Pagamento della TARI: come lo faccio oltre la scadenza?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

La TARI si paga secondo scadenze comunali, in unica soluzione o fino a quattro rate con saldo a dicembre. Ammesso ravvedimento operoso. Paghi con F24 (codice 3944) o avviso pagoPA.

  • Le scadenze TARI le decide ogni Comune con delibera annuale; di solito c’è acconto e saldo a dicembre.
  • Paghi con F24 (codici 3944 tributo, 3945 interessi, 3946 sanzioni) o con avviso pagoPA.
  • Ravvedimento operoso ex art. 13 D.Lgs. 472/1997; sanzione base 30% (D.Lgs. 471/1997) riducibile più interessi legali MEF.

Cos’è la TARI, chi la paga e su quali basi si calcola

La TARI è la tassa rifiuti. Serve a coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento. La istituisce la Legge 147/2013, art. 1, commi 639-705 (fonte: Normattiva).

La paga chi detiene o possiede locali o aree che producono rifiuti urbani. Quindi famiglie, negozi, uffici, laboratori. Se subentri in un immobile, scatta l’obbligo.

Il calcolo si basa su due parti. Quota fissa: dipende dai metri quadrati. Quota variabile: dipende dagli occupanti (domestiche) o dall’attività (non domestiche). I criteri tecnici provengono dal DPR 158/1999 e dal metodo tariffario rifiuti definito da ARERA, oggi MTR-2 (delibera 363/2021) per i costi del servizio.

Scadenze TARI: come si fissano davvero

Le scadenze non sono uguali per tutti. Ogni Comune approva il Piano Economico Finanziario (PEF) e le tariffe, poi fissa il calendario dei pagamenti nel proprio regolamento o nella delibera annuale (fonte: Normattiva; ARERA per il PEF).

In pratica trovi due strade. Unica soluzione entro fine anno, di norma a dicembre. Oppure rate: da 2 a 4, con saldo a fine anno. Molti Comuni prevedono acconti in primavera/estate e il conguaglio a dicembre.

Esempio tipico delle grandi città nelle ultime annualità: due rate con acconto a fine autunno e saldo a dicembre-gennaio. Ma fa fede solo l’avviso del tuo Comune.

Unica soluzione o rate: come scegliere

Se l’importo è gestibile, unica soluzione. Eviti dimenticanze e possibili arrotondamenti. Se preferisci liquidità, usa le rate che il Comune offre di default (2, 3 o 4). Alcuni regolamenti prevedono piani più lunghi per situazioni di difficoltà documentate.

Controlla sempre l’ultima rata. È il saldo. Qui confluiscono eventuali conguagli, soprattutto se il PEF è stato aggiornato dopo gli acconti.

Calendario tipico delle rate

Schema diffuso, soggetto a delibera locale:

  • 2 rate: acconto in autunno, saldo a dicembre.
  • 3 rate: rate tra settembre e novembre, saldo a dicembre.
  • 4 rate: scadenze tra estate e autunno, saldo a dicembre.

Il tuo calendario esatto è indicato nell’avviso inviato dal Comune. Se non lo ricevi, verifica sul portale tributi comunale o con l’ufficio tributi.

Metodi di pagamento: F24, pagoPA, domiciliazione

Il Comune indica sempre i canali disponibili. Oggi i principali sono due: modello F24 e avviso pagoPA. pagoPA è il sistema obbligatorio per i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione (fonte: D.Lgs. 82/2005 – Codice dell’Amministrazione Digitale; Dipartimento per la Trasformazione Digitale).

Pagamento con F24: come compilarlo senza errori

Usa la sezione “IMU e altri tributi locali”. Inserisci:

  • Codice tributo: 3944 (TARI).
  • Codici accessori se fai ravvedimento: 3945 per interessi, 3946 per sanzioni.
  • Codice ente/codice Comune: quello del tuo Comune (sigla a 4 lettere).
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta della TARI dovuta.
  • Rateazione: solo se l’avviso prevede rate.

Somma le righe per arrivare al totale a debito. Paga in banca, in posta o online tramite home banking.

Pagamento con avviso pagoPA

L’avviso riporta codice IUV, QR e CBILL. Puoi pagare online (home banking, app), in banca, in tabaccheria abilitata, o in posta. L’esito è immediato e la ricevuta è valida fiscalmente.

Se hai smarrito l’avviso, molti Comuni permettono la ristampa nell’area tributi. Altrimenti contatta l’ufficio tributi per generare un nuovo IUV.

Domiciliazione bancaria (SDD)

Alcuni regolamenti comunali offrono la domiciliazione bancaria. A volte è previsto un piccolo sconto. Verifica modulistica e scadenze di adesione presso il tuo Comune.

Ritardi, sanzioni e ravvedimento operoso

Se paghi in ritardo, la sanzione ordinaria è il 30% dell’imposta non versata (fonte: D.Lgs. 471/1997). Puoi però usare il ravvedimento operoso (fonte: art. 13 D.Lgs. 472/1997) e ridurre la sanzione.

