UE | Valore trimestrale ≥ 50.000 euro per servizi ricevuti | Intra-2 quater, mensile | 25 del mese successivo | 250-500 euro se invii entro 30 giorni dalla richiesta; 500-1.000 euro oltre i 30 giorni o omessi |
| Superamento soglia in corso di trimestre | Raggiungi 50.000 euro nella categoria | Passi alla periodicità mensile dalla prima scadenza utile | 25 del mese successivo | Se salti la prima mensile, si applica la sanzione sull’elenco mancante |
| Nessuna operazione nel periodo | Zero nella categoria nel mese/trimestre | Nessun “modello zero” se non previsto dalle istruzioni | N/A | Nessuna sanzione, perché nessun obbligo di invio in assenza di dati |
FAQ: domande frequenti
1) Devo presentare Intrastat se sono nel regime forfettario?
Sì, se effettui operazioni B2B intra-UE rilevanti. Il “regime forfettario” è un regime fiscale agevolato con imposta sostitutiva e senza IVA in fattura. Ma l’obbligo Intrastat non dipende dal regime contabile. Dipende dalla natura dell’operazione e dal fatto che tu sia soggetto passivo IVA. Se rendi servizi a un cliente con partita IVA UE, dovrai in genere presentare Intra-1 quater. Se acquisti beni o servizi da un fornitore UE, valuta Intra-2 bis o Intra-2 quater secondo le regole. Resta valida la soglia dei 50.000 euro per la periodicità. La fonte è il D.L. 331/1993 e le istruzioni ADM-ISTAT, non la disciplina del forfettario.
2) Come calcolo correttamente la soglia dei 50.000 euro per la periodicità?
Somma gli importi imponibili del periodo nella singola categoria. Per esempio, per i servizi resi sommi tutte le fatture emesse a clienti UE nel trimestre. Non mischiare categorie diverse. La soglia funziona “per canale”: beni ceduti separati da servizi resi, beni acquistati separati da servizi ricevuti. Se in un trimestre raggiungi o superi 50.000 euro in una categoria, passi al mensile per quella sola categoria dal mese successivo o secondo la cadenza indicata nelle istruzioni vigenti. Ricorda: la scadenza rimane il 25 del mese successivo. Le regole derivano dalle istruzioni ADM-ISTAT, che precisano anche eventuali arrotondamenti e casi particolari.
3) L’invio dell’e-fattura o della comunicazione transfrontaliera sostituisce l’Intrastat?
No. Sono adempimenti diversi con finalità diverse. La fattura elettronica gestisce la prova del trattamento IVA e lo scambio dati con l’amministrazione. La “comunicazione operazioni transfrontaliere” riguarda rapporti con controparti estere e serve per i controlli IVA. L’Intrastat invece è un riepilogo specifico per gli scambi intra-UE, con contenuti anche statistici. Lo dicono il D.L. 331/1993 e i regolamenti europei sulle statistiche (Regolamento UE 2019/2152 e 2020/1197). Anche se invii tutte le fatture al Sistema di Interscambio, l’Intrastat resta dovuto quando previsto.
4) Cosa rischio se sbaglio un codice o un valore, ma invio nei termini?
Se l’errore è formale e non altera natura, controparte o valore dell’operazione, in genere puoi inviare un correttivo senza incorrere nelle fasce massime di sanzione. Se invece l’errore è sostanziale (per esempio, inverti il Paese o ometti un importo rilevante), la violazione rientra nell’articolo 11, comma 4, del D.Lgs. 471/1997. In caso di richiesta ADM, se regolarizzi entro 30 giorni resti nella fascia 250-500 euro per elenco. Oltre i 30 giorni o se non regolarizzi, passi a 500-1.000 euro. Conserva sempre la ricevuta telematica e la documentazione di supporto. Le istruzioni ADM-ISTAT indicano come predisporre modelli sostitutivi o integrativi.
5) Come mi organizzo per rispettare il 25 del mese e ridurre il rischio sanzioni?
Imposta un calendario fisso. Chiudi entro il giorno 10 i dati del mese o trimestre precedente. Verifica le partite IVA UE nel VIES. Classifica i servizi con il codice corretto. Predisponi l’esportazione dal gestionale nel formato richiesto dal Servizio Telematico Doganale. Effettua un invio di prova interno e controlla quadrature con la contabilità IVA. Invia entro il 20 per avere margine. Se ricevi una richiesta ADM, non aspettare: invia o correggi entro 30 giorni per rimanere nella sanzione ridotta. Le basi sono nelle regole di presentazione ADM e nella normativa generale sulle sanzioni (D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997).