Ecco le riduzioni standard, oltre agli interessi legali giorno per giorno (tasso fissato annualmente dal MEF – Dipartimento del Tesoro):

  • Entro 14 giorni: 0,1% per ogni giorno di ritardo.
  • Dal 15° al 30° giorno: 1,5% fisso.
  • Dal 31° al 90° giorno: 1,67% fisso.
  • Dal 91° giorno a 1 anno: 3,75% fisso.
  • Da 1 a 2 anni: 4,2857%.
  • Oltre 2 anni e fino alla notifica: 5%.

Quando non puoi ravvederti? Dopo che il Comune ti notifica un avviso di accertamento esecutivo. Da quel momento partono gli interessi e le procedure di riscossione coattiva (fonte: Legge 160/2019, commi 792-803).

Attenzione a un equivoco frequente: il mancato pagamento TARI non comporta un reato penale automatico. Non esiste una “soglia penale” specifica per la TARI. Il Comune procede con ingiunzione, fermo, ipoteca, pignoramento secondo le regole della riscossione.

Come si paga il ravvedimento, operativamente

Se usi l’F24, compila tre righe: tributo (3944), interessi (3945), sanzioni (3946). Indica lo stesso anno d’imposta su tutte le righe.

Se usi pagoPA, verifica se il portale tributi del Comune calcola ravvedimento automatico. In alternativa, chiedi all’ufficio tributi la generazione di un avviso pagoPA con importi aggiornati.

Agevolazioni, riduzioni e casi particolari

Le riduzioni TARI sono disciplinate dai regolamenti comunali (fonte: Legge 147/2013, commi 659-660). Non esiste un “bonus TARI” nazionale con soglie uniche valide ovunque.

Le più comuni:

  • Agevolazioni sociali ISEE: sconti parziali per nuclei con ISEE basso. I valori soglia li decide il Comune.
  • Famiglie numerose: riduzioni su quota variabile, se previste.
  • Compostaggio domestico: sconto sulla quota variabile se autocertifichi e rispetti il regolamento.
  • Mancato servizio o distanza: riduzione se il servizio non è attivo o è carente in modo documentato.
  • Utenze stagionali o a uso discontinuo: tariffe ridotte, se provi la stagionalità.
  • Non domestiche con rifiuti avviati al recupero: riduzione della quota variabile se documenti i quantitativi recuperati (fonte: D.Lgs. 116/2020; indirizzi ARERA).

Dal 2024 il Reddito di cittadinanza non esiste più. Oggi ci sono l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro. Alcuni Comuni collegano agevolazioni TARI a questi strumenti, ma è una scelta locale. Verifica sempre il regolamento del tuo Comune.

Come si determina l’importo TARI: i passaggi chiave

Per le utenze domestiche contano metri quadrati e componenti del nucleo anagrafico. Il Comune applica coefficienti per quota fissa e quota variabile. Ricevi un avviso con importi precompilati.

Per le utenze non domestiche contano metri quadrati e categoria di attività. Le categorie hanno coefficienti diversi in base al potenziale di rifiuti prodotti.

Se non ricevi l’avviso, resta l’obbligo di pagare. In molti regolamenti è previsto l’obbligo di dichiarazione TARI entro un termine (spesso 90 giorni) dall’inizio della detenzione o dalla variazione. La base è l’art. 1, comma 684, della Legge 147/2013, che demanda al regolamento comunale modalità e termini dichiarativi.

Regola decisionale rapida

Hai ricevuto l’avviso TARI entro l’autunno?

Sì: paga alle scadenze indicate, con pagoPA o F24. Se puoi, scegli unica soluzione a dicembre.

No: verifica sul sito del Comune o contatta l’ufficio tributi. In assenza di avviso, autoliquida con F24 usando il prospetto tariffario pubblicato dal Comune.

Vuoi rateizzare?

Se l’avviso prevede 2-4 rate, segui quelle date. Se sei in difficoltà, chiedi una dilazione straordinaria secondo regolamento.

Sei in ritardo?

Calcola il ravvedimento: determina fascia di giorni, applica la sanzione ridotta e gli interessi legali. Paga con F24 usando i tre codici (3944, 3945, 3946). Se hai già ricevuto l’accertamento, niente ravvedimento: segui l’atto.

Hai ISEE basso o casi particolari?

Controlla il regolamento comunale per agevolazioni sociali, famiglie numerose, compostaggio, utenze stagionali. Presenta la domanda nei tempi indicati.

Scenario Requisito normativo/regolamentare Cosa fare subito Tempistiche e note operative
Utenza domestica, pagamento in unica soluzione Delibera tariffe annuali; regolamento scadenze (L. 147/2013) Usa avviso pagoPA o F24 con codice 3944 Saldo di norma a dicembre; conserva ricevuta per 5 anni per eventuali controlli
Utenza domestica, 3 rate con saldo a dicembre Rateazione prevista dal regolamento comunale Segna tutte le scadenze; attiva promemoria di pagamento Acconti in autunno; saldo a dicembre con eventuale conguaglio PEF
Utenza non domestica stagionale Riduzioni per uso discontinuo; DPR 158/1999; D.Lgs. 116/2020 Chiedi riduzione allegando prove della stagionalità Domanda entro i termini regolamentari; riduzione applicata sul saldo
Ravvedimento per ritardo di 45 giorni Art. 13 D.Lgs. 472/1997; interessi legali MEF Calcola 1,67% di sanzione + interessi; paga con F24 (3944, 3945, 3946) Entro 90 giorni hai la riduzione massima per questa fascia
Accertamento esecutivo ricevuto Riscossione locale ex L. 160/2019, commi 792-803 Non puoi ravvederti; segui le istruzioni dell’atto Possibile rateizzazione secondo regolamento; occhio a interessi e aggio

FAQ

Non ho ricevuto l’avviso TARI: devo comunque pagare? Come calcolo l’importo?

Sì, devi pagare comunque. L’obbligo nasce dal possesso o dalla detenzione dell’immobile, non dall’arrivo dell’avviso. La Legge 147/2013 prevede che il regolamento comunale definisca modalità e termini dichiarativi e di pagamento. Se l’avviso non arriva, verifica il regolamento e le tariffe pubblicate dal tuo Comune. Troverai le quote per metro quadrato e i coefficienti per gli occupanti. Calcola quota fissa e quota variabile, applica eventuali riduzioni previste, e paga con F24 usando il codice 3944. In caso di dubbi, contatta l’ufficio tributi per ottenere un prospetto ufficiale o la ristampa dell’avviso pagoPA. Conserva la prova di pagamento. Se emergono differenze, il Comune potrà conguagliare sul saldo successivo.

Posso chiedere più di 4 rate? E se sono già in ritardo?

Le rate ordinarie (2-4) le decide il Comune. Alcuni regolamenti consentono piani di dilazione straordinari per situazioni di temporanea difficoltà, di solito su richiesta motivata e documentata. Se sei in ritardo ma non hai ricevuto un accertamento, puoi usare il ravvedimento operoso: paghi imposta, sanzione ridotta e interessi legali. Se invece hai ricevuto l’avviso di accertamento esecutivo, non puoi più ravvederti. Potrai però chiedere la rateizzazione dell’atto secondo il regolamento locale. Ricorda che sugli importi in dilazione maturano interessi. Valuta anche la domiciliazione bancaria per non perdere le scadenze future.

Come funziona la TARI per chi affitta stanze o fa locazioni brevi (es. turistiche)?

La TARI segue chi detiene i locali. Nelle locazioni brevi e nelle stanze in appartamento, il soggetto passivo resta in genere il proprietario o l’inquilino principale, in base a chi detiene l’immobile. Alcuni Comuni chiedono di comunicare il numero degli occupanti effettivi e la durata dell’occupazione. Se fai locazioni turistiche o brevi, verifica il regolamento: spesso si applica la TARI domestica con aggiornamento del numero di occupanti, oppure la TARI non domestica se l’attività è organizzata come impresa. In caso di coabitazione, comunica le variazioni degli occupanti per calibrare la quota variabile. Tieni distinti gli adempimenti fiscali sulle locazioni (redditi, imposta di soggiorno dove dovuta) dalla TARI: sono piani diversi con regole proprie.

Sono un’azienda: posso ridurre la TARI se avvio i rifiuti al recupero?

Sì, entro i limiti di legge. Il D.Lgs. 116/2020 ha ridefinito il perimetro dei rifiuti urbani e speciali. Per i quantitativi di rifiuti urbani che avvii direttamente al recupero, molti regolamenti riconoscono riduzioni della quota variabile, a fronte di idonea documentazione (contratti, formulari, pesate, dichiarazioni del gestore). ARERA, con il metodo tariffario (MTR-2), indirizza i Comuni nel riconoscimento dei costi efficienti e nella rendicontazione. Presenta domanda entro i termini indicati, allegando le prove dei conferimenti. Se l’istanza è accolta, il Comune applica la riduzione in sede di saldo o con conguaglio.

Ho sbagliato un F24 TARI o ho pagato due volte. Posso recuperare?

Sì. Per codici o anni errati, puoi chiedere al Comune la correzione in compensazione interna se il versamento è riconducibile alla TARI dovuta. Se hai versato in eccesso, presenti istanza di rimborso al Comune. Per i tributi locali il termine ordinario di rimborso è di cinque anni dal versamento, secondo la disciplina generale dei tributi propri (fonte: Normattiva; prassi degli enti locali e art. 1, comma 164, L. 296/2006 richiamato in materia di rimborsi). Indica IBAN, prova del pagamento e spiega l’errore. In alternativa, alcuni Comuni consentono di utilizzare il credito in compensazione su annualità successive. Conserva tutta la documentazione finché non ricevi l’esito formale dell’istanza.

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